Estratto del documento

Filologia dei testi a stampa 19/09/2022

“La filologia presuppone meno l’apprendimento di alcune ricerche e di alcuni procedimenti di ricerca che una disciplina generale di un lavoro, un’abitudine intellettuale, uno spirito.” Non è tanto un insieme di strumenti da apprendere, piuttosto uno spirito, è essenzialmente la volontà di osservare prima che immaginare, ragionare, verificare tutto il verificabile, cercare la verità. Disciplina che dovrebbe insegnarci ad osservare, abitus da indossare nel momento in cui ci si guarda intorno. Necessità di interrogarsi per conoscere più profondamente, per quanto possibile.

La stampa e la trasmissione del testo

Per la stampa bisogna tenere conto che il testo viene trasmesso grazie ad una edizione, supporto e modalità con cui viene trasmesso. Nel momento in cui il testo arriva in tipografia viene predisposta la stampa in funzione di un’edizione. Gli stampatori hanno affidato il testo a un supporto cartaceo con determinate caratteristiche. Il filologo si chiede “Il testo affidato a queste tre stampe è lo stesso? Oppure il testo non è uguale in queste tre stampe?”

Un testo uscito a stampa non è mai uguale; ogni stampa è differente, le edizioni portano un testo che non è detto sia uguale al testo dell’edizione precedente. Il testo trasmesso a stampa trasmette il testo voluto dall’autore?

Nel momento in cui si trascrive il testo per comporlo, gli errori che si creano sono simili a quelli dei copisti amanuensi. Mentre il copista realizzava un unico manufatto, nella stampa la composizione dello stampatore moltiplica i prodotti finali. Nel corso della stampa, visto che le tecniche erano lente e arretrate, si poteva fermare l’atto e introdurre correzioni. Il risultato è che i fogli stampati portavano lezioni differenti. Manzoni in tipografia cambiava il testo nel corso delle stampe; ci sono lezioni differenti nei vari esemplari.

L'intervento dell'autore e dell'editore

I testi sono differenti perché l’autore è intervenuto con correzioni o perché l’editore lo ha modificato per ragioni meccaniche (errori) o per editing operato da qualche collaboratore della casa editrice. Il testo si allontana da quello che l’autore ha scritto; compito della filologia a stampa è quello di capire cosa ha scritto l’autore.

Esistono delle tecniche per individuare quelle che sono le trasformazioni di un testo, per tornare a capire quello che è stato l’intento dell’autore. Di fronte alle trasformazioni, cosa ha scritto effettivamente l’autore?

Filologia d'autore

Se capiamo che le differenze tra esemplari sono introdotte dall’autore, quale domanda suscita? Noi vogliamo raggiungere l’ultima volontà dell’autore quindi la fase finale della scrittura. Siamo in presenza di stadi diversi di scrittura e dobbiamo riconoscerli. Nel momento in cui posso vedere le varianti, devo trovare l’ultima. La filologia d’autore è la filologia che studia la scrittura dell’autore verso la definitiva redazione, cioè le diverse fasi di scrittura che portano alla fase finale.

Filologia dei testi a stampa e bibliografia analitica

La filologia dei testi a stampa è la traduzione di textual bibliography, ovvero una sezione particolare di un’altra disciplina che si chiama bibliografia analitica e che ha come centro lo studio della stampa non sul piano testuale ma sul piano materiale della produzione in tipografia dei diversi libri. La bibliografia quindi si concentra sulla modalità con cui si stampa e lo studio delle modifiche rientra nelle modalità di stampa di un libro. Sapere i cambiamenti del testo prima della redazione finale fa parte della filologia d’autore; se nella tipografia avvenivano cambiamenti, questi rientrano nella filologia d’autore.

Prassi ecdotiche

Prassi ecdotiche: modalità con le quali un testo viene trasmesso e quindi le modalità con cui viene allestita una edizione. A seconda delle prassi adottate, il testo ha un’edizione o un’altra. Esempio: Manzoni per stampare la seconda redazione si fa editore di se stesso, nel quaranta pubblica i fascicoli dei "Promessi Sposi", inserisce immagini, cambia il testo.

Al centro di questi discorsi torna la parola edizione, storia della trasmissione del testo.

Studi e strumenti per la filologia

Primo blocco: “Prassi ecdotiche nell’Italia di primo Ottocento” come venivano pubblicati i testi classici nel primo Ottocento. 1-10, come si comportavano gli editori, non come finanziatori della pubblicazione ma di colui che cura il testo per la pubblicazione.

Secondo: strumenti per la filologia delle stampe.

Terzo blocco: strumenti per la filologia d’autore.

Sito Ariel filologia dei testi a stampa: indicazioni dell’insegnamento, eventuali diapositive.

Filologia dei testi a stampa 20/09/2022

La trasmissione del testo

Arrivare alla correttezza del testo. Princeps: prima stampa del testo, man mano che ci allontana ci sono modifiche. Cosa spinge uno stampatore a modificare il testo: gli stampatori del Cinquecento avevano necessità di entrare nel mercato con libri che fossero in concorrenza con altri, quindi cercavano di scrivere sul frontespizio del libro “rispetto a tutti quelli sul mercato il mio è più corretto” (formula latina cerca), gli stampatori fanno riferimento a codici diversi rispetto a quelli utilizzati da stampatori concorrenti.

Ci sono testi novecenteschi, soprattutto di narrativa, in cui i redattori intervengono per convinzione delle norme e delle consuetudini che vengono suggerite a scuola. Ci sono interventi di tipo normativo o legati all’idea che il redattore ha della lingua utilizzata dall’autore e la corregge. A volte gli autori sono consapevoli delle proprie volontà.

Filologia d'autore

Dentro la filologia dei testi a stampa poniamo la filologia d’autore: se non abbiamo l’autore possiamo studiare le carte che rappresentano le fasi dall’inizio della scrittura alla fine del processo.

Compito dell’edizione è trasmettere un testo. Quale testo? C’è un legame tra il testo trasmesso e l’edizione che lo trasmette. Anche l’autore cambia il testo in relazione ad una edizione. Un esempio evidente: l’edizione della Quarantana dei "Promessi Sposi" non porta lo stesso testo della Ventisettana. È la stessa cosa leggere la Ventisettana o la Quarantana?

Lo studio del testo passa attraverso lo studio delle edizioni, sia che siano state curate dall’autore sia che siano state pubblicati da stampatori che hanno modificato il testo per varie ragioni.

Definizione di edizione

Nel contesto della critica testuale possiamo così definire l’edizione: la “forma” assunta dal testo in un particolare momento della sua trasmissione, o anche: la fissazione di uno stato della scrittura e di uno stato della sua messa in pagina in un momento della sua storia.

Studio di un'edizione

Lo studio di un’edizione porta in primo piano una prassi ecdotica, sia che si tratti di testo pubblicato nell’antico regime tipografico o nell’era dell’editoria moderna. E con la prassi ecdotica si delinea una storia di scelte, di ipotesi critiche, di confronti con altre stampe e, talvolta, di errori. E nello stesso tempo si precisa il contesto culturale e letterario in cui l’edizione si colloca e la fisionomia dei lettori cui si rivolge.

Ecdotica

Ecdotica: <La disciplina che presiede all’edizione di testi, sia antichi che moderni, vagliandone i problemi tecnici ed elaborandone le norme metodologiche>. La <nozione di ecdotica deve considerarsi più estesa della nozione di critica testuale, includendo in sé tutti gli aspetti della tecnica editoriale: anche quelli meno essenziali, concernenti, al di là dell’assetto interno del testo, anche l’assetto esterno dell’edizione>. (A. Roncaglia, cit. in [Presentazione di] Ecdotica, n. 1, 2004, p.5)

Prassi ecdotica

Prassi ecdotica: in ambito filologico. L’azione di dare alle stampe un testo secondo criteri e modalità stabiliti ed enunciati dal filologo editore, in un contesto che si può definire scientifico. Quindi quando vogliamo stampare e dare un’edizione filologicamente corretta dobbiamo stabilire i criteri con cui stabiliamo l’edizione.

Ogni pratica ecdotica ha dunque come obiettivo la costruzione di un’edizione. In ambito non filologico la prassi ecdotica si fonda sulla scelta del curatore del testo, che sia un redattore, un collaboratore del tipografo o della casa editrice, a seconda dell’epoca che si sta considerando e in rapporto al fatto che il testo pubblicato sia di un autore vivente o del passato.

Ogni operazione di tipo filologico è un’operazione di tipo scientifico. Per molto tempo la pratica filologica era collegata ad un gusto personale (scelgo questa lezione perché mi piace).

Studio delle prassi ecdotiche

Lo studio delle prassi ecdotiche può esser rivolto a:

  • La princeps, con l’autore che sorveglia o no la stampa del suo testo: studio di come il testo è stato pubblicato per i suoi primi lettori.
  • Edizioni successive alla prima condotte con l’autore presente.
  • Edizioni successive alla prima, condotte in assenza dell’autore (a distanza ravvicinata alla princeps o dopo molto tempo).
  • Edizioni moderne, per ragioni di studio (edizioni critiche o scientifiche).
  • Edizioni moderne per ragioni di lettura o scolastiche.

Esempio: L’Orlando furioso ad un certo punto comincia ad essere censurato, le ottave erotiche, in due modi: o vennero eliminate quindi ci sono edizioni di un Orlando ridotto oppure ci furono curatori di edizioni che riscrissero quelle ottave censurandole.

Contesto storico delle edizioni

Ogni edizione è collocata in un contesto storico. Gianfranco Contini scriveva che l’edizione è nel tempo. Ogni edizione di un testo è in rapporto alle condizioni culturali e letterarie del suo tempo. Ogni edizione che ripropone un testo è legata all’ipotesi formulata dal suo editore, che è a sua volta strettamente correlata alle conoscenze suo tempo, allo stato degli studi filologici, degli archivi, delle carte.

Storia delle edizioni

Ogni edizione ha una storia: ogni edizione di un testo, sia la princeps, sia le successive alla prima, sia quelle che sono sorvegliate dall’autore sia quelle che sono promosse da un editore (curatore) è il risultato di una serie di scelte che possono modificarne le caratteristiche. La ricostruzione dei passaggi che portano a un’edizione - qualunque essa sia - è la ricostruzione di eventi nati da scelte (dell’autore, dello stampatore, della casa editrice, dell’editore che cura il testo da un punto di vista filologico) o che determinano scelte successive: è la ricostruzione di una storia.

L'edizione dei classici

Tanto più quanto fin qui detto è importante quando il testo trasmesso è di uno scrittore la cui opera ha superato il tempo per la quale è stata scritta (classico). È necessario predisporre edizioni che si dispongano a lettori nuovi, a volte distanti nel tempo, opera che diventa ancora più importante nel momento in cui il testo proviene da codici manoscritti. L’editore compie delle scelte all’interno del vasto numero di codice di questo testo, spesso attraverso criteri propri, magari di gusto.

Nel 1595 gli Accademici della Crusca allestiscono un’edizione della Divina Commedia che riporta nel frontespizio “ridotta a miglior lezione”: dare un testo che fosse, a dir loro, più corretto. Questo testo già nelle prime edizioni del 600 venne ampiamente corretto dimostrando che c’erano stati errori di trascrizione. Edizione 1791 uscita a Roma a cura di Padre Lombardi, edizione che contesta ampiamente le scelte compiute dagli accademici, quindi, sceglie un codice diverso con lezioni che si allontanano.

Edizione che esce a Milano nel 1804 prende un incunabolo (stampato nei primi anni della stampa) fatto a Milano dicendo che si rifà a codici antichi quindi più fedele rispetto a quello della Crusca. Non c’era una definizione scientifica per stabilire che fosse migliore o meno.

Il caso di Dante e Petrarca

Dante nel XVI/XVII secolo e parte del 18esimo era considerato un minore, viene riscoperto poi, chi aveva un ruolo centrale era Petrarca. Veniva dato maggiore risalto a Petrarca, le edizioni di Petrarca sono numerose. Nel 1470 esce la princeps di Vindelino da Spira, stampatore tedesco seguita da una stampa di Bartolomeo Valdezocco nel 1472 lui cerca di riprodurre una punteggiatura più vicina a quella dei codici che utilizzava (la punteggiatura viene toccata frequentemente dagli editori, non c’è nessuna attenzione, induce un commento al testo). I codici di Dante non hanno punteggiatura o comunque l’hanno diversa dalla nostra.

Petrarca aveva un proprio sistema ma diverso dal nostro, aveva segni che noi non abbiamo noi (punto in alto). La punteggiatura come la conosciamo noi nasce con la stampa cinquecentesca, fissa criteri dei segni interpuntivi.

Edizione della stamperia di Aldo Manuzio 1501 Venezia: Le cose volgari di messer Francesco Petrarcha: i codici petracherschi disponibili erano numerosi, come si sceglie? Un criterio era quello di rivolgersi a codici antichi o codici che sembravano compilati meglio, più belli. Una possibile svolta ma che rimane isolata è un volume pubblicato anonimo ma è di Federico Ubaldini 1642 perché Le Rime di M. Francesco Petrarca (dal codice deli abbozzi: codice vaticano 3196) vengono estratte da un suo originale, è la prima volta che si prende un testo autografo di uno scrittore e lo si riproduce fedelmente, ma c’è un problema: non è ancora il canzoniere nella sua forma definitiva, ma porta in primo piano che si cerca di andare a vedere cosa ha scritto l’autore.

Edizione di Lodovico Antonio Muratori 1711 Modena Le Rime di Francesco Petrarca. Riscontrate con i testi a penna della Libreria Estense, e coi fragmenti dell’originale d’esso poeta. S’aggiungono le considerazioni rivedute e ampliate ecc. Queste sono state controllate su testi a penna e diversi codici, ho usato frammenti degli originale e ho collazionato i vari codici.

Altra edizione 1747 con “Ottimi esemplari stampati”, criterio di prendere edizioni e codici diverse e scegliere quella che sembrava per varie ragioni più vicina all’autore, come ad esempio il modus scribendi.

Muratori diceva: riflessione sulla possibilità di mostrare come una lezione sia diversa in codici diversi, [alcuni editori mettevano in fondo al volume alcune edizioni diverse rispetto a quelle messe a testo (varia lectio) tipo un primitivo apparato], è più utile agli autori sapere cosa è cambiato o è più utile al lettore?

Vedere le diverse lezioni come modello per chi scrive, perché se uno come Petrarca si corregge anche un giovane autore deve correggersi. Lui trova nella biblioteca estense dei testi a penna del Petrarca molto antichi, voleva vedere se presentare quelle lezioni differenti fosse utile ai lettori. L’ortografia presso gli antichi è incostante, come fare? (non la riporta) Muratori dice anche che introduce le lezioni differenti perché così facendo può entrare nella mente del poeta; noi possiamo riconoscere oggi però le lezioni diverse dell’autore cercando le lezioni dell’autore, non lezioni che non sappiamo chi abbia trascritto. Bisogna raggiungere il testo corretto, considerando le lezioni più antiche, tenendo conto di pentimenti degli autori. Poniamo le varianti così il lettore capisca quanto l’autore si corregga. Altro punto importante è offrire al lettore la possibilità di scegliere la lezione a lui più gradevole.

Uno dei problemi era la recensio quindi ritrovate i codici da mettere a testo. Quando si ritrova un testo a penna nuovo viene considerato come un’importante novità da mettere a testo.

I vantaggi di una sana critica (1766) cercare di arrivare alle lezioni primitive, anche quelle che sono state cambiate.

La Società Tipografica dei Classici Italiani

La Società Tipografica de’ Classici Italiani 1802-1814, a Milano, la loro attività era rivolta alla pubblicazione di opere del passato, in particolare delle opere della letteratura italiana uscite tra il 1300 e la fine del 1600, escluse le opere del 700. I problemi elencati si ritrovano in coloro che devono predisporre le opere in questa società. Era un gruppo di giovani letterari, in particolare di Giulio Ferraglio, curatore della biblioteca familiare Litta (?) che si unisce con altri giovani con l’idea che sia importante pubblicare i classici che possono portare all’attenzione dei lettori la lingua italiana. Siamo nel periodo napoleonico, 1802 repubblica italiana 1806 nasce il regno d’Italia, decisione di fondare una collezione che aveva come scopo la presentazione dei migliori autori e delle migliori opere della lingua italiana. Il problema era selezionare autori, opere e offrire un programma (con titoli già fissati) capace di fissare le migliori riflessioni sulla lingua italiana. Al centro c’era Parini come insegnante di belle lettere e quindi aveva posto interesse sulla letteratura e sulla lingua. Nasce una collana e seleziona i maggiori autori con le loro opere maggiori.

Come pubblicano questi autori i loro classici? Dobbiamo vedere i singoli editori e le singole pubblicazioni. Il primo volume pubblica è quello di cronaca 1802 "Le Historie Fiorentine" di Giovanni Villani, a cura di (Brenego fa una premessa: hanno considerato il testo di Muratori e poi numerose varianti, prendevano le lezioni che sembravano migliori e le sostituivano al testo base. Così dove il testo diceva “a quelli che sapranno” hanno sostituito “a quelli che saranno” visto che rende chiaro ma anche giusto e vero il sentimento dello storico. Probabilmente la sostituzione è anche corretta ma lo fa secondo criteri congetturali.

La filologia a Milano del primo Ottocento

La società tipografica de’ classici italiani, 1802, Giulio Gerrario promuove la società per pubblicare la “collezione dei classici italiani”, suoi collaboratori: Robustiano G.

Anteprima
Vedrai una selezione di 13 pagine su 59
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 1 Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 2
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 6
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 11
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 16
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 21
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 26
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 31
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 36
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 41
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 46
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 51
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Filologia dei testi a stampa Pag. 56
1 su 59
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia.amadio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia dei testi a stampa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Cadioli Alberto.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community