Estratto del documento

Cos'è l'economia politica?

Scienza sociale che si occupa dei metodi con cui l'uomo usa razionalmente poche risorse per soddisfare molte esigenze, ovvero della produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi. Studia il comportamento degli agenti economici:

Livello aggregato o per settore istituzionale (macro-economia)

  • Famiglie (centri di consumo)
  • Imprese (centri di produzione)
  • Settore pubblico
  • Resto del mondo

Livello disaggregato o individuale (microeconomia)

  • Consumatore
  • Impresa
  • Lavoratore
  • Risparmiatore/investitore

Principali teorie del pensiero economico

  1. Economia politica "classica": Adam Smith, David Ricardo (da circa metà/fine 1700). Fine del mercantilismo: crescente ruolo dell'industria (rivoluzione industriale ed affermazione del capitalismo) e studio dei rapporti tra classi sociali (proprietari terrieri, capitalisti e lavoratori). Si ritiene che il sistema economico abbia un funzionamento naturale che garantisce in modo automatico l'equilibrio (compatibilità tra le decisioni prese da milioni di persone in modo indipendente). In tale ambito l'attivismo dei poteri pubblici deve essere minimo in quanto fonte di possibili interferenze. → MANO INVISIBILE
  2. Economia "neoclassica": Alfred Marshall, Arthur Cecil Pigou, Vilfredo Pareto, Léon Walras (da circa fine 1800). Utilitarismo e individualismo metodologico (approccio della moderna microeconomia). → Liberismo (laissez-faire)
  3. Economia "keynesiana": Per altri economisti, il funzionamento del sistema economico difficilmente raggiunge un equilibrio soddisfacente in assenza di forme di attivismo da parte dei poteri pubblici. John Maynard Keynes (Teoria Generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, 1933). Necessità dell'intervento pubblico nell'economia al fine di perseguire l'obiettivo di piena occupazione ("fallimento del mercato" a seguito della Grande Depressione del 1929). → interventismo.
  4. Ulteriori sviluppi che nascono dai precedenti.

Tematiche principali della macroeconomia

  • Prodotto e reddito nazionale → Domanda e offerta aggregata di beni e servizi
    • Consumi
    • Investimenti
    • Spesa pubblica
    • Importazioni/esportazioni
  • Mercati finanziari → Domanda e offerta aggregata di moneta e altri strumenti = banche
  • Inflazione/deflazione → Dinamiche dei prezzi
  • Occupazione/disoccupazione → Domanda e offerta aggregata di lavoro (il lavoratore offre lavoro all'impresa, l'imprenditore domanda lavoro)
  • Tasso di cambio → rapporti tra sistemi economici (sterlina-euro)
  • Politica economica → intervento pubblico in economia

Tematiche principali della microeconomia

  • Problema di scelta del consumatore - Quali beni acquistare? → Domanda dei beni da acquistare
  • Problema di scelta dell'impresa → Domanda di fattori produttivi e offerta di beni e servizi
    • Come produrre?
    • Cosa produrre?
    • Quanto produrre?
  • Problema di scelta del lavoratore → offerta di lavoro
    • Quanti lavorano per quel salario?
  • Problema di scelta del risparmiatore/investitore → Domanda e offerta di capitali

Il bilancio

Il bilancio (documento contabile che dà informazioni sull'impresa) è compilato esplicitamente o implicitamente da ogni soggetto economico. Questo si compone di uno stato patrimoniale e di un conto economico.

Stato patrimoniale

Riporta grandezze di un istante temporale (stock) di una famiglia/azienda e si compone di:

  • Attività (ciò che possiede)
    • Attività reali (beni immobili)
    • Attività finanziarie (titoli, moneta)
  • Passività (impegni di pagamento/debiti per finanziare attività)
    • Mutui ipotecari (poiché devono fornire garanzia affinché venga concesso il mutuo)
    • Altri debiti derivanti beni di consumo

Conto economico

Riporta grandezze di un arco temporale (generalmente un anno) e si chiamano flusso:

  • Entrate
    • Redditi da lavoro (salari e stipendi)
    • Redditi da capitale (proventi per investimenti in titoli)
  • Uscite
    • Spese di consumo
    • Oneri su debiti (interessi sui mutui)

Il bilancio dell'impresa si compone dello stato patrimoniale dell'impresa e del conto economico; i due devono sempre bilanciarsi.

Stato patrimoniale dell'impresa

Attività Passività
Atti materiali (macchinari) Mutui (debiti a lungo termine)
Atti immateriali (brevetti) Banche, prestiti bancari
Partecipazioni finanziarie (azioni presso altre società) Altri debiti
Scorte in magazzino (prodotti invenduti) Fondo ammortamento (consente di pagare i beni nel corso del tempo utile del bene)
Crediti
Casse, titoli, denaro contante e moneta bancaria

Capitale netto

  • Capitale sociale (soldi posti dai fondatori dell'azienda)
  • Riserve (soldi per imprevisti)
  • Utile di esercizio (nell'anno di esercizio)

Conto economico dell'impresa

Entrate Uscite
Ricavo da vendite (ciò che proviene da ciò che viene venduto) Costi materiali
Proventi finanziari Costo lavoro (stipendi)
Ammortamenti (quote per beni acquistati)
Imposte/tasse

Totale entrate totale costi

  • Utile di esercizio (totale entrate - totale costi = utile di esercizio)
    • = 0 → paro
    • > 0 → utile
    • < 0 → perdita

Grandezze economiche

Grandezza stock: consistenza in un istante (ricchezza, patrimonio)

Grandezza flusso: consistenza nella variazione in un arco di tempo (reddito, consumo)

Variabile esogena: ricavata dall'esterno, il valore è noto in anticipo

Variabile endogena: ricavato dall'interno del modello

Le grandezze economiche sono espresse in valore: ovvero sono prezzo moltiplicato per la quantità. Se devo confrontare grandezze espresse in valore che si riferiscono a periodi diversi devo considerare la variazione dei prezzi su tali periodi.

Grandezza reale: depurate dall'effetto della variazione dei prezzi (inflazione, deflazione)

Grandezza nominale: non tiene conto della variazione dei prezzi

Modello economico

Un modello economico è costituito da un insieme di relazioni tra variabili economiche (endogene o esogene) e lo scopo è di fornire informazioni sul tipo di legami tra le variabili espresse da:

  1. Equazioni di definizione o identità contabili
  2. Equazioni di comportamento
  3. Equazioni di natura tecnica
  4. Equazioni, o condizioni, di equilibrio

Ad esempio: la quantità domandata di biglietti della metropolitana può essere in funzione del prezzo del biglietto stesso, del reddito e delle preferenze di chi intende acquistare il biglietto, del costo della benzina, del costo del parcheggio, ecc.

Essendo un modello una semplificazione della realtà, molte variabili devono essere tenute costanti, ovvero devono essere ritenute come esogene.

Esempio: domanda di biglietti metro in funzione del solo prezzo del biglietto metro.

Si fa riferimento al concetto di funzione di variabile reale, ovvero una "legge" che associa (trasforma) un numero (reale) ad un altro numero (reale).

Rappresentazione della funzione nel grafico

Una serie storica di una variabile economica, esprime il valore che questa variabile ha assunto nel corso del tempo. La rappresentazione grafica di una serie storica permette di analizzare e descrivere il trend assunto dalla variabile economica in oggetto.

Un grafico rivela una relazione tra due variabili, variabile dipendente (Y) e indipendente (X).

Un grafico a due variabili utilizza due linee perpendicolari:

  • La linea verticale è chiamata asse delle ordinate (o asse della Y) dove viene rappresentato il valore della variabile dipendente
  • La linea orizzontale è chiamata asse delle ascisse (asse della X) dove viene rappresentato il valore della variabile indipendente

Saremo interessati solo al primo quadrante del piano cartesiano. Ogni punto del piano è identificabile da una coppia di numeri reali chiamati ascissa e ordinata (x,y) che rappresentano le distanze del punto, rispettivamente, dall'asse y e dall'asse x. Il punto di coordinate (0,0) è detto origine.

Osservando un grafico è possibile individuare il tipo di relazione che sussiste tra le due variabili X e Y:

  • Le due variabili "si muovono nella stessa direzione", ovvero esiste una relazione diretta, positiva, o crescente tra le due variabili
  • Le due variabili "si muovono in direzioni opposte", ovvero esiste una relazione inversa, negativa, o decrescente tra le due variabili
  • Le due variabili non sono legate tra loro, ovvero sono indipendenti.

Relazione tra due variabili

Una relazione diretta o positiva tra due variabili è rappresentata da una linea crescente, ovvero inclinata verso l'alto/destra. Se questa linea si presenta retta allora la relazione è anche lineare, altrimenti è curvilinea.

  • Crescente lineare (Se x aumenta y aumenta)
  • Crescente a tassi crescenti (se x aumenta y aumenta a tassi più elevati)
  • Crescente a tassi decrescenti (se x cresce, y aumenta a tassi minori)

Una relazione inversa o negativa tra due variabili è rappresentata da una linea decrescente, ovvero inclinata verso il basso/destra. Se questa linea si presenta retta allora la relazione è anche lineare, altrimenti è curvilinea.

  • Decrescente lineare (se x aumenta y diminuisce)
  • Decrescente a tassi crescenti (se x aumenta y diminuisce a tassi elevati)
  • Decrescente a tassi decrescenti (se x aumenta y decresce a tassi minori)

Variabili indipendenti: due variabili sono tra loro indipendenti se al variare dell'una l'altra non cambia. Una relazione tra due variabili indipendenti è rappresentata da una linea retta parallela all'asse delle ascisse o delle ordinate.

  • Indipendenti, Y costante
  • Indipendenti, X costante

Coefficiente angolare

Definiamo innanzitutto il termine di "variazione" indicato con la lettera greca Delta maiuscola, Δ.

ΔY indica la variazione della variabile Y misurata sull'asse delle ordinate.

ΔX indica la variazione della variabile X misurata sull'asse delle ascisse.

Il rapporto tra le due variazioni, ovvero Y/X, esprime la pendenza o coefficiente angolare della funzione.

Funzione lineare con "intercetta": Y = a + bX dove il coefficiente a rappresenta l'intercetta, b il coefficiente angolare della funzione.

Esempio: Y = 10 + 2X

Meccanismo di domanda-offerta

Esiste una quantità scambiata e c'è un prezzo. Questo meccanismo si avvia in un mercato ossia un luogo fisico o meno dove viene scambiato un determinato bene o servizio. La parola scambio indica proprio il meccanismo di domanda, offerta e prezzo.

In un mercato gli scambi sono:

  • A pronti se la fase di contrattazione e quella di scambio sono contestuali
  • A termine se oggi vengono fissate le domande/offerte e in data successiva si dà esecuzione ai contratti
  • Contingenti se aggiungono un'ulteriore garanzia riguardo al futuro incerto perché si contratta oggi il diritto di acquistare alla scadenza un determinato bene ad un determinato prezzo, solo se si verifica un certo evento.

1) La domanda che gli acquirenti di un determinato prodotto esprimono è in relazione inversa con il prezzo (ad un prezzo alto meno persone sono propense ad acquistare)

2) L'offerta è in relazione diretta: chi offre troverà conveniente aumentare i beni in vendita, così accrescerà l'incasso.

Le curve di domanda/offerta si rappresentano secondo un'ipotesi:

  1. Si pensi di chiedere ai consumatori che prezzo sono disposti a pagare per una determinata quantità di bene (prezzo di domanda); è logico che per le prime unità di bene pagherebbero un prezzo alto, mentre poi via via tende a ridursi;
  2. Si pensi di chiedere a quale prezzo sono disposti a vendere una quantità di bene in ragione dei costi: è logico che per le prime unità il prezzo sarà basso poi tenderà ad alzarsi.

Punto di equilibrio

I movimenti del prezzo nel mercato dipendono dalla legge della domanda e dell'offerta:

  • Se vi è un eccesso di domanda, il prezzo tenderà ad aumentare, perché chi acquista è disposto a pagare un prezzo più alto
  • Se vi è un eccesso di offerta, il prezzo tenderà ad abbassarsi perché chi offre tenderà a chiedere un prezzo più basso pur di eliminare le giacenze.

Le forme di mercato

L'interazione tra domanda e offerta porta allo sviluppo di diverse forme di mercato e ciò si ripercuote sull'equilibrio finale.

Concorrenza perfetta

Una forma ideale di mercato in cui vi sono una pluralità di soggetti sia dal lato della domanda che dell'offerta (questi si comportano come price taker ossia accettano il prezzo che viene loro imposto). La concorrenza si definisce perfetta perché lo scambio avviene in condizioni ideali senza imperfezioni dei mercati. Esempio di questo mercato è il mercato del grano in cui vi sono tanti potenziali acquirenti, il bene è omogeneo e vi è libertà d'entrata.

Caratteristiche fondamentali di questo mercato sono:

  • Legge del prezzo unico: tutti i consumatori pagano lo stesso prezzo e tutte le imprese incassano lo stesso prezzo.
  • Libertà d'entrata: chiunque può entrare ed uscire dal mercato senza sostenere costi
  • Informazione completa e perfetta: disponibile e diffusa tra tutti
  • Bene omogeneo: le imprese producono lo stesso bene identico

Mercati imperfetti

Vengono meno o si modificano alcune caratteristiche della situazione ideale.

  • Prodotti non omogenei: ad es. con marchi differenti (Coca Cola/Pepsi)
  • Presenza di brevetti che tutelano la proprietà intellettuale (industrie farmaceutiche)
  • Discriminazione prezzo: l'impresa cattura la volontà a pagare del consumatore
  • Economia di scala: si sfruttano alcune catene di produzione per ridurre i costi di produzione
  • Esistenza di cooperazione tra imprese così da ampliare i margini di profitto
  • Imprese price maker: libertà di decisione del prezzo di mercato.

Tipologie di mercati imperfetti

  • Monopolio: esiste un solo produttore (price maker) che offre il bene e tanti acquirenti.
    • Monopolio naturale: azienda per motivi tecnici è unica che offre quel bene
    • Monopolio legale: tabacchi
  • Concorrenza monopolistica: tanti produttori ma ognuno ha la sua clientela verso la quale si comporta come monopolista
  • Oligopolio: pochi produttori con interdipendenza strategica (Teoria dei giochi). Le scelte delle imprese sono vincolate dalle scelte delle altre imprese.

Mercati a livello macroeconomico: approccio aggregato

  • Domanda - Famiglie (consumatori)
  • Mercato dei beni e servizi Offerta - Imprese
  • Domanda - Imprese
  • Mercato dei capitali Offerta - Famiglie (risparmiatori)
  • Domanda - Imprese
  • Mercato del lavoro Offerta - Famiglie (Lavoratori)
  • Domanda - Famiglie e Imprese
  • Mercato della moneta Offerta - Banche
  • Mercato dei titoli → Domanda - Famiglie (Risparmiatori)
  • Offerta - Imprese e Stato
  • Domanda/offerta valuta nazionale/estera
  • Mercato delle valute

Fallimenti del mercato

Nel caso in cui il mercato non è in grado di mantenere l'equilibrio tra l'interazione domanda-offerta, si ha il fallimento. Il mercato si allontana dal mercato ideale perché:

  • Assenza di mercato per eccessivi costi
  • Presenza di asimmetrie informative (informazione incomplete o non note a tutti)
  • Esternalità (positive se portano benefici o negative se comportano danni) con costi (azienda che inquina) o benefici sociali (impresa che spende in ricerca e sviluppo procura vantaggi per altre imprese e per l'intera economia)
  • Beni pubblici non rivalità: uso del bene da parte di un agente non incide sulla facoltà di goderne di altri e non escludibilità: impossibilità di estromettere terzi dal consumo di un determinato bene – free rider (chi viaggia gratis su un autobus pubblico)

Se il mercato fallisce si ha bisogno della "mano visibile" che aiuti il mercato a raggiungere l'equilibrio mediante un intervento pubblico mediante la produzione diretta, la regolamentazione di imprese private (cercando di ricondurre i prezzi ai costi di produzione, controllando la non formazione di posizioni dominanti garantendo informazione) e incentivando le R&S.

L'intervento pubblico è FISCALE se interviene lo STATO, il governo.

L'intervento pubblico è MONETARIO se interviene la BANCA CENTRALE EUROPEA.

Stimolanti dell'economia: manovra dello stato espansiva degli strumenti di politica fiscale al fine di influenzare il livello del reddito nazionale tramite: G↑, Q↑, T↓) o tramite G↓, Q↓, T↑ (con effetti direstrittivi mantenimento).

Intervento pubblico fiscale

Il bilancio statale è composto dal conto economico (cosa succede in un anno in merito ad entrate ed uscite) e l'obiettivo è il pareggio di bilancio.

Le uscite si compongono di:

  1. Spesa pubblica per produrre servizi pubblici
  2. Spesa corrente: stipendi dei dipendenti pubblici
Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 36
Appunti delle lezioni di Economia politica Pag. 1 Appunti delle lezioni di Economia politica Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti delle lezioni di Economia politica Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti delle lezioni di Economia politica Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti delle lezioni di Economia politica Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti delle lezioni di Economia politica Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti delle lezioni di Economia politica Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti delle lezioni di Economia politica Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti delle lezioni di Economia politica Pag. 36
1 su 36
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher violalombardi0 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi della Tuscia o del prof Morganti Patrizio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community