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Diritto pubblico: una scienza umana

20 settembre 2022

Il diritto può essere classificato come una scienza umana. Il diritto è la scienza umana più importante e non è una scienza naturale. Il corrispondente, su base di importanza, nelle scienze naturali, le quali hanno l'obiettivo di descrivere quello che succede nel mondo senza poterle modificare, è la fisica.

Le scienze umane e la loro natura prescrittiva

Le scienze umane sono prescrittive, non descrivono cosa succede in natura (che non si può cambiare) ma sono fatte per modificare qualcosa, per trovare altri modi (possono cambiare, dipendono dall'uomo). La "matematica" è di difficile collocazione, si dice sia una scienza naturale ma non ne siamo davvero sicuri. Lo stesso vale per la "medicina", che oscilla tra le scienze umane e quelle naturali. Se si prova a collocarla, tutti vorrebbero che la medicina fosse una scienza naturale ma rimane ancorata alla scienza umana: ad esempio, usanza buona è di affidarsi a più medici, non solo ad uno.

Legge 194/1978.

Il diritto, essendo una scienza prescrittiva, descrive come dovrebbero andare le cose, mira a un cambiamento. Il diritto è un insieme di regole giuridiche che disciplinano i rapporti tra gli individui in una certa comunità ed epoca: è tendenzialmente relativa, ciò vuol dire che ogni stato ha un suo diritto che può variare in base alla relatività. La pena di morte è in vigore in Texas, al contrario dell'Italia. Non c'è un diritto assoluto, solo relativo. Il diritto deve essere limite, non esiste l'assoluto. Ma è "tendenzialmente relativo" perché si è arrivato in un'epoca in cui una serie di diritti hanno riconoscenze a livello internazionale, soprattutto dopo i totalitarismi post primo conflitto mondiale.

Dopo il secondo conflitto mondiale

22 settembre 2022

Dopo il secondo conflitto mondiale sono nate delle norme ritenute "a livello internazionale". Sono nati dei tribunali internazionali, quali il tribunale di Norimberga. Oggi ci sono una serie di crimini che riguardano tutti i paesi. Alla base ci sta la dignità umana: secondo filosofi quali Kant la dignità umana significa usare l'uomo come fine, non come strumento. Difficile è, nel campo del diritto, porre un'assolutezza nelle parole di Kant: alla base dei diritti umani c'è sempre qualcosa di soggettivo.

Negli USA c'è ancora la pena di morte, ma è vietata nei confronti dei minori, di coloro che hanno una malattia mentale e delle donne gravide: ciò vuol dire che loro considerano non dignitoso uccidere qualcuno che non ha la capacità di intendere e di volere. Si faccia un esempio per capire quanto sia difficile definire la dignità umana: in Francia, un libero professionista che dirigeva un circo aveva proposto come attrazione "il lancio del nano" (in cui un nano si sarebbe dovuto catapultare a mo' di lancio). Il sindaco però rifiuta e chiude l'attività dicendo che sarebbe stata lesa la dignità umana del nano. Ma senza quello spettacolo, senza quell'attrazione sia il nano sia il proprietario sono stati lesi economicamente: non possono quindi vivere una vita dignitosa economicamente.

Diritti di merito e demerito

I diritti si possono guadagnare (diritti di merito, come la borsa di studio), ma anche sottrarre (diritto di demerito) quando si uccide qualcuno: la dignità non può mai essere migliorata o peggiorata, ci deve sempre essere.

Le regole giuridiche

Le regole giuridiche hanno due regole:

  • Deve avere una sanzione esterna al soggetto, nel momento in cui si infrange la regola non decidi tu la sanzione. Ciascuno di noi decide che sanzione dare/darsi nel momento in cui si infrange una regola non giuridica (come nel caso in cui si tradisca il proprio partner).
  • Istituzionalizzata, in quanto vi è un'istituzione che pone come uguale una regola giuridica.

Le regole possono essere considerate "ingiuste" o "inefficace", ma non sono mai soggettive, sono contro l'arbitrio. Come viene detto nell'Antigone, c'è sempre la certezza (Creonte) e la giustizia (Antigone). La certezza è sempre una garanzia, anche se ingiusta: perché meglio una certezza ritenuta ingiusta che nulla.

Radbruch, filosofo del diritto ha detto: la tutela del diritto evita che a decidere sia il più forte, tutela le minoranze, ma quando la legge schiaccia questi diritti, la giustizia deve prevalere sulla certezza. Quindi quello che è stato fatto dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale deve essere giustiziato, in quanto nonostante stessero eseguendo delle "leggi", esse andavano contro il diritto, quindi non potevano essere considerate delle vere e proprie leggi.

Diritto privato e diritto pubblico

Il diritto privato, a differenza del diritto pubblico, si impone con la nascita degli uomini. Nasce con le interazioni fra gli stessi individui. Il diritto pubblico, invece, nasce con la creazione di una serie di istituzioni. La data in cui si può collocare la nascita del "diritto pubblico" è, circa, il 1500: epoca in cui nascono gli stati. Ma gli stati non sono gli unici soggetti del diritto pubblico, anche altre organizzazioni sovranazionali influiscono nel diritto pubblico. Lo stato per essere definito così deve possedere tre elementi costitutivi:

  • Popolo
  • Territorio
  • Sovranità

La scienza politica aggiunge un altro elemento: il riconoscimento internazionale. Nel momento in cui un territorio ha un riconoscimento internazionale, per la scienza politica esso è uno stato. La Palestina, nonostante il riconoscimento internazionale, non è uno stato perché mancano di uno dei tre elementi costitutivi.

Forme di stato e di governo

Le forme di stato

3 ottobre 2022

Cosa sono le forme di stato? Rapporti storicamente verificabili tra autorità (stato) e individui. Ci sono tre forme di stato che variano a seconda di come si modellano i rapporti durante la storia: Assoluto, Liberale e Democratico. Le forme di governo sono rapporti all'interno dello stato: Parlamentari, Presidenziali, Semi-presidenziale.

Le tre forme di stato

  • Lo stato assoluto: i primi stati sono databili nel 1500, periodo in cui tutti questi nuovi "stati" erano di carattere assoluto. Lo stato moderno quindi, nasce nel 1500. Ciò che esisteva prima, durante il medioevo, potevano essere definiti "centri di potere" che si frazionava in altri centri di potere: era un potere diffuso, dislocato. Con la nascita di un esercito professionale nasce una sorta di pubblico impiego a carico dello stato. Per pagare l'esercito si necessitava di una tassazione, cosa impossibile con i centri di potere medievali. Nasce quindi una parte burocratica per riscuotere le tasse. Nascono stati centralizzati che sostituiscono quelli dislocati. Che caratteristiche dello stato assoluto? Innanzitutto che il potere del sovrano deriva da Dio. Non vi è democraticità perché il sovrano, che è riuscito a vincere il consenso della chiesa, è il messaggero di Dio in terra. Tutte le funzioni (esecutiva, giudiziaria e legislativa) sono concentrate sul sovrano: non vi sono istituzioni distinte, ma sono tutte in mano del sovrano. Nella giustizia, a differenza delle funzioni esecutive e legislative, il sovrano non ha un potere diretto, ma lo esercita con i giudici (erano fortemente controllati dal sovrano, che poteva cambiarli quando voleva). Formalmente il sovrano può esercitare il suo potere giudiziario anche graziando un imputato.
  • Lo stato liberale: si crea a causa di un conflitto fra popolo e le norme applicate nel suolo. La borghesia è una delle classi più numerose ed importanti e quando gli esattori delle tasse vogliono affiancare al potere economico un potere politico nasce una rivoluzione capitanata dalla stessa borghesia. La borghesia in questo momento o decapita il re o lo obbliga ad annettersi allo stato. Nel 1688 vi è la prima rivoluzione inglese senza spargimento di sangue (la "gloriosa rivoluzione"), 1766 vi è invece la rivoluzione americana perché le colonie inglesi volevano avere diritto nel creare e modificare le leggi applicate nel loro suolo, poi rivoluzione francese. Attraverso queste rivoluzioni la borghesia si fa stato e nasce, così, lo stato liberale che innanzitutto è (1) uno stato di diritto: tutti sottostanno ai diritti degli altri, non ci sono più poteri dispotici. Inoltre (2) lo stato liberale dà dei diritti che pongono le basi del benessere comune, ma non ne trattano a fondo: il primo diritto riguarda la proprietà (di fondamentale importanza per la borghesia), il secondo era il divieto degli arresti arbitrari. Il diritto alla vita non fa parte. Lo stato liberale è uno stato monolitico, prettamente borghese. I rivoluzionari auspicano a una divisione dei poteri (esecutivo, giudiziario e legislativo) che vengono assegnati a delle diverse istituzioni. Con lo stato liberale nascono anche le prime costituzioni scritte (1600-1700), supportate dall'illuminismo. Sono costituzioni scritte e brevi in quanto i diritti da scrivere erano pochi, fondamentali solo per la borghesia. Inoltre erano flessibili, ossia non sotto esame della corte costituzionale, che ora ne verifica la legittimità. I diritti liberali sono negativi che segnano dei confini. Il 1800 può essere definito il "secolo dei confini". Gli USA sono ancora fortemente liberali: non hanno mai avuto una tessera di partito.
  • Lo stato democratico. Lo stato liberale crolla quando la classe operaia vuole avere diritti e ribaltano lo stato monolitico, creando uno stato democratico. Tra il 1800 e il 1900 nascono i partiti di massa: il partito fascista e il partito socialista. Le masse non possono essere tagliate fuori: Gaetano Bresci è un esempio di anarchico italiano. Tra i diritti garantiti dalle rivoluzioni non vi sono né il diritto di voto, né tantomeno quello di eguaglianza: solo con il partito socialista e poi quello popolare nel 1919 riuscirono ad ottenere il "suffragio universale" solo maschile. Lo stato liberale mono-classe crolla in quanto la classe operaia e cattolica cominciano ad avere importanza. Nasce lo stato assistenziale che interviene nell'economia, nei diritti, nella socialità del paese: se prima lo stato era minimo ora diventa interventista. Possono essere definiti diritti di seconda generazione. Si garantisce insieme la libertà anche la giustizia: eguaglianza sostanziale. Tutti hanno il diritto, in un processo penale, di avere una difesa "professionale". Ci sono due eguaglianze: sostanziale o formale (superficiale). Uno stato sociale ha le basi dello stato democratico. Una democrazia capisce che non bastano le libere elezioni, ma una eguaglianza sostanziale. In Italia lo statuto Albertino accompagna tutta l'epoca dello stato liberale italiano fino al fascismo, ma non c'era traccia di referendum. Con la Costituzione nascono i referendum, le regioni (di vitale importanza in quanto organizzazioni in cui gli uomini si riconoscono) e la corte costituzionale (garantisce la rigidità della costituzione, che negli stati liberali è molto più flessibile rispetto che in quelli democratici).

Le tre forme di governo

  • Presidenziale (USA).
  • Parlamentare. La più diffusa in EU (Austria, Italia, Francia...). Ci sono alcuni stati, quale l'Austria, dove si eleggono i capi di stato in maniera diretta, nonostante non siano delle forme di governo presidenziale. A differenza della forma di governo presidenziale, quello parlamentare pone la fiducia come elemento base del rapporto fra esecutivo e legislativo. Per operare l'apparato legislativo deve dare in maniera permanente (quindi che può essere revocata) all'esecutivo. Non può esserci un esecutivo non voluto dal parlamento. Ci sono varie forme di parlamentarismi: la volontà di non rendere il parlamento "tiranno" ha fatto sì che ci fossero varie forme. Il parlamento ha assorbito tanto potere che ha pieno potere sull'esecutivo. Nonostante il premier inglese abbia molto più potere rispetto al presidente degli USA, quello inglese è una forma di governo parlamentare. Il parlamento può diventare anche tiranno: Mussolini andò al potere quando il parlamento dominava la scena. Già da quell'epoca il presidente del consiglio cambiava di anno in anno: il parlamento "schiacciava" l'esecutivo. Le dittature, quindi, possono nascere anche per colpa del parlamento, come nel caso del fascismo. Il prototipo del governo parlamentare è il Regno Unito, al contrario l'Italia è quasi l'opposto del regno unito. Il "premierato" e il "cancellierato" sono due forme di parlamentarismo. Il "premierato" è rappresentato dal governo inglese che ha le seguenti caratteristiche: 1. il governo è monopartitico, premier e parlamento fanno parte dello stesso partito (conservatore o liberale). 2. Il sistema elettorale è maggioritario: le circoscrizioni si basano sul numero di seggi. Vince il partito che ha guadagnato più voti, ricevendo tutti i seggi. 3. Uninominale e liberale: il sistema è bipartitico, pur esistendo un terzo/quarto partito, essi non potevano infierire all'interno del governo. Il sistema è bipartitico perché i terzi/quarti partiti capiscono che non vale la pena candidarsi, in quanto non avrebbero possibilità di ricevere la maggioranza (esempio del liberale). 4. Se in parlamento si vota contro ciò che viene proposto dal partito, si rischia la multa. Quello che il parlamento elegge come "premier", è la somma del partito. Formalmente quello inglese è una forma di governo parlamentare ma formalmente è un "premierato". Unica cosa che può contrastare tutto ciò è la "corona", il re e la regina: ma se fossero al potere sicuramente questa non sarebbe una democrazia. Molti dei poteri formali sono del re, ma sono in mano dell'esecutivo. 5. Il sistema inglese non è esportabile: le tradizioni e consuetudini sono difficilmente esportabili. L'Italia dal 61 è stato un paese uninominale e liberale, ma nonostante ciò sono susseguiti tantissimi governi. Il governo inglese ha pregi e difetti: il premier inglese non si può fermare, da ciò può venirne fuori una dittatura democratica. Il secondo esempio è la Germania, il cui sistema si basa sulla figura del cancelliere, motivo per il quale si chiama "cancellierato". Quali sono i fattori che l'hanno reso tale? 1. La sfiducia costruttiva: il parlamento può sfiduciare il cancelliere ma per farlo deve "sostituirlo" con una nuova figura. La difficoltà per il parlamento è stato quello di nominare un nuovo cancelliere. 2. Il sistema elettorale tedesco deve essere proporzionale, ha da sempre una "clausola di sbarramento" che è fissa al 5% dei voti (i partiti che hanno meno del 5% non partecipano al parlamento), il parlamento è quindi "tripartitico", non bipartitico. Il 5% è ragionevole come numero: riduce il numero di partiti ma allo stesso tempo non è antidemocratico. 3. I due partiti estremi (nazista e fascista) sono stati dichiarati "anticostituzionali" da parte della corte costituzionale, in modo tale da rendere la forma di governo tedesca "tripartitica". La Germania nasce come una democrazia protetta, mentre noi ci basiamo sulla democrazia vera e propria. 4. Durano tanto i cancellieri. La Spagna sta un gradino sotto la Germania: ha la sfiducia costruttiva come in Germania, ha un'elezione proporzionale che ha una clausola molto bassa (in modo tale che vi sia tanta democrazia): la circoscrizione è talmente piccola che da lì si eleggono tre/quattro partiti per i seggi. Più grande è la circoscrizione, più è rappresentativo e democratico e più partiti ci sono, avviene il contrario se la circoscrizione è piccola.
  • Semi-presidenzialismo. Il prototipo è la Francia della quinta repubblica: prende un po' dal presidenzialismo e un po' dal parlamentarismo: il capo di governo viene eletto direttamente dal popolo, ma esistono due teste all'interno del governo (capo dello stato e primo ministro). Il primo ministro e il governo devono avere la fiducia del governo. Quando la maggioranza eletta dal parlamento e presidente è uguale e il presidente è socialista, il presidente tende a "sovrastare" il primo ministro. Quando le due maggioranze non corrispondono (presidente: socialista, parlamento: gollista), si ha la coabitazione tra primo ministro e parlamento. Per questo i presidenti del parlamento oggi durano 5 anni (hanno ridotto la durata del mandato), è un sistema che si premura di mettere dei bilanciamenti.

La storia politica italiana

L'Italia vive tre grandi periodi: il periodo liberista, il periodo fascista, uno democratico. Tra il fascismo e la democrazia vi fu un periodo in bilico tra il fascismo e il liberismo.

Periodo liberale

Nel 1848 il re del Piemonte e la Sardegna dà la possibilità di creare lo statuto Albertino, quando nel 1861 si ha l'unificazione (con Cavour), lo Statuto Albertino viene steso a tutto il regno d'Italia. Lo Statuto Albertino si chiamò in questa maniera perché si voleva evidenziare come Carlo Alberto avesse voluto donare ai cittadini un regime, un modo di governare degno dei comuni italiani (comuni che erano protagonisti mondiali). Perché si chiama statuto? 1. Perché durante quel periodo, quando si creavano delle "costituzioni" erano a livello nazionale, non comunale. A livello comunale, era apposito chiamarlo "Statuto". 2. Nel 1789 ci fu la Rivoluzione Francese, di fronte a moti molto simili a quelli francesi, decide di concedere uno statuto per evitare il cambiamento e una rivoluzione nel nostro paese, se si fosse usata la parola costituzione, essa avrebbe dato troppo al popolo.

Dopo la creazione delle rivoluzioni (francese, a...

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliarenierr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Galliani Davide.
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