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Istituzioni di diritto privato, pubblico e dell'UEModulo diIstituzioni di diritto dell'Unione europea

Corso di laurea triennale in management dell’organizzazione e del lavoro – MOL a.a. 2022/23

Prof.ssa Francesca Sgrò

27 Stati membri

Cittadini europei (2022): 447,2 milioni

  • 82.9
  • 67.2
  • 60.4
  • 46.7
  • 38
  • 19.5
  • 17.2
  • 11.4
  • 10.7
  • 10.6
  • 10.3
  • 10.1
  • 9.8
  • 8.8
  • 7.1
  • 5.8
  • 5.5
  • 5.4
  • 4.8
  • 4.1
  • 2.8
  • 1.9
  • 1.3
  • 0.9
  • 0.6
  • 0.52
  • Polonia
  • Francia
  • Svezia
  • Romania
  • Malta
  • Estonia
  • Latvia
  • Spagna
  • Cechia
  • Slovenia
  • Lettonia
  • Austria
  • Germania
  • Italia
  • Lussemburgo
  • Grecia
  • Irlanda
  • Belgio
  • Danimarca
  • Croazia
  • Slovacchia
  • Ungheria
  • Finlandia
  • Portogallo
  • Bulgaria
  • Cipro
  • BassiPaesi mondo

Confronto con le altre potenze mondiali

Popolazione (in milioni)

  • UE: 447,2
  • Cina: 1.452
  • India: 1.412
  • Giappone: 125,5
  • Russia: 146
  • USA: 335,6

Consiglio europeo

  • Centro decisionale e di impulso dell’UE:
  • Ruolo di indirizzo politico
  • Impulso e coordinamento delle politiche generali

Non era previsto nei trattati istitutivi. Nasce come organo informale di cooperazione politica che riunisce le massime cariche politiche degli SM. Prassi: riunioni già dal 1961 e formalizzazione nel vertice di Parigi del 1974. Atto Unico europeo (1986) e poi Trattato di Maastricht (1992): riconoscimento formale. Trattato di Lisbona (art. 15 TUE): istituzione permanente dell’UE.

Composizione

  • Capi di Stato e di Governo degli SM
  • Presidente della Commissione
  • Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza: non è componente ufficiale del Consiglio ma partecipa ai suoi lavori.

Funzioni di indirizzo politico: definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali.

Riunioni del Consiglio a Bruxelles: vertici ordinari 2 volte a semestre (4 in 1 anno), straordinarie. Decide col consenso (senza voto salve obiezioni), all’unanimità, a maggioranza qualificata o a maggioranza semplice.

Presidente del Consiglio europeo

  • Presidente: è eletto dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata
  • Mandato: 2 anni e mezzo (2 mandati max)
  • Incompatibilità con ogni mandato nazionale
  • Dirige i lavori e ne assicura la continuità
  • Facilita la coesione e il consenso nel Consiglio
  • Presenta al PE una relazione dopo ciascuna riunione del Consiglio
  • Adotta le posizioni politiche nell’ambito della PESC

Prima del Trattato di Lisbona, il Consiglio europeo era presieduto dal Capo di Stato o di Governo dello SM di presidenza del Consiglio dell'UE. Poteri elastici: dipendono dal ruolo delle altre cariche: Presidente della Commissione + AR + SM che presiede il Consiglio. Rapporto tra il Presidente del Consiglio europeo e il Presidente della Commissione = potere esecutivo. Rischio di tensioni – coabitazione = Ipotesi di designare un’unica personalità = unico leader dell’UE. Critica al Consiglio europeo: assenza di legittimazione democratica e di contro-poteri.

Presidenti del Consiglio europeo

  • 1 Herman Van Rompuy – Belgio – PPE – dal 1º dicembre 2009 al 30 novembre 2014
  • 2 Donald Tusk – Polonia – PPE – dal 1º dicembre 2014 al 30 novembre 2019
  • 3 Charles Michel – Belgio – ALDE – dal 1º dicembre 2019 - in carica

Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Doppio ruolo:

  • Presiede le riunioni del Consiglio "Affari esteri "
  • Vicepresidente della Commissione europea (pE)
  • Gestisce la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e rappresenta le posizioni UE
  • Capo del Servizio europeo per l’azione esterna (servizio diplomatico dell’UE: istituito col Trattato di Lisbona)
  • Mandato: 5 anni

È designato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata previo consenso del Presidente della Commissione, voto finale di approvazione del PE (voto su Commissione, Presidente e AR).

Alti rappresentanti per gli affari esteri e la politica di sicurezza

  • Catherine Ashton – Regno Unito – (Labour) – dal 30 novembre 2009 al 31 ottobre 2014
  • Federica Mogherini – Italia – (PD) – dal 1º novembre 2014 al 30 novembre 2019
  • Josep Borrell – Spagna – (PSOE) – dal 1º dicembre 2019 - in carica

Corte di giustizia dell’Unione europea - CGUE

CGUE = istituzione a carattere unitario composta da 2 distinti organi:

  • Corte di Giustizia
  • Tribunale

Possono adire la CGUE sia gli SM, sia le istituzioni UE, sia le persone fisiche e giuridiche. Le controversie riguardano l’applicazione del diritto UE. La giurisdizione della CGUE è obbligatoria per gli SM. Sede: Lussemburgo.

Corte di Giustizia

  • Composizione: 1 giudice per ogni SM + 11 Avvocati generali
  • Nominati dai Governi degli SM, previa valutazione di un Comitato speciale
  • Requisiti: indipendenza e professionalità: giuristi di notoria competenza
  • Mandato: 6 anni

Competenze generali: garantire l’uniforme applicazione del diritto dell’UE in tutti gli SM. Risolvere le controversie giuridiche tra SM e istituzioni dell'UE. Decidere, in talune circostanze, sui ricorsi presentati anche da singoli cittadini, imprese o organizzazioni contro un'istituzione dell'UE per violazione dei loro diritti.

Competenze della Corte

  • In via contenziosa, su ricorso degli SM, delle istituzioni UE e delle persone fisiche e giuridiche dell’UE:
    • Procedura d’infrazione: inadempimenti o infrazioni degli SM
    • Ricorso per annullamento: verifica della legittimità degli atti dell’UE
    • Ricorso per omissione: controllo sulle condotte omissive delle istituzioni UE
    • Ricorso per risarcimento del danno causato da un’azione/omissione dell’UE
  • In via pregiudiziale, su richiesta dei giudici nazionali:
    • Interpretazione dei trattati
    • Validità e interpretazione degli atti delle istituzioni e degli organi dell’UE = garantisce l’uniforme interpretazione del diritto dell’UE presso gli SM.

Tribunale dell’UE

Istituito nel 1988 per l’elevato carico di lavoro della Corte di Giustizia. È competente solo su alcune categorie di ricorsi: es. concorrenza, commercio, agricoltura, marchi...

  • Composizione: 2 giudici per ogni SM (= 54)
  • Mandato: 6 anni

Tribunali specializzati

  • Possono essere istituiti da PE e Consiglio con procedura legislativa ordinaria per decidere soltanto su specifiche materie (es. TUB)
  • Sono parificati al Tribunale dell’UE

Corte dei conti dell’UE

Istituita con il Trattato di Bruxelles del 1975. Verifica la corretta regolarità della gestione finanziaria dell’UE = paramento: bilancio dell’UE = principale documento contabile dell’UE. Verifica che il bilancio dell’UE sia eseguito correttamente:

  • Controllo sulle finanze dell’UE (art. 13 TUE), cioè sulla regolarità di tutte le entrate e le spese dell’UE e dei suoi organismi.

La riscossione delle entrate – che costituiscono risorse proprie dell’UE – è di competenza degli SM, che versano poi le somme percepite all’UE.

Composizione della Corte dei conti

  • La Corte dei conti è composta da 1 rappresentante per ogni SM = requisiti di indipendenza (da istituzioni UE e Governi nazionali) e di professionalità
  • È nominata dal Consiglio a maggioranza qualificata, previa consultazione con il PE sulla base di elenchi di candidati degli SM (art. 286 TFUE).
  • Mandato: 6 anni (rinnovabile).
  • Il Presidente è designato da tutti i componenti della Corte per un mandato di 3 anni rinnovabile. Svolge le funzioni di rappresentanza eterna. Sede: Lussemburgo.

Organizzazione della Corte dei Conti

  • La Corte è suddivisa in 5 sezioni:
    • Sezione I: Conservazione e gestione delle risorse naturali;
    • Sezione II: Politiche strutturali, trasporti ed energia;
    • Sezione III: Azioni esterne;
    • Sezione IV: Entrate, ricerca e politiche interne, istituzioni e organismi dell'UE;
    • Sezione V: Coordinamento, valutazione, affidabilità e sviluppo (ha competenze di tipo orizzontale e trasversale).
  • Comitato amministrativo: composto dal Presidente della Corte e dai decani delle sezioni: coordina il lavoro delle sezioni.
  • Segretariato generale: composto da quasi 900 funzionari, svolge le proprie funzioni di audit.

Audit

  • La Corte dei conti ha come obiettivo primario la tutela degli interessi finanziari dei cittadini UE e della stessa UE.
  • Tale obiettivo è perseguito tramite l'esecuzione di controlli a campione (AUDIT) volti a valutare il corretto impiego dei fondi pubblici europei in modo conforme ai principi di economia, efficienza ed efficacia.
  • Attraverso l'attività di audit la Corte è in grado di identificare i rischi di cattiva gestione delle finanze europee e di consigliare le istituzioni politiche sulle strategie per migliorare le performance di policy.

La Corte non ha poteri sanzionatori o di intervento autonomo, ma è in grado di influenzare il processo decisionale europeo in due modi:

  • Pubblica relazioni e pareri in cui segnala le criticità emerse dall'azione di audit;
  • Richiede quando è necessario l'intervento dell'Ufficio europeo per la lotta alle frodi (OLAF).

Oltre all'attività specifica di audit, la Corte presenta le proprie osservazioni tramite la Relazione annuale sul bilancio generale dell'UE trasmessa all’autorità di bilancio (Consiglio e PE) e la valutazione del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). La Corte presenta pareri in caso di nuovi regolamenti UE o modifica di precedenti che hanno un impatto finanziario.

Lotta alle frodi al bilancio dell’UE

  • Frodi di bilancio: tutte le irregolarità commesse ai danni degli interessi finanziari dell’UE.
  • La riscossione dei dazi, dei prelievi e delle altre entrate dell’UE è affidata agli SM che poi versano all’UE le somme percepite.
  • È affidata agli SM anche l’erogazione di finanziamenti o i pagamenti (spese) da parte dell’UE.
  • Questo percorso genera il rischio di frodi.
  • OLAF: Ufficio europeo per la lotta alle frodi: La Corte dei Conti segnala all’OLAF irregolarità e possibili frodi.

Azione europea contro le frodi

  • L'azione dell'UE nell'ambito del controllo di bilancio è fondata su due principi:
    • Garantire che il bilancio sia speso in modo coerente alle previsioni
    • Proteggere gli interessi finanziari dell'UE e combattere la frode.
  • L'Ufficio europeo per la lotta alle frodi (OLAF) – il cui funzionamento è indipendente dalla Commissione – ha il potere di svolgere indagini sulle frodi a danno del bilancio dell'Unione, su corruzione e comportamenti illeciti nell’ambito delle istituzioni europee ed è incaricato di definire la politica antifrode della Commissione.
  • La Procura europea è una procura decentrata dell'UE competente in via esclusiva ad individuare, perseguire e rinviare a giudizio gli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione.

Principio di autonomia finanziaria dell’UE

  • L’UE dispone di risorse proprie (autonomia finanziaria)
  • Regola il gettito per finanziare integralmente il bilancio (autonomia di bilancio)
  • In virtù dell’autonomia finanziaria, l’UE non dipende dai contributi degli SM (# organizzazioni internazionali) ma dispone di finanze autonome = risorse proprie

Risorse proprie dell’UE – art. 311 TFUE

Il Consiglio, deliberando secondo una procedura legislativa speciale, all’unanimità e previa consultazione del PE, adotta una decisione che stabilisce le disposizioni relative al sistema delle risorse proprie dell’Unione. In tale contesto è possibile istituire nuove categorie di risorse proprie o sopprimere una categoria esistente. Tale decisione entra in vigore solo previa approvazione degli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali.

Risorse proprie dell’UE

  • Risorse proprie tradizionali: dazi doganali, prelievi agricoli e contributi sullo zucchero
  • Risorse basate sull’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA): alla base armonizzata dell’IVA di ogni SM si applica un’aliquota uniforme pari allo 0,3%
  • Risorse basate sulla somma dei redditi nazionali lordi (RNL): al RNL di ogni SM si applica un’aliquota
  • Risorse basate sui contributi nazionali: proporzionali al peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati in ogni SM
  • Risorse provenienti dalle ammende: pagate dalle imprese per violazione della concorrenza

Da ultimo, decisione del Consiglio n. 2020/2053.

Principi fondamentali in materia di bilancio dell’UE art. 310 TFUE

Tutte le entrate e le spese dell’Unione devono costituire oggetto di previsioni per ciascun esercizio finanziario e devono essere iscritte nel bilancio.

  • Unità e verità di bilancio: è autorizzata ogni entrata/spesa necessaria
  • Annualità: arco temporale che delimita l’esercizio finanziario
  • Pareggio: tra entrate e pagamenti
  • Unità di conto: euro
  • Specializzazione: ogni stanziamento è destinato a un particolare tipo di spesa.
  • Universalità: assenza di compensazione tra entrate e spese; si indica il saldo
  • Sana gestione finanziaria: criteri di economia, efficienza, efficacia
  • Trasparenza: pubblicazione sulla G.U. dell’UE

Bilancio dell’UE

  • Il bilancio annuale è approvato dal Consiglio e dal PE (art. 314 TFUE)
  • Il progetto di bilancio è proposto dalla Commissione
  • Il Bilancio è portato ad esecuzione prevalentemente dalla Commissione e (in parte minore) dagli SM.

Quadri finanziari pluriennali (QFP)

  • Istituito per un periodo minimo di 5 anni, il QFP è inteso a garantire l'ordinato andamento delle spese dell'UE entro i limiti delle sue risorse proprie e stabilisce disposizioni cui deve conformarsi il bilancio annuale dell'UE, garantendo in tal modo la disciplina finanziaria (c.d. bilancio a lungo termine, art. 312 TFUE).
  • In concreto, il regolamento sul QFP fissa massimali per ampie categorie di spesa.
  • Il Trattato di Lisbona ha trasformato il QFP da accordo inter-istituzionale in regolamento.

Quadri finanziari pluriennali (QFP) istituiti: ad oggi 6 (incluso il QFP 2021-2027).

Next Generation EU

  • Nel bilancio dell'UE: risorse finanziarie destinate a rispondere a crisi e situazioni inattese: crisi economiche (es. il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione), catastrofi naturali, crisi di sanità pubblica ed emergenze umanitarie.
  • Tali finanziamenti consentono di soddisfare esigenze finanziarie eccezionali limitate.
  • 27.5.2020: la Commissione presenta un piano per la ripresa del valore di 750 miliardi di EUR ("Next Generation EU") in cui propone importanti modifiche al QFP 2021-27 e alle risorse proprie.
  • 16.12.2020: il piano Next Generation EU è adottato.

PNRR

  • La Commissione mobiliterà 750 miliardi di EUR (fino a 390 miliardi di EUR per la spesa e fino a 360 miliardi di EUR per erogare prestiti), in aggiunta al bilancio a lungo termine 2021-2027, al fine di contribuire alla ricostruzione dell'UE dopo l’epidemia da COVID-19.
  • 12.02.2021: è approvato il nuovo "Piano per la ripresa e la resilienza" al fine di sostenere le riforme e gli investimenti degli SM. Il meccanismo renderà disponibili agli SM 672,5 miliardi di EUR sotto forma di prestiti e sovvenzioni, da attuare mediante i piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR).

Obiettivi del Next Generation EU

  • Misure per ripristinare l'occupazione e nuovi posti di lavoro
  • Riforme e investimenti a favore di crescita sostenibile e occupazione, onde rafforzare la coesione tra gli SM e aumentarne la resilienza
  • Misure a favore delle imprese più colpite dalla crisi per il COVID-19, in particolare delle piccole e medie imprese, nonché sostegno agli investimenti per il rafforzamento della crescita sostenibile nell'UE
  • Misure a favore della ricerca e dell'innovazione in risposta alla crisi del COVID-19
  • Misure per migliorare il livello di preparazione dell'UE alle crisi e consentire una risposta rapida ed efficace dell'UE in caso di gravi emergenze, incluse misure quali la costituzione di scorte di forniture e attrezzature mediche essenziali e l'acquisizione delle infrastrutture necessarie per una rapida risposta alle crisi
  • Misure volte a garantire che la transizione verso un'economia climaticamente neutra non sia compromessa dalla crisi del COVID-19
  • Misure volte ad affrontare l'impatto della crisi del COVID-19 sull'agricoltura e lo sviluppo rurale

Le risorse stanziate nel PNRR sono pari a 191,5 miliardi di euro, ripartite in 6 missioni:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura - 40,32 miliardi
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica - 59,47 miliardi
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile
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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annachiaraesposito2003 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Sgrò Francesca.
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