Tecnologie didattiche: mente e media
La mente è il nostro modo di pensare e agire; rappresenta le nostre facoltà mentali. Vi sono delle interazioni tra la nostra mente e le tecnologie. Non vi è una ricerca in grado di fornirci delle evidenze riguardo tale interazione, ma vi sono dei risultati che rendono plausibili questa ipotesi.
Storia dell'uomo ed evoluzione protesica
Non c'è epoca storica che possa essere considerata indipendente dallo sviluppo della tecnica e dal binomio uomo - tecnologia. Di preciso si parla di perché l'uso della tecnica permette all'uomo di modificare l'ambiente circostante e di potenziare le sue capacità. Questa coevoluzione è definita protesica perché è come se la tecnologia fosse un sostegno per l'uomo, come se facesse da protesi alle facoltà umane.
Parlando quindi di una realtà non materiale, ma digitale, si ha l’intervento di due costrutti:
- Medium: sono i nuovi dispositivi digitali, ma il termine non è identificabile come "mezzo di comunicazione", ma è una qualunque interfaccia affiancata da un supporto tecnologico che permette la produzione, manipolazione e negoziazione di simboli, significati, identità e spazi virtuali.
- Interfaccia: il luogo in cui due sistemi si incontrano e comunicano. Nell'interfaccia nel quale si incontrano uomo - dispositivo si attivano dinamiche cognitive, emozionali, identitarie e interpersonali che hanno esiti sul piano educativo e psicologico.
Effetti delle tecnologie cognitive sulla mente
I primi a porre l'attenzione su una interferenza sono Mumford, McLuhan e Postman. Ci si chiede se queste relazioni sono dei condizionamenti, se sono dei vincoli o se sono delle possibilità che si possono generare nel momento in cui la mente interagisce con questi artefatti.
Inoltre, le trasformazioni tecnologiche esercitano un'influenza su modalità di pensiero e forme di cultura (tradizione orale; scrittura; stampa a caratteri mobili; forma libro).
Mente e tecnologia come sistema
Principio di estroflessione (1988): la mente trasferisce il carico sul dispositivo tecnologico e disabilita le corrispondenti funzioni cognitive.
Neuroimaging: esercitare in maniera intensiva una certa attività può modificare in modo sensibile la struttura cerebrale. (Lettura di un testo cartaceo: attività nelle regioni che presiedono al linguaggio, alla memoria, all'elaborazione di stimoli visivi. Lettura sul web: attività nelle regioni prefrontali che presiedono alle decisioni e alla risoluzione di problemi.)
Oggi è possibile notare che l’educazione dei bambini col tempo si sta trasformando, poiché sin da subito vi è un approccio con la tecnologia e quindi si sviluppa un contesto nuovo in cui accanto al mondo reale ne esiste un altro virtuale, costituito da schermi dove i movimenti e i suoni sono più veloci e intensi.
Da ciò nasce la mitologia dei nativi digitali (Prensky), secondo cui i nativi digitali hanno tratti cognitivi caratterizzati da maggiore velocità, flessibilità e pensiero multitasking. Secondo l’autore, essi sarebbero in grado di sviluppare un miglior adattamento al mondo moderno, ma nello stesso tempo lui ammette che per mezzo delle tecnologie si possono sviluppare anche comportamenti di segno negativo, infatti il multitasking si è rivelato ambiguo: l’idea che il cervello compia due o più attività insieme non trova conferma neurologica, infatti si sa che la mente, quando arrivano due segnali, salta dall’uno all’altro e questo è un ostacolo ai fini dell’apprendimento. Inoltre, l’aumento del consumo dei media digitali riduce la durata dell’attenzione, e le troppe stimolazioni che si hanno nei primi anni di vita portano a una diminuzione delle capacità relazionali. Quindi si possono avere effetti negativi anche in ambito psicologico, poiché vi è uno spostamento delle attività dei giovani dalla realtà fisica al mondo virtuale, portando a veri e propri comportamenti di dipendenza.
Ipotesi: usare le tecnologie condiziona i circuiti neurologici e conseguentemente i processi cognitivi, ma non sappiamo come avvenga tale condizione.
Interazione e interattività
L' interazione è la forma più generale di transazione tra esseri umani. Può essere diretta quando avviene faccia a faccia; o indiretta se avviene sempre tra persone, ma è una comunicazione mediata da un dispositivo, ad esempio delle persone che parlano al telefono.
L' interattività è invece una forma di interazione che avviene con alcuni dispositivi. Essa consiste nel feedback che la macchina restituisce all'uomo. Questo feedback è normalmente immediato (digitare sulla tastiera e trovare le lettere nello schermo; gioco con un videogioco) e tale interattività possiamo considerarla un continuum, e quindi articolata in gradi, dove in un polo troviamo la cognizione esperienziale +, mentre nell'altro polo la cognizione riflessiva -. Più alta è l'interattività e più scarsa sarà la riflessività. La relazione uomo-macchina consente alla mente di agire come se ci fosse un partenariato, una compartecipazione, e in base al dispositivo che abbiamo, le forme di interattività possono variare.
Potenzialità e vincoli delle tecnologie digitali
Oggi siamo più consapevoli che le tecnologie digitali hanno delle potenzialità che favoriscono l'apprendimento, ma costituiscono anche dei vincoli.
- Potenzialità per l'apprendimento:
- Editabilità: che si riferisce alla possibilità di poter intervenire su un documento digitale.
- Interattività: ovvero una risposta del PC che favorisce l’apprendimento; ovvero la tecnologia che consente di selezionare e organizzare le risorse remote.
- Multidimensionalità: che è una risorsa per andare incontro alle caratteristiche individuali degli studenti. Serve per intercettare le modalità preferenziali di apprendimento, per diversificare l’offerta didattica.
- Reticolarità: che rappresenta la possibilità di organizzare percorsi didattici che non sono solo lineari e sequenziali, ma reticolari.
- Collaboratività: ovvero entrare a far parte di gruppi e insieme risolvere dei problemi.
- Vincoli:
- Accessibilità: ovvero un dispositivo è accessibile quando un individuo lo può utilizzare. Ma non tutte le famiglie hanno l'accesso a dispositivi digitali.
- Usabilità: che riguarda il grado con cui un prodotto può essere usato dai vari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in un contesto specifico. Riguarda soprattutto il design e quindi l'interfaccia del dispositivo.
Tassonomia delle interazioni mente - tecnologie cognitive
La mente è un costrutto teorico di cui ci serviamo per alludere all'attività che facciamo con il pensiero e con il corpo. Il funzionamento della nostra mente è legato alle diverse tipologie della memoria, e la memoria è un processo cognitivo che consente di trattenere le informazioni che ci provengono dall'ambiente esterno e di trattarle. Questo modello si colloca nell'area del cognitivismo perché fa derivare l'attività del nostro pensiero dall'interazione con l'ambiente esterno.
La mente ottiene dall'esterno degli input sensoriali. Quindi il primo tipo di informazione sono elaborati da una parte della mente chiamata memoria sensoriale. Questa memoria attiva la nostra attenzione e tali input entrano a far parte della Memoria a breve termine. Quest'ultima è la sede nella quale queste informazioni sensoriali vengono elaborate e ricondotte ad altri processi cognitivi, per esempio il riconoscere gli oggetti, un significato, ecc.
Ciò che viene decodificato dalla memoria a breve termine passa poi alla memoria a lungo termine, che è quella in cui andiamo a depositare la nostra conoscenza e le nostre abilità. In realtà è una fissazione progressiva, cioè la memoria a lungo termine ha bisogno di fissare nel tempo le informazioni che ha acquisito. Se questo non viene fatto, la memoria via via si libera delle informazioni.
Alcune ricerche hanno dimostrato che le conoscenze specifiche, (area di sapere particolare) nella memoria a lungo termine costituiscono un fattore determinante per la risoluzione di un compito. Questo significa che la conoscenza conta e rende più efficienti i nostri processi cognitivi.
Analoghi risultati hanno dimostrato che gli esperti che hanno delle conoscenze specifiche hanno una migliore memoria per gli stati dei problemi rispetto ai novizi, perché hanno acquisito delle conoscenze specifiche che restano disponibili nella memoria a lungo termine.
CONOSCERE, ovvero comprendere nuove conoscenze, le riferiamo a ciò che già conosciamo e la maggior parte di ciò che conosciamo è concreta. Questo spiega perché spesso il riferirsi a esempi concreti aiuta l'apprendimento, perché rendono concrete le astrazioni e perché la maggior parte di quello che abbiamo nella nostra memoria è una conoscenza di tipo concreta. Ogni nuova idea quindi si costruisce su idee che si conoscono già. Queste idee devono essere recuperate nella memoria a lungo termine, devono essere portate nella memoria di lavoro e infine devono essere processate le caratteristiche rilevanti di tali idee. In questo processo la nostra memoria rintraccia anche il nostro vissuto, le nostre emozioni. Quindi quando avviene la conoscenza di un qualcosa in un determinato momento, viene tracciata tutta la nostra esperienza.
La memoria è ciò che resta del pensiero: non è il frutto di ciò che si vuole o si prova a ricordare, ma è il risultato delle cose alle quali si pensa, dell'agire intenzionale e delle emozioni che proviamo nel fare tutto questo.
Detto ciò, riguardo la Tassonomia delle interazioni mente e tecnologie cognitive, è possibile fare una distinzione tra:
- Interazioni sfavorevoli
- Limitato coinvolgimento cognitivo. Queste iterazioni sono caratterizzate da alcuni dispositivi che portano a un impegno cognitivo abbastanza limitato. Quando noi, ad esempio, impegniamo i bambini con le tecnologie bisogna domandarci se per loro avverrà un coinvolgimento cognitivo basso o alto.
- Sovraccarico di energia. A volte l'interazione con alcuni dispositivi porta un sovraccarico di informazioni, ovvero alcune interfacce distolgono l'attenzione dal problema che si deve affrontare.
- Disabilitazione, cioè spesso si delega al dispositivo alcune facoltà che dovremmo fare in prima persona, e quindi si arriva ad un disimparare una determinata abilità. (Conseguenza dell'estroflessione, e un esempio è l'uso assiduo della calcolatrice)
- Interazioni favorevoli
- Internalizzazione. La possibilità di introdurre nella mente, di fare proprio quanto prodotto nella interazione. Conoscere attraverso dei dispositivi che ci permettono di modificare e accrescere le nostre abilità. (Ad esempio, l'abaco che sostiene le nostre attività di calcolo)
- Consolidamento. Le conoscenze e le abilità che sappiamo e che sappiamo fare si stabiliscono, si ampliano attraverso i dispositivi tecnologici.
- Sinergia cognitiva. Mente e dispositivo cooperano per dar luogo a un sistema con il quale è possibile svolgere dei compiti. (Un esempio è una simulazione)
- Sinergia conoscitiva fondata sulle risorse o sui soggetti esterni. Lavorare con determinati dispositivi permette un accesso a risorse o a soggetti esterni, e quindi accedere a qualcosa fuori da me. Questo può essere il presupposto per lavorare in modalità di condivisione o collaborazione, che può avvantaggiare la cognizione.
Teoria del carico cognitivo
La Teoria del carico cognitivo interessa la quantità di lavoro che la memoria a breve termine (elaborazione delle informazioni e scambio delle informazioni più stabilizzate nella memoria a lungo termine) può svolgere e che risulta limitata. Quindi il carico cognitivo non può superare questo limite e allora dal punto di vista didattico è un'informazione importante poiché ci devono essere in una misura adeguata affinché la nostra memoria di lavoro possa recepire. Se questo sforzo mentale è limitato, allora bisogna fare attenzione a non sovraccaricare la memoria di lavoro.
Questa teoria distingue tra 3 tipi di carico cognitivo:
- Intrinseco: è quello legato ai contenuti, alla difficoltà di un certo argomento, alla complessità linguistica, alla raffinatezza semantica o al numero di informazioni che occorre trattenere contemporaneamente per comprendere un determinato argomento. Di fronte ad argomenti complessi si lavora per adattamento, cioè si cerca di lavorare sul materiale così da rendere adeguato il carico cognitivo.
- Estraneo: è il carico che si deve eliminare (diminuzione); fanno parte tutti gli elementi di disturbo che possono provocare disattenzione. (Rumore esterno o anche un testo con troppe immagini) La diminuzione è una cosa che si fa in automatico, invece i bambini, non avendo ancora piena consapevolezza, devono essere guidati e educati.
- Pertinente: riguarda tutte le informazioni e gli elementi essenziali che portano quell'impegno di lavoro cognitivo verso il risultato di apprendimento atteso. Quindi questo carico può essere aumentato cercando di facilitare la costruzione di quegli schemi mentali che sono funzionali all'agire su quel compito o su compiti diversi.
Questa Teoria del carico cognitivo è considerata valida e ha orientato gli studi sull'apprendimento nella direzione di capire in maniera più approfondita questo lavoro svolto dalla memoria a breve termine in rapporto alla memoria a lungo termine. Molti hanno focalizzato l’attenzione sulle tecnologie in rapporto alla capacità di elaborazione poiché esse offrono una quantità di stimoli molto articolata, e quindi si cerca di capire come le tecnologie possono influire sulle nostre capacità a livello cognitivo.
Circa 50 anni fa, parallelamente al cognitivismo, si è sviluppato un campo di ricerca detto scienze cognitive. Con Scienza cognitiva si intende oggi un vasto campo di studi che ha una natura interdisciplinare, dunque integra tra loro discipline abbastanza diverse (la psicologia, la linguistica, l'intelligenza artificiale, le neuroscienze), con lo scopo di perfezionare le teorie che descrivono il comportamento della nostra mente. Tutti questi studi si collocano nella cornice del cognitivismo, ma cercano di disporre dei modelli descrittivi più ampi ed esplicativi.
Un suo oggetto di studio è l' intelligenza (o attività del pensiero). Studiare come funziona il nostro pensiero, significa ricercare la conoscenza sul pensiero in diverse direzioni. Per esempio, studiare come il pensiero dovrebbe essere: quando noi pensiamo in maniera corretta? (La logica)
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