Psicologia generale
Storia della psicologia
Il termine psicologia deriva dagli antichi greci, psyché = anima, spirito e logos = discorso, studio. Oggi la psicologia è una disciplina scientifica che si occupa di studiare il comportamento degli esseri viventi ed i loro processi cognitivi.
Cognizione -> processo di acquisizione ed elaborazione di informazioni da parte di un sistema biologico. Mentre i greci sostenevano che fosse l’anima ciò che muovesse il comportamento dell’uomo, dal XX secolo alcuni ricercatori hanno dato più importanza allo studio del comportamento disinteressandosi dei processi “mentali” (Comportamentismo). Altri hanno enfatizzato lo studio dei processi mentali o cognitivi usando il comportamento solo come strumento di indagine (Human Information Processing).
La psicologia è stata intesa fino al XVII secolo come lo studio dell’anima, ma vi è il problema di definizione dell’anima, come la definiamo? Come la osserviamo? Come la misuriamo? Un fenomeno esiste se si può misurare.
Aristotele (322 a.C.), nel suo trattato De Anima, si interroga su percezione, memoria, sogni, rapporto anima-corpo, cose che ancora ora vengono trattate. Aristotele sostiene che l’anima si trovi nella ghiandola pineale.
Ippocrate (425 a.C.) individua delle relazioni tra alcune funzioni psichiche e alcuni “umori” corporei.
Teoria degli umori
- Sangue -> carattere sanguigno
- Bile gialla -> carattere collerico
- Bile nera -> carattere melanconico
- Flegma -> carattere flemmatico
Anche oggigiorno a volte si usano ancora queste categorie per descrivere e spesso motivare le azioni di una persona. Tuttavia, Ippocrate ha il merito di ritenere che la sede dell’intelletto sia il cervello e non il cuore. Quindi anche se ritiene che l’attività mentale sia influenzata dagli umori, individua il cervello come l’organo cruciale per la psiche.
Spirito vitale -> ciò che muove il corpo, il corpo contiene come tubature, è come un sistema idraulico. Questo finché non hanno capito che ciò che scorre è corrente elettrica così come ciò che ci tiene in vita non è l’anima ma sono gli scambi tra i neuroni elettrici.
Democrito (420 a.C.) sostiene che il pensiero razionale dipende dall’attività del cervello, anche se nel cervello individua i principali siti di interazione con l’anima. Secondo lui il cuore e il fegato sono invece gli organi dai quali si sviluppano le passioni.
Plinio il Vecchio (50 d.C.) e Galeno (200 d.C.) scrivono importanti contributi sulla fisiologia del sistema nervoso che saranno testi di riferimento durante tutto il medioevo. Secondo Galeno i fluidi presenti nei ventricoli cerebrali facevano da mediatori tra l’anima e il cervello. C’è sempre la necessità di dare una spiegazione, una localizzazione al sito di interazione tra materiale e immateriale.
Questo pensiero classico pone le basi per lo sviluppo della psicologia come scienza naturale. Durante tutto il medioevo il pensiero cristiano non aiutò lo sviluppo della psicologia: lo studio dell’anima era una questione da lasciare ai teologi, i quali peraltro non danno alcuna spiegazione sul suo funzionamento. Vi erano anche alcuni problemi sullo studio del corpo, sebbene le dissezioni di cadaveri non fossero ovunque impedite. In Inghilterra la dissezione dei cadaveri rimase proibita sino al XVI secolo (Murder Act, 1752: possibile dissezionare i cadaveri dei condannati).
Con il Rinascimento l’uomo viene messo al centro della Natura e viene visto in un’ottica meno mistica e trascendentale.
Cartesio e l'anima
Cartesio (1650 circa) distingue tra fisico (res extensa) e mentale (res cogitans):
- Le proprietà fisiche sono comuni a uomini ed animali.
- L’attività mentale è tipica dell’essere umano.
- L’anima è unica, immateriale e immortale.
Il corpo è come una macchina idraulica. Gli animali non sono nulla di più che automi sofisticati, non provano dolore, non hanno coscienza né intenzioni. Cartesio ritiene che la sede dell’anima, o della mente, stia nella ghiandola pineale (epifisi). Da qui partivano i comandi verso i muscoli per il movimento volontario (problema libero arbitrio). Essa è la sede delle funzioni mentali e conteneva sia idee apprese che innate (come l’idea di Dio o gli assiomi della matematica).
Legge deterministica -> ogni cosa è causata da quella prima, ma così non vi è libertà, non c’è libero arbitrio. Alcuni scienziati pensano che il libero arbitrio sia un’illusione, in una società non si è liberi, vi sono delle regole.
Empirismo
(Locke, Hume) -> non ci sono idee innate, tutte le conoscenze vengono apprese attraverso l’esperienza. La mente è una tabula rasa e tutte le conoscenze vengono apprese attraverso l’esperienza. Dunque, la mente non contiene idee trascendentali come l’idea di Dio in modo innato. Può essere perciò studiata seguendo il metodo delle scienze naturali ovvero il metodo scientifico o sperimentale (Galileo Galilei). La psicologia fa il passo decisivo per diventare una scienza.
1800: nasce la psicologia come scienza
Due fattori hanno contribuito a rendere la psicologia una scienza:
- 1. La nascita delle Neuroscienze (Neurologia, Neuroanatomia, Fisiologia del sistema nervoso centrale e periferico, Localizzazione)
- 2. Applicazione del metodo scientifico agli eventi mentali
Localizzazione cerebrale -> capire a cosa sono adibite le varie parti del cervello. Si comincia ad individuare la corrispondenza tra la funzionalità di alcune aree cerebrali e proprietà mentali. Gall (1825) propone la frenologia: ogni facoltà mentale ha una sua sede cerebrale specifica, il cervello nelle sue varie parti è la sede della mente (e non la ghiandola pineale!). L’idea è giusta, parti del cervello fanno cose diverse. L’idea sbagliata è come localizzare le varie aree.
Secondo Gall il cervello era un muscolo che quindi più lo si utilizza più cresce. Se per esempio faccio tanti conti, opero molto con la matematica allora l’area del cervello adibita alla matematica si allena quindi si sviluppa, cresce spingendo il cranio. Dunque, toccando la testa si possono capire le varie aree in base ai rigonfiamenti del cranio. Si può avere un rigonfiamento perché il cervello è stato allenato oppure si è nati più propensi a determinate attività. Esiste, quindi, un’area per ogni caratteristica o attitudine psichica.
Broca (1861) individua l’area cerebrale per la produzione del linguaggio. Wernicke (1874) individua l’area per la comprensione del linguaggio. Questi sono i primi due neuropsicologi.
Si possono misurare i processi psicologici? Sì, perché della corrente elettrica si possono misurare i diversi parametri mentre del “fluido pranoterapeutico” non si può misurare nulla. Si notò in seguito la variazione di parametri fisici a seguito di attività mentali:
- Schiff (1866) misura un aumento di calore nella testa in seguito a processi mentali.
- Mosso dimostra un maggior afflusso di sangue alla testa durante processi mentali. Riesce a dimostrare ciò con una bilancia, secondo lui se vi è un processo mentale allora arrivando più sangue alla testa questa dovrebbe pesare di più.
Misurazione del tempo della mente: l’anima è eterna ma il processo mentale no, allora la mente ha una durata? Quanto dura?
Un parametro più fine messo in relazione con i processi mentali fu il tempo necessario a svolgere tali processi.
Von Helmholtz (1850) misura la velocità di conduzione degli impulsi nervosi. Tutt’altro che ovvio visto che si riteneva che il cervello muovesse i muscoli facendo scorrere nei nervi l’elen vital (spirito vitale). Dimostra che basta il concetto di corrente elettrica e non dello “spirito vitale”.
Donders (1862): la cronometri mentale -> attraverso i tempi di reazione (TR) e il metodo sottrattivo si può ottenere una misura oggettiva dei differenti processi mentali. I TR ed il metodo sottrattivo sono per la prima volta misurati oggettivamente (metodo scientifico). Sono ancora oggi strumenti importanti in Psicologia Sperimentale, nelle Scienze Cognitive e nelle Neuroscienze.
Nascita della psicofisica -> un altro modo di misurare i fatti mentali. Fechner (1860) si chiese se fosse possibile misurare la sensazione (visiva, uditiva, …). In generale l’obiettivo della psicofisica è scoprire le leggi che descrivono il modo in cui le varie modalità sensoriali si rappresentano le variazioni di intensità degli stimoli. Relazioni tra intensità fisica e intensità percepita e la legge che lega la variazione fisica con quella percepita. Vengono individuate le varie funzioni psicofisiche per le differenti modalità sensoriali.
Costante di Weber (1834) -> l’aumento minimo di intensità che deve avere uno stimolo affinché sia percepito come diverso dal precedente segue una legge ben precisa, K varia in funzione dell’unità sensoriale. Uno degli obiettivi della psicofisica è ottenere una misura oggettiva della soglia percettiva:
- Soglia assoluta: la minima intensità necessaria per poter dar luogo ad una sensazione
- Soglia differenziale: la minima intensità necessaria per poter apprezzare una differenza tra due stimoli
Tuttavia, il concetto di soglia così inteso, sebbene ancora spesso usato, è un concetto discutibile (Signal Detection Theory). La nascita della psicologia scientifica avviene nella seconda metà del 1800 con l’avvento della cronometria mentale (Donders), con la nascita della psicofisica (Weber, Fechner) e con l’istituzione nel 1879, da parte di Wilhelm Wundt, del primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia. Sono quindi passati oltre 2000 anni dalla psicologia intesa come studio dell’anima secondo la concezione dei filosofi greci.
L'avvento di una psicologia non scientifica: la psicanalisi
Nel 1895 Freud propone la psicanalisi, una forma di psicoterapia. È una serie di affermazioni su un’ipotetica struttura della mente umana e su come conflitti inconsci irrisolti determinino le nevrosi, tipicamente di origine sessuale irrisolti dall’infanzia. La mente ha una struttura tripartitica:
- Es = parte inconscia, sede degli istinti e bisogni primari (soprattutto desideri sessuali)
- Io = agente cosciente e mediatore tra l’Es ed il Super io
- Super io = sede della morale e dei principi etici
I sogni sono la via di accesso ai contenuti dell’inconscio, il comportamento è spesso determinato da processi inconsci. La psicoanalisi interpreta i sogni quindi si entra nella soggettività ma la scienza è oggettiva. La psicoanalisi ritiene di poter curare malattie come isteria, nevrosi ma anche malattie organiche come schizofrenia che viene ricondotta ai conflitti infantili irrisolti con la madre. I conflitti che generano le patologie possono essere rilevati attraverso il dialogo con il paziente (libere associazioni) e soprattutto l’interpretazione dei sogni, che sarebbero una porta di accesso ai contenuti non coscienti e quindi non verbalizzabili. I conflitti irrisolti sono quasi sempre di natura erotica.
La psicoanalisi non fa previsioni testabili empiricamente, sono solo ipotesi mai verificabili, esempio l’invidia del pene. La psicanalisi fa riferimento a nozioni che non sono mai testabili, non fa mai previsioni verificabili, giustifica tutto a posteriori, in pratica non è mai né verificabile né falsificabile. Freud non ha nemmeno il merito di aver introdotto il concetto di inconscio (James 1890 e Peirce & Jastrow 1884).
La psicoanalisi è un classico esempio di teoria ingenua (non scientifica) o pseudoscienza, basata sull’esperienza personale e sulla libera interpretazione delle informazioni e non su controlli scientifici e previsioni testabili. Una teoria, invece, è un insieme connesso di ipotesi o affermazioni (su qualche stato del mondo) che sia dimostrabile attraverso il metodo scientifico (misurazione, previsioni e replicabilità).
La psicoanalisi può avere effetto placebo ovvero si pensa di stare bene prendendo medicine anche se in realtà non si stanno prendendo.
Pranoterapia
-> altro esempio di pseudoscienza basata su nozioni ottocentesche e sulla teoria degli umori, nessuna evidenza sperimentale che tale fenomeno esista. Corrisponde nella posizione delle mani in corrispondenza della parte malata per permettere il passaggio del soffio vitale tra il corpo dell’operatore e quello del paziente.
Dunque, verso la fine del XIX secolo la psicologia inizia quindi ad affermarsi come una scienza, la scienza dei processi mentali o cognitivi. Tra i processi mentali oggetto d’indagine troviamo:
- Memoria (Ebbinghaus)
- Coscienza ed Inconscio (Peirce & Jastrow; James)
- Attenzione (von Helmholts; James)
Studio scientifico della memoria
Ebbinghaus (1885). Era interessato a misurare quanto dura un ricordo (oggi diremo la durata della traccia mnestica). Fu il primo a studiare la memoria utilizzando il metodo sperimentale, il problema è che usò sé stesso come soggetto sperimentale. Egli effettuò delle “misure” del fenomeno mistico. Per compiere una misurazione oggettiva del ricordo effettuò il seguente esperimento:
- Sperimentazione controllata: liste di sillabe senza senso
- Misurazione oggettiva del ricordo: percentuale di sillabe ricordate in funzione del tempo intercorso tra il momento dell’apprendimento e della rievocazione
La sua ricerca è importante perché è uno dei primi esempi che dimostra la possibilità di studiare funzioni mentali in modo rigorosamente sperimentale.
La possibilità di verificare se esistesse una percezione non cosciente è stato argomento di interesse per la psicologia sin dalla fine del 1800. Peirce & Jastrow (1884): misurarono l’inconscio. Primo studio pubblicato dal primo laboratorio di Psicologia in Nord America (Johns Hopkins University).
Misero sulle dita di alcuni soggetti dei pesi, uno sulla mano dx e uno sulla sx e chiesero se vi fosse differenza di peso, riducendo ogni volta la differenza tra i due pesi. Notarono che i soggetti riconoscevano la differenza tra i due, anche se ogni tanto con errori. Continuando a diminuire il peso gli errori aumentano. Ad un certo punto si arriva ad una condizione in cui la differenza di peso è minima e la maggior parte dei soggetti sostiene di non sentire alcuna differenza. Dunque, i soggetti vengono invitati a provare ad indovinare se vi è o meno differenza, le risposte esatte sono superiori al caso ovvero superiori al 50%. La conclusione è che anche se i soggetti non erano coscienti della differenza di peso comunque riescono a capire e a dare la risposta esatta, quindi, c’è una parte inconscia che lavora.
Lo studio dell’inconscio e della coscienza è tutt’oggi uno degli argomenti centrali delle Scienze Cognitive e delle Neuroscienze. Nell’ultimo decennio gli studiosi sono più interessati a capire quali sono gli stati cerebrali necessari per luogo ad una esperienza cosciente. Per molti anni invece l’interesse è stato principalmente dimostrare l’esistenza della percezione non cosciente (Studi sulla Percezione Subliminale e sue possibili applicazioni).
Sidis (1898) ha usato la stessa tecnica utilizzando però un mazzo di carte in aula e chiedendo alle persone più lontane di indovinare la carta.
Verso la fine del 1800 von Helmholtz ottiene una prima misura sperimentale degli effetti dell’attenzione. Si accorge che focalizzandosi su un punto preciso ci sono effetti positivi. Ovvero: focalizzando l’attenzione su di un punto ben preciso è possibile riportare alcune lettere presentate molto velocemente. Se il punto viene indicato dopo la scomparsa delle lettere non è possibile riportarle (Sperling, memoria iconica).
William James (1890) nel suo trattato Principles of Psychology discute vari aspetti dell’attenzione. Generalmente si fa coincidere la creazione del laboratorio di psicologia a Lipsia, da parte di Wundt, con la nascita della moderna psicologia sperimentale (1879). Wundt chiama la sua psicologia “fisiologica” perché usa lo stesso metodo sperimentale delle scienze naturali come la fisiologia. Vuole misurare gli eventi psichici associati ad esempio alla percezione cosciente di uno stimolo, variando in modo sistematico gli stimoli presentati. Il suo studio era principalmente rivolto allo studio dell’esperienza diretta o immediata (se il fisico studia la velocità di conduzione di un impulso nervoso, lo psicologo studia la percezione della velocità).
Il problema è che lavorava su sé stesso, ovvero utilizza come strumento l’introspezione. Questa però crea problemi metodologici perché essa stessa potrebbe cambiare i contenuti della coscienza.
Funzionalismo
-> nasce in opposizione allo strutturalismo. È lo studio di come funziona la mente per consentire all’organismo di adattarsi all’ambiente (influenza della teoria dell’evoluzione di Darwin 1859).
XX secolo scuole o movimenti psicologici
Tra questi i più importanti sono:
- La Gestalt
- Il Comportamentismo
- Il Cognitivismo
- Le scienze Cognitive
La Gestalt
Nasce in Germania nel 1912, anno in cui Max Wertheimer pubblica i suoi risultati sul movimento apparente (phi motion).
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