Estratto del documento

Psicologia della comunicazione sociale

Elementi di psicologia della comunicazione sociale

La psicologia è la scienza che studia il comportamento degli individui e i loro processi mentali. Tale studio concerne le dinamiche interne dell’individuo, i rapporti tra questi e l’ambiente esterno, il comportamento umano e i processi mentali. Questi ultimi si suddividono in due ambiti:

  • Processi cognitivi: processi studiati dalla scienza cognitiva (da cui nasce la psicologia con Wundt), che permettono a un organismo di raccogliere informazioni sull’ambiente, immagazzinarle, analizzarle, valutarle, trasformarle, per poi utilizzare nel proprio agire sul mondo circostante (memoria, attenzione, ecc.)
    • Percezione
    • Attenzione
    • Intelligenza
    • Memoria
    • Immaginazione
  • Processi dinamici: processi mentali non riconducibili a meccanismi biologici e fisiologici, bensì a una personalità integrata, caratterizzati da una continua interazione e non definibili come apparati statici
    • Attaccamento
    • Esigenze personali
    • Desideri
    • Volontà/intenzionalità
    • Emozioni
    • Motivazione
    • Personalità
    • Stati dell’Io
    • Interiorizzazione

Se combiniamo Genitore-Adulto-Bambino, raggiungiamo il nostro benessere soggettivo interno, quindi l’omeostasi. Se non riusciamo a mantenere equilibrio, probabilmente c’è un’influenza o del mondo esterno o di quello interno. Mondo interno come insieme di comportamenti, sentimenti inconsapevoli che ci rendono la persona che siamo.

I processi dinamici sono la modalità con cui negoziamo tra noi e il mondo esterno e noi e il mondo interno. Il mondo esterno lo vediamo come realtà in base alla nostra esperienza. Entrambi i processi permettono all’individuo di cogliere le informazioni dal contesto esterno e dal proprio mondo interno e di relazionarsi, in un processo in continuo divenire, con se stessi e con gli altri. La relazione con Sé e la relazione con gli altri, e i processi di mediazione che ne conseguono, sono il campo di applicazione della psicologia contemporanea.

Lo strumento che rende possibile la realizzazione di tali processi, con Sé e con gli altri, è la comunicazione. La comunicazione umana, trattata dalla psicologia, è un’attività assai articolata che si sviluppa in modo ineluttabile all’interno delle relazioni interpersonali. Essa è lo strumento che consente agli individui di scambiarsi contenuti cognitivi ed emotivi, in un determinato contesto e un determinato tempo, che non sono necessariamente quelli in cui avviene lo scambio (tempo sincrono e asincrono).

Essa avviene in un determinato ambiente sociale, ambiente di cui costituisce il naturale complemento. È in questo senso che acquista un ruolo centrale la descrizione del carattere relazionale della comunicazione, che da un lato accomuna l’uomo alle altre specie animali, da un lato lo differenzia per la modalità specie-specifica del linguaggio umano.

Scopo del corso

  • Mettere in luce i meccanismi propriamente psicologici e le strategie cognitive-sociali del processo comunicativo dei diversi contesti relazionali in cui esso si sviluppa ed in modo particolare nella comunicazione sociale.
  • Evidenziare i fattori e le condizioni che in varia misura contribuiscono a rendere la comunicazione efficace e funzionale allo scambio di informazioni e idee permettendo alla persona o ai gruppi di rappresentare, in modo responsabile, la propria specificità umana.

SASB

  • Libertà-Amore: Autorivelazione
  • Amore-Controllo: Protezione
  • Controllo-Odio: Critica
  • Odio-Libertà: Ribellione

Cos’è la comunicazione sociale?

Al termine vengono attribuiti molteplici significati, dati dal fatto che non sussiste al momento attuale una definizione condivisa del termine “sociale”. A tale situazione contribuiscono tre principali elementi:

  • L’aumento dei soggetti che hanno a che fare con la comunicazione sociale.
  • La crescita di utilizzo di essa.
  • La moltiplicazione degli interessi economici coinvolti si vede nelle pubblicità delle aziende.

Tali elementi danno la misura della complessità della materia e spesso delle strumentalizzazioni a cui essa è sottoposta. Pubblicità progresso: mettono insieme pubblico e privato e sviluppano particolari campagne per temi specifici dettati dal governo.

Evitando di addentrarci nei meandri di una disputa relativamente complessa, si ritiene di poter procedere tenendo conto di un’importante distinzione:

  • Ottica dell’informazione
  • Ottica dell’esperienza

E quindi tra conoscenza e riconoscimento. Se ci collochiamo nell’ottica dell’informazione, possiamo dire la comunicazione sociale è una forma di comunicazione di pubblica utilità con tutto ciò che a questo si collega. Se ci poniamo nell’ottica dell’esperienza, la comunicazione sociale, che non coincide con le relazioni sociali né con le reti sociali, diventa sinonimo di relazionalità, socialità o capitale sociale. Più precisamente essa rappresenta il campo di produzione e condivisione di significati propri di tale relazionalità.

Possiamo affermare, pertanto, che la comunicazione sociale è il frutto e ispiratrice di tale relazionalità. Vale a dire che esprime e suscita, dà forma e significato alle relazioni sociali.

I vertici sono:

  • I processi psicologici
  • La comunicazione (all’interno di vari contesti)
  • Dimensione sociale

La finestra di Johari

Il modo di relazionarci agli altri dipende in modo significativo dalla consapevolezza che abbiamo del nostro mondo personale e di quello degli altri (metacognizione). La finestra di Johari permette di rappresentare schematicamente quattro aree di consapevolezza riguardanti i contenuti del proprio comportamento, ottenuti incrociando due dimensioni: ciò che è noto o sconosciuto a sé e ciò che è noto o sconosciuto agli altri.

È un modo per rappresentare cosa avviene nei rapporti interpersonali sia in coppia che in gruppo per mezzo del feedback, ma anche per illustrare come lo scambio tra le persone permette l’ampliamento della consapevolezza di sé, usata sia per leggere le dinamiche di gruppo, per misurare e osservare il tipo di apertura che sta avvenendo tra i diversi membri del gruppo, sia per evidenziare l’effetto che il feedback ha nei rapporti interpersonali.

  • Area aperta: rappresenta le informazioni sulla personalità, sugli atteggiamenti, sulle impressioni, sulle capacità e sulle emozioni.
  • Area nascosta: comprende le informazioni che la persona conosce di sé ma che gli altri non conoscono.
  • Area cieca: comprende informazioni sulla persona che sono note agli altri ma non alla persona stessa. L’unico modo che la persona ha per acquisire informazioni in quest’area è attraverso il feedback diretto degli altri.
  • Area ignota: informazioni sconosciute sia al soggetto che agli altri.

La particolare configurazione dell’ampiezza di tali aree influisce sul comportamento:

  • Nelle relazioni umane efficienti, l’area aperta è ampia e sono piccole le altre aree. Quando diminuisce l’area aperta, diminuisce anche la possibilità di una comunicazione efficace.
  • Attraverso diversi interventi, la persona può regolare l’ampiezza delle aree, ad esempio la fiducia e la comprensione dei processi di gruppo aumentano il livello di consapevolezza nostro e altrui, le minacce e imposizioni la diminuiscono.
  • È difficile diminuire l’area cieca a causa delle difese psicologiche.
  • L’area nascosta è ampia se c’è bassa stima di sé.

La comunicazione interpersonale

Comunicazione: trasferimento di informazione da un emittente a un ricevente a mezzo di messaggi (Shannon e Weaver, 1949). Questo modello elaborato dagli autori nel famoso volume “Teoria matematica della comunicazione”, appare evidente, non tiene conto di molte variabili, che sono centrali per comprendere perché e con quale efficacia avviene il processo di comunicazione. Particolare attenzione va data al problema di accertarsi di conoscere la cultura del ricevente. Accade piuttosto di frequente che il comunicatore sviluppi un orchessa di comunicazione nella convinzione di essere compreso dal ricevente e il messaggio viene invece non compreso o distorto.

La rivoluzione copernicana negli studi sulla comunicazione avviene nel 1967, quando Watzlawick e altri della scuola di Palo Alto, pubblicano il volume “Pragmatica della comunicazione umana”, che afferma: “c’è una proprietà del comportamento che difficilmente potrebbe essere più fondamentale e proprio perché è troppo ovvia viene spesso trascurata: il comportamento non ha un suo opposto”. Che significa questo? In altre parole non esiste qualcosa che sia “non comportamento” o più semplicemente “non è possibile non avere un comportamento”. Se si accetta che il comportamento nell’interazione umana ha valore di messaggio, cioè ha valore di comunicazione, anche se ci si sforza, “non si può non comunicare”.

Pertanto, l’attività o l’inattività, le parole o il silenzio, hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri, e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni, e pertanto, comunicano anche loro.

L’opera di Watzlawick porta inevitabilmente all’attivazione di molteplici studi e ricerche nel settore, e la definizione stessa di comunicazione assume nuove connotazioni “qualsiasi evento, cosa, comportamento che modifica il valore di probabilità del comportamento di un organismo”. Ad esempio, i petali rossi di un fiore, visti dall’ape in volo, inducono l’insetto a modificare il suo percorso ed a posarsi sul fiore per suggerne il nettare: i petali rossi “trasmettono” un messaggio, comunicano all’ape un’informazione e questa regola di conseguenza.

Pertanto, lo studio della comunicazione non si limita solo agli aspetti verbali, ma si allarga a comprendere gli oggetti che compongono l’ambiente (arredamento), l’ambiente stesso (strutture fisiche), il modo di gesticolare, di guardare, alzare o abbassare la voce.

Dal momento che non è possibile non comunicare, ne derivano ulteriori due conseguenze, strettamente interconnesse:

  • Porsi il problema di comunicare: Lasciare la comunicazione al caso, non significa “non comunicare”, cosa impossibile, significa piuttosto comunicare ciò che non si vorrebbe, magari sciattezza, incongruenza tra parole e comportamenti, mancanza di stile, ecc. oppure lasciare l’interlocutore nell’incertezza circa i nostri obiettivi o le finalità, con la possibilità per quest’ultimo di attribuire intenzioni o obiettivi contraddittori.

Comunicazione e benessere

Gli studi contemporanei sulla regolazione affettiva (Hill, 2017) sostengono che all’interno delle relazioni umane si determinano sottili transazioni emozionali che sono alla base delle relazioni implicite e che contribuiscono alla regolazione affettiva su base interpersonale. Esercizio: “Hai visto il film…?”

Perché ascoltare?

Diverse sono le ragioni per farlo:

  • Per raggiungere i nostri fini è decisivo prestare la massima attenzione all’interlocutore.
  • Per comprendere le finalità del nostro interlocutore nel dirci quel che ci dice.
  • Per comprendere cosa impedisce all’altro di accettare le nostre tesi (Cosa teme? Ci sono aspetti vissuti come minacciosi? Occorre rassicurarlo, dargli fiducia?).

Ma che cos’è l’ascolto?

Definizione: l’ascolto può essere definito, in generale, come un insieme di atti percettivi attraverso i quali entriamo spontaneamente o involontariamente in contatto con una fonte comunicativa. Esso rappresenta la competenza comunicativa fondamentale, prerequisito di tutte le altre. Secondo alcuni studi (Schultz, 1989), l’80% delle nostre ore di veglia è speso nella comunicazione. Di queste il 45% ad ascoltare, il 30% a parlare, il 16% a leggere, il 9% a scrivere.

Ascoltare, Parlare, Leggere, Scrivere; Ordine di 1° 2° 3° 4° apprendimento: usata 45% 30% 16% 9% insegnata per niente-poco-abbastanza-molto.

L’ascolto

Come mostra la tabella, sebbene l’ascolto sia tra le diverse abilità comunicative, quella appresa per prima in ordine di tempo e quella più utilizzata, essa non riceve, a differenza delle altre, alcun insegnamento. Esso rappresenta la competenza comunicativa fondamentale, prerequisito di tutte le altre. L’ascolto è un processo complesso dove sono coinvolti tre sottoprocessi. Vediamoli.

I tre sottoprocessi dell’ascolto

  1. Recezione del messaggio: si tratta del processo nel quale i partner in interazione considerano la percezione reciproca e riescono a comprendere se stessi e il partner. È un processo molto importante in quanto permette di mantenere la differenza io/tu.
  2. Elaborazione del messaggio: riguarda le diverse dimensioni del messaggio: contenuto, intenzioni, l’autopresentazione e relazionale. Subiscono l’effetto del fattore personale.
  3. Risposta: il processo si concretizza con un comportamento verbale e non verbale di risposta che può intervenire a favorire o inibire la comunicazione.

I sottoprocessi dell’ascolto:

  • MESSAGGIO (Manifesto)
  • RECEZIONE (Latente)
  • ELABORAZIONE (Latente)
  • RISPOSTA (Manifesta)

L’efficacia nell’ascolto dipende dall’accuratezza con cui la persona realizza i tre processi appena descritti. Riconoscere l’altro, attraverso le parole, nella sua individualità, riconoscersi attraverso l’altro porta ognuno di noi ad approfondire la conoscenza di sé e dell’altro, a creare relazioni soddisfacenti e a costruire significati nella propria vita. Vediamo ora di esaminare tali sottoprocessi separatamente, indicando alcune modalità in grado di facilitarne l’attuazione.

“Quando qualcuno cerca, allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa fuori di quella che cerca, e che egli non riesca a trovar nulla, non possa assorbir nulla in sé, perché pensa sempre unicamente a ciò che cerca, perché ha uno scopo, perché è posseduto dal suo scopo. Cercare significa avere uno scopo. Ma trovare significa essere libero, restare aperto, non avere scopo” (Siddharta, H. Hesse)

Recezione del messaggio

Ogni messaggio dell’emittente, sia esso verbale o non verbale, è per la persona uno stimolo che deve essere ricevuto ed elaborato. La recezione del messaggio è un processo che avviene a livello covert, cioè non manifesto.

Una corretta recezione richiede:

  • Apertura verso la fonte comunicativa e attenzione strutturata ai messaggi. È importante entrare in un atteggiamento di considerazione e valutazione dei messaggi dell’emittente rispetto al suo quadro di riferimento piuttosto che a quello del ricevente (schemi di riferimento, valori personali, pensieri, ecc.).
  • Capacità di cogliere le modalità sensoriali del messaggio, è importante in quanto consente una migliore sintonia da parte dell’emittente nel dare risposte: VISIVA - “è chiaro… guardi che… sembra che…”, UDITIVA - “ascolti… suona come… sentire…”, CINESTETICA “Sperimentare… Afferrare… toccare.”

Esercizio

Una signora anziana, nel prendere la bici dal portabagagli, dimentica di tirare il freno a mano, così inizia a inseguire la macchina con la bici, tentando ripetutamente di fermarla. Riesce a superare la macchina, finché non si ferma davanti a una casa dove, sulla staccionata, vi è appesa una cassetta della posta, la signora la vede e la pone in mezzo alla strada con l’intento di fermare la macchina, riuscendoci. Il proprietario della casa esce dopo aver sentito il forte rumore della macchina che frenava, ma vede solo la cassetta della posta ammaccata e dei ragazzi che giocano a pallone, pensando fossero stati loro. Si volta e vede la signora in bici e la aiuta a mettere la bici sulla macchina accorgendosi, una volta partita, che era stata la signora.

  • Quale tematica il regista ha inteso affrontare? Percezione
  • Chi è il protagonista? La signora anziana
  • In che modo sperimenta e interpreta la vita e il mondo?
  • Quali obiettivi tenta di raggiungere? E con che tipo di comportamento? Bloccare la macchina con un atteggiamento creativo
  • Riguardo gli altri personaggi, quale preferisci e quale rifiuti, in quale situazione comportamentale? Il proprietario di casa quando ha il pregiudizio di credere che siano stati i ragazzi che giocano a palla
  • Quale scena ti ha influenzato maggiormente in modo positivo o negativo? Perché? Quando riesce a superare la macchina, perché non ci si aspetta che una signora anziana abbia tutte queste energie
  • Quale scena non è stata sviluppata? Il finale
  • Ti ha soddisfatto il finale del film? Se fosse dipeso da te, come lo avresti strutturato? Sì, in nessun modo perché è un finale aperto

Percezione

È il processo coinvolto in una buona recezione del messaggio. Si tratta di un processo soggettivo, in quanto l’oggetto non viene percepito in modo oggettivo e nella sua totalità, ma nel significato che ha per colui che percepisce. Possiamo dire che la percezione è esperienza di qualcosa. Essa più che fotografia della realtà, è piuttosto creazione attiva, che il soggetto elabora in base alla stimolazione esterna e alle proprie esperienze soggettive.

Anteprima
Vedrai una selezione di 15 pagine su 67
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 1 Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 2
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 6
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 11
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 16
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 21
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 26
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 31
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 36
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 41
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 46
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 51
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 56
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 61
Anteprima di 15 pagg. su 67.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso di Psicologia della comunicazione sociale Pag. 66
1 su 67
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valerjex di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della comunicazione sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pontificia Salesiana - Unisal o del prof Gubinelli Massimo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community