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Diritto dell'Unione Europea

Capitolo uno origini e sviluppo dell'integrazione europea

1. La cooperazione europea

europea Seconda guerra mondiale,

L’integrazione nasce perché, dopo la gli Stati europei

promettere la pace non basta.

capiscono che Se restano completamente separati, il rischio di

cooperazione

nuovi con itti rimane. Per questo iniziano a collaborare attraverso forme di

tradizionale, mantiene la propria sovranità

in cui ogni Stato e si limita a cooperare in ambiti

economia, difesa diritti umani,

come e senza creare legami davvero vincolanti.

Dichiarazione Schuman 9 maggio 1950,

La svolta arriva con la del che propone di mettere in

carbone e acciaio,

comune risorse fondamentali per la produzione bellica. L’idea è semplice: se

queste risorse sono gestite insieme, nessuno Stato può preparare una guerra da solo. Questo

metodo funzionale, settori concreti

approccio si basa sul che consiste nel partire da per creare

solidarietà di fatto,

una rinviando l’unione politica.

1951 Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA),

Da questa proposta nasce nel la

sei Stati. trasferire

fondata da La CECA rappresenta una svolta perché gli Stati accettano di

parte della loro sovranità Autorità,

a un’istituzione indipendente, l’Alta capace di adottare

decisioni vincolanti. sovranazionale.

Per la prima volta emerge un modello di integrazione Il

Comunità europea di difesa (CED)

successivo tentativo di creare una fallisce, mostrando che

politica prematura.

l’integrazione è ancora

2. Cenni sulle discipline sostanziali del trattato di Roma

Trattato di Roma mercato comune,

Il ha come obiettivo immediato la creazione di un inteso

come strumento per favorire uno sviluppo economico equilibrato e un progressivo avvicinamento

delle politiche economiche degli Stati membri. L’idea di fondo è che l’integrazione economica non

si realizza solo eliminando gli ostacoli agli scambi, ma anche attraverso politiche comuni e un

coordinamento delle legislazioni nazionali. quattro libertà fondamentali: libera circolazione

Il mercato comune si fonda innanzitutto sulle

delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali. merci,

Per quanto riguarda le il Trattato

dazi doganali restrizioni quantitative

prevede l’abolizione dei e delle tra gli Stati membri,

tari a doganale comune

nonché l’introduzione di una verso i Paesi terzi. Una volta entrate

regolarmente nel territorio comunitario, le merci provenienti da Stati terzi diventano “in libera

pratica” e possono circolare liberamente all’interno del mercato comune.

libera circolazione delle persone

La riguarda principalmente i lavoratori e il diritto di

non discriminazione in base alla nazionalità,

stabilimento, ed è fondata sul principio di sia per

quanto riguarda l’accesso al lavoro sia le condizioni di impiego e di retribuzione. Sono ammesse

fl ff ordine pubblico, sicurezza e sanità pubblica,

limitazioni solo per motivi di da interpretare in

modo restrittivo. libera prestazione dei servizi,

Accanto a ciò, il Trattato garantisce la che consente ai cittadini

degli Stati membri di o rire servizi in un altro Stato senza stabilirvisi in modo permanente. La

diretta applicabilità

Corte di giustizia ha riconosciuto la delle norme del Trattato in materia,

ra orzando l’e ettività di questa libertà.

libera circolazione dei capitali,

La inizialmente prevista in modo graduale e limitato, è

considerata un completamento necessario delle altre libertà. Solo con sviluppi successivi si

arriverà a una liberalizzazione piena, ma già nel Trattato di Roma emerge l’esigenza di eliminare le

restrizioni ai movimenti di capitali funzionali al mercato comune.

disciplina della concorrenza,

In ne, il Trattato introduce una indispensabile per evitare che le

accordi restrittivi, l’abuso

libertà di circolazione siano svuotate di contenuto. Vengono vietati gli

di posizione dominante aiuti di Stato

e, in linea di principio, gli che falsano la concorrenza. In

questo modo il mercato comune non è solo uno spazio di libertà economiche, ma un sistema

regolato volto a garantire una concorrenza e ettiva e non distorta.

3. Verso l’unione europea. L’atto unico europeo

anni Ottanta,

Negli l’integrazione europea è in di coltà. Dopo l’entusiasmo iniziale, il sistema

voto all’unanimità mercato

comunitario si è inceppato: le decisioni sono lente, il blocca tutto e il

comune resta incompleto. Gli Stati capiscono che, se non cambiano metodo, l’Europa rischia di

restare ferma mentre il resto del mondo corre.

Dichiarazione di Stoccarda del 1983,

Un primo tentativo di rilancio arriva con la in cui si a erma

la volontà di ra orzare la cooperazione e rendere più e cace l’azione delle Comunità. Poco dopo,

Parlamento europeo, Altiero Spinelli, progetto

il con prova a spingersi oltre e propone un vero

di Unione europea (1984), con più poteri al Parlamento e un’impostazione quasi federale. Il

progetto non entra in vigore, ma ha un enorme valore politico: mette nero su bianco che

l’integrazione deve fare un salto di qualità.

Consiglio europeo di Fontainebleau Comitato Dooge

Sulla scia di queste iniziative, il incarica il

Consiglio europeo di

di studiare come riformare il sistema comunitario. Le proposte portano il

Milano del 1985 unico

a convocare una conferenza intergovernativa, da cui nasce l’Atto

europeo, 1986 in vigore 1987.

rmato nel ed entrato il 1º luglio

L’Atto unico europeo cambia concretamente il funzionamento della Comunità. Da un lato,

ra orza le istituzioni: Consiglio europeo, voto a

si formalizza il ruolo del si estende il

maggioranza quali cata per le misure necessarie al mercato interno e si dà più peso al

Parlamento europeo, procedura di cooperazione parere conforme.

introducendo la e il

competenze comunitarie ambiente, ricerca

Dall’altro lato, amplia le a nuovi settori come

scienti ca e coesione economica e sociale.

fi

ff ff fi fi ff ff fi ff ff ffi ffi ff

mercato interno, data

Il cuore dell’Atto unico è però l’obiettivo di completare il ssando una

vincolante: 1992.

31 dicembre Per la prima volta l’integrazione non è solo un obiettivo politico,

ma un impegno giuridico preciso. cooperazione

Accanto al sistema comunitario, l’Atto unico dà anche una base formale alla

politica europea (CPE), cioè al coordinamento delle politiche estere degli Stati membri, pur

mantenendola separata dal diritto comunitario. de cit democratico

Nonostante i progressi, emerge presto che l’Atto unico non basta: il rimane e

unione economica e monetaria

diventa chiaro che per andare avanti servono e un assetto

Trattato di Maastricht.

politico più forte. È da qui che si aprirà la strada al

4. Il trattato sull’unione europea

Trattato di Maastricht

Con il gli Stati fanno un salto decisivo: non vogliono più solo migliorare il

Unione europea

mercato, ma costruire una più stretta tra i popoli. Non nasce uno Stato federale,

nuova fase dell’integrazione, metodo funzionale,

ma una basata ancora sul cioè

sull’estensione graduale della cooperazione.

a tre pilastri,

L’Unione si fonda su una struttura che serve a tenere insieme logiche diverse.

primo pilastro comunitario,

Il è quello dove restano le Comunità europee e l’acquis

comunitario, con metodo sovranazionale e ruolo forte delle istituzioni.

secondo pilastro politica estera e di sicurezza comune (PESC),

Il riguarda la fondata su

cooperazione tra Stati.

terzo pilastro giustizia e gli a ari interni (GAI),

Il riguarda la cioè asilo, immigrazione,

cooperazione giudiziaria e di polizia.

giuridicamente distinti, coerente,

Questi pilastri restano ma devono agire in modo perché

l’Unione deve parlare con una sola voce. competenze

Sul piano istituzionale, Maastricht ra orza il sistema comunitario: amplia le

dell’Unione procedura di codecisione, Parlamento europeo

e introduce la che dà al un ruolo

più incisivo nel processo legislativo. cittadinanza dell’Unione,

Una novità centrale è l’introduzione della che si aggiunge a quella

libera circolazione e soggiorno, diritto di voto e

nazionale. Essa riconosce diritti fondamentali:

di eleggibilità alle elezioni comunali ed europee nello Stato di residenza.

economica e monetaria, tre fasi,

Il Trattato avvia anche l’Unione da realizzare in con il

Banca centrale

passaggio progressivo delle competenze monetarie no alla creazione della

europea moneta unica, criteri di convergenza.

e alla riservata agli Stati che rispettano i

ff ff fi fi fi

In conclusione, Maastricht trasforma l’Europa: da semplice comunità economica diventa una

Unione di Stati e cittadini, più politica, ma ancora fondata sull’equilibrio tra integrazione e

sovranità nazionale.

5. Le prospettive dell’allargamento

ne della Guerra fredda,

Dopo la l’allargamento diventa una priorità politica dell’Unione:

senza più divisioni,

l’obiettivo è costruire un’Europa includendo i Paesi dell’Europa centro-

Il Consiglio europeo 1997

orientale. del 12-13 dicembre prende una decisione storica, avviando

il processo di allargamento come parte integrante del futuro dell’Unione.

undici Paesi candidati,

L’Unione riconosce soprattutto dell’Europa centro-orientale, considerati

“pietra miliare”

una vera per la stabilità europea. Tuttavia, l’ingresso non è automatico: serve una

condividere valori, obiettivi e

preparazione seria, perché questi Stati devono essere in grado di

regole dell’Unione. preadesione,

Per questo viene creato un percorso graduale di che parte formalmente nel marzo

1998. L’idea è semplice: aiutare i Paesi candidati ad avvicinarsi all’Unione prima dell’ingresso,

ra orzando istituzioni, economia e capacità amministrativa.

strategia ra orzata di preadesione, partenariati,

Nasce così la basata su assistenza nanziaria

comunitario.

e adeguamento progressivo all’acquis L’allargamento non è solo un’espansione

coesa, stabile e

geogra ca, ma un processo controllato per garantire che l’Unione resti

funzionante.

6. Il trattato di Amsterdam

Trattato di Amsterdam,

Con il l’Unione europea prova a rispondere a una domanda molto

come funzionare meglio

concreta: in vista dell’allargamento a molti nuovi Stati. Dopo Maastricht,

infatti, è chiaro che il sistema decisionale è troppo complesso, poco trasparente e spesso

ine cace. Conferenza intergovernativa del 1996,

Il processo di revisione parte u cialmente con la che

mette subito in luce grandi di coltà: gli Stati hanno interessi diversi e trovare un accordo sulle

1997

riforme istituzionali è complicato. Nonostante questo, la Conferenza si chiude nel e porta

Trattato di Amsterdam,

alla rma del che però viene percepito come un compromesso, più che

come una vera svolta. principi fondamentali dell’Unione.

Uno degli aspetti più importanti riguarda i Il Trattato ribadisce

libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e Stato di

con forza che l’Unione si fonda su

diritto, sanzionare uno Stato membro

e introduce un meccanismo che permette di che violi

gravemente questi valori, arrivando anche alla sospensione di alcuni diritti.

ff ffi fi fi fi ff ffi ffi fi

Per migliorare il funzionamento dell’Unione allargata, Amsterdam introduce la possibilità della

cooperazione ra orzata: alcuni Stati possono andare avanti più velocemente nell’integrazione,

senza essere bloccati da chi non è pronto. È un modo per evitare la paralisi, anche se comporta il

rischio di creare un’Europa “a più velocità”.

parziale comunitarizzazione

Un’altra novità centrale è la di materie prima collocate nel terzo

visti, asilo, immigrazione e libera circolazione delle persone

pilastro. Temi come entrano nel

libertà,

quadro comunitario, segnando un passo importante verso uno spazio europeo di

sicurezza e giustizia. trasparenza:

Il Trattato introduce anche maggiore attenzione alla si a erma il principio secondo

cui le decisioni devono essere prese nel modo più aperto possibile e si riconosce ai cittadini il

diritto di accesso ai documenti delle istituzioni europee.

Nel complesso, il Trattato di Amsterdam non realizza la grande riforma istituzionale sperata, ma

ra orza i valori dell’Unione, migliora alcuni meccanismi decisionali e prepara il terreno per le

riforme successive necessarie all’allargamento.

7. Il trattato di Nizza

Trattato di Nizza europea,

Il nasce in una fase delicata dell’integrazione quando l’Unione si

grande allargamento a Est regole esistenti non bastano più.

prepara al e capisce che le far funzionare meglio le istituzioni.

L’obiettivo non è creare subito un’Europa più politica, ma

“piccoli passi”,

Per questo Nizza segue la logica dei rinviando il grande dibattito costituzionale

futuro dell’Unione.

sul ri essione centrale delimitazione delle competenze

Il Trattato apre però una su temi chiave: la

Unione e Stati membri, ruolo dei parlamenti nazionali, sempli cazione dei Trattati

tra il la e lo

status della Carta dei diritti fondamentali, Nizza nel 2000.

proclamata a È prevista anche una

nuova Conferenza intergovernativa (CIG), 2004,

convocata poi nel per proseguire il processo di

riforma. più e ciente, voto a

Sul piano istituzionale, Nizza punta a rendere l’Unione estendendo il

maggioranza quali cata procedura di codecisione. riduzione del

e la Questo comporta una

diritto di veto degli Stati ra orzamento del Parlamento europeo,

e un che diventa un attore

sempre più centrale nel processo legislativo.

politica commerciale comune,

In materia di viene ampliata la competenza dell’Unione anche ai

servizi proprietà intellettuale,

e alla mentre restano parzialmente escluse alcune materie

servizi culturali, sociali e sanitari, clausola culturale.

sensibili, come i tutelate dalla

politiche sociali, sostegno

Per quanto riguarda le l’Unione ra orza il proprio ruolo di agli Stati

lotta all’esclusione sociale modernizzazione dei sistemi di protezione

membri nella e nella

ff ff fi fl ff ff ffi ff fi

sociale, armonizzazione delle legislazioni nazionali,

senza però procedere a una che restano

competenza statale.

Trattato di Nizza

Nel complesso, il non segna una svolta politica radicale, ma rappresenta un

passaggio tecnico essenziale per preparare l’Unione all’allargamento e rendere il sistema

più funzionale, futuro politico dell’Europa.

decisionale lasciando però aperta la questione del

8. Il trattato che adotta una costituzione europea Consiglio europeo di Laeken (2001),

Il percorso verso una “Costituzione europea” nasce con il

che avverte la necessità di chiarire il futuro assetto dell’Unione.

Convenzione sul futuro dell’Europa, Stati,

Viene così istituita la composta da rappresentanti di

parlamenti nazionali, Parlamento europeo Commissione,

e con il compito di preparare una

riforma dei Trattati. Valéry Giscard d’Estaing, 2002 e il 2003

La Convenzione, presieduta da lavora tra il e presenta

progetto di Trattato costituzionale, Conferenza intergovernativa (CIG).

un poi discusso nella

Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa Roma il

Il testo de nitivo del viene rmato a

29 ottobre 2004. non è una vera Costituzione, accordo internazionale:

Nonostante il nome, il Trattato ma un lo

rati ca unanime, recesso

dimostrano la la possibilità di e i limiti di applicazione tipici del diritto

internazionale. forte valore simbolico,

Il termine “Costituzione” ha soprattutto un volto a ra orzare l’identità

dell’Unione. doppia legittimazione dell’Unione, cittadini Stati,

Il Trattato a erma la fondata sui e sugli e

cittadinanza europea.

valorizza la vita democratica dell’Unione, democrazia

Viene dedicato un titolo alla distinguendo tra

rappresentativa democrazia partecipativa,

(ruolo centrale del Parlamento europeo) e che

legislativa dei cittadini.

introduce l’iniziativa parlamenti nazionali, principio di

Si ra orza il ruolo dei soprattutto nel controllo del

sussidiarietà, trasparenza

e si promuovono e dialogo con la società civile.

supera la struttura dei tre pilastri

Sul piano istituzionale, il Trattato e riconosce all’Unione una

personalità giuridica unica.

Carta dei diritti fondamentali, valore giuridicamente

Viene incorporata la cui è attribuito

vincolante, fonti procedure decisionali, codecisione

e si sempli cano le e le rendendo la la

procedura legislativa ordinaria.

procedure di revisione sempli cate.

Sono introdotte anche

ff fi ff fi fi fi ff fi

esiti negativi dei referendum in Francia e nei

Il Trattato non entrerà mai in vigore a causa degli

Paesi Bassi, in gran parte ripresi dal Trattato di Lisbona.

ma i suoi contenuti saranno

9. Il trattato di Lisbona

fallimento del Trattato costituzionale, referendum negativi in Francia e nei

Il determinato dai

Paesi Bassi nel 2005, apre una fase di ri essione sul futuro dell’integrazione europea. Gli Stati

preservare le innovazioni sostanziali

membri convergono sull’esigenza di già elaborate,

“Costituzione europea”,

rinunciando però alla forte carica s

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher iosonoaria di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Ruozzi Elisa.
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