STORIA ECONOMICA 2022-2023 Prof. Maria Luisa Ferrari
PowerPoint 1 L’ASCESA ECONOMICA IN EUROPA: UN’INTRODUZIONE
> I secoli dell’età moderna (XV-XVIII) hanno costituito per l’Europa quella che può essere de nita
-
una lunghissima pista di decollo che ha avuto un duplice esito:
accelerazione
1. Una marcata dello sviluppo economico interno all’Europa;
2. Una signi cativa e inedita, all’inizio lenta poi sempre più evidente, divaricazione fra l’Europa e il
DIVERGENZA”.
resto del mondo; si manifesta così un fenomeno de nito oggi «GRANDE
LA GRANDE DIVERGENZA
-> Il fenomeno è oggetto di discussione:
- Secondo alcuni la grande divergenza fra Europa e Resto del Mondo (soprattutto fra Europa e le
in seguito alla Rivoluzione Industriale.
grandi civiltà dell’Asia) si sarebbe manifestata solo Fino a
Cina
tutto il XVIII secolo la continuava, infatti, a costituire la più grande e prospera economia
mondiale.
- Secondo altri prima ancora della rivoluzione industriale il ruolo economico europeo non era
prima
marginale, anzi. Ben della rivoluzione industriale l’Europa aveva iniziato a coordinare il resto
del globo in un sistema economico mondiale costruito su misura degli interessi dell’Europa
progressiva «europeizzazione»
stessa. Si potrebbe parlare quasi di una del resto del mondo.
LA PICCOLA DIVERGENZA
-> Nel contempo nel corso dell’età moderna avviene un’evidente avvicendamento gerarchico tra
le varie aree d’Europa. l’area mediterranea
-> Fino al pieno ‘500 è a dominare l’economia europea.
-> Con la ne del ‘500, per cause che analizzeremo in maniera approfondita, il baricentro
l’Atlantico
economico dell’Europa si sposta dal Mediterraneo verso
-> Se l’Italia centro-settentrionale era stata area guida dell’economia europea dal XIII al XVI
secolo, nei secoli successivi viene soppiantata dagli emergenti paesi del Nord Europa, fra tutti
Inghilterra e Olanda.
IL MECCANISMO DEMOGRAFICO popolazione
-> Nei sistemi economici preindustriali la rappresenta l’elemento dinamico
fondamentale.
-> Sono almeno quattro i dati fondamentali che si devono avere a mente quando si cerca di
delineare le caratteristiche del meccanismo demogra co di un periodo: 1
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Nascite
- Morti
- Matrimoni
- Migrazioni
-
LA NATALITÀ IN ETÀ MODERNA - I DATI tasso grezzo (generico) di natalità:
-> Il primo elemento da tenere presente è il è determinato
numero dei nati vivi e
dal rapporto tra il in un periodo di tempo (di solito un anno) l’ammontare
popolazione.
della quoziente speci co di natalità
-> Signi cativo è anche il (detto anche quoziente di fecondità o di
numero dei nati vivi e popolazione
fertilità) relativo al rapporto tra il in un anno l’ammontare della
femminile in età feconda. secolo) tasso grezzo 5%;
-> In età moderna (XVI-XVIII il medio di natalità in Europa è di circa il
oggi 0,97%.
si aggira sullo La natalità è dunque assai elevata, tale da compensare un’altrettanto
elevata mortalità ordinaria (cioè non in presenza di calamità) oscillante tra il 3 e il 5% (oggi è del
0,95% circa). variazioni stagionali.
-> La natalità presenta Si concentra in particolare in due periodi dell’anno :
uno tra la ne dell’inverno e la primavera; il secondo in autunno. I picchi sono direttamente
collegati con l’essere la società d’età moderna una società fatta di lavoratori impegnati nel settore
primario (circa l’80% della popolazione economicamente attiva)
LA NATALITÀ IN ETÀ MODERNA - IL MATRIMONIO matrimonio.
-> La quasi totalità dei concepimenti avviene all’interno del
-> E’ molto limitata la percentuale dei concepimenti al di fuori del matrimonio (oscilla tra il 2 ed il
5% delle nascite), anche se moltissimi dei primi concepimenti avvengono prima del matrimonio.
fertilità
-> Il matrimonio va dunque considerato come il fattore fondamentale della complessiva.
periodo di riproduzione feconda.
-> Collegato al matrimonio era il cosiddetto
LA MORTALITÀ IN ETÀ MODERNA elevata
-> La mortalità ordinaria (come visto) è molto e riguarda in modo particolare infanti e
bambini. infantile tra il 15 ed il 35%
-> La mortalità ordinaria è altissima e oscilla tra coloro che muoiono
prima di compiere un anno (oggi in Italia è dello 0,66% circa).
adolescenziale.
-> Altrettanto elevata è la mortalità stagionalità.
-> La mortalità, come già visto per la natalità, segue una precisa
straordinaria o catastro ca,
-> Alla mortalità ordinaria si a anca una mortalità de nita dovuta
principalmente a tre elementi:
Guerre
-
- Epidemie 2
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- Carestie
L’ANDAMENTO DEMOGRAFICO IN EUROPA NEL MEDIOEVO
tra l’XI ed il XIV secolo 70%,
-> La popolazione europea pare aumentare di oltre il passando da
circa 40 a circa 70 milioni di abitanti.
-> La densità abitativa non è particolarmente elevata e comunque inferiore a quella rilevabile per
alcune aree dell’Asia.
-> Per un paragone oggi l’Europa ha una popolazione di oltre 740 milioni di abitanti.
peste
-> Su tale situazione si abbatte la terribile pandemia di che a metà Trecento (1347-1350)
colpisce l’intero continente europeo, facendo arretrare di molto la popolazione (alcune stime
parlano di perdite pari ad almeno il 30% dell’intera popolazione).
arretramento temporaneo.
-> Si tratta, tuttavia, solo di un Seppur lentamente la popolazione
europea riprende a crescere intorno alla metà del ‘400, per poi conoscere una fase di crescita
assai rilevante nel corso del secolo successivo.
La peste nera del Trecento
L’ANDAMENTO DEMOGRAFICO IN EUROPA IN ETÀ MODERNA (SECC. XVI- XVIII)
Cinquecento Settecento
-> Fra l’inizio del e la ne del la popolazione europea conosce
un’espansione continua, passando da circa 70/80 milioni a oltre 170 milioni, con un tasso di
crescita annuale di circa l’1%
-> I 170 milioni di ne Settecento, comunque, sono molto meno dei circa 740 milioni abitanti del
continente europeo oggi.
-> Nel complesso l’andamento demogra co europeo non è di molto diverso da quello che
contraddistingue nello stesso periodo le altre aree più sviluppate del globo dell’epoca (Cina, India,
Giappone ...). popolazione europea 1/5 del
-> Il peso della nel contesto globale si attesta all’incirca intorno a
totale. non è né costante né tantomeno
-> Tuttavia, bisogna sottolineare che la crescita demogra ca
uniforme. mortalità elevata 1630 1680
-> In particolare la si presenta molto più tra il ed il quando molte
crisi di sussistenza, epidemie
regioni d’Europa furono pervase da un ripetersi di (ad esempio la
guerre
peste manzoniana), (ad esempio la guerra dei Trent’anni). 3
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-> Altri aventi incidono nel movimento demogra co europeo come l’intolleranza religiosa che
determina a volte massicci spostamenti forzati di popolazione.
-> In un contesto di questo tipo a bene ciare di movimenti demogra ci positivi (crescita della
l’Europa settentrionale e occidentale.
popolazione) è soprattutto La peste “manzoniana” del 1630
UN FOCUS SULL’ITALIA
crollo demogra co
-> Il è particolarmente evidente per l’Italia (ancora assai frazionata
pestilenza del 1630-1631.
politicamente) che risente pesantemente della
nell’Italia centro-settentrionale;
-> La peste fa sentire i suoi e etti soprattutto qui su circa
5.400.000 abitanti ne morirono ben 1.200.000. popolazione delle città.
-> I dati a disposizione fanno vedere come a crollare sia soprattutto la
- Bologna passa da 62.000 abitanti prima della peste a 15.000 dopo la peste
- Venezia da 140.000 a 46.000
- Verona da 54.000 a 31.000
- Milano da 130.000 a 65.000
- Vicenza da circa 35.000 a meno di 20.000
-> In sostanza nel corso del XVII secolo la popolazione italiana crolla per poi riprendersi, seppur
lentamente. Se, infatti, ad inizio Seicento l’Italia annovera circa 13 milioni di abitanti all’inizio del
secolo successivo risulta avere una popolazione pressochè identica in termini numerici.
recupero lento.
-> Il è, come detto, Particolarmente lento in ambito urbano; un po’ più rapido
nelle campagne.
L’ANDAMENTO DEMOGRAFICO EUROPEO IN ETÀ MODERNA (SECC. XVI-XVIII) - 2
Cinquecento aumenti
Nel corso del tutte le regioni europee registrano signi cativi
->
demogra ci.
tra XVII e XVIII secolo muta:
-> E’ che l’andamento demogra co europeo crescono di più i paesi
nord europei, molto meno i paesi mediterranei.
-> E’ questo un aspetto da tenere presente, perché, assieme ad altri fattori che si analizzeranno in
l’emergere delle potenze atlantiche
seguito, sarà un elemento centrale per spiegare (prime fra
tutte Inghilterra e Olanda). 4
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-> Un ultimo aspetto merita di essere sottolineato nel corso del XVIII secolo sembra migliorare
popolazione e risorse
(anche se non per tutte le aree europee) il rapporto fra per due motivi che
si analizzeranno nel prosieguo del corso:
- L’espansione territoriale
- L’aumento della produzione e della produttività agricola.
L’EUROPA DELLE CITTÀ IN ETÀ MODERNA
-> Sebbene, come si vedrà quando si parlerà di agricoltura, solo il 15% circa della popolazione
europea d’età moderna risieda in città (e solo il 10% in centri urbani con popolazione superiore ai
l’Europa continente più urbanizzato
10.000 abitanti) costituisce il del pianeta all’epoca.
l’Europa occidentale
-> In genere è molto più urbanizzata dell’Europa orientale.
-> Le trasformazioni demogra che precedentemente analizzate determinano cambiamenti
città nordeuropee
all’interno della stessa Europa occidentale, con una progressiva crescita delle
ed una diminuzione del peso demogra co di quelle mediterranee.
Cinquecento città più grandi italiane.
-> Nel molte delle sono ancora quelle Fra il XVII ed il XVIII
secolo a crescere sono soprattutto le città olandesi e inglesi.
-> Fra il 1600 ed il 1750 il tasso di urbanizzazione dell’Europa atlantica cresce del 50%, mentre
l’Europa mediterranea cresce solo del 2,6%.
-> Nel XVI secolo sono solo 101 le città europee che superano i 20.000 abitanti; cresciute a 123
nel XVII secolo a 141 nella prima metà del XVIII secolo a 175 intorno a metà XVIII secolo e a 221
nel XIX.
-> Come detto, nei primi secoli dell’età moderna (XVI- XVII) i centri urbani più rilevanti si trovano
nella maggioranza dei casi nell’Europa meridionale. E’ solo con l’inizio del XVIII secolo che tale
stato di cose muta; da allora è l’Europa settentrionale ed occidentale ad ospitare le città più
grandi. 5
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PowerPoint 2 L’AGRICOLTURA IN ETÀ’ MODERNA
ECONOMIE RURALI NEL MEDIOEVO: LE PREMESSE DELLO SVILUPPO
settore primario
-> Il risulta fondamentale per
secoli nell’economia europea.
L’Europa nel ‘400
-> diventa una delle regioni
più avanzate del mondo, insieme alle aree più
avanzate del Medio Oriente e dell’Asia grazie
allo sviluppo del settore primario tra XI e XIV
secolo.
-> Quali sono le innovazioni? (Rivoluzione
agraria)
- Boni che e dissodamenti
- Aratro pesante
- rotazioni
Cambiamenti nelle
- specializzazione e
Crescente
commercializzazione delle produzioni
L’ARATRO PESANTE animale
-> Il migliore sfruttamento dell’energia
- si utilizzano animali forti come buoi o cavalli
- Impiegato in aree come paludi o nei terreni pesanti delle
aree deforestate.
DALLA ROTAZIONE BIENNALE
ALLA ROTAZIONE TRIENNALE 6
fi L’ESPANSIONE TERRITORIALE boni ca
-> Recupero, mesa a cultura di terre incolte,
delle terre interne.
Colonizzazione dell’Europa orientale
-> ad opera di
popolazioni tedesche: Prussia
- a nord nei territori della e nelle vaste pianure
dell’Europa dell’est.
Moravia,
- a sud Ungheria Transilvania
-> Le popolazioni già insediate vengono asservite e si
estendono i sistemi di coltivazione già praticati nelle
regioni tedesche
IL REGIME DEL SUOLO E RAPPORTI DI LAVORO NELLE CAMPAGNE
cambiamenti nel
-> Quello che si veri ca tra Medioevo ed Età moderna determina dei importanti
regime del suolo, vale a dire le forme, i modi, i rapporti che si instaurano in un determinato
ambiente tra l’uomo e la terra. tra Europa dell’Est e Europa dell’Ovest,
-> La prima grande di erenza è prendendo il ume
Elba come con ne tra le due aree.
Est dell’Elba
-> A c’è l’amministrazione diretta da parte del proprietario di tutta o quasi la tenuta.
rifeudalizzazione
Qui si parla di (i coloni sono obbligati a prestazioni forzate di lavoro). Questo è
possibile perché c’è un basso tasso di urbanizzazione e perché immense aree vengono destinate
della gleba).
a cerealicoltura per rispondere alle esigenze dell’Europa occidentale (servitù
Ovest dell’Elba
-> A il regime del suolo è profondamente diverso. In questa area si trova, in
proprietario
prevalenza, una gestione dei possedimenti a data dal ad altri contro prestazione di
canoni in denaro, livelli, rendite, canoni in natura. Qui si accelera la dissoluzione del vecchio
sul mercato
regime fondiario e si assiste al successo della messa di immense porzioni di
terreno.
-> A Ovest dell’Elba in ogni caso vi sono anche profonde di erenziazioni tra area ed area. Il
l’Italia centro-settentrionale
fenomeno appena descritto, infatti, riguarda particolarmente
l’Italia meridionale
(fortemente urbanizzata), meno che presenta caratteri simili all’Europa dell’Est
latifondo.
con la prevalenza del
PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE
-> Le diverse aree europee si di erenziavano molto per le
colture praticate.
- aree meridionali, cereali olivi, viti,
Nelle ,oltre ai si trovavano
agrumi.
aree settentrionali
- Nelle prevalevano le coltivazioni di piante
lino e canapa.
tessili come consumo
-> Le produzioni erano destinate prevalentemente al
interno, tuttavia si intensi carono anche i rapporti commerciali
legati alle eccedenze e ai commerci internazionali. 7
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LA PESTE NERA DEL 1347-50 E LE SUE CONSEGUENZE
-> In seguito alla peste nera c’è un forte ridimensionamento dei terreni coltivati e in diverse parti
pastorizia. nell’Italia
d’Europa si ampliano le aree destinate alla Come in Spagna nella Mesta e
meridionale.
ABBATTERE LA BARRIERA DELLA SCARSITÀ: LE TRASFORMAZIONI DELLE ECONOMIE
RURALI
crescita demogra ca del Cinquecento
-> La porta alcune trasformazioni nell’agricoltura:
Espansione
- delle aree coltivate
produttività
- Aumento della nuove colture
- Introduzione di
L’ESPANSIONE DELLE AREE COLTIVATE
verso est
-> Espansione delle coltivazioni
Abbattimento di boschi
-> e foreste per creare terreni arativi
terre marginali
-> Utilizzo di e diminuzione dei pascoli
Boni che
->
L’ESTENSIONE DEL COLTIVO
domanda di derrate alimentari
-> La forte crescita della (connessa con la crescita della
popolazione) determina in prima battuta la scelta di estendere il coltivo. paludosi
-> Si incomincia in tal modo a coltivare anche i terreni marginali, compresi quelli o sotto
l’acqua del mare. boni che
-> E’ il fenomeno delle particolarmente importante per due aree d’Europa:
Paesi Bassi
-
- Repubblica di Venezia riso,
-> Le boni che nella Repubblica di Venezia, la coltivazione del la “corsa all’acqua”.
I NUOVI PRODOTTI – CIBI DEI POVERI MAIS PATATA POMODORO FAGIOLI 8
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carestie
-> Le nuove aprono la strada all’a ermazione di un nuovo protagonista dell’agricoltura
veneta: mais o granoturco,
il proveniente dalle Americhe. Già presente in alcune zone del Veneto
dal Cinquecento, il mais si a erma de nitivamente nel XVII secolo. Le rese del mais sono di gran
lunga superiori a quelle degli altri cereali.
-> Aumenta la disponibilità di cibo per i ceti più poveri.
-> tuttavia, con il mais peggiora però la qualità dell’alimentazione: una popolazione che si nutre
gravi problemi sanitari,
quasi solo di mais (polenta) va incontro, a lungo andare, a con
l’insorgenza di malattie come la pellagra.
IL MAIS E LA PELLAGRA uso della polenta di
-> La pellagra è patologia di usa tra le popolazioni che fanno esclusivo
mais come loro alimento base.
carenza di vitamine del gruppo B.
-> La malattia è causata dalla Questa vitamina è presente in
genere nei prodotti freschi: latte, verdure, cereali, quindi segnala una forte mancanza di questi
alimenti. tre D”: demenza, dermatite e
-> La pellagra è responsabile di un quadro clinico detto “delle
diarrea.
-> Fra il XVIII ed il XIX secolo la pellagra ha colpito duramente le popolazioni delle zone rurali del
nord Italia e in particolare quelle più povere del Veneto orientale e del Friuli.
LA PESCA
-> Tra ‘500 e ‘600 si espande la pesca già
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Appunti esame Storia economica
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Appunti esame Storia economica d'Europa