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Patents and management of innovation

Modulo - Patents

Introduzione alla proprietà industriale

La proprietà industriale (PI) è parte della proprietà intellettuale ed include brevetti di invenzione, modelli di utilità, progetti e marchi registrati. Siccome l’oggetto di questa proprietà è un’idea e non un oggetto materiale, la PI è definita come una risorsa intangibile. È una sorta di arma da utilizzare nella competizione che aiuta a proteggere la R&S e la creatività impedendo che altri usino la stessa idea.

Proprietà

Brevetti, progetti e marchi registrati possono essere usati direttamente dal proprietario o indirettamente, tramite una licenza. La PI può essere venduta (più correttamente assegnata) ad un altro soggetto, che acquista tutti i diritti. La parte assegnante perde tutti i diritti, solo l’inventore mantiene il diritto di essere menzionato come tale. Una licenza può essere esclusiva: in questo caso, il licenziatario è l’unica parte abilitata all’utilizzo dei diritti soggetti a tale licenza, persino il titolare non li può più usare. Se la licenza non è esclusiva il numero di licenziatari è virtualmente illimitato e al proprietario è concesso continuare ad usare la PI.

La licenza è generalmente concessa sulla base di una tassa, detta diritti d’autore. Una licenza è raccomandabile quando il proprietario ha problemi ad usare la PI (per esempio non riesce a produrre/commercializzare il prodotto brevettato). Un’assegnazione è una vendita della PI, può coinvolgere la PI interamente o solo in parte. Si fa una stima del valore della PI per decidere il prezzo da pagare per ottenere l’assegnazione.

Valore

La PI dà il diritto a escludere una terza parte, questo significa che il proprietario è l’unico che può utilizzare tali idee; per cui la concorrenza deve spendere più soldi per trovare alternative o per abbassare i prezzi per non perdere quote di mercato.

Strumenti PI

  • Brevetto protegge un’invenzione.
  • Modello di utilità protegge l’effetto tecnico della nuova forma di un oggetto conosciuto, si riferisce solo ad oggetti. È valido per 5 anni e si può rinnovare per altri 5. I requisiti sono: novità ed elevata utilità.
  • Progetto protegge l’effetto estetico della nuova forma di un oggetto conosciuto, è valido per 5 anni e si può rinnovare per altri 5 fino a 4 volte. I requisiti sono: novità e carattere individuale.
  • Marchio (trade mark) connette direttamente il prodotto/servizio con il produttore/fornitore e può essere rappresentato graficamente; è valido per 10 anni e può essere ulteriormente rinnovato per altri 10 anni finché si desidera. I requisiti sono: novità e carattere distintivo.

Brevetti di invenzioni

Sono regolati da leggi speciali. Il regolamento italiano è il Codice di Proprietà Industriale, decreto di legge No.30/05. I brevetti europei sono regolati dal European Patent Convention (EPC). L’applicazione per un brevetto internazionale è possibile attraverso il Patent Cooperation Treaty (PCT).

L’invenzione è definita come la “creazione intellettuale della soluzione ad un problema tecnico”. L’arte preesistente è definita come “qualsiasi cosa sia stata resa disponibile al pubblico liberamente in una certa data”.

Sono richieste tasse per archiviare e mantenere in vigore il brevetto. Il rilascio di un brevetto è una grossa eccezione alle regole che impediscono il monopolio. Si ritiene però che i brevetti consentano al pubblico di conoscere le invenzioni, e questo porta ad un progresso tecnico e tutto il pubblico ne può trarre vantaggio.

Un brevetto garantisce protezione sulla stessa invenzione anche in altri paesi. Un brevetto rilasciato dà diritto esclusivo ad implementare l’invenzione, ma se la legge del paese proibisce certe attività o prodotti il brevetto non rimuove la proibizione. Un interessante confronto è tra brevetti e segreti: il segreto offre una protezione più lunga ma è sempre molto difficile da mantenere, e soprattutto è difficile controllare una fuga di notizie da parte del personale. In ogni caso, prodotti come la Coca-Cola e la Nutella non sono mai stati brevettati! È più facile tenere segreto un processo piuttosto che un prodotto.

I brevetti vengono rilasciati per differenti tipi di invenzioni: non c’è limite a ciò che può essere brevettato, sebbene ci siano delle categorie (processi e metodi, prodotti, devices, usi etc). Un brevetto di un prodotto finale può rivendicare anche l’intermedio ottenuto durante la sua preparazione. Tipicamente si brevettano formule, polimeri, miscele, leghe, compositi. Se un prodotto è protetto, è protetto indipendentemente dal metodo di produzione. Comunque ci sono delle condizioni tali per cui il prodotto viene rivendicato attraverso il processo di produzione (per esempio nel caso di prodotti molto complessi). Ogni processo può essere brevettato indipendentemente dalla novità del prodotto che si ottiene. Il brevetto di un processo può prevedere passaggi, sequenze di passaggi, condizioni (T, p, concentrazione), catalizzatori etc.

Quando un prodotto è noto per un certo uso, il suo utilizzo per un altro scopo può essere argomento di brevetto. Questo si verifica spesso in ambito chimico: un composto noto per curare la malattia A viene brevettato per trattare la malattia B (Aspirina nota per curare l’influenza è stata brevettata recentemente per rendere più fluido il sangue). Un caso al confine è il dosaggio: negli ultimi anni un diverso dosaggio dello stesso composto per curare la stessa malattia è stato brevettato. Nel caso delle invenzioni biotecnologiche bisogna considerare l’aspetto etico: evitare comportamenti dannosi, specie per l’uomo, senza rinunciare ai benefici che una tale invenzione porterebbe. Per esempio la clonazione e la modifica dell’identità genetica, quando riferiti a uomini, sono proibiti.

Nel caso degli animali è possibile solo se si dimostra il beneficio per l’uomo e se non provoca dolore nell’animale. (Topo geneticamente modificato per sviluppare cancro ad una certa età; dimostrata l’utilità nello studio degli anticancerogeni per l’uomo l’invenzione è stata dichiarata conforme dal punto di vista etico ed è stata brevettata).

Un'invenzione che soddisfa tutti i requisiti legali ma che si realizzi nell'ambito di un precedente brevetto è comunque brevettabile. Tuttavia, il permesso del proprietario del primo brevetto è necessario per realizzare l'invenzione, in modo da non incorrere in una violazione.

Solo le persone fisiche possono essere nominate come inventori: frasi come "il laboratorio della compagnia X" o "scienziati della compagnia Y" non sono appropriate e l'elenco completo delle persone fisiche deve essere esplicitato. Tutti gli inventori hanno il diritto morale di essere menzionati nella domanda di brevetto riferita alla loro invenzione. L'inventore è definito come la persona o una delle persone che hanno trovato una soluzione a un problema tecnico.

In Italia l'art. 63.2 del Codice IPC (Codice della proprietà industriale) recita: I diritti dei brevetti di invenzione appartengono all'autore dell'invenzione e alle persone che danno un contributo fondamentale per l'invenzione. Secondo l'art. 60 (1) EPC (Convenzione sul brevetto europeo): il diritto a un brevetto europeo appartiene all'Inventore o al suo avente causa. Tuttavia, le invenzioni dei dipendenti generalmente appartengono all'azienda in cui lavorano:

  • Nel caso in cui l'inventore sia un dipendente che ha un contratto in base al quale è pagato per inventare, il suo unico diritto è quello di essere menzionato come inventore.
  • Nel caso in cui l'invenzione sia fuori dal compito dell'impiegato in azienda, egli mantiene l'invenzione, ma il datore di lavoro può ottenere l’assegnazione del brevetto entro due mesi dalla comunicazione dell'inventore sul deposito del brevetto.

Queste disposizioni hanno un'eccezione sostanziale (solo in Italia): i dipendenti di Università o Istituti di Ricerca pubblici mantengono il diritto al brevetto; se non sfruttano l'invenzione entro 5 anni, l'Università o l'Istituzione ottiene i diritti per sfruttare l'invenzione. In ogni caso, almeno il 30% del reddito derivante da licenze appartiene all'università e almeno il 50% al ricercatore.

Requisiti legali per un brevetto di invenzione

Secondo le leggi italiane: invenzioni da qualsiasi campo tecnico possono essere brevettate a patto che siano nuove ed esibiscano un’attività inventiva e possano essere industrializzate. Secondo le leggi europee: brevetti europei vengono rilasciati per tutte quelle invenzioni, in qualsiasi campo della tecnologia, che siano nuove, che esibiscano un’attività inventiva e che sia suscettibili ad applicazione industriale.

Tuttavia, soddisfare i requisiti di cui sopra non è sempre sufficiente per ottenere un brevetto per un'invenzione, poiché ci sono alcune eccezioni:

  • Secondo la legge italiana ed europea, le invenzioni, la cui attuazione è contraria all'ordine pubblico o alla moralità, non possono essere brevettate.
  • Un altro requisito importante per ottenere un brevetto è la sufficienza della divulgazione. Secondo la legge italiana ed europea l'invenzione dovrebbe essere descritta in modo chiaro e completo affinché possa essere eseguita da un qualsiasi tecnico del settore.

Le invenzioni biotecnologiche hanno alcuni requisiti speciali: La legge italiana prevede che se un'invenzione riguarda un processo microbiologico o un prodotto ottenuto attraverso tale processo e comporta l'uso di un microrganismo che non è accessibile al pubblico e che non può essere descritto in modo tale da consentire a qualsiasi persona esperta di attuare l'invenzione bisogna depositare un campione del microrganismo in una struttura specializzata.

Gli emendamenti al testo di un brevetto sono possibili durante il suo percorso di approvazione (comunemente chiamato "procedimento di brevetto"), ma occorre prestare attenzione che gli emendamenti non inseriscano nuovi argomenti. Secondo la legge italiana e quella europea: un brevetto può essere dichiarato nullo se il suo campo di applicazione va oltre il contenuto della domanda iniziale o se il campo di applicazione del brevetto è stato ampliato. Riassumendo, i requisiti per la validità di un brevetto sono:

  • Novità
  • Attività inventiva
  • Possibilità di sfruttamento industriale
  • Non deve essere contro l'ordine pubblico e la moralità
  • Sufficienza della divulgazione
  • Il suo contenuto non dovrebbe andare oltre il contenuto del brevetto originale
  • Lo scopo non dovrebbe essere esteso

Ordine pubblico e moralità

Non esiste una definizione precisa, la moralità è qualcosa che cambia nel pubblico nel tempo. Inoltre, la stessa cosa può essere vista secondo la moralità in un Paese e contro di essa in un altro. In ogni caso, una disposizione di legge non può essere vista come una garanzia di moralità e un divieto di legge non implica necessariamente il rifiuto di un brevetto. Un'invenzione è contro la moralità quando è molto probabilmente percepita come tale dalla maggioranza dei cittadini.

Da un punto di vista pratico: è molto raro che questo articolo venga applicato ed è persino difficile scoprirne esempi reali. Un esempio è legato alla brevettabilità delle cellule staminali embrionali: la commissione allargata di ricorso lo ha respinto a causa di questo articolo, poiché è emerso che la fornitura di tali cellule ha portato alla morte dell'embrione e l'embrione è considerato un passo della vita umana.

Possibilità di sfruttamento industriale

Normalmente, questo è il requisito più semplice da soddisfare: è sufficiente che l'invenzione possa essere prodotta/utilizzata nell'industria. La possibilità teorica di sfruttamento è sufficiente per soddisfare il requisito infatti la maggior parte delle domande di brevetto soddisfa questo requisito.

Esempi di invenzioni che soddisfano il requisito: un composto chimico, la cui preparazione può essere ripetuta; un processo per ottenere un prodotto, in cui i passaggi sono ben definiti; un nuovo uso di un composto noto, che può essere prodotto industrialmente.

Esempi di invenzioni che non soddisfano i requisiti: un composto la cui preparazione non può essere ripetuta; opere d'arte; Alcune ricette di cucina. In ogni caso, alcune invenzioni che non possono essere prodotte/utilizzate industrialmente potrebbero essere protette in un modo diverso (ad es. Copyright).

Sufficienza della divulgazione

La filosofia che giace sotto la concessione di un brevetto è l'idea di premiare l'inventore per rendere disponibile qualcosa di nuovo al pubblico. Pertanto, una descrizione che consente ad una persona esperta di attuare l'invenzione è molto importante, altrimenti l'inventore non rende l'invenzione effettivamente disponibile al pubblico.

Prima di tutto bisogna considerare che le informazioni necessarie per attuare l'invenzione dovrebbero essere complete. Inoltre, la divulgazione non deve essere dettagliata: elenchi di componenti sono sufficienti, va infatti ricordato che molto spesso lievi modifiche nella forma di realizzazione effettiva di un'invenzione portano allo stesso risultato. Come criterio adeguato, si potrebbe dire che tutte le caratteristiche che sono assolutamente necessarie per realizzare un'invenzione dovrebbero essere menzionate.

Esempio: Un brevetto descrive un polimero biodegradabile, tuttavia, per ottenere il polimero, è necessario un ulteriore monomero. Il brevetto, tuttavia, non contiene alcuna menzione del monomero. È però impossibile ottenere il polimero senza quell'ingrediente: la divulgazione era insufficiente.

Nascondere i dettagli quando si crea una domanda di brevetto può essere pericoloso, tutto ciò che non è riportato nel brevetto non è protetto! Dunque in linea generale alcuni dettagli possono essere omessi, ad esempio, fornire il titolo con troppi dettagli ha il solo risultato di aiutare le ricerche dei concorrenti; ma è molto importante che vengano riportate le caratteristiche principali del brevetto.

Emendamenti

La storia di un brevetto inizia con il suo deposito. Nelle fasi successive della storia di un brevetto, gli emendamenti sono normalmente possibili in alcuni punti. Tuttavia, ci sono regole per gli emendamenti:

  • Alcuni esempi di momenti in cui modificare una specifica:
    • Durante il suo esame;
    • Quando ci si rende conto che l’arte pre-esistente lo rende invalido;
    • Quando realizzare il brevetto non è facile e la divulgazione insufficiente può diventare un problema.

L'ambito di protezione di un brevetto dovrebbe sempre essere ben definito, al fine di ottenere il brevetto, eventuali modifiche non possono estenderlo. A questo proposito è da tenere a mente che la riduzione del numero di caratteristiche che definiscono un oggetto rende più ampio lo scopo di protezione di quell'oggetto, quindi di solito non è consigliabile cancellare una o più caratteristiche quando si modifica un brevetto.

Anche l'inserimento di funzionalità può causare problemi: le informazioni non incluse nella domanda non possono essere inserite con successive modifiche del brevetto, poiché in questo modo vengono inseriti nuovi argomenti e ciò è vietato.

In pratica, un brevetto può essere emendato chiarendolo, più spesso limitandone la portata e non aggiungendo nulla di nuovo. Tuttavia, è solitamente molto difficile: la spiegazione aggiunta dovrebbe essere almeno implicitamente contenuta nell'applicazione originale, altrimenti l'aggiunta di nuovi argomenti potrebbe eliminare il brevetto.

Esempi: L’invenzione di un processo chimico è definita da due fasi, dalla temperatura e dalla pressione a cui avvengono; il richiedente modifica il brevetto cancellando la pressione. Questa cancellazione ha l'effetto di ampliare l'ambito della protezione (praticamente qualsiasi pressione rientra nell'ambito della protezione) e il brevetto non è valido.

Interpretazione dell’estensione oltre il contenuto originale

I tribunali italiani accettano emendamenti che portano a qualcosa che è almeno implicitamente definito, mentre rifiutano gli emendamenti che includerebbero oggetti assenti dalle specifiche originali del brevetto. All'EPO l'interpretazione è molto ristretta: se una caratteristica viene divulgata implicitamente, il suo inserimento nella definizione dell'ambito di protezione è vietato.

Priorità

La Convenzione di Parigi (1880) ha introdotto il diritto di priorità. Il richiedente di una domanda di brevetto in uno dei Paesi membri della Convenzione ha il diritto prioritario per un anno di presentare una o più domande di brevetto identiche in altri Paesi appartenenti alla Convenzione o all'OMC (Taiwan e il Kuwait non fanno parte della Convenzione di Parigi, quindi nessuna priorità può essere rivendicata in quei Paesi). Il diritto prioritario assicura che tutto ciò che accade con riferimento al brevetto tra il primo e il secondo deposito, in particolare il deposito di una nuova domanda da parte di terzi, non ha conseguenze: è come se nulla fosse accaduto. La priorità è importante poiché un brevetto è valido solo per il territorio in cui è depositato.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara_Pollastri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patents and management of innovation e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof De Stefano Stefania.
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