Psicologia sociale
Esame: 27 risposte multiple e 1 aperta (negli appelli) o parziali: 12 domande multiple e 1 aperta solo per chi frequenta.
Cosa studia la psicologia sociale
“È lo studio scientifico dei processi e delle modalità attraverso cui i pensieri, i sentimenti, le emozioni, i comportamenti delle persone sono influenzati dalla presenza simbolica o reale degli altri”.
È uno studio scientifico.
Operalizzazione —> trasformiamo contenuto latente in dimostrazione (qualcosa di misurabile), applichiamo la scienza a dei costrutti che non sono osservabili.
Concetti chiave
- La percezione non corrisponde alla realtà, noi vediamo, sentiamo quello che vogliamo vedere o sentire, distorciamo le convinzioni pur di adattare quella che ci sembra la realtà alla nostra percezione.
- Il nostro cervello è il dispositivo più complicato che esiste nell’universo, abbiamo il dovere di non accettare funzioni semplici.
- Le abitudini sono difficili da cambiare.
- La memoria non vi dice quello che è successo ma quello che noi pensiamo che sia successo, non replica l’evento ma lo ricostruisce.
- Abbiamo un quantitativo di energia cognitiva limitato che il nostro sistema deve trovare delle alternative per risparmiare energia, noi siamo portati a cercare attivamente nell’ambiente le informazioni che confermano quelle che abbiamo già in memoria —> due modalità di pensiero:
- Controllata: modalità di pensiero lente, che richiedono sforzo.
- Automatiche: non richiedono sforzo, veloci, agite in parallelo (più di una).
- L’interpretazione che noi facciamo degli eventi modella le nostre emozioni e il modo in cui reagiamo agli eventi stressanti.
- La cosa più importante per un essere umano sono le sue connessioni sociali, approccio o teoria dell’identità sociale.
- Quando siamo nei gruppi il nostro comportamento è determinato dalle norme del gruppo e non dalla nostra personalità, i gruppi rappresentano delle lenti di interpretazione della realtà.
Arousal —> attivazione aspecifica perché l’interpretazione dell’azione la colora in negativo o positivo.
Discipline affini
- Sociologia —> fornisce leggi e teorie generali sulla società, non sugli individui.
- Psicologia sociale —> studia i processi che le persone condividono fra loro e che le rendono sensibili all’influenza sociale.
- Psicologia della personalità —> studia le caratteristiche che rendono ogni individuo unico e diverso dagli altri.
La personalità guida il comportamento delle persone in maniera relativamente stabile. Nella psicologia sociale le caratteristiche di personalità sfumano e diventano più importanti per le linee di comportamento elementi che riguardano altro —> sociale diversa dalla psicologia della personalità —> comportamento guidato da fattori sociali e comportamentali contemporaneamente.
Secondo Cartwright (1961) nella storia della psicologia sociale esistono 2 linee di sviluppo principali:
- Psicologia sociale sociologica (PSS) —> sottolinea le funzioni degli individui nel contesto delle strutture sociali.
- Psicologia sociale psicologica (PSP) —> si concentra sui processi psicologici fondamentali, strutture e processi mentali —> atteggiamento come tendenza individuale che esercita sul comportamento la stessa influenza dell’istinto, i fattori sociali e culturali intervengono come forze che influenzano/distorcono i processi psicologici fondamentali (prospettiva intraindividuale) —> lo scopo è spiegare cosa fanno gli individui e perché.
La psicologia della Gestalt viene usata per parlare di psicologia sociale.
La tradizione del pensiero socio-politico
Gli psicologi sociali di solito fanno risalire la loro storia all’ultimo decennio del XIX sec.
Il loro passato invece risale a Platone (427-347 a.C.) e ad Aristotele (384-322 a.C.).
L’oggetto della psicologia sociale - la natura sociale dell’uomo - è stato per lungo tempo trattato da filosofi, i quali tendevano a spiegare la natura sociale dell’uomo in base a teorie semplici ed unitarie.
Temi che coincidono con la tradizione del pensiero sociologico e della filosofia sociale:
- Ogni individuo può essere considerato unico o gli individui sono simili gli uni tra gli altri?
- L’individuo esiste in funzione della società o invece la società è prodotto e funzione degli individui che la compongono?
- Il rapporto tra individuo e società è un problema significativo in sé o è espressione di un’ideologia latente?
- La “natura” degli esseri umani è essenzialmente egoistica e necessita di processi di educazione, moralizzazione, e socializzazione che facilitino la vita del gruppo, della comunità e dello stato o essi sono sociali per “natura” e l’asocialità è frutto di cattive influenze?
- Gli individui sono attori liberi e responsabili o sono determinati da forze naturali e sociali?
Ragionamento morale consequenzialista —> si basa sulle conseguenze.
Ragionamento morale deontologico —> parte dalle premesse delle regole.
Moralità —> distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, non può essere individuale, non è universale, regole specifiche che guidano la vita dei gruppi.
Le origini della psicologia sociale
- Lo sviluppo industriale.
- La nascita della classe operaia.
- Le folle invadono le piazze.
Psicologia delle folle
- Insieme numericamente consistente di individui.
- Presi in un determinato momento.
- In uno stesso luogo.
- Le persone sono riunite per qualche avvenimento.
- Lo spazio d’azione dei partecipanti è notevolmente ristretto e a volte soffocato.
Gustave Le Bon (1895)
- Gli individui che creano la folla acquistano una sorta di anima-mente collettiva per il solo fatto di appartenervi.
- La folla non è la semplice somma delle menti individuali.
- L’individuo nella folla subisce una radicale trasformazione: perde il controllo di sé stesso e lascia affiorare aspetti primitivi e irrazionali.
La folla
- È caratterizzata dall’azione e non dal pensiero.
- È scarsamente capace di azioni razionali.
- È sensibile all’impressione.
Elementi caratteristici del pensiero di Le Bon
Effetti della situazione collettiva
- Totale livellamento —> a seguito dell’annullamento della personalità cosciente e dell’emergere dell’inconscio.
- Violenza —> gli individui perdono ogni inibizione perché la folla assicura anonimato e impunità.
- Emotività esasperata —> folle criminali o eroiche.
Meccanismi responsabili della trasformazione dell’individuo
- Senso di potenza invincibile.
- Contagio.
- Suggestione.
Il primo esperimento di psicologia sociale
Triplett (1898) —>
- Compito: avvolgere un mulinello da pesca il più velocemente possibile.
- Condizioni: da soli e in coppia (disegno within subjects).
- Risultati: i partecipanti erano più veloci quando svolgevano il compito in coppia.
- Spiegazione: facilitazione sociale.
Moderatori —> quando le variabili di un compito moderano la difficoltà —> modificano l’associazione tra una variabile dipendente e una indipendente.
La variabile indipendente è compito da solo o in gruppo e la variabile dipendente è il tempo —> la prima può influenzare la seconda.
La presenza degli altri secondo Zajonc attiva l’arousal (risposte neurofisiologiche) —> attivazione risposte dominanti.
Risposte controllate —> ragionate.
Risposte dominanti —> istintive, in grado di svolgere i compiti semplici.
Variabili di mediazione —> variabili di processo, mi spiegano perché la variabile indipendente produce la variabile dipendente.
“La psicologia sociale studia i processi di influenza sociale”.
Gli esperimenti che hanno fatto la storia della disciplina
- M. Sherif 1954 —> esperimento del campo estivo: voleva vedere da dove scaturissero i conflitti tra i gruppi, pensava che questi conflitti sarebbero scaturiti quando due gruppi erano in contrapposizione con qualcosa di reale (risorsa scarsa = solo un gruppo può ottenerla). Esperimento: nel campo estivo tengono separati due gruppi di ragazzini e fanno fare giochi… nel frattempo misurano una serie di cose come l’aggressività dei ragazzi, poi informano dell’esistenza di un altro gruppo di bambini, i due gruppi avrebbero partecipato ad una serie di attività ed il gruppo col punteggio maggiore avrebbe ottenuto per ciascun partecipante una radiolina. Invitano i partecipanti a darsi un nome di gruppo e i nomi che scelgono sono aquile e serpenti (nomi aggressivi); iniziano le competizioni (sportive), si vedono una serie di comportamenti aggressivi (danni nel dormitorio, furti..), l’aggressività diventa forte a causa di (interdipendenza negativa —> se uno vince l’altro perde) così gli educatori provano a farla scendere con l’interdipendenza positiva —> per arrivare all’obiettivo le due parti devono cooperare; inventano delle situazioni in cui fingono che il camioncino che pulisce i pavimenti sia impantanato quindi hanno bisogno di tutti per smuoverlo; con questi compiti (scopi sovraordinati —> superiori al conflitto) i livelli di aggressività tendono ad abbassarsi; da qui stipulano la teoria del conflitto realistico —> il conflitto nasce dalla volontà di entrambi di competere per una risorsa scarsa.
- S. Asch 1956 —> studi sul conformismo.
- H. Tajfel 1971 —> esperimento dei gruppi minimi: è un ebreo polacco col passaporto francese, quando viene deportato in un campo di concentramento la sua unica fortuna è stata il suo passaporto francese, il primo fenomeno che lui studia deriva dal processo di categorizzazione (ci sono due modalità di cognizioni: automatica (rapida) e controllata (investire tempo), i processi automatici sono più del 90%). Tajfel e Wilkes prodotto nel 1963: vi sono 8 linee categorizzate come:
- 4 con la lettera “A”;
- 4 con la lettera “B”;
Esse sono assolutamente identiche alle altre presentate senza alcuna etichetta. I due studiosi chiedono alle persone, in queste due condizioni, di stimare la lunghezza di tutte queste linee; succede che nel secondo gruppo di linee (condizione senza etichette) i partecipanti comprendono che più o meno le linee hanno una lunghezza crescente (mezzo centimetro di differenza a linea). Nella condizione con etichetta succede che semplicemente aver messo delle lettere sotto le linee, questo fa percepire le linee caratterizzate dalla stessa lettera come molto simili tra di loro e le linee caratterizzate da lettere diverse come più dissimili tra di loro; in modo particolare, il salto più grande che loro trovano è tra la quarta e la quinta linea, cioè dove trovano l’ultima volta la lettera “A” e la prima volta la lettera “B”. Si può affermare che avendo posto quelle etichette è come aver creato due categorie o gruppi completamente differenti e dunque si sono accentuate le somiglianze all’interno dei gruppi ma soprattutto, si sono accentuate le differenze tra i gruppi diversi.
Assimilazione intracategoriale: effetto secondo cui le persone tendono a sovrastimare le somiglianze fra elementi di una stessa categoria. L’effetto opposto si definisce differenziazione intercategoriale: effetto per cui due elementi di categorie diverse vengono percepiti come più dissimili di quanto siano in realtà. Il nostro sistema cognitivo tende a raggruppare elementi simili nella stessa categoria (sedia-tavolo) (penne-libro).
Assimilazione e differenziazione valgono anche nei gruppi, categorizziamo in base al gruppo a cui apparteniamo (in-group e out-group).
L’individuo definisce sé stesso anche in base all’appartenenza di categorie sociali tramite il processo di autocategorizzazione o categorizzazione del sé; questo sta a significare che quando un individuo attiva una categoria di cui fa parte, traccia un confine tra il proprio gruppo e altri gruppi e accentua le somiglianze all’interno del proprio gruppo e le differenze con altri gruppi distinti.
Insieme a Brown e Turner prende un gruppo di persone e vede il grado in cui tendono a discriminarsi, aggiungendo una variante alla volta finché non va a generarsi conflitto; preparano 9 esperimenti e portano in laboratorio i partecipanti, facendogli osservare due quadri; fa scegliere uno dei due quadri e li porta in una cabina chiusa dicendogli “ti do 10 sterline per dividere questa cifra tra altre due persone qua dentro, l’unica cosa che ti dico è il quadro che hanno scelto”; non c’è ragione per dividere i soldi in maniera non equa, ma quello che osservano è che tutti i partecipanti tendono ad attribuire più soldi alle persone che hanno scelto lo stesso quadro; riproducono lo stesso studio con però un foglio con dei punti, chiedendo quanti punti vedono le persone, a metà dello studio dicono che alcuni ne vedono di più di quanti ce ne siano, alcuni di meno, i primi si chiamano sovrastimatori i secondi sottostimatori; fanno dividere di nuovo i soldi ed ancora una volta quello che vedono è che questo basta a far attribuire i soldi di più verso chi stima gli stessi punti loro; quindi iniziano ad andare nei convegni sentendo che altre persone avevano risultati simili con studi diversi; dopo 9 anni scoprono che forse è una questione di legame psicologico tra le persone che in qualche modo le unisce e fa in modo che faccia favorire una persona che è più simile a te rispetto ad una persona che non lo è; loro teorizzano attraverso questo esperimento l’identità sociale —> una parte fondamentale dell’identità delle persone è legata alle appartenenze ai gruppi sociali, unicamente alla valutazione e al significato emotivo che questa appartenenza ha per queste persone; favoritismo per in-group —> le persone tendono a favorire il proprio gruppo attraverso comportamenti più positivi; se facciamo il rapporto tra assimilazione e differenziazione quando lo applichiamo ai gruppi sociali —> rapporto di meta-contrasto (in un determinato momento solo una delle nostre categorie può essere saliente —> quella che massimizza il rapporto di meta-contrasto (quella che rende più simili le caratteristiche all’interno del proprio gruppo) —> principio dell’antagonismo funzionale); valutazione dei gruppi a cui non apparteniamo —> fenomeno dell’omogeneità dell’out-group.
- N. Macrae 1994 —> soppressione dello stereotipo.
La psicologia sociale, la II guerra mondiale e gli USA
- Hovland: esperimenti sulla comunicazione di massa (impatto di film di guerra propagandistici sul morale dei soldati).
- Centro di ricerca per le dinamiche di gruppo fondato da Lewin in America (fuggito dal nazismo).
- Heider (altro europeo emigrato negli USA) teoria dell’attribuzione causale, vede l’essere umano come cercatore di coerenza cognitiva.
Nel frattempo, in Europa…
- La psicologia della Gestalt —> ricopre il soggetto attivo che agisce sugli stimoli percettivi, non si limita a registrare e assemblare elementi (studio delle illusioni percettive, il completamento delle immagini…).
La nascita della psicologia sociale degli Stati Uniti
La psicologia sociale diviene una scienza dell’individuo:
- Misurazione degli atteggiamenti sociali (valutazioni complessive globali di un determinato target le quali valutazioni si esprimono su una graduazione di favorevolezza o no e possono avere una valutazione più cognitiva o più emotiva) (Thurstone).
- Cambiamento degli atteggiamenti (Ajzen & Fishben) —> teoria azione ragionata e pianificata.
La teoria di campo di Lewin
Il campo è un sistema di forze fondato sull’interdipendenza tra gli elementi che ne fanno parte. Il campo psicologico di una persona è l’insieme delle forze che determinano il comportamento di una persona (sia le sue capacità sia i vincoli del contesto).
Formula —> C=f(P,A) f —> funzione.
C —> comportamento.
P —> persona.
A —> ambiente.
Il campo è una totalità organizzata —> ciascun elemento è legato agli altri, la modifica di un particolare della persona o dell’ambiente comporta il cambiamento del sistema nel suo complesso.
La teoria della dissonanza cognitiva
Leon Festinger
La teoria della dissonanza cognitiva ebbe una grande importanza per lo sviluppo della psicologia sociale e influenzò la ricerca in psicologia sociale per tutti gli anni 60 e 70.
Noi siamo alla ricerca costante di costanza cognitiva, che i nostri comportamenti siano in linea tra di loro, quando non succede si genera uno stato di malessere che si definisce come dissonanza cognitiva.
Come si risolve?
- Cambiando la valutazione di uno dei due elementi dissonanti.
- Condizionamenti esterni.
Dissonanza post-decisionale —> tra un comportamento che abbiamo già agito e una credenza.
Fritz Heider
La teoria della coerenza cognitiva, l’inferenza tra atteggiamenti e credenze crea delle tensioni nel sistema cognitivo e la tendenza a ristabilire l’equilibrio.
La teoria dell’attribuzione, gli individui tendono a spiegare gli eventi inferendone le cause sottostanti.
Teoria dell’attribuzione causale —> le persone cercano di interpretare i comportamenti che osservano.
Le cause di un comportamento possono essere:
- Interne o disposizionali —> riguardano l’attore dell’azione.
- Esterne o situazionali —> riguarda il contesto.
Le persone tendono a sovrastimare le cause interne di ciò che osservano.
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