Sommario
- 21 settembre '21 .................................................................................................................. 6
- 22 settembre ...................................................................................................................... 11
- 28 settembre ...................................................................................................................... 20
- 29 settembre '21 ................................................................................................................ 24
- 4 ottobre '21 i Carracci ....................................................................................................... 29
- 5 ottobre ............................................................................................................................ 33
- 6 ottobre ............................................................................................................................ 40
- 11 ottobre '21 .................................................................................................................... 43
- 12 ottobre '21 ................................................................................................................ 47
- 13 ottobre .......................................................................................................................... 52
- 18 ottobre Caravaggio ........................................................................................................ 57
- 19 ottobre .......................................................................................................................... 64
- 20 ottobre '21 .................................................................................................................... 70
- 25 ottobre '21 i seguaci italiani di Caravaggio ................................................................... 76
- 26 ottobre '21 Manfredi .................................................................................................... 81
- 2 novembre Orazio Gentileschi .......................................................................................... 86
- 3 novembre '21 Artemisia Gentileschi ............................................................................... 92
- 4 novembre '21 Simon Vouet ............................................................................................ 99
- 8 novembre '21 Valentin de Boulogne ............................................................................. 105
- 10 novembre '21 seguaci olandesi di Caravaggio Van Honthorst .................................... 112
- 15 novembre '21 Ter Brugghen ....................................................................................... 120
- 16 novembre Spagnoli in Italia Ribera ............................................................................. 128
- 22 novembre '21 .............................................................................................................. 133
- 23 novembre '21 Velasquez ............................................................................................. 134
- 24 novembre Fiamminghi in Italia Rubens ....................................................................... 140
- 29 novembre '21 Van Dyck ............................................................................................... 149
- 30 novembre 24 novembre Fiamminghi in Italia Rubens ................................................ 155
- 29 novembre '21 Van Dyck ............................................................................................... 163
- 30 novembre '21 Allievi dei Carracci ................................................................................. 169
- 1 dicembre '21 ................................................................................................................. 170
- 6 dicembre '21 Lanfranco ................................................................................................ 175
- 7 dicembre '21 Domenichino ........................................................................................... 180
- 13 dicembre '21 ............................................................................................................... 185
- '21Allievi dei Carracci ....................................................................................................... 189
- 1 dicembre '21 ................................................................................................................. 191
- 6 dicembre '21 Lanfranco ................................................................................................ 196
- 7 dicembre '21 Domenichino ........................................................................................... 201
- 13 dicembre '21 ............................................................................................................... 205
- 14 dicembre Poussin ........................................................................................................ 210
- 15 dicembre '21 ............................................................................................................... 216
Roma e il Rinascimento
Sul finire del '400 e il sorgere del '500 sappiamo che il rifiorire delle arti era avvenuto a Firenze, da lì successivamente il fenomeno si era verificato anche nelle corti Padane, basti pensare alle soste di Donatello il quale visitò Venezia, Mantova, Ferrara, Bergamo, Verona. Tutti luoghi in cui indiscussa era stata la presenza di artisti fiorentini.
Abbiamo un primo cambio di prospettive quando sul finire del '400 inizia ad emergere la scuola Umbra, Perugino diventò così importante da poter aprire una bottega nella stessa Firenze. Sappiamo inoltre che partecipò al primo ciclo di affreschi della cappella Sistina; la storiografia vuole che sia stato il Maestro di Raffaello da Urbino. Inizia quindi a delinearsi una geografia artistica alternativa, sembra che il primato Fiorentino possa venire eroso dagli Umbri. Non solo Raffaello si era recato a Perugia per studiare, caso eclatante fu anche quello di Donato Bramante, il quale dopo aver lavorato a Santa Maria delle Grazie a Milano tornerà nel centro Italia e giunto a Roma diventerà l’architetto della nuova San Pietro.
Roma diventerà il fulcro delle grandi innovazioni artistiche grazie al movimento di questi artisti centro italiani (fiorentini, urbinati, perugini). Questo fenomeno si lega anche alla situazione sociopolitica dell’epoca; sarà un periodo molto fitto di eventi grazie all’influenza della committenza, la famiglia Della Rovere vide sul trono papale due suoi appartenenti, i quali mossero iniziative importanti, Sisto IV e Giulio II al secolo Giuliano della Rovere. Quest’ultimo fu il responsabile della venuta a Roma di tre personalità immense del Rinascimento italiano ovvero Bramante, Raffaello, Michelangelo.
A papa Giulio II succede papa Leone X dei Medici, il quale a sua volta dopo un breve intervento di Adriano VI sarà succeduto da Clemente VII dei Medici. Questi pontefici danno il via ad una densissima fase di spostamenti di artisti sul territorio romano, tutto ciò si ricollega al progetto culturale che aveva in mente Giulio II. Gli artisti arrivati a Roma dovevano confrontarsi con realtà e sfide differenti rispetto a quelle delle corti a cui erano abituati. Firenze all’epoca era uno stato oligarchico al quale succederà poi la repubblica di Savonarola e successivamente Pier Soderini, gli artisti sono chiamati a dedicarsi ad opere di un diverso respiro rispetto a quelle alle quali erano abituati prima della loro chiamata a Roma.
Il secolo del '600
Il 600 sarà differente dal secolo che lo ha preceduto. Giulio II aveva avuto un’idea di Roma che doveva essere espressa attraverso la grandiosità architettonica. Agli artisti viene chiesto di ricreare un ambiente architettonico grandioso atto ad accogliere una chiesa trionfante che ha il compito di rappresentare il centro del mondo, un mondo che nonostante la scoperta dell'America (12 ottobre 1492) appariva stretto e il cui orizzonte era ancora abbastanza contenuto.
Quella che stiamo analizzando è una stagione breve che va incontro ad una prima interruzione significativa nel 1520, data che segna la morte di Raffaello. Si aprono all’improvviso in seno alla curia diverse fazioni che creano confusione sia tra i committenti sia tra gli artisti, i quali ormai si erano abituati ad operare all’interno di un grandissimo complesso. Più richieste da parte della committenza comportavano consequenzialmente una maggiore varietà e circolazione di opere d’arte, ma anche realizzazione di opere di ritrattistica e ville, la committenza più elevata smuove anche le ambizioni di quella minore.
Trascorsi 7 anni, nel 1527 segue un evento ancora più traumatico, il sacco di Roma, la città venne assediata il 6 maggio 1527, da parte dei lanzichenecchi al soldo dell'imperatore Carlo V comandati da Carlo III di Borbone.
Eventi del 1520-1524
Nel periodo 1520/24 abbiamo il compimento della Sala di Costantino (o dei Pontefici), uno degli ambienti delle Stanze di Raffaello nei Musei Vaticani. Fu decorato dopo la morte di Raffaello dai suoi allievi utilizzando i suoi cartoni e venendo completata entro il 1524. Tra i primi Giulio Romano, aveva compreso quali pieghe di lì a poco avrebbero preso gli eventi ed aveva deciso di lasciare Roma per recarsi a Mantova.
Tra papa Leone X Medici e Clemente VII abbiamo un intermezzo avente protagonista un papa tedesco Adriano VI (sepolto in Santa Maria dell’Anima, chiesa nazionale tedesca a Roma), il quale non poté dare il via a grandi iniziative decorative o culturali data la situazione economica lasciata dal suo predecessore. Tutto si ferma, e come sappiamo gli artisti si spostano a seconda del mercato, là dove c’è offerta l’artista va, la spinta deve partire dalla committenza. Per esempio, Sodoma.
Il sacco di Roma del 1527
Nel 1527 il sacco di Roma dà il colpo di grazia, i lanzichenecchi in molti casi fanno prigionieri gli artisti, i papi si rifugiano all’interno di Castel Sant'Angelo. Sappiamo dalle fonti che Rosso Fiorentino viene catturato e trattato malissimo dalle truppe di Carlo V, i cardinali fatti prigionieri devono essere liberati tramite riscatto, dopo la ritirata dei lanzichenecchi molti decidono di andarsene. Perin Del Vaga va a Genova, Giovanni da Udine va in Sicilia, alcuni seguono personaggi più carismatici ed autorevoli, c’è uno sparpagliamento sul territorio nazionale. È in questo clima che Giulio Romano amplia il palazzo di Perin Del Vaga e costruisce il Palazzo del tè.
Diaspora artistica
Incomincia una diaspora che ha come conseguenza diretta una contaminazione di stili, ma anche la diffusione degli stessi modi romani in altre zone d'Italia. L’incertezza della situazione politica è tale da spingere alcuni a guardare oltralpe nel tentativo di inserirsi in corti più sicure. Lo stesso Rosso Fiorentino, precedentemente citato, nel 1530 si recherà in Francia presso la corte di Francesco I e si dedicherà alla costruzione del castello di Fontainebleau, dovrà reimpiantare da zero una bottega, inserendovi anche una serie di artisti che avevano collaborato con Giulio Romano. Questi sono esempi dei movimenti e dei cambiamenti della geografia artistica, tutto ciò aveva determinato una varietà a livello del gusto e della comprensione estetica a seconda delle varie aree di interesse. Alcune aree erano rimaste allo stile del Mantegna.
In Francia, alla corte di Francesco I, si presenteranno gli artisti che avevano contribuito alla grandezza della corte di Mantova, apportando idee inerenti alla microscultura e all’oreficeria che sino ad allora non erano nella cultura artistica autoctona. Ciò porterà ad esempio Primaticcio a comunicare al sovrano la necessità di fare ritorno a Roma per poter copiare le grandi statue classiche così da facilitare agli artisti la comprensione dell’ideale estetico e del gusto nei riguardi dell’antico.
Mutamenti estetici e formativi
Contemporaneamente alle idee estetiche mutano anche quelle nei riguardi della formazione artistica. Francesco I, complici le proprie origini, difatti la madre era una Savoia del ramo piemontese Luisa di Savoia, era consapevole dei limiti dei propri artisti e della necessità di chiamare a corte figure dello spessore di Leonardo e Andrea del Sarto.
Dopo un’iniziale fase di dispersione con l’elezione del cardinale Alessandro Farnese il vecchio si ritrova un equilibrio, salirà al trono episcopale con il nome di Papa Paolo III Farnese, verrà ritratto da Tiziano insieme a Ottavio ed Alessandro il giovane. Papa Paolo III si applica affinché Roma riparta, richiama a corte Perin del Vaga incaricandolo di decorare gli interni di Castel Sant’Angelo, e successivamente commissionerà per la propria famiglia due opere importantissime, Palazzo Farnese, che verrà realizzato con la collaborazione e compartecipazione di Antonio da Sangallo il vecchio, Michelangelo, Salviati, Zuccaro (la professoressa durante la lezione ha portato l’attenzione sul dettaglio della veste con la firma).
Palazzo Farnese e la rinascita artistica
Palazzo Farnese a Caprarola, insieme al Farnese, costituisce l’esempio che la corte cardinalizia deve seguire. Infatti è risaputo che un committente importante, Papa o re, con le sue scelte ideologiche o stilistiche diviene in automatico modello ed esempio per i propri cortigiani che manifestano la volontà di voler emulare lo stesso tipo di committenza, lo stesso stile di vita. Con questa spinta Roma riparte.
In risposta a ciò abbiamo tutta una serie di ville edificate nel viterbese, da un gruppo di cardinali vicini a Papa Paolo III, in seguito alla costruzione di Villa della Caprarola si diffonde l’idea di Villa di delizia. In contemporanea sorgono ville anche a Tivoli, tendenza che andrà ad affievolirsi durante la seconda metà del '500.
La villa di delizia
La villa di delizia fu un genere architettonico particolarmente diffuso fra la nobiltà a partire dal XVI secolo. Si trattava di una residenza suburbana, posta lontano dalla città, in cui i nobili si ritiravano nei periodi di villeggiatura.
Tutto ciò continua non solo grazie ai Farnese, uno dei più importanti episodi che impatteranno enormemente sul secolo sarà la decorazione della cosiddetta Galleria Farnese, ovvero uno spazio che connetteva una parte di Palazzo Farnese con un’aggiunta. Ma che viene costruita come esempio Palazzo Pitti, per il matrimonio di Ranuccio con una nobile romana, viene chiamato Annibale Carracci già interpellato a Parma, c'è bisogno di un pittore per decorare la volta di una galleria, che lascerà un segno positivo quanto netto sulla produzione postuma.
Il ruolo del papato e il boom edilizio
Ruolo e potere del papato, in continua espansione, sempre più presente l'implicazione dei Farnese, luoghi che per molti versi sono icone del '600, la rinnovata importanza del papato comporta un afflusso enorme di personaggi non necessariamente ecclesiastici ma che appartengono al mondo che fornisce servizi alla curia: segretari, avvocati, giuristi, al mondo di quelli che noi ad oggi chiamiamo ministeri, che necessitano alloggi. Roma è espansa, molto più ampia rispetto alla piccola realtà fiorentina, più limitata con una tradizione cortigiana piuttosto recente.
Ad esempio, non è una Corte non hanno idea molto chiara di quale sia il ruolo delle donne. Qualche idea però gliele aveva date Eleonora di Toledo che veniva dal vicereame di Napoli. Roma era una realtà nella quale le famiglie cardinalizie erano figli cadetti di principi e duchi, Villa d'Este a Tivoli era la villa del cardinale Ippolito d'Este che era un figlio cadetto degli Este di Ferrara. Dunque, è necessario avere in mente che avevano degli obblighi di rappresentanza, la grandezza e la potenza politica della propria famiglia a Roma. Questo ci spiega il grande boom edilizio e le conseguenze nella seconda metà del '500 ed in tutto il '600.
A questi principi corrispondevano tutte quelle famiglie di una borghesia molto molto alta che si era arricchita ed aveva bisogno di adeguati spazi abitativi. Tutto questo ci porta alla questione del mercato dell'arte. Queste molteplici presenze richiedono un arredo ed una decorazione degli spazi interni dei palazzi che soprattutto nel Seicento ha bisogno, non come l'affresco, di tempo. Inizia ad emergere un gusto per la decorazione degli interni più legato alla pittura, pitture su tela, si passa dalla tavola alla tela, e c'è un pullulare nel '600, di generi pittorici che significa sino a quel momento l'arredo dei palazzi era stato affidato alla decorazione parietale ad affresco oppure all'uso di arazzi, in questo momento si diffondono i dipinti ad olio i cui soggetti non si limitano alla storia religiosa.
Tante volte, nei palazzi romani ma non solo, troviamo storie magari non sante, ma sempre più i soggetti sono mitologici, o comunque legati alla storia letteraria e la grande novità era stata importata dalla Francia dove Primaticcio nel castello di Fontainebleau aveva realizzato una galleria sulla storia di Ulisse. Si iniziano a prendere dei testi letterali e li si riporta in serie di cicli decorativi, è pittura storica, non c'è più solo una storia religiosa, si cominciano a sdoganare in pittura tutti gli elementi delle correnti letterarie, ad esempio i cicli dedicati alla Gerusalemme liberata, ma anche tutta una serie di idee molto interessanti che possono essere tratte dalla storia antica, l'idea che di un dipinto si possa fare uno studio didattico.
In questo momento si ritiene che la filosofia o la storia classica possano contenere lezioni diffondibili mediante la pittura, nuovi generi, anche il fatto che da altri paesi europei mediante contatti mercantili giungevano generi pittorici diversi, penso soprattutto alla diffusione della natura morta ma anche ai quadri di interno domestico della pittura olandese, e di paesaggio che nei Paesi Bassi e nelle Fiandre incominciano a diffondersi. Questi generi entrano in un mercato dell'arte che è diverso da quello che si era conosciuto nel '400/'500 a Firenze c'è una grande permeabilità tra la strada.
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Appunti Storia dell'arte moderna
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Appunti riassuntivi del corso di Storia dell'arte moderna
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Appunti Storia dell'arte moderna I
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Appunti del corso di Storia comparata dell'arte europea in età moderna