Psicologia sociale della comunicazione
Lezione iniziale: informazioni organizzative
La Prof.ssa non registrerà le lezioni. Prende le firme per poter partecipare al preappello. La dispensa è necessaria alla preparazione dell'esame e quello che c'è sopra potrebbe chiederlo, indipendentemente da appello o preappello.
Testi di riferimento
- Lotto, L. & Rumiati, R. (2013, seconda edizione). Introduzione alla psicologia della comunicazione. Ed: il Mulino. Capitoli 1, 4, 5, 7, 8, 10, 11, 13, 14, 15.
- Una dispensa con materiale bibliografico aggiuntivo aggiornata a.a. 22-23 (disponibile presso C.C.B. Centro Copie Bicocca, Viale Sarca 198, Milano).
- Le slide del corso caricate su e-learning.
L’esame è scritto (domande chiuse + aperte) e orale (facoltativo). Possibilità di fare un Pre-appello per i frequentanti, dopo la fine del corso.
Psicologia sociale della comunicazione lezione 1
Introduzione
Il modo in cui comunichiamo anche attraverso il comportamento crea relazioni sociali. L’analisi della comunicazione ci permette di capire molto sulla relazione, all’interno anche del contesto. La comunicazione influenza il sociale e il sociale influenza la comunicazione.
Studiamo:
- Comunicazione verbale: ci sono comunicazioni controllate e non controllate
- Modificazione dei pregiudizi e stereotipi
- Segnale di allarme di quelle che sono relazioni tra gruppi
- Usiamo etichette categoriali per indicare dei gruppi e così si crea la realtà sociale, alimentando il pregiudizio
- Comunicazione non verbale: diverso dalla comunicazione automatica
- Può creare relazioni
- Dice qualcosa sulle relazioni
- L'uso della dimensione verticale è un segnale di status e potere. Dimensione orizzontale: vicinanza e calore. L’altezza è universalmente associata allo status.
- Gruppi:
- Comunicazione e processi all’interno dei gruppi
- Conflitto sia negativo che positivo all’interno del gruppo
- Comunicazione disfunzionale e menzogna (es. "tu mi piaci così come sei solo che ti vorrei diverso")
- Comunicazione pubblica in ambito sociale. Comunicazione e percezione del rischio (le persone lo sottostimano e quindi mettono in atto comportamenti che lo aumentano).
Argomenti
- Modelli teorici di base
- Comunicazione verbale e non verbale
- Comunicazione persuasiva e influenza sociale. Ci comportiamo come gli altri membri del nostro gruppo, norma prescrittiva (lava le mani) vs norma descrittiva (il 99% si lava le mani)
- Comunicazione nei gruppi sociali
- Comunicazione di massa e comunicazione pubblica - funzionale e disfunzionale
- Comunicazione politica
- Ruolo della comunicazione nelle relazioni intergruppo: stereotipi e pregiudizi
- Comunicazione del rischio
- Principali ostacoli ad una buona comunicazione
Diversi livelli
- Individuale:
- Attività cognitiva
- Processi di codifica e decodifica
- Intenzionalità
- Emozioni
- Interpersonale:
- Azione e relazione
- Sociale:
- Matrice culturale
- Relazione tra gruppo
Psicologia sociale della comunicazione lezione 1
La matrice sociale della comunicazione
Comunicare ha un’origine etimologica ambigua: Cum + munus = dono scambiato oppure Cum + moenia = fraternità entro le stesse mura. L’origine etimologica ci dice che non possiamo comunicare senza tenere conto della relazione sociale.
La comunicazione è uno scambio comunicativo verso 2 o più partecipanti, dotato di intenzionalità reciproca e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione e di segnalazione secondo la cultura di riferimento.
!! PERÒ - Non sempre c’è bisogno di convenzione per essere compresa la comunicazione. Non tutte le comunicazioni sono convenzionali (grattacielo legato allo status). Ci sono anche strategie universali. Molta però della nostra comunicazione si basa su codice convenzionale e sulla cultura di riferimento.
- Ci sono scambi comunicativi che non sono intenzionali. Non si basa solo su sistemi espliciti, ma anche su sistemi impliciti. La comunicazione è intrisa di segnali non intenzionali (gesticolare, tono della voce) che però non hanno alcuna intenzione di comunicare qualcosa. È impossibile non comunicare; anche il silenzio e la distanza sono comunicazioni.
- Ci sono forme di comunicazione malfunzionanti.
- Sembra impossibile comunicare con qualcuno se le persone non sono della stessa cultura, invece sì, perché si possono aggirare i vincoli. Questo approccio classico poi si supera.
Comportamento e comunicazione
La comunicazione è un comportamento ma non tutti i comportamenti sono comunicazione. Esistono comportamenti senza intenzionalità (es. riflessi).
Interazione e comunicazione
L’interazione è qualsiasi forma di contatto, volontaria o involontaria, diretta o mediata, tra due o più individui. La comunicazione è sempre una forma di interazione ma esistono interazioni senza intenti comunicativi (ad es. interazioni casuali).
Informazione e comunicazione
La comunicazione è consapevole, ma non è sempre così e non è possibile credere che quando questo criterio non sia rispettato ci sia solo un passaggio di informazione. L’informazione è un flusso di dati, conoscenze e messaggi espressi generalmente attraverso un linguaggio decodificabile. La comunicazione non solo comporta un atto informativo ma presuppone l’intenzione dell’individuo di veder riconosciuto il proprio atto comunicativo.
Funzioni dello scambio comunicativo
- Funzione proposizionale: fa riferimento a quel processo di codifica, elaborazione, organizzazione e trasmissione di conoscenze e delle informazioni (è il dono). Generalmente organizziamo le conoscenze sotto forma di proposizioni, usiamo il linguaggio. Il linguaggio convenzionale diventa lo strumento principe. È in linea con la definizione classica di comunicazione.
- Funzione relazionale: si occupa di:
- Generazione della relazione
- Sviluppo e mantenimento della relazione
- Cambiamento della relazione: il gruppo è soggetto a grandi mutamenti (processi di socializzazione, conflitto, ricerca di nuovi equilibri e scioglimento alla fine dell’adempimento dei compiti). La vita del gruppo è estremamente dinamica e flessibile. Il linguaggio qui è fondamentale. Ma anche a livello interpersonale attraverso la comunicazione si rinegozia la relazione. In questo la comunicazione non verbale gioca un ruolo importantissimo. Es. “ma come sei vestita male oggi” Frase che detta in modo scherzoso da un'amica fa capire che non se la si deve prendere. Ciò che si trasmette con la CV e con la CNV può essere in conflitto, ma tra le due vince la non verbale.
- Estinzione
- Costruzione di un’intersoggettività: quando noi parliamo di psicologia sociale non adottiamo necessariamente un approccio elementaristico, non si pensa che un gruppo sia la somma degli individui, il gruppo non è la mera somma delle sue singole parti, nel gruppo si crea qualcosa di diverso a livello interpersonale, ma anche a livello di gruppo. Es. il risultato del processo decisionale. C’è un’interdipendenza e intersoggettività che si crea attraverso la comunicazione. L’interazionismo simbolico e tutta la microsociologia spingono tutto ciò all’estremo e dicono che non esiste una mente individuale. Quello che siamo lo siamo anche grazie alle nostre relazioni. L’interazionismo simbolico parte dal concetto di persona come maschera. Noi quando ci percepiamo ci percepiamo come unità stabili, ma noi abbiamo comportamenti fluidi e variabili, per cui non possiamo essere delle unità (es. ragazzo che è diverso a casa e fuori). Il nostro comportamento è determinato dai nostri ruoli. Non esiste unità perché la nostra personalità cambia in base ai ruoli, ai contesti e alle relazioni. Il sé non esiste di per sé, ma solo nella relazione con gli altri, all’interno dei gruppi e a livello intergruppo.
Funzione relazionale
Per avere una relazione si mette in atto un processo di antropomorfizzazione non serve che l’altro sia un essere umano, basta che lo sia per noi, nella nostra testa (es. animale domestico o automa). La comunicazione si basa su forme di sintonizzazione tra menti. Le persone interagiscono per esempio per inventare una nuova parola, dare un nome. Le persone cambiano il codice linguistico parlando.
Tutto questo dice che il linguaggio non può essere primario, perché per costruirlo c’è bisogno prima del linguaggio. Il codice linguistico è secondario e si basa su una struttura non-linguistica primaria.
Noi generalmente quando non usiamo il linguaggio facciamo pointing, quello che fanno i bambini per indicare cosa vogliono quando ancora non hanno acquisito il linguaggio. Le madri per insegnare i nomi delle cose fanno pointing. Orientare lo sguardo, così con il pointing, sono indici importanti di comunicazione. Attraverso il corpo si capisce cosa c’è nella testa di un’altra persona e ci può dire cosa sta per fare. Questo è un processo che è alla base dell’empatia e della teoria della mente. Abbiamo delle aree cerebrali che riconoscono e percepiscono i volti. È una funzione adattativa che permette già al bambino appena nato di riconoscere il caregiver (cioè “colui che si prende cura”). Sono aree che non si attivano se non c’è un volto, tranne per le case, esse le fanno attivare parzialmente. Noi siamo attirati dallo sguardo degli altri.
Un altro modo per non usare il codice linguistico è mimare, che non è il tipico gesticolare italiano senza un significato dal punto di vista semantico.
Quindi ci sono forme di comunicazione che sono primarie che ci permettono di acquisire il linguaggio, che è una forma di comunicazione, ma secondaria, e ci permette anche di modificarlo.
Psicologia sociale della comunicazione
I processi
In psicologia cognitiva è dominante il modello duale che contrappone lungo un continuum processi automatici e processi controllati.
Modello duale vs unimodale
Vaghezza terminologica (dual-process, dual-mode, two-system). Livelli di analisi diversi:
- Brain-level evidenze neuro poco chiare
- Structural-level strutture non isolabili
- Functional-level 2 sottosistemi separati sarebbero insufficienti a un sistema cognitivo così complesso
Dicotomie allineate (vs. continua):
- Associativo, rapido, olistico, automatico, poco costoso
- Basato su regole, analitico, lento, costoso, controllato
Modello euristico-sistematico
Prevede due processi possibili:
- Processo Sistematico: coincide con l’elaborazione approfondita proposta nel percorso centrale
- Processo Euristico: consiste nel raggiungimento di un’opinione attraverso la semplice applicazione di un’euristica.
Modello di probabilità e di elaborazione (Petty e Cacioppo, 1981,1986)
Il cambiamento di atteggiamento dipende dall’attivazione di alte o basse risorse cognitive nell’elaborazione di informazioni. Il modello prevede che, esposto a un messaggio persuasivo, il ricevente attivi un processo fra due possibili:
- Percorso centrale: elaborazione attenta e riflessione accurata sulle argomentazioni e sulle informazioni.
- Percorso periferico: basato su elementi che non hanno direttamente a che vedere con le argomentazioni, ma più con il modo in cui sono presentate.
Il modello due processi possibili:
- Sistematico: coincide con l’elaborazione approfondita proposta nel percorso centrale.
- Euristico: consiste nel raggiungimento di un’opinione attraverso la semplice applicazione di un’euristica.
Automaticità incoerente
Lo scopo è cosciente. Il processo è automatico e non controllabile. Il processo contrasta con gli scopi.
Effetto paradossale: il monitoraggio sul raggiungimento dell’obiettivo mantiene attivo il contenuto da sopprimere. Es. ‘sono a dieta’ ‘voglio dimenticare il mio ex’ ‘non devo avere pregiudizi sui rom’
Psicologia sociale della comunicazione
Le origini della comunicazione: Tomasello
La comunicazione non verbale è stata ampiamente studiata dalla psicologia comparata, studiosi che si sono occupati della comunicazione tra primati o nello sviluppo dei bambini. Un autore di grande importanza è Tomasello. Specifica come la CV è secondaria. La comunicazione umana si basa sulla cooperazione.
Per cambiare il linguaggio noi dobbiamo interagire attraverso il linguaggio. Non esiste il linguaggio verbale come forma di comunicazione iniziale, primaria. I bambini appena nati comunicano con il caregiver, ma non hanno ancora appreso la comunicazione verbale. Le forme di comunicazione primaria sono comunicazioni basate sul non verbale.
Tomasello fonda le origini della comunicazione umana nell’interazione sociale. Gli esseri umani hanno iniziato a comunicare perché sono animali sociali. Si è creata una forma di sintonizzazione tra menti, perché sia a livello ontogenetico che filogenetico siamo degli animali sociali, l’essere umano ha sempre vissuto in gruppi e il bambino ha una dipendenza assoluta dal caregiver.
Ci sono teorie che dicono che il grande successo evolutivo dell’essere umano è la capacità di sintonizzare le menti e comunicare a livello sociale. Anche gli animali hanno forme di linguaggio, perché qualche suo aspetto semantico è presente anche negli animali. Ma il grandissimo sviluppo e adattamento dei gruppi umani all’ambiente per cui noi siamo diventati gli animali dominanti deriva dalla nostra capacità di sintonizzare le menti e coordinare i gruppi, passare informazioni e di metacomunicare tra di noi.
Gli esseri umani riescono a impegnarsi in atti cooperativi e sono predisposti cognitivamente a comprendere l’intenzionalità altrui.
Es. il pettegolezzo è basato sulla capacità di controllare quello che fanno i membri del gruppo, è una forma di controllo sociale. Un’altra capacità è quella di capire se l’altro sta comunicando in modo veritiero o no, il cosiddetto cheating. Queste funzioni che hanno portato allo sviluppo del linguaggio nell’essere umano dipendono dalla nostra capacità di sintonizzarci con il gruppo. Il linguaggio e la relazione sociale non possono essere scissi. La comunicazione non verbale è di natura sociale e c’è uno scambio bidirezionale.
Codici non verbali
I codici non verbali sono primari, ma non tutti lo sono, come i gesti culturalmente determinati e specifici per il gruppo. Il codice linguistico è secondario e si basa su una struttura non-linguistica primaria.
Riassumendo:
- La comunicazione si basa su forme di sintonizzazione tra menti.
- Il codice linguistico è secondario e si basa su una struttura non-linguistica primaria.
- Questo codice non linguistico è di natura sociale ed è associato a una condivisione di intenzioni.
Secondo la teoria di Tomasello sulla comunicazione umana esistono dei gesti che sono universali e su cui si fonda la comunicazione. Esistono secondo Tomasello 2 forme di comunicazione non verbale che possono essere considerate primarie:
- Indicare (additare): uso deittico. Per il bambino è fondamentale perché è utile per indicare qualcosa. I bambini nascono con la capacità di seguire i gesti sociali, i cue, delle altre persone. C’è dietro un’intenzione, seguire il gesto per orientare la propria attenzione, fondamentale per la nascita del gesto secondario, linguistico. Anche in età adulta indicare sempre per comunicare con gli altri perché è universale e tutti capiscono. È un gesto altamente saliente. Permette di sintonizzarci sul mondo sociale, serve anche per condividere. La comunicazione non verbale primaria fonda la secondaria, ma crea anche sintonizzazione tra menti. Il gesto deittico si può rivolgere solo a ciò che è presente nel contesto, non si può indicare qualcosa di non presente nel contesto. Cerchiamo di rivolgere l’attenzione del nostro interlocutore verso l’oggetto presente nel contesto percettivo comune e immediato.
- Mimare: uso iconico. Non tutto si può mimare, ma dà la possibilità di indicare qualcosa non percettibile direttamente nel contesto dall’individuo. Attraverso la simulazione cerchiamo di indirizzare l’immaginazione del ricevente verso un oggetto o un’azione non immediatamente presente nel campo percettivo.
Anche se non ci conosciamo o non condividiamo la stessa lingua, possiamo comunicare in modo efficace con questi due gesti. Non solo ci permettono di comunicare in modo non verbale, ma ci permettono di sintonizzare le menti. Tomasello concepisce la comunicazione umana come atto cooperativo.
Motivazioni comunicative
Quali sono, secondo l’autore, le tre principali motivazioni comunicative? Elencale e descrivile.
Questi gesti svolgono 3 fondamentali funzioni per la nostra vita sociale; sono 3 le motivazioni comunicative umane:
- Richiedere: quando si indica è perché si ric...
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