Logica
Inferenza: processo di derivazione di una conclusione sulla base di almeno due premesse, sia in
linguaggio naturale sia in linguaggio formale.
Premesse: proposizioni, enunciati affermativi conclusi in se stessi e valutabili come veri o falsi.
Argomento (o argomentazione): insieme articolato di inferenze.
Logica: studio dell’ontologia dei ragionamenti e dei principi su cui si basa la loro correttezza/validità
(piuttosto che la loro bontà/fondatezza).
Inferenze deduttive e induttive differiscono nel modo in cui le premesse sostengono le conclusioni:
definiamo valida un’inferenza caratterizzata da premesse la cui verità implica necessariamente -non
contingentemente- la verità delle conclusioni.
1) inferenze deduttive: sono sempre valide; le premesse offrono ragioni cogenti per la verità
delle conclusioni. Utilizzate dal metodo ipotetico-deduttivo (modus tollens) insieme a
inferenze invalide come l’affermazione del conseguente.
2) inferenze induttive: sono invalide; la conclusione non è inclusa nelle premesse, sebbene esse
la supportino con un grado di forza più o meno alto. Il rischio di errore è inevitabilmente
intrinseco. Utilizzate dal metodo induttivo nel particolare caso delle inferenze universali o
predittive.
Relazioni tra enunciati:
1) Universale affermativo - tutti gli S sono P (diverso da tutti i P sono S)
2) Particolare affermativo - qualche S è P (S e P hanno almeno un elemento in comune)
3) Universale negativo - nessun S è P (non ci sono elementi in comune)
4) Particolare negativo - qualche S non è P (S e P hanno almeno un elemento non in comune)
Connettivi vero-funzionali della logica proposizionale e tavole di verità:
1) Congiunzione - vera solo se entrambi gli enunciati sono veri.
2) Negazione - cambia il valore di verità di un enunciato nel suo opposto.
3) Disgiunzione - vera se almeno uno degli enunciati è vero.
4) Implicazione - ex falso quodlibet (dato antecedente falso, vera sia nel caso in cui segua
conseguente falso sia nel caso in cui segua conseguente vero).
5) Doppia implicazione o bicondizionale - vera solo in caso di congruenza del valore di verità dei
due enunciati.
Derivazione (deduttiva) secondo la logica proposizionale; metodi di derivazione validi:
1) Modus ponens - affermazione dell’antecedente (A); implica necessariamente la verità del
conseguente (B) se (A>B).
2) Modus tollens - negazione del conseguente (B); implica necessariamente la falsità
dell’antecedente (A) se (A>B).
Epistemologia
L’epistemologia descrive una teoria generale della conoscenza; mentre la filosofia della scienza, sua
branca, si occupa esclusivamente di uno specifico genere di conoscenza costituito dalla conoscenza
scientifica.
Uno dei principali problemi concernenti la conoscenza è stato quello di stabilire le condizioni alle quali
è possibile asserire che una conoscenza è certa, ossia una forma di “sapere”.
Quali sono i requisiti cui si deve fare ricorso affinché una credenza assurga allo stato di conoscenza?
Una credenza vera deve anche essere giustificabile.
L’epistemologia non si interessa di certezza come stato mentale di chi nutre una credenza ma
piuttosto di certezza come contenuto vero e giustificato della credenza stessa.
Caratteristiche, misure e metodi relativi alla certezza della conoscenza sono tre quesiti chiave
dell’epistemologia.
Il metodo scientifico in particolare sancisce la nascita della scienza e la riflessione su di esso ha
origine dall’unione di filosofia e scienze nascenti.
Quando quindi le scienze si rendono autonome dal resto del sapere, nasce la filosofia della scienza
vera e propria.
“Filosofia” era originariamente intesa come “totalità della conoscenza acquisita”, complementare a
“episteme”, ossia “capacità di acquisire conoscenza”. Questi due termini erano poi opposti a “techne”,
il “saper fare”.
Il significato quale sopra della filosofia sarà messo in discussione nel sedicesimo secolo da Bacone e
Galileo (entrambi vedono la necessità di comprendere i principi naturali per mezzo di esperimenti:
ignorare le cause significa non conseguire l’effetto) con la “filosofia della nuova scienza” in seguito a
fenomeni postmedievali come:
1) L’aristotelismo naturalistico, legato alla dottrina della doppia verità, che pone il focus sulla sua
componente legata allo studio razionale della natura piuttosto che a quello irrazionale
teologico-mistico.
2) La letteratura diffusa da artisti e artigiani, sapere legato al potere di azione sulla natura,
basato sul possesso di tecniche e conoscenze.
3) Il focus sulle regolarità naturali dell’alchimia e delle altre protoscienze.
4) La filosofia naturale (in Italia con Bernardino Telesio) che vede la natura come retta su
principi propri di cui è necessaria la conoscenza per potervi influire.
Bacone (1561-1626) e Galileo (1564-1642)
Bacone nel Novum Organum presenta la sua concezione di scienza come disciplina scevra
dall’autorità degli antichi, basata sull’esperienza (I) e corroborata dal successo delle sue espressioni
pratiche.
Per quanto riguarda (I), Bacone sviluppa un metodo di acquisizione della conoscenza, il Metodo
Induttivo, suggerendo che la raccolta e l’organizzazione dell’informazione debba basarsi sulla
compilazione di tre tavole: della presenza, dell’assenza in contiguità e dei gradi per poi essere
generalizzata seguendo il ragionamento induttivo.
Galileo sosterrà l’indipendenza della scienza da ingerenze esterne e, nella difesa della prospettiva
copernicana dell’eliocentrismo ne “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, Tolemaico e
Copernicano”:
1) Nega l’antropocentrismo introducendo una visione meccanicistica della natura, opposta a
quella finalistica precedente;
2) Critica il principio di autorità, dando priorità all’esperienza intesa come “sensata” (finalizzata,
intenzionalmente volta a produrre le condizioni adeguate allo studio di un fenomeno, filtrata e
oggettiva) servendosi di strumenti d’ausilio che producano risultati coerenti, ripetibili e in linea
con le conoscenze già acquisite;
3) Intende la formalizzazione matematica dell’esperienza come la valorizzazione delle
caratteristiche misurabili dei fenomeni e l’allineamento con il linguaggio matematico della
natura (Aristotele sosteneva invece che la natura, al contrario della matematica, fosse
imperfetta e inconciliabile con quest’ultima).
Vedendo la spiegazione scientifica come necessariamente basata sui principi di regolarità, semplicità
e uniformità, Galileo introduce il Metodo Ipotetico Deduttivo Sperimentale come successione di step
quali:
1) La definizione del quadro teorico generale con il quale la spiegazione dovrà essere coerente;
2) L’eventuale aggiunta di ipotesi;
3) L’integrazione dei dati osservativi come conseguenza del modello teorico di partenza.
“Deduzione” è quindi inteso come processo di derivazione di previsioni osservative necessariamente
implicate dalla teoria formulata.
Poincarè (2854-1912)
Il fatto che la conoscenza sia intesa come credenza vera, in particolare giustificata, è portatore di
regresso all’infinito.
Per contrastare la posizione scettica molti autori all’interno della tradizione filosofica hanno sostenuto
che la conoscenza si compone di due tipologie diverse di contenuti:
1) di conoscenze mediate, derivate da altre conoscenze; e
2) di conoscenze immediate di proposizioni fondamentali, principi primi, o assiomi la cui verità è
immediatamente evidente.
Le due vie di giustificazione di quest’ultima posizione sono quella “razionalista” (sostenitrice dell’
indubitabilità e immediatezza razionale di questi principi) e quella “empirista” (sostenitrice invece
della loro certezza empirica).
Con la scoperta, in seguito al tentativo di dimostrazione del quinto postulato di Euclide a partire dai
primi quattro mediante la reductio ad absurdum, delle geometrie non euclidee (Riemanniana -o
ellittica- e di Bolyai-Lobačevskij -o iperbolica-, ha inizio il pensiero convenzionalista di Poincaré.
Avendo criticato sia la posizione universalista (se gli assiomi della geometria fossero verità universali
e necessarie -Kant- non potremmo concepire la posizione contraria, né costruire su di essa un edificio
teorico) sia quella sperimentalista (la geometria lavora su entità astratte ben definite), Poincaré deve
ideare una strada alternativa per chiarire cosa siano gli assiomi della geometria. Propone di
considerare gli assiomi di ogni geometria alla stregua di convenzioni o definizioni che non sono
suscettibili di falsificazione empirica e che danno origine a sistemi internamente coerenti, scelti
secondo criteri pragmatici.
Il convenzionalismo apre le porte da una parte ad una critica al realismo scientifico secondo il quale le
nostre teorie vere descrivono la realtà così come questa è e da un’altra ad una concezione
strumentalista della scienza (lo strumentalismo sostiene che le teorie scientifiche siano strutture
intellettuali che permettono di fare predizioni adeguate di ciò che si osserva e che forniscono utili
strutture per risolvere i problemi. Esse sarebbero sottodeterminate rispetto ai dati: i criteri teorici come
la semplicità sarebbero troppo vaghi per operare una critica tra teorie e sussisterebbe cioè sempre
più di una teoria che è compatibile con i dati.
Mentre lo strumentalismo non respinge l’idea del possibile confronto tra teorie sulla base del loro
potere esplicatiuvo, secondo il relativismo non ci sono teorie “vere” o “false”, ma ogni teoria è
potenzialmente ammissibile a patto che sia internamente coerente: la scelta fra teorie può essere
contestuale o basata su fattori pragmatici.
Duhem (1861-1916)
Il fisico e matematico francese Duhem è autore dell’omonima prima tesi:
«Un esperimento di fisica non può mai condannare un’ipotesi isolata, ma soltanto un insieme
teorico».
In fisica, un’ipotesi presa isolatamente non può essere falsificata da un’asserzione osservativa,
nonostante la falsificazione sia un metodo di derivazione valido.
Per formulare conseguenze osservabili su una teoria, infatti, è necessario prendere in considerazione
sia la teoria stessa sia le teorie ausiliarie ad essa associate: è noto esserci un errore in almeno una di
esse, ma non la sua posizione esatta.
Se (T1 e T2 e T3 e T4) allora O
Non-O
Quindi non (T1 e T2 e T3 e T4) :
almeno una tra T1 e T2 e T3 e T4 è falsificata.
Dove indirizzare la freccia del modus tollens? Dove ci guida il "buon senso”, l’irrazionale esprit de
finesse.
Questo schema falsificazionista di Duhem potrebbe sostenere il convenzionalismo di Poincaré a patto
che chi lo applica scelga di salvaguardare sempre la teoria principale: In realtà, secondo Duhem e il
suo principio del buon “buon senso”, tutte le tesi possono essere modificate, anche se non tutte
contemporaneamente.
Da questa prima tesi deriva il corollario “In fisica è impossibile fare l’experimentum crucis/instantia
crucis”
(vedi Bacone e la falsificazione di tutte le ipotesi alternative come metodo di ver
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