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Modulo A: memoria mnemonica

Memoria mnemonica: suscita, importante l’immagine, principio associativo. Sottolinea un ritratto di Petrarca, particolarmente interessato ad aspetti fisici e abbigliamento dandy. Anche l’immagine ha una sua portata e voracità.

Manoscritti, scritture e iconografia presentano il più possibile standardizzate.

Standardizzazione: stile che cambia lungo i secoli, stile grafico-iconografico-architettonico, banalmente chiamato anche moda per tendenze che cambiano.

San Francesco e l’abitus

San Francesco, biografia di San Francesco: proviene da famiglia di mercanti di stoffe. Bonaventura afferma che il Santo prima della conversione volesse primeggiare, atteggiamento molto gentile, era cortese, legato a cultura cortese, provenzale, e amasse confezionarsi degli abiti mescolando stoffe preziose con stoffe umilissime.

Voleva lanciare una tendenza di moda in qualche modo provocatoria; volontà di presentarsi, ma ricordando che in una società in cui la povertà era diffusa e ricchezza concentrata, l’habitus era un descrittore sociale autentico e faceva la differenza. San Francesco voleva ostentare la sua ricchezza in modo stravagante, aveva un’alta concezione di se stesso tanto da voler lanciare una moda. La conversione poi ribalta.

Vita di San Francesco manoscritto non autografo. Nuova redazione trovata in un autografo nel 2015; in questo inedito si precisa che dopo la conversione il Santo non solo rattoppava il saio senza mai sostituirlo, ma addirittura lo rattoppava con la corteccia di albero.

Autografo: autografo = ciò che è scritto con la propria mano. Concetto cambia quando si parla di autografi eccellenti, raccolta di autografi dei personaggi celebri sotto diverse categorie. Non dobbiamo usare le nostre categorie nella valutazione di esponenti del passato.

Petrarca e l’autografia

Svolta fondamentale fornita da Petrarca per gli autografi; prima sono molto più rari e sono rari nel percorso della trasmissione dei testi per una ragione intrinseca, perché l’azione dello scrivere non era considerata particolarmente nobile. Il copista, cioè colui che scrive manoscritti, si inseriva nell’ambito delle arti liberali quindi anche non pagato, non esistevano nemmeno i diritti d’autore.

Petrarca rivaluta il ruolo del copista; è il primo che il prima l’autore non si abbassava a scrivere, la bella copia la faceva il copista. Petrarca respingeva la corruzione, evoluzione, del latino della trasmissione ecclesiastica; per ritornare all’autentico latino non si dava dei copisti, dunque decide di scrivere lui e per letterato diventa copista di se stesso. Questo il fondamentale.

Autografia fondamentale di Petrarca per controllo ortografico. Sarà difficile trovare invece l’autografo di Dante perché si è servito di copisti, le brutte venivano invece gettate.

Con Petrarca importanza di scrivere manu propria: inizio dell’Umanesimo.

Petrarca rimane al di qua dell’Umanesimo perché continua a scrivere nella scrittura dell’epoca universitaria, littera textualis = scrittura libraria, che Lorenzo Valla, umanista, definisce invece una scrittura gotica, degna dei barbari.

Di conseguenza resta “scrittura gotica” per indicare la scrittura spezzata dell’epoca universitaria. I nomi delle scritture sono convenzionali.

Per assurdo, la scrittura gotica si opponeva a quella umanistica, che veniva chiamata dai contemporanei littera moderna; gli umanisti chiamavano la loro littera antiqua.

Scrittura carolina > umanistica. La scrittura umanistica con la stampa si è cristallizzata nel carattere tondo romano. La variabile della scrittura a stampa nel tondo o romano è ripresa pari pari da un prototipo di scrittura umanistica. Questa è quindi arrivata fino a noi. Prevede anche il ripristino della “s lunga”; esisteva sia “s a serpentello” che “s lunga”. Problema: “s lunga” sembra molto la “f” quindi molti leggendo non si accorgono e sbagliano.

Ritratti di San Francesco

Ritratti di San Francesco. Il più antico è conservato a Subiaco.

L’anonimo pittore lo ha rappresentato senza stimmate e senza nimbo; non è ancora santificato e non ha nemmeno le stimmate ricevute nel settembre del 1224.

Importa perché l’obiettivo fondamentale della paleografia, oltre al riconoscimento delle scritture, è datare e localizzare le scritture, definire il cronotopo.

Capire il dove e il quando; nei documenti è meno rilevante perché solitamente vi sono già data e luogo, se il documento non è una copia.

Documenti regi e cronotopo

Fenomeno nella tradizione dei documenti, in particolare dei documenti regi, del monastero San Salvatore Santa Giulia di Brescia.

Tradizione molto antica perché monastero fondato in epoca longobarda, di preciso 753, 759. Di fatto i primi documenti datano al 759. Il peggio è che sono documenti non in originale, sono in copia. Nei documenti regi quando arrivava un nuovo sovrano, i monasteri dovevano farsi riconoscere i privilegi che già avevano, quindi ricopiavano il documento facendo le loro aggiunte. Creavano documenti falsi-interpolati, non rispondenti sicuramente alla realtà. I documenti quindi datano 759, ma figura una mano di fine XII secolo, fine 1100: documenti, se sono originali, hanno data e luogo precisi. Documenti possono avere un’autentica, ma quando sono copie l’interpolazione regna sovrana e ci sono alterazioni.

Primo personaggio che colloca la fondazione del monastero al 753 è Giacomo Malbensi: medico, umanista. 753 richiama la fondazione di Roma.

Sulla base di affermazioni plausibili, nel 753 non poteva essere fondato il monastero; il fondatore è re Desiderio, ultimo re longobardo, ma nel 753 era ancora un duca e stava in Toscana. Divenuto re nel 757-58 e trasferito a Brescia; altro monastero, di Leno, fondato nel 758, maschile e in campagna, sicuramente precedente a quello femminile e in città. Nel 753 inoltre, re Astolfo era occupato in guerra contro il Papa in Italia centrale.

Alterazioni, interpolazioni sia nei documenti che in chi scrive la storia: attenzione critica ai documenti trattati sempre.

Datazione si serve di elementi esterni, di vario tipo, anche più tardi. Ricostruzione storica ed elementi critici per arrivare in qualsiasi documento a stabilire il cronotopo.

Manifestazioni più arcaiche sono pittografiche, poi evoluzione.

Altro ritratto è di Cimabue, ripreso dal feretro, ritratto funerario. Sembra richiamare descrizione verbale fatta da Tommaso da Celano.

Se uno diventa santo, quello che lui scrive, possiede, reliquia, diventa, si credeva avessero poteri curativi.

Scritture e reliquie di San Francesco

Custodi delle reliquie di San Francesco sono i francescani. I suoi scritti, due lettere, sono stati posti nel reliquiario.

Scrittura di San Francesco; chi scrive in rosso è il suo compagno frate Leone.

Autografo di San Francesco è considerato reliquia, frate Leone era compagno, amico e confessore. Era anche il copista del Santo; si sono conservate queste due lettere, ma anche il resto di ciò che conosciamo di San Francesco fu scritto in prima sede da frate Leone.

Sul retto, parte più bella, in latino; qui abbiamo preghiera, benedizione per frate Leone, chiede la benedizione da conservare.

Differenza di scrittura: quella di Francesco è più ampia, affaticata; quella di frate Leone è più elegante, già verso scrittura gotica.

San Francesco: errori di ortografia latina plausibili perché nato mercante, troviamo infatti anche correzioni di frate Leone. Aveva anche problemi agli occhi, scriveva quindi più grande.

Alla fine della benedizione, San Francesco mette il Tau = simbolo con cui si firmava; è come una sorta di simbolo, sigillo.

Tradizione biblica molto forte nel monticello: si diceva che Cristo fosse stato crocifisso sulla tomba di Adamo. Inoltre, il Tau doveva contraddistinguere sulla fronte gli eletti di Dio.

Nome di Leone si interseca nella croce, è come se fosse già stato posto tra gli eletti; dà una rappresentazione grafica di un concetto teologico.

Exemplum di scrittura di inizio 1200, autografo di Francesco e di Leone, due realizzazioni grafiche di cui una più consapevole e controllata, rappresentazione iconografica della croce Tau e monticello con la tradizione della sepoltura di Cristo sulla tomba di Adamo.

Lettera sempre a frate Leone con le sue correzioni. Lettera in cui si esorta frate Leone a seguire la povertà.

Lettere conservate perché dirette all’amico frate Leone che le ha custodite. Una ad Assisi, l’altra nel Duomo di Spoleto.

Manoscritto, miscellanea di testi francescani; per San Francesco era fondamentale il Padre Nostro, anche per analfabetizzati e poveri. Inserite nella miscellanea anche preghiere utili all’ordine. “Nuova Vita”: nuovo testimone inedito, unico di redazione intermedia della vita di San Francesco di Tommaso da Celano. Si analizzano varianti dei testi.

Religiosi, litterati e alfabetismo

I religiosi dovevano essere litterati perché dovevano leggere l’ufficio divino, testi, non potevano quindi non conoscere il latino.

Diversi livelli di alfabetismo nelle donne; si pensava che fossero semplicemente ignoranti. In qualsiasi epoca, le famiglie aristocratiche si preoccupavano dell’educazione delle figlie soprattutto se destinate al monastero.

Alle donne era deputata anche l’educazione dei figli quindi in realtà nelle famiglie medio-borghesi e aristocratiche anche le donne avevano minimi livelli di alfabetismo. La scrittura non ha sesso.

1617, vescovo visita le celle delle monache per registrare cosa non andasse bene. Nelle celle non dovevano esserci i libri proibiti, tutto ciò che non era rigidamente sacro. Proibiti anche specchi, gioco dell’oca. Avevano però libri, quindi sapevano leggere.

Autografo di Petrarca e Virgilio Ambrosiano

Autografo di Petrarca. “Virgilio Ambrosiano” di Petrarca, postille autografe.

Petrarca confeziona elementi e illustrazioni iconografiche da consegnare al Martini per la realizzazione. Il Virgilio era il testo scolastico per eccellenza.

Scrittura elegante, gotica. Grafia; procede nel controllo ortografico del latino, ma usa comunque la y, quindi c’è evoluzione nel percorso grafico.

Iniziali blu. Colore francese, Simone Martini passò molto tempo nella curia avignonese. Blu e rosso elementi del cromatismo del codice universitario.

Perché Virgilio? Soprattutto per l’Eneide: testi poetici, endecasillabi erano fondamentali perché si imparava a fare poesia, il ritmo. Testo poetico è più facilmente memorizzabile e serviva quindi per le lezioni, per imparare il latino.

Funzionano meglio i testi poetici rispetto a quelli in prosa; alla base di letterature nazionali abbiamo sempre dei poemi.

Problema nel travaso tra paganesimo e cristianesimo. Pagani possono studiare Virgilio, i cristiani devono orientarsi con la Bibbia.

Testo poetico nella Bibbia? I 150 Salmi imparati a memoria, sono semplici, si imparava il latino come sulla grammatica. Poetico è anche il Cantico dei Cantici, ma è erotico.

La mano e la mente: artifex et litteratus

La mano e la mente: artifex et litteratus.

Acquisizione dei saperi, in diverse direzioni, che si trasmettono da maestro ad allievo; circolarità nella comunicazione di queste competenze.

Mano della comunicazione, simbologia delle mani. Percezione profonda di queste manifestazioni.

Con la mano si scrive, la fatica dello scrivere.

Dal I secolo a.C. all’invenzione della stampa a caratteri mobili a Magonza, in Germania, nel 1455; in genere si dice metà XV secolo stampa a caratteri mobili.

Note durante la lettura del programma

Memoria vegetale: esaltata da Umberto Eco; è la memoria della carta, supporto cartaceo, cellulosa. Parlava di libri a stampa; manoscritti sono memoria animale.

Memoria minerale: epigrafi, graffiti, memoria prevalente. Tripartendo regni di memoria vegetale, animale o minerale, quella che c’è adesso è quella minerale.

Pergamena fatta di pelle animale trattata, normalmente di pecore e capre, maiali, mucche.

  • Capre: mangiano tutto, sono di loro sussistenza, erano di più, usate anche per allattare.
  • Mucche: usate, ma meno perché anche animali da traino preziosi.
  • Maiale: pelle di scrofa usata per legature dei libri, soprattutto in Germania.

Strumenti con cui si scrive condizionati dal dove si vuole scrivere.

Spazi di scrittura: scriptorium = luogo deputato per scrivere; solitamente nei monasteri.

Scrivere era faticoso, si scriveva senza appoggiare il gomito. Legato anche a condizioni climatiche per luce naturale, freddo.

Alla base di ciascun nostro segno alfabetico c’è un pittogramma primordiale. A = testa di bue, prevalente simbolo della filigrana della carta bresciana. A seconda delle cartiere cambia di dimensione.

Filigrana = segno di riconoscimento, marca mercantile della carta stessa. È il segno che si vede in controluce nella carta.

Rotolo di papiro, di pergamena, contraddistinguono tradizione ebraica, che continuano nel Medioevo.

Scelta pragmatica, arrotolando la pergamena/papiro lo si rovina meno che piegandolo. Documenti importanti avevano di partenza delle pieghe.

Semplice - complicato = senza pieghe - con pieghe; ciò che si avvolge o meno.

Attori della scrittura

Attori della scrittura, chi concorre nella scrittura. Notai, cancellieri. Nei monasteri spesso coincidevano le varie figure.

In realtà ci sono diversi attori: chi uccide animale, chi squoia, chi tratta la pelle, chi spela, chi rasa, miniatori, scrittori.

Legature di tipo archivistico sono fatte anche con la pelle con il pelo. Normalmente per la pergamena si rasa e si tolgono residui dei peli: più è bianca e più è preziosa.

Lato carne: più tenero, bianco e si scrive quindi meglio.

Poi si raffinano tecniche anche per miniatori, vignette, pagine intere, calligrafi, iniziali.

Preziosità dei materiali: serve per dire quanto si è potenti.

Destinazione della scrittura: notai anche scritture private, cancellieri scritture pubbliche, libri con vari scopi, preghiere, di studio, libri liturgici, messi in chiesa, esposti quindi preziosi e miniati.

Arti liberali

Arti liberali: 3, trivio, + 4, quadrivio, bipartite.

  • Grammatica: studio della lingua, apprendimento del latino, lettura degli autori.
  • Retorica: arte della persuasione, finalizzata alla predicazione religiosa, ma anche a orazioni politiche, civili. Con Petrarca scrivere bene sarà soprattutto imitare autori che hanno scritto benissimo. Scatta poi l’emulazione, rivalità. Umanisti erano contesi dalle corti sia come precettori di figli sia come segretari, oratori.
  • Dialettica.
  • Aritmetica.
  • Geometria.
  • Astronomia/astrologia.
  • Musica: era molto apprezzata; Agostino scrisse un “De musica”. Poi forte tradizione in ambito protestante quindi scartata nel mondo cattolico.

Liberali perché non prevedevano remunerazione.

In genere, c’erano 4 autori, quadriga, da commentare; i maestri sceglievano alcune opere di alcuni autori.

Per la poesia Virgilio e Terenzio. Da lì, vediamo infatti quanti manoscritti si sono salvati per questi autori gettonati.

Per la prosa Cicerone e Sallustio. Soprattutto due dialoghi di Cicerone: De amicitia e De senectute.

Tradizione scolastica di Marziano Capella. De nuptiis Philologiae et Mercurii, Marziano Capella.

Elemento tipico della scuola sono le glosse.

Commenti cominciavano nell’apprendimento da queste annotazioni che il discepolo annetteva per spiegare significato di parole, figure retoriche, personaggi.

Scritte nel margine o nell’interlinea = glosse marginali o interlineari.

Iniziali rosse filigranate in blu: uno dei prototipi della tipica decorazione dei manoscritti che deriva dal mondo dell’università.

Invenzione della stampa a caratteri mobili

Invenzione della stampa a caratteri mobili: 1454, poi si dice 1455, data convenzionale.

A Magonza, in Germania, in genere si dice seconda metà del 1400, 1455. Primi tentativi anche anteriori.

Lettera di Papa Pio II, Piccolomini, del 1470 circa che parla di questa invenzione. Le prime stamperie in Italia sono del 1465-66.

Sistema bilineare e quadrilineare

Sistema bilineare e quadrilineare per maiuscole e minuscole.

Che differenza c’è tra scrivere in lettere maiuscole e minuscole?

Gli estremi delle lettere maiuscole, quando sono maiuscole, sono tutti compresi tra due linee; quando sono minuscole le linee diventano quattro.

In termini eleganti, si dice sistema bilineare e quadrilineare.

Nello sviluppo delle scritture, pensando ai libri stampati, il carattere di questi è ripreso dalla stampa umanistica che a sua volta riprendeva la scrittura carolina; quindi abbiamo un’idea di queste scritture passate.

Carolina e umanistica sono scritture minuscole.

Le maiuscole del nostro sistema, poste per iniziale, nome proprio, sono dovute agli umanisti che andavano a copiare le epigrafi = ciò che ritroviamo nell’alfabeto maiuscolo a stampa.

Questo avveniva dato che gli umanisti erano di vocazione antiquaria, imitazione dell’antico, e da un punto di vista di eleganza grafica pensando alla Roma antica, copiavano le epigrafi.

Quindi maiuscolo-minuscolo ha senso nella vicenda di questa scrittura.

Se la scrittura elegante epigrafi papiri.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/09 Paleografia

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