POLITECNICO DI MILANO
Autore
Andrea Viale
Ingegneria Meccanica
Corso di Laurea: 2025/2026
Anno Accademico:
II
Semestre: Tecnologia Meccanica
Insegnamento: 062376
Codice Insegnamento:
10
Numero di CFU:
Previtali Barbara, Simonelli Marco
Professori: Tecnologia Meccanica – M. P. Groover
Libro di testo (di riferimento):
Descrizione:
Il seguente file è interamente basato sulle lezioni frontali del corso ed integrato tramite il libro di
testo di riferimento, indicato dal professore. Sono inoltre presenti alcuni approfondimenti
riguardanti gli argomenti più complessi e delicati, all’interno degli stessi paragrafi, oppure a parte.
Cosa include il seguente file:
Lezioni teoriche sulle tecnologie e sui sistemi di lavorazione industriale
DALLA 16 ALLA 27
Documento redatto a scopo di studio personale. È severamente vietata la riproduzione, la condivisione e la rivendita non
autorizzata a terzi. Questo materiale non sostituisce lo studio sui testi ufficiali o la frequenza alle lezioni.
Programma del corso:
Introduzione:
1. La produzione meccanica e le tecnologie meccaniche: processi primari e
secondari. Geometrie ottenibili e tolleranze naturali dei processi.
Fonderia:
2. Solidificazione e raffreddamento dei getÝ e problemi connessi (ritiro, solubilità
gas, strutture di solidificazione, ecc.). La fonderia in terra e varianti con forma a perdere.
Pressofusione e iniettofusione. Microfusione. Altri processi di fonderia. Per ogni tecnica di
fonderia: difetÝ tipici dei getÝ fusi e loro cause, limiti dei vari processi (geometrici,
tolleranze, ecc.), ambiti applicativi e settori industriali.
Deformazione plastica:
3. ConcetÝ base della plasticità. Modellazione energetica elementare.
Principali lavorazioni per deformazione plastica: fucinatura, stampaggio e ricalcatura,
laminazione, estrusione diretta e inversa, trafilatura dei fili e dei tubi, lavorazioni della
lamiera: tranciatura, piegatura, imbutitura, stampaggio. Cenni di laminazione dei tubi. Per
ogni lavorazione: modellazione, limiti dei vari processi (geometrici, tolleranze, ecc.), ambiti
applicativi e settori industriali.
Asportazione di truciolo:
4. Taglio ortogonale e formazione del truciolo. Materiali per utensili.
Elementi di base dell’usura utensile. Legge di Taylor. Principali operazioni di asportazione di
truciolo: tornitura, fresatura, foratura, retÝfica. Lavorazioni minori (piallatura, stozzatura,
brocciatura, ecc.). Modelli di finitura superficiale. Metodo della pressione specifica per
determinare le forze in gioco. OtÝmizzazione dei parametri di processo. Per ogni
lavorazione: cenni di macchine e attrezzature, limiti dei vari processi (geometrici, tolleranze,
ecc.), ambiti applicativi e settori industriali.
Assemblaggio:
5. assemblaggio in generale e focus su saldatura
versione “MARKED”
La parte relativa alle lezioni è in ovvero la versione evidenziata e commentata,
ideale per un ripasso veloce in quanto consente di identificare immediatamente, a livello visivo, gli
elementi più importanti (formule, definizioni, concetÝ, …); oppure per studiare avendo già in mente
quali sono le cose più importanti da sapere ed a cui fare maggiore attenzione
Versione del file: 1.3
In caso di eventuali modifiche (correzione di errori o altre) la versione del file cambia
Nota dell’autore:
Grazie per il tuo acquisto!
“
Grazie di cuore per l'acquisto e per la fiducia che mi hai dimostrato! Ho dedicato molto tempo e
cura alla stesura di questo documento; spero vivamente che queste dispense ti siano utili per
alleggerire lo studio, comprendere al meglio la materia e per superare l'esame con successo.
Se ti sei trovato bene e reputi questo materiale di qualità, ti chiedo un piccolo favore: parlane con i
tuoi amici qualora dovessero aver bisogno di appunti chiari e afÏdabili su cui prepararsi. Il
passaparola è il supporto più prezioso che tu possa darmi: il ricavato di queste vendite, infatÝ, è ciò
che mi permette di continuare questa atÝvità, dedicando tempo e risorse alla stesura, alla
revisione e alla pubblicazione di nuove dispense per i prossimi corsi.
Un grande in bocca al lupo per il tuo esame e per il proseguimento dei tuoi studi! ”
Andrea
Altre mie pubblicazioni:
- Dispense di Costruzione di Macchine (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Fisica Tecnica (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Principi di Ingegneria Elettrica (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Statistica (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Meccanica Applicata alle Macchine (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Meccanica dei Fluidi (lezioni, esercitazioni e riassunti)
Elenco aggiornato a Luglio 2026 "Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare."
Lucio Anneo Seneca
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TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 16
Lezione 16
A differenza della piegatura, in cui la lamiera viene piegata allo stesso modo lungo tutta la
profondità, nell’imbutitura la matrice è tridimensionale (cilindrica o di altre forme); la lamiera
assumerà dunque la stessa forma tridimensionale, senza avere una direzione in cui la sezione
rimane costante
Anisotropia (continuo)
Coefficiente medio di anisotropia normale
+ + 2
0 90 45
= ≥0
4
normale e dunque ritarda la
L’anisotropia è positiva perché contrasta l’assottigliamento
frattura per strizione, per tale motivo si vuole un coefficiente medio di anisotropia normale
il più alto possibile
Coefficiente medio di anisotropia planare
+
0 90
Δ = − 45
2 planare
A differenza del caso precedente, l’anisotropia è negativa in quanto può portare ad
orecchie
una deformazione differente in funzione della direzione, e dunque alla formazione di
Δ
[vedi dopo]; per questo si vuole un coefficiente medio di anisotropia planare il più basso
possibile perfettamente isotropo = 1 Δ = 0
e
Se il materiale è allora
Deformazione
Come visto in precedenza per l’estrusione, è possibile valutare la deformazione della lamiera
visioplasticità
tramite la tecnica della (analiticamente risulterebbe invece troppo complesso).
Sulla lamiera viene cioè tracciato un pattern di cerchi, prima di sottoporla alla lavorazione,
ed al termine di osserva la deformazione subita. I cerchi del pattern saranno infatti diventati
delle ellissi, e dunque, misurando gli assi principali, è possibile determinare le deformazioni
principali ed in ogni punto. Così facendo è quindi possibile determinare ad esempio la
1 2
massima deformazione
29-04-2026 1
TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 16
curva limite,
−
Tracciando poi un diagramma è possibile ricavare una detta “FLD
2 1
Diagramma Limite di Formabilità)”
Limit Diagram
(Forming o che consente di separare
la zona di formabilità (pezzi sani) da quella dei pezzi difettosi
Come evidenziato nel diagramma, la zona al di sopra della curva limite è la zona dei pezzi
difettosi (dove si presentano rotture) mentre quella al di sotto è la zona dei pezzi sani. Inoltre,
> 0 < 0,
sebbene la zona dei pezzi sani esista sia per che per è preferibile rimanere nella
2 2
< 0
zona in quanto le condizioni sono più favorevoli al processo. Questo perché nella zona
2
sinistra il materiale è soggetto a compressione in direzione di , mentre nel semipiano destro
2
è soggetto a trazione, che è uno stato di sforzo maggiormente critico. A tal proposito si noti
infatti la differenza di estensione della zona dei pezzi sani nei due diversi casi
Rapporti di imbutitura Ratio)
Rapporto di imbutitura (Drawing
DR = = ⇒ Limiting Drawing Ratio: LDR ≤ 2
DR
Tanto più è grande e maggiore sarà lo sforzo necessario per realizzare l’imbutitura, quindi
(sarà necessaria più forza e la probabilità di difetti aumenta).
tanto sarà più difficile effettuarla LDR.
Per tale ragione non è possibile (o consigliabile) superare il rapporto limite di imbutitura
Tuttavia tale rapporto riguarda una singola “passata” di imbutitura, infatti:
/ < LDR può essere eseguita in un unico passaggio
• Se allora l’operazione di imbutitura
(con un solo stampo)
/ > LDR
• Se invece allora sarà necessario eseguire l’imbutitura in più fasi successive
Rapporto Spessore-Diametro
Per evitare grinze: ≥ 0.01
29-04-2026 2
TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 16
Difetti di imbutitura
Grinze
• Grinze sulla flangia:
a) quando la forza del premilamiera non è sufficiente
Grinze sulle pareti:
b) quando il gioco è eccessivo oppure a causa del raggio di raccordo
della matrice (in questi casi la lamiera non risulta più “sostenuta”)
Fratture: a causa del raggio di raccordo della matrice
c) Orecchie:
d) irregolarità sul bordo a causa di eccessiva anisotropia planare
Graffi superficiali:
e) provocati da scarsa lubrificazione o da matrice usurata
Altri processi di imbutitura
Re-imbutitura
Il semilavorato, già imbutito, subisce lo stesso processo un’ulteriore volta (dallo stesso lato)
Imbutitura inversa
Dopo aver eseguito una prima imbutitura, il semilavorato viene capovolto e re-imbutito (per
questo è detta “inversa”)
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TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 16
Processo Guerin
È una forma di imbutitura senza stampo, quindi comporta minori costi relativi all’attrezzatura;
inoltre non avendo stampi rigidi si possono realizzare una maggiore varietà di prodotti. Tutta-
via porta a minore precisione e tolleranze
Idroformatura (flexforming)
Come prima è una forma di imbutitura senza stampo, quindi comporta minori costi relativi
all’attrezzatura; inoltre non avendo stampi rigidi si possono realizzare una maggiore varietà di
prodotti. Tuttavia porta a minore precisione e tolleranze
Altri processi di lavorazione della lamiera
Imbutitura + Trafilatura
Serve a ridurre lo spessore delle pareti verticali
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TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 16
Calandratura
Avviene tra 3 rulli: quelli inferiori sono motorizzati e trascinano in avanti la lamiera mentre
quello superiore, che è folle e registrabile in altezza, impone la deformazione alla lamiera
È anche possibile ottenere forme coniche usando dei rulli ad assi sghembi
Domanda esame orale
Possibile domanda esame: Quanti modi conosci per produrre dei tubi?
Risposta: colata centrifuga, laminazione, estrusione per tubi e calandratura
Formatura progressiva a rulli
Lo spessore rimane costante
Incisione
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TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 16
Caso studio - Produzione di una lattina in lega di alluminio
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TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 17
Lezione 17
ASPORTAZIONE DI TRUCIOLO
Curiosità
Un grande sostenitore della filosofia di ottenere la forma voluta tramite la rimozione di
materiale è stato Michelangelo Buonarroti
Questi processi prevedono appunto di ottenere il pezzo finito tramite l’asportazione di truciolo.
truciolo è il materiale che è necessario rimuovere per ottenere la forma e la rugosità voluta,
Il sfrido di lavorazione
e rappresenta dunque uno
Nella maggior parte dei processi industriali almeno un passaggio prevede una lavorazione per
asportazione di truciolo
Dato che si rimuove materiale, durante tali processi il volume e la massa del semilavorato
diminuiscono < <
I processi di lavorazione di truciolo si eseguono tramite un utensile che provoca una grande
deformazione plastica del materiale tramite degli sforzi di taglio. Tali sforzi superano la resi
stenza meccanica del materiale e portano quindi alla rottura
Durante la lavorazione ci sono due problematiche da considerare e gestire: per
1. Avvenendo una deformazione plastica l’energia viene dissipata sotto forma di calore,
tanto durante la lavorazione viene generata una grande quantità di calore
dal materiale
2. È fondamentale allontanare correttamente i trucioli dopo il loro distacco
fluido lubrorefri
Per tali motivi solitamente le lavorazioni avvengono in immersione in un
gerante, che serve a smaltire il calore prodotto ed aiuta ad evacuare i trucioli
Macchine per asportazione di truciolo controllo numerico
Le macchine per asportazione di truciolo sono tipicamente a in quanto
per poter ottenere forme geometriche complesse e le rugosità superficiali volute, la precisione
della lavorazione deve essere molto elevata. Il controllo numerico consente pertanto di stabilire
dei percorsi dell’utensile molto precisi, assolutamente non eguagliabili da un essere umano
magazzino portautensili,
Solitamente sono inoltre dotate di un da cui la macchina è in
grado di prelevare autonomamente gli utensili necessari alla lavorazione che deve effettuare
Altra caratteristica peculiare sono le dimensioni di tali macchine, infatti esse determinano la
dimensione massima del pezzo che è possibile lavorare, e deve essere pertanto proporzionata
06052026 1
TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 17
Utensili per asportazione di truciolo
Gli utensili sono l’interfaccia di contatto pezzomacchina infatti, tramite un cosiddetto
“tagliente”, imprimono gli sforzi di taglio che permettono di realizzare la lavorazione
In base al numero di taglienti, gli utensili si suddividono in:
Utensile monotagliente:
• è formato da uno stelo che regge la testa (o punta) dell’utensile,
sulla quale è montata una piccola placca, il tagliente, che eseguirà effettivamente la lavora
zione
Utensile a taglienti multipli:
• sono utensili che possiedono svariati taglienti e che vengono
tipicamente messi in rotazione (per poterli usare tutti)
Utensile monotagliente
L’utensile monotagliente è costituito da varie parti:
Petto dell’utensile:
• porzione di utensile su cui striscia il truciolo una volta staccato dal
materiale, serve ad allontanarlo appena estratto dalla zona di lavoro
Dorso: porzione posteriore dell’utensile, che non entra in contatto con il materiale e che
• “guarda” la superficie lavorata
Tagliente:
• è l’intersezione tra petto e dorso ed è la parte che effettivamente esegue la
lavorazione, imprimendo gli sforzi di taglio al materiale. Anche se non è facilmente visibile
ad occhio nudo, anch’esso presenta un piccolissimo raggio di raccordo per evitarne la rottura
06052026 2
TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 17
Lavorazioni con utensili a geometria definita
Tornitura:
• lavorazione dei componenti assialsimmetrici nella quale il pezzo viene messo in
rotazione mentre l’utensile si muove radialmente (quindi richiede che il pezzo sia assialsim
metrico e che venga afferrato da un mandrino l’asse del pezzo deve corrispondere a quello
del mandrino)
Fresatura: lavorazione delle superfici tridimensionali
• ‣ Periferica: asse della fresa parallelo al piano in lavorazione
‣ Frontale: asse della fresa ortogonale al piano in lavorazione
Foratura:
• permette di ottenere dei fori
Rettifica
•
Un esempio di lavorazione è la filettatura, tramite la quale è possibile ottenere i filetti di viti
e fori, e che può essere eseguita sia tramite tornitura che fresatura
06052026 3
TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 17
Taglio libero ortogonale
Analizziamo ora il caso del taglio libero ortogonale in quanto, anche se poco usato in ambito
industriale, è semplice da analizzare e consente di capire il meccanismo elementare di forma
zione del truciolo
libero quando il truciolo è di dimensioni più strette rispetto alla dimensione del
• Un taglio è
petto (l’utensile è più largo del pezzo)
ortogonale quando non è tridimensionale, quindi tutte le grandezze cinematiche
• Un taglio è
e dinamiche (vettori velocità e forza caratteristici del taglio, …) sono contenuti nel piano
ortogonale al piano del pezzo
Dunque un taglio libero e ortogonale presenta tutte le caratteristiche sopra presentate (e
dunque le ipotesi elencate in seguito)
Ipotesi:
• Tagliente rettilineo e ortogonale alla direzione di taglio
• Utensile più largo del pezzo (truciolo non vincolato lateralmente)
ℎ <<
• Spessore di truciolo indeformato molto minore della larghezza D
06052026 4
TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 18
Lezione 18
Taglio libero ortogonale - grandezze caratteristiche
Come indicato in figura sono presenti le seguenti grandezze caratteristiche:
Velocità di taglio
• : è la velocità relativa tra utensile e materiale, nella direzione del piano
del pezzo
Spessore di taglio truciolo non deformato” ℎ : rappresenta l’affondamento
• o “di D
dell’utensile nel pezzo e dunque anche lo spessore di materiale che diventerà truciolo
Spessore del truciolo ℎ : è lo spessore di materiale che costituisce il truciolo
• (deformato) ℎ
Larghezza di taglio : ℎ <<
• è la larghezza del pezzo, e per ipotesi D
Sezione del truciolo = ℎ
• D D
Flusso di materiale in lavorazione 3 ]
[m Volume
⋅ = ⋅ ℎ ⋅ = =
D D [s] Tempo
08-05-2026 1
TECNOLOGIA MECCANICA Lezione 18
Ango
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Appunti corso Tecnologia meccanica e qualità (parte 2/4)
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