Economia e gestione delle imprese 2022/2023
Aileen Maroni - Prof: Elena Giarretta
Cosa significa economia e gestione delle imprese?
È una disciplina che studia il problema del governo dell’impresa tenendo conto dell’aspetto economico (vincolo costituito dalla necessità di operare in condizioni di economicità).
Le parole chiave della definizione
- Economia: definita anche la 'scienza triste' perché si occupa di beni scarsi in natura. Studia il problema del razionale coordinamento mezzi-fini, in altre parole studia i problemi di convenienza. Nel nostro caso significa studiare le quantità d’impresa, le variabili quantitative e le loro relazioni.
- Gestione: sinonimo di governo e management. Studia i modi di conduzione o governo dell’impresa che implica la presa di scelte e decisioni. Studia quindi il problema delle scelte. Quando si parla di gestione, le scelte fondamentali sono quelle prese per rendere l’impresa competitiva all’interno dell’ambiente in cui vive.
- Impresa: è il nostro oggetto di studio, ne esistono di vario tipo.
L’economia e gestione delle imprese studia dunque il governo dell’impresa nel suo aspetto economico e, proprio come altre scienze sociali di settore come la ragioneria, ha avuto un decorso ed un’evoluzione storica. Nasce nell’800 come 'Tecnica Mercantile Bancaria' quando furono fondate le prime facoltà di economia e scuole superiori di commercio (Bari, Genova, Venezia, Napoli). Si evolve poi col passare del tempo arrivando, dopo la rivoluzione del ’36, a chiamarsi con il nome di 'Tecnica Industriale e Commerciale'. Infine, con l’introduzione dei corsi di laurea triennale, diventò una disciplina generalista e prese il nome di Economia e Gestione delle Imprese.
Il nostro mondo è pieno di prodotti che assumono un significato diverso per ognuno di noi; alcuni di essi sono tangibili e altri ancora sono invisibili come, ad esempio, i servizi. Essi sono il frutto della realizzazione dell’idea di un imprenditore che ha pensato di poterli vendere a potenziali clienti. La realizzazione di tali prodotti è avvenuta quindi grazie alla creazione di imprese e alla ricerca e conquista di mercati all’interno dei quali intraprendere degli scambi, calcolando in anticipo la presenza di competitors pronti a immettere gli stessi prodotti ed accaparrarsi gli stessi clienti. Quest’idea nasce dalla volontà di soddisfare un bisogno di cui siamo più o meno consci (bisogni latenti = bisogni che abbiamo ma non lo sappiamo, es. social network).
Prima di avviare un’impresa è necessario compiere innumerevoli valutazioni atte a decidere le modalità che permetteranno di riunire luoghi, mezzi e persone che insieme andranno a costituire il layout del futuro processo produttivo. Le macchine devono stare al passo con la continua innovazione tecnologica mentre le persone vanno organizzate e motivate affinché venga loro assegnato e distribuito il lavoro. In seguito, si renderanno necessari capitali, fornitori e finanziatori che credano nel nostro progetto e abbiano la nostra stessa fiducia nella sua riuscita: tutto questo costituisce un lungo processo di raccolta della fiducia di terze economie.
Avuta l’idea, valutata la convenienza e trovati i mercati, non abbiamo comunque tutto quello che ci serve per assicurare vita stabile all’attività d’impresa; c’è comunque il rischio d’insuccesso, o comunque, dopo un iniziale successo, la necessità di superare crisi periodiche o ancora, in seguito a troppo successo, decidere se espandersi o meno. Ci sono continuamente moltissime decisioni che l’imprenditore deve prendere durante la gestione di un’impresa. È necessario innanzitutto conoscere l’ambiente in cui vive e si sviluppa l’impresa che non è né semplice né complicato ma complesso.
L’impresa, funzioni, fini e condizioni e redditività
Che cos’è l’impresa?
L’impresa è un’organizzazione stabile di persone e mezzi in cui vengono svolti processi di produzione di beni e servizi da scambiare con entità esterne al fine della produzione di ricchezza. In questa definizione troviamo almeno sette parole chiave:
- Organizzazione: un insieme di parti che condividono un obiettivo e che per raggiungerlo si coordinano entrando in relazione. Ogni impresa costituisce un’organizzazione ma non tutte le organizzazioni sono imprese.
- Stabile: l’impresa tecnicamente potrebbe vivere per un tempo illimitato grazie alla sua naturale attitudine al rinnovamento. L’esperienza ci insegna tuttavia un’alta mortalità. (Gino Zappa diceva “l’impresa è un istituto economico destinato a perdurare nel tempo”).
- Persone e Mezzi: sono i fattori su cui si basa la competitività di un’impresa poiché essi mettono in atto i processi produttivi. Possiamo certamente dire che le persone sono più importanti dei mezzi. Mentre la tecnologia è una cosa a tutti accessibile, le persone sono risorse immutabili e uniche: possono rappresentare il fattore di differenziazione dell’impresa.
-
Processi di Produzione: un insieme di attività con origine in un input (fattore) e termine in un output (prodotto). L’output può essere un prodotto finito o un prodotto finale.
- Prodotto finito: destinato ad entrare in processi produttivi di altre imprese (es. tessuto)
- Prodotto finale: destinato al consumo (ai consumatori) (Es. T-shirt)
- Ci sono imprese che lavorano per ottenere un prodotto finito: Business to Business (B2B) e imprese che lavorano per un prodotto finale: Business to Consumers (B2C).
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Beni e Servizi: output dei processi produttivi dell’impresa.
- Bene: È tangibile, viene prodotto in luoghi e tempi distanti da quelli di consumo
- Servizio: È intangibile, vi è una coincidenza tra il momento di produzione e il momento del consumo. Questo permette al cliente di diventare “prosumer” cioè un soggetto capace di agire determinando esso stesso la qualità del servizio che paga (Prosumer deriva da Producer + Consumer).
- Scambio: nell’esempio di un rapporto sorto tra l’impresa e un ipotetico cliente, è una situazione che vede due contraenti entrare in relazione a causa di una convenienza (economica) reciproca; il cliente perché tra le varie alternative ha ritenuto quella scelta la migliore e l’impresa che a sua volta ha valutato di poter ottenere un esito vantaggioso da tale rapporto di scambio. L’insieme degli acquirenti (effettivi e potenziali) definisce per l’impresa il così detto ‘mercato’, che, per questa disciplina, a differenza per esempio della microeconomia, assume un valore particolare, essenzialmente quello della domanda, mentre l’offerta va a costituire quello che chiameremo con il termine di settore: insieme delle imprese che offrono determinati prodotti e servizi.
All’interno del mercato si possono identificare gruppi omogenei di consumatori singolarmente studiati dall’impresa per meglio introdurre e allocare la propria offerta. Esistono due livelli di mercato:
- Mercato di I° livello: s’identifica col mercato della grande distribuzione (GDO), quello cioè che s’interpone tra un’impresa produttrice (es. Barilla) e il consumatore finale.
- Mercato di II° livello: s’identifica con i consumatori, i destinatari ultimi dell’impresa produttrice di un particolare prodotto.
Entrambi i livelli devono necessariamente essere presi in considerazione dall’impresa. Il mercato della grande distribuzione è un’introduzione recente, con la nascita dei colossi della grande distribuzione organizzata questa componente del mercato, che prima rappresentava un aspetto marginale della sua realtà, si è sviluppato a tal punto da costituire una fascia di mercato a sé stante e, conseguentemente, è il primo ‘ostacolo’ da superare da parte delle imprese produttrici per incontrare la domanda del consumatore. Quando ci si riferisce a questo primo livello di mercato si parla di ‘trade marketing’. In questa realtà sta prendendo sempre più piede l’applicazione dei così detti ‘listing fees’, costi imposti dal settore della grande distribuzione alle imprese produttrici, che si vedono costrette a dover sostenere per poter passare al secondo livello di mercato (es. spazio sugli scaffali di un supermercato per un particolare prodotto). Concludendo, lo scambio non è aperto esclusivamente all’impresa.
Produzione di ricchezza: il profitto fa parte della natura stessa dell’impresa, è la sua ragion d’essere principale e il suo irrinunciabile obiettivo. La produzione e la conseguente distribuzione di ricchezza nel rispetto del principio di economicità assicura vita all’impresa stessa. L’impresa è intesa come un’azienda di produzione.
Quali sono i principali tipi di impresa?
Possiamo innanzitutto dire che ci sono vari tipi d’impresa distinguibili secondo vari criteri:
-
Natura della proprietà: cambia il soggetto economico e le sue finalità.
- Privata: la finalità è il profitto, il soggetto economico è privato.
- Pubblica: la finalità è quella di soddisfare bisogni pubblici, esigenze avvertite da ampie fasce della popolazione (salute, informazione, trasporto) sempre nel rispetto del principio di economicità. Non sempre però la soddisfazione di un bisogno pubblico implica l’esistenza di un’impresa pubblica, esistono imprese private che tuttavia soddisfano tali esigenze (es. ENI); ecco perché un’impresa non si dice pubblica a causa dei bisogni che soddisfa ma a causa della natura del soggetto economico: soggetto economico pubblico impresa pubblica.
- Non-profit (terzo settore): impresa con le stesse caratteristiche di quella pubblica, ma caratterizzata da episodi di volontariato e donazioni cittadine (es. croce rossa).
-
Tipo di produzione e tipo di prodotto:
- Agricola (settore primario): non vi è trasformazione.
- Manifatturiera (settore secondario): produzione di beni fisici (tessile...).
- Di servizi (settore terziario): fornitura di servizi a persone e organizzazioni.
Termini importanti per questo criterio di definizione sono:
- Terziarizzazione: crescita della quota del settore terziario (dei servizi) sul totale del sistema economico. L’Italia è colpita da questo fenomeno, in particolare per il turismo.
- Deindustrializzazione: la quota dei servizi cresce e quella dell’industria cala sia in valore relativo che assoluto. Significa che vi è una riduzione del numero di imprese del settore secondario a cui corrisponde un aumento di quello terziario sia in termini relativi che assoluti.
I prodotti possono essere beni o servizi:
-
Beni:
- Di consumo: sono destinati al consumatore finale (B2C). Può essere un bene di consumo immediato (bene che esaurisce la sua utilità in un atto di consumo) come un pacchetto di pasta o un bene di consumo durevole (bene che distribuisce la propria utilità in più atti di consumo) come un cellulare.
- Strumentali: sono destinati alla produzione di altri beni (B2B). Può essere un bene strumentale a fecondità semplice (bene che esaurisce la sua utilità in un atto di consumo) come la confezione di cartone contenente la pasta o un bene strumentale a fecondità ripetuta (bene che distribuisce la propria utilità in più atti di consumo) come un’impastatrice.
-
Servizi:
- Alle persone: es. parrucchiere.
- Alle organizzazioni: è una forma di servizio alle organizzazioni per favorirne lo sviluppo (es. pulizia dei locali dell’impresa (servizi ordinari), es. progettazione del sito web / pubblicità (servizi strategici → terziario avanzato)).
Dimensioni:
- Piccole imprese
- Medie imprese
- Grandi imprese
Criterio della dimensione (variabili quantitative):
- Economiche: fatturato e valore aggiunto. Il fatturato ha un limite perché risente delle crisi congiunturali, non è stabile).
- Tecnico produttivo: capacità produttiva (quanto potenzialmente potrebbe produrre un impianto), produzione (quanto effettivamente ottengo da un impianto) e numero addetti (micro: <10, piccole: 10-49, medie: 50-249, grandi: >250). Anche il numero di addetti, come il fatturato, risente di limiti. Questo perché in alcuni settori, come in quello tessile, vi sono molti operai che lavorano alle macchine (labour intensive = alta intensità di lavoro). Mentre in altri settori, come quello siderurgico, prevalgono i macchinari (capital intensive). Non si può dire che l’impresa del settore tessile sia più grande di quella siderurgica guardando solo per il numero di addetti. Metodo valido, ma non per i confronti infrasettoriali (tra settori diversi).
- Patrimoniali: patrimonio netto e capitale investito.
Criterio della dimensione (variabili qualitative):
-
Tipo di organizzazione: familiare o non familiare.
- Familiare: solitamente di medio piccole dimensioni, anche se la storia ci rende presenti molte realtà a conduzione familiare quotate in borsa (FIAT, Illy, Benetton). Ricordiamoci anche che le imprese piccole-medie familiari sono la maggior parte delle imprese del tessuto produttivo non solo italiano, ma anche europeo.
- Non familiare: solitamente di grosse dimensioni (public company USA).
- Potere di mercato: la capacità di un’impresa di condizionare il mercato in cui opera fissando i prezzi, costringendo la concorrenza a scelte obbligate e influendo sulla clientela al punto di condizionarne, in certi casi, lo stile di vita. Si può calcolare con una formula della quota di mercato (rapporto tra il fatturato dell’impresa e il fatturato complessivo delle imprese operanti nel settore, cioè le imprese concorrenti).
Modalità del processo produttivo:
- Artigianale: es. abito prodotto da un sarto, crea un pezzo unico.
- Industriale: prodotto in maniera industriale e in grande quantità.
Forma giuridica: responsabilità dell’impresa nei confronti di terzi:
- Individuale: responsabilità a capo di una sola persona.
- Società di persone: responsabilità a capo di più persone (es. SAS).
- Società di capitale: separazione tra patrimonio della società e il patrimonio dell’imprenditore/gruppo imprenditoriale (es. SPA).
- Cooperativa: ogni investitore ha diritto ad un voto (non conta il grado di possesso). (una testa = un voto).
Tipo di organizzazione: è il grado di affidamento a terzi del processo produttivo:
- Impresa integrata: si occupa di tutte le fasi del processo produttivo (es. Zara, Ikea).
- Impresa organizzata a rete (decentrata): alcune fasi del processo produttivo vengono eseguite da terzi (da imprese satellite).
A cosa serve l’impresa?
Le funzioni dell’impresa
Funzioni economiche:
- Soddisfacimento dei bisogni umani attraverso la produzione di beni e servizi in modo migliore rispetto alle altre possibili modalità (prioritaria).
- Distribuire ricchezza assicurando il dovuto corrispettivo a tutti coloro che in essa operano.
Due fondamentali principi su cui si fonda ogni impresa sono:
- Specializzazione: concentra i propri sforzi nel soddisfacimento di una specifica esigenza. Questo principio pervade l’impresa sotto diversi aspetti, in particolare nel rapporto con i clienti (esternamente) e nelle funzioni di ogni singolo collaboratore (internamente); le varie attività svolte internamente prendono il nome di funzioni d’azienda. Questo principio è fondamentale per l’impresa, ne costituisce l’anima, ne giustifica la nascita e l’esistenza.
- Economia di scambio (o di mercato): si rivolge a soggetti esterni per ciò di cui necessita; principio questo che vale anche per i rapporti tra imprese e non solo con la clientela, anche se al primo posto nella classifica dei rapporti esterni. È un principio fondamentale questo perché senza di esso non esisterebbe il primo.
Impresa = È un’azienda di produzione, soddisfa i bisogni del mercato con lo scopo di ottenere un ritorno economico. Ci sono anche: aziende composte (soddisfano i bisogni pubblici) e aziende di erogazione (soddisfano i bisogni dei partecipanti, es. famiglia).
Funzioni meta economiche:
- Miglioramento della qualità di vita delle persone
- Applicazione della scienza a fini produttivi (innovazioni)
- Trasmissione culturale (es. gestionale = nuovi tipi di gestione)
- Ruolo solidaristico (cause sociali)
In sintesi:
- L’impresa è un’organizzazione
- Non tutte le organizzazioni sono imprese
- La società è strutturata in organizzazioni tra loro interconnesse (principio di specializzazione ed economia di scambio) con funzioni economiche e meta economiche.
- La qualità e l’efficienza di un sistema economico deriveranno dalle prestazioni delle singole organizzazioni e dalla loro capacità di interconnessione.
I fini dell’impresa
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Reddito: differenza positiva tra il ricavo dei prodotti venduti ed il costo delle risorse impiegate.
- NB Costo - Ricavo: Costo: rappresenta la quantificazione, il valore, dei fattori produttivi (Cu x Qp) impiegati. Ricavo: rappresenta la quantificazione, il valore, dei prodotti ceduti (Cv x Qv).
- Redditività: è il reddito (flusso) rapportato al capitale investito (fondo).
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