PSICOMETRIA
ARGOMENTI
Fondamenti di logica e insiemistica
Cenni sui sistemi relazionali empirici e numerici
Teoria della probabilità:
teoria classica della probabilità,
impostazione frequentista della probabilità
spazio campionario, spazio di eventi e spazio di probabilità
probabilità condizionale e indipendenza
genesi di variabili casuali discrete e continue
Cenni sulle tecniche di campionamento
Elementi di statistica descrittiva:
distribuzione di frequenza (rappresentazione tabellare e rappresentazione
grafica)
indici di tendenza centrale
indici di posizione
indici di variabilità
Funzione campionaria della media
Impianto dell’inferenza statistica e della verifica delle ipotesi:
errore di I e II tipo
potenza di un test statistico
Introduzione allo z test
A seguito della lezione ci sarà uno spazio di feedback e di esercizio
PERCHÉ STUDIARE LA PSICOMETRIA?
È uno strumento che estende i fondamentali processi di pensiero che ogni essere
umano utilizza.
Questo studio è finalizzato nel supportare il benessere e per questo:
si osserva il comportamento delle persone,
pensano e riflettono su quello che hanno osservato,
intuiscono delle regolarità (una struttura) dei comportamenti,
in riferimento alla teoria si creano un’idea di come funzionino le cose,
si pongono domande con lo scopo di entrare in possesso delle informazioni
necessarie, la psicometria aiuta a trovare una risposta, permette di prendere
una decisione.
IL METODO SCIENTIFICO
Processo per acquisire conoscenze in modo rigoroso.
Finalità di: descrizione, predizione, spiegazione, applicazione.
Caratterizzato da:
approccio empirico, enfatizza l’osservazione diretta, la sperimentazione come
strumento per rispondere alle domande. Oggettiva.
atteggiamento scettico, utilizzare un approccio probabilistico per quel che
riguarda le affermazione. “si potrebbe ipotizzare che…”.
Le prove più solide per un’affermazione scientifica vengono da risultati convergenti di
molti studi sebbene un ricercatore riconosca che le affermazioni sono sempre
comunque di natura probabilistica.
Il controllo è fondamentale per stabilire se quella identificata è l’unica possibile
spiegazione in relazione all’effetto evidenziato. Ci permette di avere una maggiore
sicurezza ed infondere una maggiore sicurezza.
Se manca il controllo si parla di teorie ingenue (che si basano sulla disordinata ricerca
di conferme), da professionisti non possiamo permettercelo.
I passi fondamentali del metodo scientifico:
Alla base ci sono le nostre conoscenze, come ad esempio l’esistenza di
risultati contraddittori nelle ricerche precedenti, la presenza di lacune nei
risultati di indagini precedenti o la permanenza di fatti e condizioni prive di
spiegazione
Da queste sorgono interrogativi.
Misurare gli eventi e i dati in modo rigoroso e sistematico
Le risposte all’interrogativo devono essere:
empiricamente controllabili
o razionalmente accettabili
o replicabili da parte della comunità scientifica
o
Dalle risposte individuate scaturiscono nuove domande, per le quali si
cercheranno nuove risposte e così via in un circuito virtuoso.
È un circuito virtuoso.
PRICIPI DI LOGICA
La logica ha come obbiettivo verificare l’esattezza dei ragionamenti, cioè stabilire
in che modo da una o più proposizioni sia possibile dedurre logicamente altre
proposizioni.
Gli enunciati della logica sono delle proposizioni semplici, dichiarative, per le quali
ha senso interrogarsi riguardo al loro valore di verità (V o F), senza presentare
ambiguità nelle alternative.
Ad esempio, non è una frase dichiarativa “in un punto passano infinite rette” in quanto
è possibile attribuire a questa frase il solo valore VERO, oppure le frasi optative
“disinfettati le mani”.
Si arriva a delle frasi semplici e di natura binaria o vere (1) o false (0), senza alcun
grado intermedio.
GLI OPERATORI LOGICI
I termini “e” “non” “oppure” “se… allora” sono usati nel linguaggio di tutti i giorni, in
questa o in altre forme, per collegare proposizioni semplici e formare
proposizioni composte, queste parole possono essere indicati col nome di operatori
logici o congiunzioni proposizionali o connettivi logici.
La logica stabilisce le regole in base alle quali è possibile indicare il valore di verità di
alcune espressioni complesse, sulla base dei valori di verità che assumono gli
enunciati componenti.
Gli operatori logici permettono di svolgere operazioni tra due proposizioni A e B legate
da un determinato tipo di relazione, tali da dare origine a una terza proposizione C,
con valore V o F.
È importante stabilire il valore di verità delle nuove proposizioni composte, che si
ottiene solo a partire dal valore di verità delle proposizioni componenti.
Le tavole di verità permettono di trasformare in modo rigoroso i valori di verità delle
nuove proposizioni composte.
OPERATORE DI NEGAZIONE
“non è vero che” “non”
Cambia il valore di verità di una proposizione.
Simbolo: “¬”
Le tavole di verità sono usate per determinare se, attributi i valori di verità alle
proposizioni che la compongono, una determinata proposizione è vera o falsa.
Il numero di righe è uguale al numero di valori di verità (1 e 2) elevato per il
numero di proposizioni semplici (A o B).
Due proposizioni sono dette uguali quando hanno la stessa medesima tavola di verità.
φ NON φ ¬ ¬ φ
¬ φ
V φ 1 0 1
V φ 0 1 0
Negare due volte la stessa proposizione φ significa cambiare due volte il valore di
verità, ed essendo binario, riportarlo al valore iniziale:
φ= Sara studia
¬ φ= Sara non studia
¬ ¬ φ= Non è vero che Sara non studia
OPERATORE DI CONGIUNZIONE
“e”
Simbolo: ∧
La proposizione composta: A ∧ B per essere vera devono essere vere sia A che B.
La tabella è:
A B A ∧ B
1 1 1
1 0 0
0 1 0
0 0 0
Giorgio ha preso 5 in storia e 7 in matematica.
La proposizione composta è vera solo se entrambe le proposizioni sono vere, in
tutti gli altri casi è falsa.
Per l’operatore congiunzione vale la proprietà commutativa A ∧ B= B ∧ A
ESERCIZI OPERATORE CONGIUNZIONE
-A ∧ B
A B -A -A ∧ B
1 1 0 0
1 0 0 0
0 1 1 1
0 0 1 0
A ∧ -B
A B -B A ∧ -B
1 1 0 0
1 0 1 1
0 1 0 0
0 0 1 0
OPERATORI DI DISGIUNZIONE
“o/oppure”
La disgiunzione può essere di diversi tipi, tanto che in latino si utilizzavano diverse
parole per esprimere i vari tipi di disgiunzione:
In senso esclusivo, “aut-aut”, come nella frase “mi iscriverò o al liceo o al
tecnico”, secondo la quale non si possono avverare entrambe le possibilità. Il
simbolo è ⊻.
In senso inclusivo, “vel”, come nella frase “al concorso sono ammessi i
laureati in matematica o fisica”, in questo caso non si esclude che le due
possibilità si verifichino contemporaneamente. Il simbolo è ⊻.
In condizioni di incompatibilità, come nella frase “si mangia o si parla”, si
esclude che entrambe possano essere entrambe vere ma non che possano
essere entrambe false. Il simbolo è ↑.
Per questi operatori non vale la proprietà commutativa.
DISGIUNZIONE ESCLUSIVA
Il simbolo è ⊻.
Si esclude che possano accadere entrambi.
Devono essere una vera e una falsa perché sia valida.
A B A ⊻ B
1 1 0
1 0 1
0 1 1
0 0 0
OPERATORE DISGIUNZIONE INCLUSIVA
La cosiddetta “o debole”.
“Per lo studio si può utilizzare il libro 1 o il libro 2”.
Non è esclusa la possibilità di studiare da entrambi i libri.
Il simbolo è ∨
A B A ∨ B
1 1 1
1 0 1
0 1 1
0 0 0
DISGIUNZIONE PER INCOMPATIBILITÀ
Simbolo è ↑.
Riguarda la disgiunzione resa dall’incompatibilità tra due proposizioni, impiegata
quando si vuole sottolineare l’impossibilità che sussistano contemporaneamente due
stati di cose (che due proposizioni siano vere entrambe in contemporanea), tutte le
altre possibilità sono vere.
A B A ↑ B
1 1 0
1 0 1
0 1 1
0 0 1
ESERCIZI OPERATORE DISGIUNZIONE
-A ∨ (B∧A)
A B -A (B∧A) -A ∨
(B∧A)
1 1 0 1 1
1 0 0 0 0
0 1 1 0 1
0 0 1 0 1
((A∨B) ∨ (-C))
A B C -C A∨B ((A∨B) ∨ (-
C))
1 1 1 0 1 1
1 1 0 1 1 1
1 0 1 0 1 1
1 0 0 1 1 1
0 1 1 0 1 1
0 1 0 1 1 1
0 0 1 0 0 0
0 0 0 1 0 1
((A∨B) ⊻ (-C))
A B C -C A∨B ((A∨B) ⊻ (-
C))
1 1 1 0 1 1
1 1 0 1 1 0
1 0 1 0 1 1
1 0 0 1 1 0
0 1 1 0 1 1
0 1 0 1 1 0
0 0 1 0 0 0
0 0 0 1 0 1
((-A) ∨ B)
A B -A ((-A) ∨ B)
1 1 0 1
1 0 0 0
0 1 1 1
0 0 1 1
((-A) ∨ (A∧B))
A B -A (A ∧ ((-A) ∨
B) (A∧B))
1 1 0 1 1
1 0 0 0 0
0 1 1 0 1
0 0 1 0 1
((-B) ⊻ (A ∧ B))
A B -B A ∧ B ((-B) ⊻ (A ∧ B))
1 1 0 1 1
1 0 1 0 1
0 1 0 0 0
0 0 1 0 1
((-A) ↑ (-A ∧ B))
A B -A (-A ∧ B) ((-A) ↑ (-A ∧ B))
1 1 0 0 1
1 0 0 0 1
0 1 1 1 0
0 0 1 0 1
((-A) ∨ (B ∧ C))
A B C -A (B ∧ C) ((-A) ∨ (B ∧
C))
1 1 1 0 1 1
1 1 0 0 0 0
1 0 1 0 0 0
1 0 0 0 0 0
0 1 1 1 1 1
0 1 0 1 0 1
0 0 1 1 0 1
0 0 0 1 0 1
((A ∧ B) ⊻ (-C))
A B C -C A ∧ B ((A ∧ B) ⊻ (-
C))
1 1 1 0 1 1
1 1 0 1 1 0
1 0 1 0 0 0
1 0 0 1 0 1
0 1 1 0 0 0
0 1 0 1 0 1
0 0 1 0 0 0
0 0 0 1 0 1
((A ∨ B) ↑ (-C)
A B C -C A ∨ B ((A ∨ B) ↑ (-
C)
1 1 1 0 1 1
1 1 0 1 1 0
1 0 1 0 1 1
1 0 0 1 1 0
0 1 1 0 1 1
0 1 0 1 1 0
0 0 1 0 0 1
0 0 0 1 0 1
OPERATORE DI IMPLICAZIONE
OPERATORE DI IMPLICAZIONE MATERIALE O CONDIZIONALE
“se” -ipotesi “allora” -conclusione
Se ho la febbre, allora sono malato
Il simbolo è ⟶
A B A ⟶B
1 1 1
1 0 0
0 1 1
0 0 1
Nel linguaggio logico, al contrario del linguaggio quotidiano, la proposizione A ⟶B non
pone né vuole sottintendere nessuna condizione nel caso in cui A non si verifichi.
Se uno dice “se domani c’è bel tempo, allora usciamo” spesso si sottintende “se
domani non c’è bel tempo, allora non vengo”.
A ⟶B e B⟶A hanno valori differenti.
A B B ⟶A
1 1 1
1 0 1
0 1 0
0 0 1
Tramite diagramma di Venn si possono comprendere le svariate espressioni che si
utilizzano per leggere A⟶B: 1. Se sei milanese allora sei italiano
2. Dall’essere milanesi segue l’essere italiano
3. Essere milanesi è condizione sufficiente per
essere italiani
4. Essere italiani è condizione necessaria per
essere milanesi
(A⟶ (B ∧ C))
A B C (B ∧ C) (A⟶ (B ∧
C))
1 1 1 1 1
1 1 0 0 0
1 0 1 0 0
1 0 0 0 0
0 1 1 1 1
0 1 0 0 1
0 0 1 0 1
0 0 0 0 1
((A⟶B) ∧ (B ∨ C)
A B C A⟶B B ∨ C ((A⟶B) ∧ (B ∨
C)
1 1 1 1 1 1
1 1 0 1 1 1
1 0 1 0 1 0
1 0 0 0 0 0
0 1 1 1 1 1
0 1 0 1 1 1
0 0 1 1 1 1
0 0 0 1 0 0
((B⟶A) ∧ (B ∨ C))
A B C B⟶A B ∨ C ((B⟶A) ∧ (B ∨
C))
1 1 1 1 1 1
1 1 0 1 1 1
1 0 1 1 1 1
1 0 0 1 0 0
0 1 1 0 1 0
0 1 0 0 1 0
0 0 1 1 1 1
0 0 0 1 0 0
DOPPIA IMPLICAZIONE
“se e solo se”, “A equivale a B”, “se A allora B e viceversa”, “A è condizione necessaria
e sufficiente per B”
Il simbolo è ⟷
È uguale a (A⟶B) ^ (B⟶A)
A B (A⟶B (B⟶A (A⟶B) ^
) ) (B⟶A) A⟷B
1 1 1 1 1
1 0 0 1 0
0 1 1 0 0
0 0 1 1 1
RIASSUNTO
φ proposizione semplice
¬ operatore negazione “non”
∧ operatore congiunzione “e”
⊻ operatore disgiunzione esclusiva “o uno o l’altro”
∨ operatore disgiunzione inclusiva “o uno o l’altro o entrambi”
↑ operazione disgiunzione per incompatibilità “o uno o l’altro o nessuno dei due”
⟶ operatore implicazione materiale “se… allora…”
⟷ operatore doppia implicazione “solo se… allora…”
((A^B) ⟷ C)
A B C (A ∧ B) (A ∧ B) ⟶C C⟶ (A ∧ B) (A ∧ B) ⟷C
((A ∧ B) ⟶C)∧ C⟶ (A
∧B)
1 1 1 1 1 1 1
1 1 0 1 0 1 0
1 0 1 0 1 0 0
1 0 0 0 1 1 1
0 1 1 0 0 1 0
0 1 0 0 1 1 1
0 0 1 0 1 0 0
0 0 0 0 1 1 1
((A⟷B) ∧ (B∨C)
A B C A⟶B B⟶A (A⟷B) B∨C ((A⟷B) ∧
(B∨C)
1 1 1 1 1 1 1 1
1 1 0 1 1 1 1 1
1 0 1 0 1 0 1 0
1 0 0 0 1 0 0 0
0 1 1 1 0 0 1 0
0 1 0 1 0 0 1 0
0 0 1 1 1 1 1 1
0 0 0 1 1 1 0 0
((A⟶B) ^ (B⟷C)
A B C A⟶B B⟶C C⟶B B⟷C ((A⟶B) ^
(B⟷C)
1 1 1 1 1 1 1 1
1 1 0 1 0 1 0 0
1 0 1 0 1 0 0 0
1 0 0 0 1 1 1 0
0 1 1 1 1 1 1 1
0 1 0 1 0 1 0 0
0 0 1 1 1 0 0 0
0 0 0 1 1 1 1 1
RELAZIONI FRA FORMULE LOGICHE
EQUIVALENZA FRA FORMULE LOGICHE
Quando otteniamo gli stessi risultati di verità con due proposizioni logiche differenti si
parla di equivalenza fra formule logiche
Il simbolo è ≡
- (A ∨ B) ≡ (- A ^ -B)
LE TAUTOLOGIE
Quando un’espressione logica è vera per qualsiasi valore di verità attribuito alle sue
variabili essa viene detta tautologia.
φ ∨ (- φ)
φ - φ φ ∨ (- φ)
1 0 1
0 1 1
Una formula non è una tautologia se e solo se nella corrispondente colonna della
tavola compare almeno uno 0.
LE CONTRADDIZIONI
Quando un’espressione logica è falsa per qualsiasi valore di verità attribuito alle sue
variabili, al contrario delle tautologie, essa è detta contraddizione.
φ ∧ (- φ)
φ - φ φ ∧ (- φ)
1 0 0
0 1 0
ESERCIZI
((¬ A) ⟷ (B ∧ C))
A B C -A B ∧ C ((¬ A) ⟷ (B ∧ C))
1 1 1 0 1 0
1 1 0 0 0 1
1 0 1 0 0 1
1 0 0 0 0 1
0 1 1 1 1 1
0 1 0 1 0 0
0 0 1 1 0 0
0 0 0 1 0 0
((A ∧ B) ↑ (¬ C))
A B C -C A ∧ B ((A ∧ B) ↑ (¬ C))
1 1 1 0 1 1
1 1 0 1 1 0
1 0 1 0 0 1
1 0 0 1 0 1
0 1 1 0 0 1
0 1 0 1 0 1
0 0 1 0 0 1
0 0 0 1 0 1
((¬ A) ⟶ (B ∧ C))
A B C -A B ∧ C (¬ A) ⟶ (B ∧ C)
1 1 1 0 1 1
1 1 0 0 0 1
1 0 1 0 0 1
1 0 0 0 0 1
0 1 1 1 1 1
0 1 0 1 0 0
0 0 1 1 0 0
0 0 0 1 0 0
LA TEORIA DEGLI INSIEMI
Un insieme è un qualunque gruppo o aggregato di oggetti, individui, osservazioni, i
quali costituiscono gli elementi empirici o numerici.
Un insieme è definito con una lettera maiuscola, gli elementi al suo interno con lettere
minuscole.
Gli elementi che costituiscono l’insieme vengono messi in delle parentesi graffe.
{ }
[
a , b , c ,d , e …]
A=
Viene utilizzata la notazione “x” per indicare un elemento generico dell’insieme,
quando la scelta dell’elemento stesso è lasciata indeterminata.
Un insieme finito è un insieme in cui elementi possono essere contati.
Un insieme infinito è un insieme in cui elementi non possono essere contati.
CARDINALITÀ DI UN INSIEME: A o B
Insieme finito (A).
Con la notazione “n(A)= 22” indico il numero degli elementi presenti nell’insieme A (in
questo caso 22).
Per quanto riguarda un insieme infinito (B), per esprimere il numero infinito di elementi
utilizzerò “n(B)=∞”
UNIVERSO U
Un insieme U include tutti gli elementi in esame in una particolare discussione
Es: insieme delle lettere latine, dei numeri naturali, degli iscritti a STP…
INSIEME VUOTO ∅
È un insieme che non contiene elementi. Il simbolo è ∅
INSIEMI UGUALI
Due insiemi sono uguali se ogni elemento di A appartiene contemporaneamente
all’insieme B e viceversa.
Se non sussiste tale condizione si avrà A≠B
{ }
a , z
A= { }
a , z
B=
IDENTIFICAZIONE DEGLI INSIEMI
L’ordine con il quale vengono elencati gli elementi non cambia la proprietà
dell’equivalenza, se essi sono espressi fra parentesi graffe.
RELAZIONE DI APPARTENENZA
Per definire l’appartenenza utilizziamo il simbolo ∈, vale solo per l’appartenenza di
elementi dentro un insieme.
a ∈ A
Per definire la non appartenenza utilizziamo il
simbolo ∉.
f ∉ A
CONTENERE
Per definire il contenere utilizziamo il simbolo ∋.
A ∋ a
Per definire il non contenere utilizziamo il simbolo
∌.
A ∌ f
RELAZIONE DI INCLUSIONE
Un insieme di un insieme si definisce sottoinsieme.
Il simbolo è ⊂
SOTTOINSIEME PROPRIO ⊂
A contenga tutti gli elementi di B (B ⊂ A) e sia diverso da B (A≠B)
Chi porta gli occhiali in aula.
Tale relazione può essere indicata formalmente con la seguente notazione:
B ⊂ ⇔ { ∀∈
, ∈
⇒ ∈
} e ∃ ∈
, ∉
Tale notaz
-
Psicometria - Appunti
-
Appunti Completi del corso di Matematica e Statistica
-
Appunti completi Probabilità e statistica
-
Appunti completi Probabilità e statistica (Terza parte)