I parziale: soggetti e attori
All’interno delle comunità statali, gli individui rappresentano i soggetti giuridici primari, mentre i vari enti rivestono il ruolo di soggetti secondari. Questo non vale per la comunità internazionale, dove invece a rivestire il ruolo di soggetti di primo piano sono gli Stati, mentre gli individui hanno un ruolo secondario e passivo. La comunità internazionale è composta da Stati perché, in seguito alla formazione degli stati moderni, Spagna, Francia e Inghilterra, nel XV secolo, i vari agglomerati umani presenti in Europa e non solo si sono riuniti in comunità statali più ampie.
Oltre agli stati e agli individui, all’interno della comunità internazionale sono presenti altri soggetti, i quali però hanno limitata capacità giuridica, come gli insorti, durante conflitti armati non internazionali, i movimenti di liberazione nazionale, MLN, e le organizzazioni internazionali.
Individui, insorti e movimenti separatisti
- Gli individui brandiscono un’ideologia basata sulla dottrina dei diritti umani, che ha preso piede in particolare tra il 1944-45 negli USA.
- I movimenti separatisti, anche chiamati insorti, di cui fa parte l’ISIS, sono quei movimenti che prendono il controllo di una determinata parte di territorio col fine di prenderne possesso tramite il rovesciamento del governo legittimo, che può comunque vincere contro questi movimenti per ristabilire l’ordine. I movimenti separatisti sono soggetti temporanei del diritto internazionale, in quanto possono unirsi e formare un nuovo ente, soccombere o aggregarsi ad altri stati. Gli insorti hanno bisogno, per essere riconosciuti come soggetti temporanei del diritto internazionale, di 1 un apparato stabile, 2 un minimo di controllo sul territorio, 3 una lotta continua; infatti la lotta degli insorti non è supportata dal diritto internazionale, perché vogliono prendere il controllo contro un potere già stabilito, finché essi non hanno un effettivo controllo territoriale, teoria fattualista. Gli stati terzi non possono intervenire in questa lotta, né tantomeno gli insorti possono richiederne l’intervento, per il principio di integrità territoriale, ma possono comunque entrare in relazione con gli insorti, aiuti umanitari, corridoi umanitari, es. la Francia invita i gruppi separatisti libici contro Gheddafi e viola il principio di interferenza degli affari interni + Russia interviene a fianco delle repubbliche separatiste filorusse + Regno Unito, USA e Francia che in Siria appoggiano il movimento di liberazione siriano contro il governo di Assad + stati che appoggiano il consiglio nazionale di transizione contro Gheddafi in Libia. I movimenti separatisti possono concludere trattati con gli stati che intendano stabilire rapporti con essi.
Movimenti di liberazione nazionale
I MLN, movimenti di liberazione nazionale, sono dei gruppi organizzati che insorgono contro un governo che in realtà non è legittimo; perciò, a contrario degli insorti, non è necessario che esista un controllo da parte dei MLN sul territorio, anche se un minimo di effettività e di capacità di azione sono necessari per riconoscerli come soggetti del diritto internazionale. Infatti è riconosciuta loro una soggettività internazionale nel rispetto del principio dell’autodeterminazione dei popoli [*], che fu inserito nella Carta delle Nazioni Unite nel 1945 e che si applica orizzontalmente nei rapporti tra stati.
I MLN possono stipulare trattati ed essere ascoltati in sedi ufficiali, in quanto è riconosciuto loro lo status di osservatori presso le Nazioni Unite, es. movimento di liberazione palestinese. In questo caso gli stati terzi possono assistere i movimenti nella loro azione, questo può avvenire nei casi di 1 colonialismo, es. Western Sahara, 2 dominio razzista = governo di stampo razzista che adotta politiche di esclusione totale nei confronti di alcune minoranze, es. Namibia, 3 occupazione o dominio del territorio da parte di uno stato straniero = uno stato estero occupa un territorio che non è suo, es. l’Ucraina può autodeterminarsi.
Organizzazioni internazionali
Le organizzazioni internazionali sono enti autonomi e indipendenti, creati dagli Stati per perseguire obiettivi comuni. Rientrano tra i soggetti del diritto internazionale e si pongono al di sopra dello stato, in quanto nascono e muoiono proprio per volontà degli stati. Nascono prima della WWII, ma crescono come numero e diversificazione di competenze dopo di essa, infatti rappresentano la sede di dialogo fra gli stati.
Godono di soggettività internazionale? Bisogna guardare i trattati che contengono le prerogative fornite dagli stati che li hanno siglati. Nell’ambito delle relazioni internazionali, le organizzazioni possono agire al pari degli stati in alcuni settori, ma per fare ciò hanno bisogno di alcuni diritti e prerogative che permettano alle organizzazioni di ottenere questo rapporto paritario. Quindi godono di una limitata soggettività internazionale se 1 riescono a manifestare una certa indipendenza dai propri membri e 2 hanno una volontà e libertà di azione propria: se l’organizzazione internazionale prende una decisione tramite l’unanimità degli stati allora non abbiamo un soggetto indipendente, se invece l’organizzazione prende una decisione a prescindere dalla posizione di tutti gli stati membri, quindi ha un sistema maggioritario, allora abbiamo un’organizzazione indipendente, ONU. Es. Eritrea vota contro la risoluzione e le sanzioni alla Russia per consolidare l’alleanza con il paese nei riguardi dell’Etiopia, ma anche perché l’Eritrea stessa è stata accusata di incursioni e uso illegittimo della forza in Etiopia, quindi si mantiene coerente nell’atteggiamento.
Le organizzazioni internazionali godono anche del potere di 1 stipulare trattati internazionali in materie di competenza, 2 immunità funzionale dalla giurisdizione degli stati, 3 privilegi sull’immunità dei funzionari da parte degli stati in cui essi si trovino a svolgere le proprie mansioni.
Caso Bernadotte: omicidio in Israele, dopo WWII, di un diplomatico svedese delle Nazioni Unite che era stato mandato per risolvere il conflitto israelo-palestinese. La CIG deve decidere sul caso tramite un parere: “le Nazioni Unite come datore di lavoro possono richiedere una riparazione?”. Bisognava innanzitutto capire se le Nazioni Unite potessero essere considerate soggetto di diritto internazionale, oltre alla Svezia, paese di provenienza del diplomatico = la CIG nel 1949 dice che le organizzazioni internazionali hanno bisogno di una soggettività internazionale e altre prerogative, come ad esempio l’immunità e la tutela dei funzionari + stipulare trattati con altri soggetti del diritto internazionale, es. trattato tra UE e Marocco, perché esse permettono loro di raggiungere fini che altrimenti non sarebbero perseguibili, quindi non è una soggettività assoluta, bensì funzionale. Quindi le Nazioni Unite possono richiedere la riparazione per la morte del funzionario senza dipendere dalla decisione della Svezia.
Tipi di organizzazioni
Possiamo distinguere le organizzazioni per competenze.
- Generali = si occupano di diversi ambiti di competenza, UE, Nazioni Unite.
- Specifiche = si concentrano su alcuni settori, fondo monetario internazionale.
- Geografica = agiscono in un determinato territorio, Nazioni Unite, consiglio d’Europa che agisce nell’Europa geografica 47 stati contro 27 dell’UE, organizzazione degli stati americani, unione africana, ASEAN.
- Hard law = organizzazione basate su un trattato costitutivo, quindi gli stati hanno deciso di unirsi per raggiungere obiettivi comuni, UE, Nazioni Unite, unione africana. Non si può espellere un membro se non seguendo le regole del trattato; hanno una struttura stabile ed esistono al di fuori degli incontri, quindi sono soggetti del diritto internazionale, possono comunque prendere decisioni di soft law, vedi assemblea generale.
- Soft law = si creano nel momento in cui gli stati si incontrano, quindi non si basano su un trattato vincolante per gli stati membri, G20, G7. Si può espellere un membro in qualsiasi momento, non sono stabili, non hanno una struttura definita, quindi non sono soggetti del diritto internazionale. Sono state create perché è più facile e rapido incontrarsi per raggiungere obiettivi comuni e influenzare il diritto internazionale senza però avere qualcosa di vincolante.
Organizzazioni non governative e movimenti terroristici
Le organizzazioni non governative, ONG, sono invece associazioni, non soggetti del diritto internazionale, private costituite da cittadini di diversi paesi con lo scopo di perseguire, senza fini di lucro, finalità di interesse comune per la società civile e sono soggetti al proprio stato di appartenenza, amnesty international o greenpeace.
Ci sono anche movimenti e organizzazioni di stampo terroristico, al-qaida, daish e boko haram, che agiscono in totale disprezzo del diritto internazionale e che hanno come obiettivo la destabilizzazione delle relazioni internazionali.
Autodeterminazione dei popoli
*1514/60 dalla Carta delle Nazioni Unite, dichiarazione sull’indipendenza dei popoli coloniali che riguarda più la sovranità esterna che quella interna. Secondo l’assemblea generale: a) tutti i popoli hanno diritto all’autodeterminazione in virtù dei quali possono scegliere il proprio status politico, nella libertà di perseguire il proprio sviluppo culturale, sociale ed economico; b) azioni immediate devono essere adottate per trasferire questi poteri ai popoli coloniali se questa volontà viene espressa liberamente da parte dello stesso popolo; c) ogni tentativo volto a distruggere l’unità nazionale e l’integrità territoriale di un paese è incompatibile con gli scopi della Carta delle Nazioni Unite. Il parag.5 è stato inserito per evitare un abuso del principio di determinazione, per evitare che minoranze etniche possano dichiararsi indipendenti all’interno di confini già stabiliti.
Violazione del principio dell’autodeterminazione dei popoli: la CIG ha stabilito una serie di principi che sono fondamentali per il rispetto del diritto all’autodeterminazione dei popoli sia per gli stati che si pongono contro tali principi sia contro quelli che potrebbero violarli.
Namibia
Namibia, governo razzista, era sotto amministrazione fiduciaria del Sudafrica, che aveva deciso di occupare la Namibia con un governo di stampo razzista, sostenendo che fosse il modo migliore per la Namibia per raggiungere l’autodeterminazione. Il CDS adotta varie risoluzioni, in particolare quella del 1970 in cui si citava che o il Sudafrica abbandonava questo tipo di governo o avrebbe dovuto lasciare il mandato della Namibia, ma il Sudafrica ignorò la risoluzione. Quindi la CIG diede il proprio parere: il governo razzista era una violazione grave dei diritti e dei principi della Carta delle Nazioni Unite, ritenendo che il Sudafrica si sarebbe dovuto ritirare dalla Namibia, dando carta bianca al CDS per la liberazione del territorio. La CIG esigeva 1) dai membri delle Nazioni Unite l’obbligo di non riconoscere il controllo del Sudafrica in Namibia, perciò non si potevano stipulare trattati riguardanti la Namibia con il Sudafrica perché questo voleva dire indirettamente riconoscere il dominio sudafricano sulla Namibia, non si poteva nemmeno fornire assistenza il Sudafrica; 2) anche gli stati non membri delle Nazioni Unite erano tenuti a non prestare assistenza al Sudafrica e a cooperare per rendere possibile l’autodeterminazione della Namibia.
Western Sahara
Western Sahara, colonialismo, era una colonia spagnola alla fine dell’‘800, quindi il Marocco rivendica da sempre questo territorio secondo l’idea del Grande Marocco, infatti ha un territorio immenso e una popolazione esigua, popolo Saharawi, motivo per il quale da molti gli è stata contestata l’applicazione del diritto di autodeterminazione dei popoli. Nel 1972 viene stabilito che in realtà il popolo saharawi avrebbe dovuto decidere il proprio futuro tramite un referendum, referendum organizzato dalla Spagna.
Qui entra in gioco il Marocco: gli stati, nonostante questo non sia possibile, chiesero un parere alla CIG, bloccando in questo modo il referendum sul Western Sahara, che era proprio lo scopo del Marocco. Non era necessario che la CIG si pronunciasse sul caso, perché il diritto stabiliva già che sarebbe stato possibile attuare il diritto di autodeterminazione, ma la corte si pronunciò comunque, stabilendo che esisteva una sorta di legame tra alcune tribù e il Marocco, ma tale legame non rappresentava una rivendicazione legittima su queste tribù da parte del Marocco.
Il Marocco quindi, con la marcia verde, decise di invadere il Western Sahara nel 1975, nessuno stato poteva supportare il Marocco in questa invasione, facendo nascere la domanda “chi deve/può votare al referendum?” e bloccando appunto questo referendum, ma nonostante questo il MLN del Western Sahara continua a combattere, Polisario. Il conflitto continuò fino al 1990, quando si raggiunse l’accordo del cessate il fuoco tra le parti con l’aiuto dell’ONU, ma comunque attualmente ci troviamo nella stessa situazione di 30 anni fa, in quanto il referendum non si è ancora tenuto, e il cessate il fuoco ultimamente è stato violato dal Marocco.
Dal 2000 l’UE ha concluso un accordo di rapporto privilegiato con il Marocco, svolto a sviluppare l’area, accordo che però non fa riferimento ad un’area specifica del territorio in quanto l’UE definisce come area di accordi il Marocco metropolitano, non comprendente il Western Sahara, mentre il Marocco da parte sua comprende quel territorio. L’UE non avrebbe potuto siglare accordi con il Marocco riguardanti il Western Sahara. Il Polisario era legittimato a sollevare un caso davanti alla Corte di Giustizia Europea, i MLN dovrebbero essere sentiti in tutte le sedi ufficiali, per chiedere di annullare gli accordi tra Marocco e UE: nel 2016 la Corte ha deciso che il Western Sahara gode del principio di autodeterminazione, quindi non può rientrare negli accordi siglati tra UE e Marocco, ma che allo stesso tempo l’UE sapeva di non poter intraprendere questi accordi se essi comprendevano il Western Sahara. Dopo qualche anno l’UE rivede gli accordi e scrive che essi verranno applicati anche ai territori sotto controllo marocchino, quindi nuovamente la corte di giustizia europea si pronuncia e dichiara non validi gli accordi.
Muro tra Israele e Palestina
Muro tra Israele e Palestina: il muro fu costruito perché Israele sosteneva di doversi difendere dagli attacchi palestinesi, ma il muro occupa territori palestinesi, quindi è stato ritenuto contrario al diritto di autodeterminazione dei popoli. Il parere della CIG fu che gli altri stati non avrebbero dovuto riconoscere gli effetti della costruzione del muro tra Palestina e Israele.
Isole Chagos
Isole Chagos, smembramento del territorio: la GB decide di dividere il territorio in due parti, una indipendente, Mauritius, e una sotto controllo inglese per una base militare fondamentale, Diego Garcia. Mauritius ritiene che gli spetti l’intero territorio per il principio dell’autodeterminazione dei popoli, invece il Regno Unito si giustificava dicendo che c’erano stati degli accordi precedenti coi rappresentanti delle Mauritius che avevano ceduto quella parte pur di ottenere l’indipendenza.
La CIG si pronunciò determinando che il Regno Unito aveva violato il diritto internazionale smembrando l’arcipelago e spostando anche la popolazione, e che inoltre gli accordi presi in precedenza all’indipendenza di Mauritius erano coercitivi, in quanto eseguiti quasi “sotto ricatto” per ottenere comunque una porzione di territorio nonostante la volontà di autodeterminazione di Mauritius.
Decentramento delle principali funzioni dell’ordinamento
Negli ordinamenti giuridici interni, diritto interno, oltre alle norme sostanziali, che impongono ai destinatari determinate regole di condotta, vi sono anche norme di organizzazione che disciplinano la struttura e la vita dell’ordinamento stesso. In tutti i primi stati moderni venne seguito lo stesso modello che prevedeva 1) divieto dell’uso della forza, ad eccezioni di situazioni estreme come la legittima difesa, 2) uso lecito della forza da parte dell’apparato di governo, 3) produzione e possibilità di modifica del diritto affidata al sovrano, 4) accertamento delle violazioni del diritto ai tribunali, 5) ai corpi speciali di funzionari, polizia, il compito di vegliare sull’attuazione coercitiva del diritto.
Il diritto interno è molto diverso dal diritto internazionale, infatti nella società internazionale le relazioni internazionali si svolgono quasi interamente a livello orizzontale, in quanto nessuno stato o gruppo di stati è riuscito a imporre la propria volontà sugli altri membri. Per questo motivo non esistono nemmeno tre apparati centralizzati a cui affidare lo svolgimento delle attività, e quindi ad ogni stato della comunità spettano la produzione, l’accertamento e l’attuazione del diritto.
Non è presente un legislatore internazionale in grado di creare delle norme, perché il ruolo rivestito da ciascuna nazione è di totale uguaglianza formale e rilevanza, es. all’interno dell’ONU le nazioni presenti non hanno un ruolo legislativo, alcune di esse hanno però la possibilità di creare norme, molto limitate, vincolanti per alcuni soggetti.
Le norme del diritto internazionale possono essere scritte attraverso 1 consuetudini = processi spontanei che vincolano tutti i membri della società internazionale, 2 trattati = utilizzati in particolare a partire dalla WWII, es. trattato di Minsk, Carta delle Nazioni Unite costituita proprio grazie a un trattato, che vincolano solamente gli stati che li firmano. È [fino alla metà del secolo scorso, ogni stato era giuridicamente libero di stabilire il contenuto dei propri accordi internazionali, ma con l’af
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Diritto internazionale
-
Appunti Diritto internazionale
-
Appunti diritto internazionale
-
Diritto internazionale - Appunti