Il patrimonio netto
Il patrimonio netto è una fonte di finanziamento endogena. Il patrimonio netto è composto dal capitale sociale, che è quel capitale costituito al momento della creazione della società come somma dei conferimenti apportati dai soci. Ogni socio apporta un conferimento e la somma dei conferimenti va a comporre il capitale sociale. Un’altra componente del patrimonio netto sono le riserve, che hanno lo scopo di capitalizzare l'azienda. Un’ulteriore componente del patrimonio netto è l'utile. Il patrimonio netto è composto da finanziamenti senza vincolo di remunerazione, ciò significa che la società non è obbligata a remunerare i conferimenti apportati, e senza vincolo di restituzione, i conferimenti diventano proprietà dell'azienda e non è più obbligata a restituire l’apporto.
Costituzione e ampliamento della società
Nella fase di costituzione della società, i soci apportano il denaro o i beni per concorrere a formare il capitale sociale (rappresenta il primo insieme di risorse che ci consente di avviare la società e ha anche funzione di garanzia, ciò significa che se la società risulta inadempiente nei confronti dei creditori, questi possono aggredire il capitale sociale). Gli apporti possono assumere diverse forme: denaro, beni disgiunti, cioè quei beni che non fanno parte della stessa realtà aziendale, oppure posso eseguire apporti misti. I soci possono anche decidere di apportare aziende in funzionamento: in questo caso, verranno apportati sia i crediti sia i debiti derivanti dalla gestione di quell'azienda.
La prima fase che porta alla costituzione dell’azienda è la sottoscrizione del capitale sociale, che avviene quando i soci firmano l'atto costitutivo aziendale di fronte a un notaio. La seconda fase è la liberazione dei conferimenti, quella in cui i soci versano i conferimenti che si sono impegnati a versare precedentemente. Nella sottoscrizione, per l’azienda sorge un credito nei confronti dei soci. Dal punto di vista contabile:
VF+ Azionisti c/sottoscrizioni … VE+ Capitale sociale …
Nella liberazione dei conferimenti, l’azienda invita i soci a conferire realmente ciò che si erano impegnati di conferire. La liberazione avviene con modalità differenti, in base alle forme di apporto scelte dai soci.
Liberazione in denaro
Già alla stipula dell’atto costitutivo, i soci che apportano in denaro devono apportare immediatamente il 25% VF+ Banca c/c … VF- Azionisti c/sottoscrizioni … A seconda delle esigenze, l'amministrazione aziendale può richiedere che i soci versino il resto del dovuto, cioè i centesimi mancanti. Avviene poi il versamento. VF+ Azionisti c/centesimi richiamati … VF- Azionisti c/sottoscrizioni … VF+ Banca c/c … VF- Azionisti c/centesimi richiamati …
Liberazione in natura
VE- Fabbricati … VF+ Crediti … VF- Azionisti c/sottoscrizioni … Per disposizione di legge, i conferimenti in natura devono avvenire immediatamente e integralmente, cioè avviene nel momento della sottoscrizione del capitale sociale e per l’intero importo dei conferimenti in natura. Per tutelare l’integrità del capitale, il codice civile impone dei vincoli in merito alla valutazione dei conferimenti in natura.
Esercizio 1
Un conferimento del valore di € 50.000 è liberato con l’apporto di un’azienda avente il capitale costituito da: attrezzature (€ 33.000), macchinari (€ 5.000), crediti v/clienti (€ 10.000) e debiti v/fornitori (€ 8.000). VE- Attrezzature 33.000 VE- Macchinari 5.000 VF+ Crediti V/clienti 10.000 VE- Avviamento 10.000 VF- Debiti verso fornitori 8.000 VF- Azionisti c/sottoscrizioni 50.000.
L'avviamento è la capacità di un’azienda a conseguire utili in misura superiore rispetto ad un’azienda appena costituita. Un’azienda già costituita ha già un portafoglio clienti, ha già prodotti collaudati e già noti sul mercato ed è già pienamente conosciuta da clienti e finanziatori. Tutti questi elementi non hanno un valore contabile e sono ricondotti tutti nell’avviamento.
L'avviamento può essere internamente generato o originario, cioè è il risultato della capacità dei lavoratori di gestire in maniera efficace e efficiente l'impresa. Ma può essere pure a titolo oneroso o derivato, che si origina in caso di acquisto di azienda o partecipazione, ed è la differenza tra il prezzo di acquisto e il valore dell'azienda. L'avviamento originario non può essere capitalizzato è iscritto in bilancio come immobilizzazione immateriale perché non è definibile in termini di costi a utilità differita nel tempo. L’unico che può essere capitalizzato è quello a titolo oneroso e iscritto in bilancio come immobilizzazioni immateriali. L’iscrizione è condizionata all’approvazione del collegio sindacale.
Esercizio 2
Ricevuta la parcella del notaio relativa alla costituzione della società: onorari € 2.000 + IVA 22%, spese sostenute in nome e per conto della società € 3.500 (costituite interamente da imposta di registro). Pagamento in giornata con rilascio di assegno bancario. VE- Spese di impianto 5.500 VF+ IVA a credito 440 VF- Debiti v/fornitori 5.940 VF+ Debiti v/fornitori 5.940 VF- Erario c/ritenute da versare 400 VF- Banca c/c 5.540.
Entro 180 giorni dalla iscrizione della società, gli amministratori devono controllare le valutazioni dei conferimenti in natura. Se il valore dei beni o dei crediti conferiti è inferiore di oltre un quinto a quello per cui avvenne il conferimento:
- (1) La società deve proporzionalmente ridurre il capitale sociale, annullando le azioni che risultano scoperte.
- Tuttavia il socio può (2) versare la differenza in denaro o (3) recedere dalla società; il socio recedente ha diritto alla restituzione del conferimento, qualora sia possibile, in tutto o in parte in natura.
Esercizio 3
L’azionista Mario Rossi aveva conferito un credito per l’importo di € 50.000. Nei termini di legge, gli amministratori accertano un valore del credito di € 35.000. Rilevare:
- Il caso in cui Mario Rossi non reintegri il minor valore e non receda (ipotesi 1);
- Il caso in cui Mario Rossi reintegri in denaro il minor valore (ipotesi 2);
- Il caso in cui Mario Rossi receda (ipotesi 3).
VE- Minusvalenze da valutazione apporto 15.000 VF- Crediti v/clienti 15.000. Il conto minusvalenze da valutazione apporto è un conto che rappresenta una rettifica del patrimonio netto.
Ipotesi 1
VE- Capitale sociale 15.000 VE+ Minusvalenze da valutazione apporto 15.000
Ipotesi 2
VF+ Azionisti c/reintegrazioni 15.000 VE+ Minusvalenze da valutazione apporto 15.000 VF+ Banca c/c 15.000 Azionisti c/reintegrazioni 15.000
Ipotesi 3
VE- Capitale sociale 50.000 VF- Azionisti c/recessi 50.000 VF+ Azionisti c/recessi 50.000 VF- Crediti v/clienti 35.000 VE+ Minusvalenze da valutazione apporto 15.000
Deliberazioni sul risultato d'esercizio
Le deliberazioni rappresentano il momento in cui l’assemblea dei soci stabilisce cosa fare del risultato d'esercizio conseguito durante l'anno finanziario precedente. Il momento in cui vengono effettuate le deliberazioni è tra marzo e aprile di ogni anno. L'utile può essere distribuito ai soci, in proporzione alle quote possedute da ciascuno, può essere accantonato a riserve, con l'obiettivo di aumentare la stabilità e credibilità della società, e in questo caso non viene interamente distribuito ai soci, ma una parte verrà accantonata. L'utile può essere impiegato anche per coprire le perdite degli anni precedenti.
L’utile può essere destinato anche per aumentare il capitale sociale, può essere distribuito ad altri soggetti e, infine, la decisione può essere rinviata al futuro.
Distribuzione ai soci
VE- Utile dell'esercizio … VF- Azionisti c/dividendi …
L'azienda si impegna a versare agli azionisti le quote di utile in proporzione alle quote di capitale detenute dai soci.
VE- Utile dell'esercizio … VE+ Riserve di utili …
Le riserve sono di diverso tipo
- Legale: Riserva che deve essere obbligatoriamente costituita ogni volta che c’è un utile. La legge impone che debba essere accantonato un 5% degli utili finché la riserva non vale il 20% del capitale sociale. La riserva legale si dice indisponibile, cioè non deve essere toccata dagli amministratori, a meno che non ci siano perdite dell'esercizio da coprire.
- Statutaria: Riserva viene decisa all’interno dello statuto della società. Lo statuto potrebbe contenere una percentuale minima di utile da versare a riserva.
- Straordinaria: Riserva costituita dall'assemblea dei soci in ogni momento, senza vincolo di legge o di statuto, completamente disponibile.
Copertura di perdite pregresse
VE- Utile di esercizio … VE+ Perdite di esercizi precedenti …
Aumento di capitale sociale
VE- Utile di esercizio … VE+ Capitale sociale …
Distribuzione a soggetti diversi dai soci
VE- Utile di esercizio … VF- Amministratori c/utili …
Rinvio della decisione
VE- Utile di esercizio … VE+ Utile a nuovo …
Esercizio 4
Il 30.04.n, l’assemblea dei soci delibera sulla destinazione dell’utile di esercizio dell’anno precedente, pari a € 80.000:
- 5% a riserva legale;
- 10% all’amministratore unico (dottore commercialista) a titolo di compenso; la percentuale è applicata all’utile ridotto della quota accantonata a riserva legale; (10% di 80.000, al netto del 4% di iscrizione alla cassa dei commercialisti)
- € 1 a ciascuna azione;
- Il resto a riserva straordinaria.
Il capitale sociale ammonta a € 100.000, diviso in azioni del valore nominale di € 2. Il giorno successivo perviene la fattura dell’amministratore e l’azienda provvede a tutti i pagamenti tramite c/c. In riferimento ai dividendi non sussistono i presupposti per effettuare ritenute fiscali.
VE- Utile dell'esercizio 80.000 VE+ Riserva legale 4.000 VF- Amministratori c/utili 7.600 VF- Azionisti c/dividendi 50.000 VE+ Riserva straordinaria 18.400 VF+ Amministratori c/utili 7.600 VE- Compensi agli amministratori (4% di 7.600) 304 VF+ IVA a credito (su compensi + utili) 1.738,90 VF- Debiti verso fornitori 9.642,90 VF+ Debiti verso fornitori 9.642,90 VF- Erario c/ritenute da versare 1.520 VF- Banca c/c 8.122,90 VF+ Azionisti c/dividendi 50.000 VF- Banca c/c 50.000
Copertura e rilevazione della perdita d'esercizio
1. Contabile: copertura della perdita diminuendo il valore di una riserva VE- Riserva … VE+ Perdita dell'esercizio …
2. Reale: copertura della perdita mediante un afflusso in denaro VF+ Azionisti c/reintegrazioni … VE+ Perdita dell’esercizio …
3. Rinvio della decisione (può essere adottato questo provvedimento soltanto se la perdita è inferiore a 1/3 del capitale sociale. In caso contrario, verrà forzatamente convocata un’assemblea straordinaria nella quale si dovrà stabilire come coprire le perdite.) VE- Perdite a nuovo … VE+ Perdite dell’esercizio …
Variazioni esogene di capitale proprio
Variazioni non autoprodotte dalla gestione, ma prodotte dall'afflusso o deflusso di denaro. Le variazioni esogene possono causare un aumento del capitale o una diminuzione del capitale. Gli aumenti possono essere causati da aumenti a pagamento di capitale sociale, ciò significa che la società ha emesso nuove azioni che sono state acquistate da nuovi o vecchi soci e questi acquisti hanno causato un afflusso di capitale, oppure da versamenti dei soci senza vincolo di restituzione. Le diminuzioni di capitale sono causate da recesso/esclusione del socio o da diminuzione per esuberanza, cioè quando l'assemblea stabilisce che la società è sovracapitalizzata e stabilisce di diminuire il capitale.
Aumento a pagamento del capitale sociale
VF+ Azionisti c/sottoscrizioni … VE+ Capitale sociale … VE+ Riserva sovrapprezzo azioni … VE+ Riserva per conguaglio utili …
La riserva da sovrapprezzo azioni è la riserva in cui confluisce il maggior valore delle azioni pagate dal nuovo socio. VF+ Banca c/c … VE+ Versamento soci a fondo perduto …
Esercizio 5
Il 15.06.n, l’assemblea straordinaria dei soci delibera un aumento di capitale sociale:
- Valore nominale complessivo dell’aumento € 50.000, rappresentato da 50.000 nuove azioni del valore nominale di € 1 ciascuna;
- La metà dell’incremento avviene attraverso l’utilizzo della riserva straordinaria;
- La parte rimanente avviene con apporto di denaro; in questo caso, è chiesto un sovrapprezzo azioni di € 1 e un conguaglio utili di € 0,5 per azione.
I versamenti, effettuati nei limiti previsti dalla legge, avvengono sul c/c societario.
VE- Riserva straordinaria 25.000 VF+ Azionisti c/sottoscrizioni 62.500 VE+ Capitale sociale 50.000 VE+ Riserva da sovrapprezzo azioni 25.000 VE+ Riserva da conguaglio utili 12.500 VF+ Banca c/c 43.750 VF- Azionisti c/sottoscrizioni (riserve+ 25% di 25.000) 43.750
Titoli
La gestione accessoria non riguarda l’attività tipica dell'azienda, non riguarda la produzione di beni o servizi. La gestione accessoria ha un ruolo fondamentale nel generare risorse per alimentare la gestione caratteristica. Quello che per la maggior parte delle aziende è gestione extra-caratteristica, non lo è per tutte. Pensiamo alle società di intermediazione di titoli mobiliari, ad esempio.
Aspetti teorici
I titoli possono essere a reddito fisso o a reddito variabile. I titoli a reddito fisso sono quelli che assicurano a chi li possiede di ricevere una remunerazione fissa. Si conosce già inizialmente quale sarà la remunerazione. I titoli a reddito variabile non ci assicurano una remunerazione fissa, potrebbero non produrre alcun reddito. I titoli a reddito fisso non attribuiscono il diritto di partecipazione alla gestione della società che li ha emessi. I titoli a reddito fisso vengono principalmente emessi da stati sovrani o obbligazioni. In alcuni casi, i titoli a reddito fisso possono generare interessi, che ci vengono riconosciuti da chi emette il titolo. Si potrebbe produrre uno scarto, che è la differenza tra il prezzo del titolo e il valore di rimborso.
I titoli a reddito variabile sono investimenti nel capitale di altre imprese. I titoli a reddito variabile sono prevalentemente titoli azionari, con cui una società diventa socia di un’altra società. Quando possediamo le azioni, possiamo incidere sulle decisioni dell'altra società e possiamo perciò partecipare all’assemblea dei soci. Possedendo i titoli, avremo il diritto di partecipare agli utili, se questi vengono rilevati.
I titoli a reddito fisso sono: titoli obbligazionari, buoni del tesoro poliennale (BTP), buoni ordinari del tesoro (BOT), certificati del tesoro zero coupon (CTZ)
I titoli a reddito variabile sono:
- Partecipazione in società controllate (chi possiede le azioni può esercitare un potere forte sulla maggioranza assoluta della società): quando si ha la sufficienza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria, quando si possiedono voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante in assemblea ordinaria, quando si ha un’influenza dominante in virtù di vincoli contrattuali.
- Partecipazione in società collegate (chi possiede esercita un’influenza meno rilevante): quando si esercita un’influenza notevole, si esercita presunta quando si ha una partecipazione che ci permette di avere un quinto dei voti o un decimo se la società è quotata in mercati regolamentati.
- Partecipazioni minoritarie
Classifichiamo i titoli a reddito fisso:
- Senza cedola: hanno un’unica forma di remunerazione, che è lo scarto. Sono privi di interessi periodici.
- Con cedola: oltre al possibile scarto, offrono un interesse periodico.
Oppure (che riguardano sia i titoli a reddito fisso, sia i titoli a reddito variabile):
- Immobilizzati: se gli amministratori li hanno acquistati per mantenerli in azienda fino alla loro scadenza.
- Del circolante: se gli amministratori li hanno acquistati con finalità speculative e li rivenderanno prima della loro scadenza.
La distinzione tra i due non dipende dalla durata del titolo, ma dalla destinazione scelta dagli amministratori.
Le fasi di vita dei titoli sono:
- Acquisto/sottoscrizione: si parla di sottoscrizione quando acquistiamo un titolo di nuova emissione, mentre si parla di acquisto se il titolo era già stato emesso.
- Incasso del ricavo
- Assestamento
- Valutazione: processo attraverso il quale definiamo il valore da iscrivere in bilancio
- Vendita rimborso: il rimborso si riceve alla scadenza del titolo, mentre la vendita avviene quando cediamo il titolo prima della scadenza
Acquisto/sottoscrizione e l’iscrizione iniziale
Il valore di iscrizione iniziale è rappresentato dal costo di acquisto aumentato da eventuali oneri accessori. Oneri che non devono essere contabilizzati e vanno inglobati al costo di acquisto.
L’incasso del ricavo
In base alla natura del titolo:
- Titolo a reddito fisso senza cedola: può essere scarto di emissione o scarto di negoziazione. Il primo deriva dalla differenza tra valore di rimborso e costo di sottoscrizione. Il secondo deriva dalla...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Ragioneria generale e applicata
-
Ragioneria generale ed applicata - Appunti completi
-
RAGIONERIA GENERALE E APPLICATA - appunti
-
appunti di ragioneria generale ed applicata