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Letteratura per l’infanzia

Edmondo De Amicis

  • Nasce a Oneglia, in Liguria nel 1846.
  • Terminati gli studi intraprende la carriera militare come ufficiale dell’Accademia di Modena.
  • Nel 1866 partecipa alla terza Guerra di indipendenza e successivamente diresse la rivista ufficiale del ministero della guerra, l’Italia Militare, conquistando una buona fama come giornalista. Cominciò, poi a dedicarsi completamente alla letteratura.
  • Lascia l’esercito per trasferirsi a Torino. Muore a Bordighera nel 1908.
  • De Amicis fu lo scrittore della seconda metà dell’Ottocento che riuscì a realizzare meglio l’ideale manzoniano di un’arte vera e utile.
  • Grande viaggiatore, descrisse i suoi viaggi in libri come Spagna, Olanda, Ricordi di Parigi.
  • Nel 1886 pubblica l’opera Cuore che ottiene immediato successo, affermandosi come uno dei testi più letti della letteratura italiana per l’infanzia.
  • Grazie all’opera Cuore, molte generazioni di giovani sono state educate ai valori della famiglia, del patriottismo, della lealtà, della compassione e della fratellanza nei confronti degli emigrati meridionali.
  • All’amor di patria è dedicato il racconto La piccola vedetta lombarda, un orfano che durante la Seconda guerra di indipendenza, sacrifica la propria vita per la sua Lombardia. Il protagonista presenta i tratti del tipico eroe, bello, occhi celesti, capelli biondi e a petto nudo.

Cuore

L’opera Cuore narra di un intero anno scolastico, raccontato da Enrico Bottini, un alunno della classe terza elementare della sezione municipale Baretti di Torino.

Il romanzo ha la struttura di diario ed è diviso in dieci capitoli che corrispondono ai dieci mesi scolastici.

Il diario contiene lettere inviate a Enrico dai suoi parenti che contengono messaggi moralistici come il rispetto per i genitori.

Il titolo allude ai sentimenti umani al centro del libro. De Amicis vuole propagandare in forma indiretta i suoi ideali patriottici sociali e morali.

Il romanzo ha avuto diversi molti adattamenti televisivi, il più famoso è quello del 1984 prodotto dalla Rai con Johnny Dorelli.

Analisi testuale

Questo libro è dedicato ai ragazzi delle scuole elementari tra i 9 e i 13 anni. Il protagonista, un ragazzo della terza elementare, che scrive il diario annotava man mano in un quaderno quelle che aveva visto, sentito, pensato nella scuola e fuori.

Questo romanzo ha un chiaro intento pedagogico, facendosi portavoce dell’esigenza di unione sociale e di celebrazione dei valori nazionali che contraddistingue il periodo immediatamente successivo all’Unità di Italia. Lo scopo dell’autore, inoltre, era quello di esaltare quei valori che doveva avere il nuovo cittadino italiano: impegno, senso del dovere, rispetto dell’autorità e della famiglia e amore della patria.

Fondamentali per raggiungere lo scopo sono i racconti mensili che esaltano la dedizione e il sacrificio volontario per la patria, come le giornate di festa o le celebrazioni extrascolastiche.

I racconti mensili sono i seguenti:

  • Ottobre: il piccolo patriota padovano.
  • Novembre: la piccola vedetta lombarda.
  • Dicembre: il piccolo scrivano fiorentino.
  • Gennaio: il tamburino sardo.
  • Febbraio: l’infermiere di Tata.
  • Marzo: sangue romagnolo.
  • Aprile: valor civile.
  • Maggio: dagli Appennini alle Ande.
  • Giugno: naufragio.

Dagli Appennini alle Ande

Molti anni fa un ragazzo genovese figlio di un operaio, andò da Genova in America, da solo per cercare sua madre. La madre era andata due anni prima a Buenos Aires per mettersi al servizio di qualche casa ricca, in modo da guadagnare in poco tempo abbastanza soldi per rialzare la famiglia, la quale era caduta in povertà e nei debiti. La madre era molto triste a lasciare i suoi figli, uno di diciotto e l’altro di undici anni, ma arrivata là aveva trovato una buona famiglia argentina, che la pagava molto e la trattava bene. Guadagnava ottanta lire al mese e non spendendo nulla per sé, mandava a casa ogni tre mesi, una bella somma, soldi con i quali il marito pagava via via i debiti più urgenti. Dopo un anno dalla partenza della madre, la famiglia, non ricevette più notizie e né lettere dalla donna. Quindi il figlio più piccolo, Marco decide di partire per l’America in cerca della madre, in un viaggio per mare che durò ben ventisette giorni.

Carlo Lorenzini

  • Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, nasce a Firenze nel 1826.
  • Partecipa alle rivolte risorgimentali del 1848-49.
  • Negli anni Cinquanta come giornalista, descrive la realtà toscana cogliendone i lati spiritosi e bizzarri, tutto materiale che si mescolerà con il suo capolavoro: Pinocchio.
  • Nella scuola dei primi anni dopo l’Unità il libro di testo svolge varie funzioni:
  1. È strumento di alfabetizzazione delle nuove generazioni.
  2. Organizza le nozioni utili a promuovere l’unità intellettuale e morale.
  3. È una guida didattica per i docenti.

Il prototipo perfetto del libro di testo è il Giardinetto di Parravicini, il quale è diviso in 6 sezioni:

  • L’uomo, i suoi bisogni e i suoi desideri.
  • Mestieri e arti.
  • Geografia.
  • Scienze naturali.
  • Racconti sui doveri dei fanciulli.
  • Racconti morali ispirati alla storia dell’Italia.

Nel 1877 viene chiesto a Collodi di ricreare il Giardinetto di Parravicini, il quale sarà diverso dal precedente. L’intento di Parravicini era quello di creare un libro scolastico di facile e piacevole lettura, Collodi invece, risponde con un protagonista moderno che suscita da subito la simpatia dei piccoli lettori.

Nel 1881, comincia ad uscire a puntate sul Giornale per Bambini la storia di un burattino che ha come protagonista Pinocchio. La prima uscita in volume con il titolo Le avventure di Pinocchio è del 1883.

Inizialmente le avventure di Pinocchio si concludevano nell’episodio dell’impiccagione con la morte del burattino. Le proteste dei piccoli lettori, però indussero l’autore a proseguire il racconto che si concluse, definitivamente con la trasformazione del burattino in bambino. Il romanzo è diventato un classico della letteratura per l’infanzia, è stato pubblicato in 187 edizioni e tradotto in 260 lingue o dialetti.

Il pubblico, essendo composto da ragazzi fa includere a Collodi su aspetti pedagogici, invitando i ragazzi a rinunciare alle perdite di tempo per dedicarsi allo studio, al duro lavoro e al risparmio, evitando brutte compagnie. Considerando questi insegnamenti, il libro può essere considerato un piccolo romanzo di formazione. Molti concetti e situazioni sono diventati famosi:

  • Il naso lungo attribuito a chi dice bugie.
  • Il paese dei Balocchi.
  • Il gatto e la volpe, una coppia di individui poco affidabili.
  • Pinocchio, bugiardo.

Dal romanzo di Collodi sono tratti fumetti, serie tv, film, opere musicali e teatrali.

Carlo Collodi morirà improvvisamente nell’ottobre del 1890 a Firenze.

I racconti delle Fate

Nel 1875, Collodi riceve dall’editore Felice Paggi l’incarico di tradurre le fiabe francesi più famose. Collodi però, non si limita a tradurre ma ricrea le fiabe in italiano inserendo una morale, un insieme di fiabe che prende il nome di I racconti delle Fate. Tra queste, troviamo Cappuccetto Rosso, la Bella e la Bestia, Pelle d’asino, Cenerentola e Il gatto con gli stivali.

Barbablu

Questo romanzo narra di un uomo che possedeva palazzi, ville e carrozze dorate. L’uomo però aveva la barba blu, e questa cosa lo rendeva così brutto che nessuna donna lo avvicinava.

Pinocchio

Pinocchio è un burattino di legno, misteriosamente vivo, capriccioso, bugiardo, ribelle, egoista e pigro ma in fondo generoso. Pinocchio a causa delle sue disobbedienze ai consigli del padre, del grillo parlante e della fata turchina deve affrontare una serie di prove e pericoli fino ad arrivare alla metamorfosi finale con la maturazione. Nelle ultime pagine, infatti, il burattino di legno diventa per magia un bambino vero e diligente, rispettoso del genitore.

Il romanzo è caratterizzato da una grande varietà con episodi che vanno da situazioni gotiche, come l’impiccagione a quelle del mito biblico, dalla leggenda popolare, paese dei balocchi, ai miti classici, la metamorfosi.

La dimensione fiabesca non impedisce uno sguardo realistico sulla vita contemporanea, infatti il burattino patisce la miseria, la fame e i soprusi.

Per quanto riguarda il linguaggio, Collodi segue i tratti manzoniani pur utilizzando una lingua semplice, un fiorentino agile e concreto.

Giovanni Verga

  • Nasce a Catania nel 1840. Si trasferisce a Firenze ed esordisce con Storia di una capinera nel 1871, romanzo su una monacazione forzata.
  • Si trasferisce a Milano, dove conosce e frequenta gli scapigliati e pubblica, il romanzo Eva, che narra la storia di un pittore catanese trasferitosi a Firenze in cerca di fortuna.
  • La novella Nedda segna la svolta verista per Verga. Tra il 1878 e il 1880, Verga attua una svolta radicale assumendo tecniche messe a punto dal romanzo sperimentale di Zola, per rappresentare il reale nelle forme più oggettive possibili.
  • Nelle opere di Verga le azioni degli uomini sono regolate da dure leggi della natura che portano alla sconfitta dei deboli.
  • Darwin pubblicherà un romanzo spiegando la teoria dell’evoluzionismo. Secondo lui, gli esseri viventi e quindi anche l’uomo sono frutto di una selezione naturale, in base alla quale le specie capaci di adattarsi meglio all’ambiente sono sopravvissute, mentre quelle più deboli o incapaci di adattarsi si sono estinte. Il pensiero di Darwin influenza molto la cultura dell’epoca e anche le opere di Verga.
  • I romanzi più noti di Verga sono i Malavoglia e Mastro don Gesualdo.

Analisi dell’opera Rosso Malpelo

Rosso Malpelo narra la breve vita e la morte di un ragazzo di miniera ridotto dai compagni a bestia. Rosso Malpelo è un ragazzo cresciuto come una bestia nell’indifferenza e avviato precocemente ad un duro lavoro. Quest’opera permette di toccare il tema dell’esclusione del diverso.

A causa di un pregiudizio, Malpelo viene emarginato da tutti perché è considerato cattivo per il suo colore di capelli. Perfino la mamma e la sorella lo maltrattavano, l’unico a mostrargli affetto era stato il padre, morto nella miniera in cui lavorava anche il ragazzo. Malpelo finirà per diventare da vittima a oppressore, maltrattando l’asino e il ranocchio. Cresciuto tra i maltrattamenti, Malpelo esprime i propri sentimenti anche quelli di affetto, con la violenza. La leggenda popolare trasforma Malpelo, scomparso nei cunicoli della miniera in una creatura che vaga nel buio della cava. Malpelo è la concezione esistenziale dell’autore: si rassegna alle leggi della società, secondo le quali gli umili sono schiacciati e sfruttati dai più forti.

Le favole di Leonardo da Vinci

  • Leonardo nasce nel 1452 a Vinci, nei pressi di Firenze.
  • Leonardo lavorava per illustri personaggi, quali Lorenzo il Magnifico.
  • Si trasferisce e rimane a lungo a Milano, dove l’artista avviò un monumento che Ludovico il Moro voleva dedicare a suo padre, Francesco Sforza. L’impresa era colossale, non solo per le dimensioni della statua che doveva essere fusa in bronzo ma anche per l’intento di scolpire un cavallo nell’atto di impennarsi e abbattersi sul nemico.
  • Alla fine del 1493 tutto era pronto per la fusione ma una notizia bloccò la disponibilità del metallo: l’imminente calata di Carlo VIII di Francia in Italia, al quale serviva il bronzo per la fabbricazione di armi, facendo fallire il progetto di Leonardo.
  • La partenza da Milano, occupata quindi dai francesi segnò l’inizio di un periodo di viaggi che lo condussero a visitare città e corti e lo fecero tornare per brevi periodi a Firenze.
  • Leonardo muore all’età di 67 anni in Francia nel 1519.
  • Viene considerato genio dell’umanità, poiché si è rivolto a tutti i campi del sapere, usando disegni come strumenti per comprendere la realtà.

Le Favole

Leonardo non fu solo pittore, scultore, architetto, scienziato, ingegnere, musicista ma fu anche scrittore di favole.

I racconti di Leonardo si caratterizzano per avere come protagonisti non tanto i grandi animali, gli uomini o gli dei, ma piuttosto le piante, gli oggetti e i piccoli animali ignorati dalle favole come il ragno o la farfalla.

Innovativa è l’attribuire caratteristiche umane a utensili, a piante o a oggetti inanimati. Il rapporto tra uomo e natura è il tema su cui si basano tutte le favole.

Come già detto, le favole di Leonardo hanno come protagonisti principali le piante, gli elementi naturali e gli oggetti di uso comune. Troviamo anche l’uomo, gli uccelli e gli insetti mentre sono quasi assenti i pesci e le divinità. Leonardo ama associare i vari aspetti delle piante ad un determinato carattere umano. Gli elementi naturali presenti sono la pietra, la fiamma di una candela, la palla di neve o l’acqua in ebollizione.

I testi

  1. Il granchio: un granchio si accorge che molti pesciolini anziché avventurarsi nel fiume, preferivano aggirarsi intorno ad un masso. Il granchio attese la notte, e andò a nascondersi sotto al masso. Da quel nascondiglio spiava i pesciolini e quando passavano vicino li acciuffava e se li mangiava. Il masso brontolò che non era giusto quello che stava facendo, si stava approfittando di lui per uccidere i poveri pesciolini. Il granchio non lo ascoltò nemmeno, continuando. Un giorno, all’improvviso venne la piena. Il fiume si gonfiò e investì con forza il masso che rotolò, schiacciando il granchio che gli stava sotto.
  2. Il testamento dell’Aquila: una vecchia aquila reale, che viveva da molti anni solitaria sopra un’altissima roccia, sentì che la morte era vicina. Con un possente grido chiamò i suoi figli che vivevano sulle rocce sottostanti, e quando furono tutti riuniti li guardò e uno per uno disse: vi ho nutriti e allevati perché fin da piccoli siete stati capaci di guardare il sole, e ho lasciato morire i vostri fratelli che non sopportavano la sua vista. Tutti gli animali vi devono temere, non farete del male a chi vi rispetta, ma gli lascerete mangiare gli avanzi delle vostre prede. Prima di morire l’aquila spiccò il volo puntando verso l’alto per bruciare nel sole.
  3. Il toro: un toro in libertà faceva strage tra le mandrie. I pastori non aveva coraggio di portare al pascolo gli animali a causa del toro. I pastori però, sapevano che il toro odiava il colore rosso, e quindi un giorno decisero di tendergli un inganno. Fasciarono di rosso il tronco di un albero e poi si nascosero. Il toro vedendo il tronco rosso inchiodò le corna nell’albero rimanendo impigliato e così i pastori lo uccisero.

Luigi Bertelli

  • Luigi Bertelli, noto al pubblico come Vamba nasce a Firenze nel 1858.
  • Si trasferisce a Roma dove scrive per alcune riviste come “Capitan Fracassa” e “il Don Chisciotte” per le quali realizza soprattutto storielle satiriche.
  • Dopo il matrimonio e la nascita dei due figli, si avvicina alla letteratura per l’infanzia scrivendo il suo primo romanzo Ciondolino.
  • Nel romanzo Ciondolino, il protagonista, un bambino svogliato chiamato Ciondolino per il triangolo di stoffa della camicia che gli usciva da una cucitura sui calzoni, viene trasformato in una formica. Attraverso il mondo microscopico degli insetti vivrà molte avventure nel tentativo di tornare a casa. Gli insetti vengono descritti dettagliatamente.
  • Nel 1906 lo stesso editore di Ciondolino crea un giornale per bambini, nasce così il Giornalino della Domenica, con moltissime novità, a partire dalla scelta di farlo illustrare da artisti bravi e conosciuti.

Il giornalino di Gian Burrasca

Nel 1907 comincia ad uscire a puntate il Giornalino di Gian Burrasca che sarà pubblicato in volume nel 1912. Si tratta dell’opera per cui Bertelli è maggiormente conosciuto.

È ambientato in Toscana, ed è scritto sotto forma di diario: il diario di Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca. Questo soprannome gli viene dalla famiglia a causa del suo comportamento molto irrequieto. Gian Burrasca è un ragazzino di nove anni molto intelligente e simpatico, ma che crea disastri in molte occasioni. Inizia a scrivere il suo diario il 20 settembre, giorno del suo compleanno.

Giovanni Pascoli

  • Giovanni Pascoli nasce da San Mauro di Romagna in una famiglia agiata, ed era il quarto di dieci figli.
  • Il 10 agosto 1867, quando Giovanni aveva dodici anni, il padre viene assassinato con una fucilata mentre tornava a casa. Le ragioni del delitto, forse di natura politica o dovuta a contrasti di lavoro, non furono mai chiarite e i responsabili rimasero per sempre ignoti. Il trauma lasciò segni profondi nel poeta.
  • La famiglia, in seguito, fu colpita da altri lutti, l’anno successivo muore la madre per un attacco cardiaco e la sorella Margherita di tifo. Poi muore il fratello Luigi colpito da meningite e successivamente anche il fratello maggiore Giacomo, sempre di tifo.
  • Questi eventi drammatici lasciarono un segno indelebile nella mente e nelle opere letterarie di Pascoli: un simbolo ricorrente in Pascoli è il nido familiare da ricostruire e da difendere dalle minacce che provengono dall’esterno.
  • Durante gli anni dell’università, aderisce al movimento anarco-socialista. Per questo fu arrestato e trascorse tre mesi in carcere. Dopo essere stato assolto e liberato, completa gli studi e comincia la carriera da insegnante di latino e greco nei licei e poi nelle Università, ottenendo nel 1905 a Bologna la cattedra di Letteratura Italiana che era stata data a Carducci.
  • Muore a Bologna nel 1912 assistito dalla sorella Maria.

La poetica del fanciullo

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliaparrotta2001 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Soglia Nunzia.
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