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Linguaggio verbale umano

L'oggetto della linguistica sono le lingue storiche naturali; tuttavia alcune di esse effettuano una distinzione a livello lessicale tra lingua e linguaggio (italiano, francese, spagnolo… no inglese o tedesco). Ciò sta a significare che nelle diverse comunità bisognava soddisfare necessità differenti, portando a una modalità differente di categorizzazione della realtà.

Distinzione tra lingua e linguaggio

Con linguaggio si intendono altri mezzi di comunicazione indipendenti dalle lingue in sé, anche svincolate da regole grammaticali. Un esempio possono essere le immagini, segni, codice binario, simboli, semafori…

Attraverso la lingua, invece, vengono emesse onde sonore, dunque materia fisica, le quali veicolano a colui che ascolta un significato o un’immagine mentale.

La linguistica si occupa quindi di analizzare le lingue, la loro nascita, la loro storia, le loro eventuali relazioni intrattenute con una o più lingue. Le lingue naturali sono un particolare codice (=sistema di comunicazione) sviluppato dagli esseri umani per soddisfare i propri bisogni. In particolare l’uomo è in grado di utilizzare tale codice per organizzarsi nella vita sociale: la lingua è infatti una dimensione in cui siamo immersi quotidianamente, che si adatta ai nostri scopi e al contesto in cui ci si trova (formale, informale…).

Inferenze e intonazione

Inferenze: parte dei significati delle lingue e degli strumenti di comunicazione che permettono di comprendere meglio il significato di un'interazione tra due parlanti. L’intonazione è una risorsa vocale che i parlanti utilizzano per veicolare dei significati grammaticali, come nel caso di un’interrogativa. Andamento lineare o verso il basso indica un’asserzione, mentre verso l’alto/andamento ascendente indica una domanda. In italiano a livello scritto esistono le cosiddette interrogative polari poiché a livello grammaticale-sintattico le asserzioni e le domande sono identiche. L’intonazione è oggetto di studio della prosodia.

Comunicazione e contesto

Durante una conversazione vengono nominate altre persone al di fuori del parlante e dell’interlocutore, al di fuori del contesto reale, ma originariamente le lingue naturali erano state create per soddisfare la conversazione tra due individui (io e tu). Il riso è un fenomeno linguistico e acustico utilizzato in più contesti e occasioni: per esprimere imbarazzo, per costruire una certa forma di solidarietà tra individui, per mitigare una richiesta.

Code switching o code mixing: fenomeno linguistico che consiste nel mescolare lingue/dialetti in base alla funzione che vogliamo dare a ciò che diciamo.

Parte fondamentale della comunicazione sono anche i gesti. I gesti iconici sono quei gesti che imitano l’azione (nel video visto è il caso della donna che imita le carezze della bambina). I gesti di tipo convenzionale, come la lingua dei segni, sono stati creati per far fronte alla necessità di comunicare da parte di individui che non potevano sfruttare la voce.

Una delle azioni più importanti sono gli ordini, spesso volte al proprio beneficio. Nel caso del video analizzato gli ordini hanno più uno scopo educativo, comprensibile dal rinforzo positivo della madre con l’esclamazione Good boy! In questa conversazione si ha bisogno di più piani semiotici, dato che necessitano anche degli oggetti affinché l’ordine venga soddisfatto.

Risorse nella conversazione

Uso della ripetizione, importante nella conversazione per confermare ulteriormente un fatto, per rendere implicita una correzione, per rimproverare/direttivo (il suo uso varia in base al contesto)…

  • Intonazione
  • Gestualità
  • Inferenze (enciclopedia del parlante, conoscenze pregresse…)
  • Ripetizione
  • Sintassi/struttura della frase
  • Discorso riportato
  • Frase ipotetica incompleta
  • Lessico
  • Pause

Iconicità nei linguaggi

Le lingue presentano fenomeni di iconicità, cioè una somiglianza diretta con ciò che vogliamo indicare come le onomatopee e, più propriamente, gli ideofoni.

Livelli di studio della linguistica

  • Suoni: Fonetica e Fonologia studiano le relazioni tra i vari suoni
  • Parole: Morfologia come le parole cambiano
  • Frasi/Enunciati: Sintassi come le parole si combinano tra loro
  • Pragmatica abbraccia tutti i livelli

Storia della linguistica

La linguistica diventa una disciplina all’inizio del XX secolo con la pubblicazione, nel 1916, del Corso di linguistica generale di Ferdinand de Saussure, manuale che raggruppa le sue lezioni tenute in Svizzera. Ciononostante, il pensiero linguistico è esistito fin dall’antichità, a causa della necessità dell’uomo di dover sfruttare altre lingue prevalentemente per motivi commerciali ed economici, ma anche per motivi religiosi (nel caso dei missionari) e bellici (per esempio, per la conquista di nuovi territori).

Lo studio delle lingue diventa successivamente una disciplina di tipo scientifico poiché si preoccupa di indagare i fenomeni linguistici e la loro causa, formazione… sfruttando le conoscenze pregresse provenienti da studi precedenti; i più antichi sono stati rinvenuti in Grecia e in India. Successivamente ci si interroga sul rapporto tra parole e cose, oppure l’arbitrarietà o necessità tra il significato e significante.

Il pensiero di de Saussure risente di numerose influenze, in particolare della linguistica dell’Ottocento di William Jones. Grazie alla sua conoscenza del sanscrito, egli ha potuto constatare un legame di parentela tra il primo e le lingue europee e di conseguenza ipotizzare che esistesse una lingua madre da cui tutte le altre sono derivate (nascita del metodo comparativo che permette di effettuare parentele tra le varie lingue).

Famiglie linguistiche: gruppi di lingue che hanno parole e tratti derivanti in comune. Contemporaneamente vi è stato lo sviluppo delle scienze naturali, e una conoscenza maggiore di lingue dovute al fatto che gli uomini iniziavano ad avere la necessità di spostarsi tra paesi differenti; insieme a ciò anche la teoria evoluzionistica di Darwin ha avuto influenza dato che individua la lingua come un organismo naturale.

Importante in questo periodo è la scuola neogrammatica positivista, i cui membri capiscono che la lingua presenta delle regolarità. Prendono una parola in sanscrito e ne analizzano la traduzione nelle varie lingue, notando che alcuni cambiamenti sono identici nel tempo; da qui vengono stabilite delle leggi. In Italia ad esempio importante è Graziadio Ascoli, che elabora la teoria del sostrato il latino parlato in Italia ha subito delle modifiche a causa delle lingue parlate precedentemente sul suolo italiano.

Linguaggio e lingua

Linguaggio:

  • Facoltà della nostra specie, sviluppata a partire dall'Homo sapiens sapiens
  • Facoltà ora per noi innata e appartenente al corredo biologico della specie

Lingua:

  • Si riferisce a ciascun sistema/codice simbolico della nostra specie umana, diversa da comunità a comunità oppure da individuo a individuo (idioletto: lingua privata/individuale di una coppia o di una famiglia); sono diverse ma hanno lo stesso scopo comunicativo
  • Resente molto del contesto in cui viene utilizzata
  • Acquisita naturalmente per via culturale
  • Basata su simboli vocali e/o gestuali

Le lingue sono fenomeni molto diversificati al loro interno: una di queste maggiori conferme ci viene data dai dialetti, lingue parlate su un territorio circoscritto che convivono con la lingua nazionale. Questo viene utilizzato in contesti più informali, intimi che appartengono alla vita ordinaria; la maggior parte dei dialetti non ha una componente scritta o una letteratura (ad eccezione ad esempio del napoletano, romanesco, veneziano). Al contrario, la lingua ufficiale è collegata a tutti gli usi costituzionali canale scritto e orale.

Eccezione è tuttavia il caso del fiorentino trecentesco di Dante, Boccaccio o Petrarca: attraverso dei modelli letterari si poteva dunque insegnare la lingua nelle scuole per lo sviluppo delle società.

Le lingue si possono diversificare anche per il numero di parlanti: si parla di lingue transglottiche/transnazionali e superlingue. Nel 2000 sono state censite 225 lingue ufficiali, ma queste non coincidono con il numero di stati; in media per ogni stato possiamo trovare 27 lingue parlate (rapporto 1:27).

Cause principali della varietà linguistica

  • Fattori climatici e socio-politici: con un clima relativamente stabile viene garantita una produzione alimentare continua tutto l’anno, di conseguenza piccoli gruppi sono autosufficienti, non necessitano di spostarsi (es: barbari) o commerciare, e possono conservare la loro lingua e la loro cultura. Al contrario, le variazioni climatiche possono portare a uno spostamento delle masse e quindi fanno sì che una lingua riesca ad estendersi in un territorio molto più ampio.
  • Fattori politico-economici:
    • Divergenza: esempio è la frammentazione dell’impero romano che ha portato alla perdita della lingua latina per favorire la nascita delle lingue volgari.
    • Convergenza: dovuta all’emigrazione di popoli, in Italia nel XX secolo è stato indispensabile l’obbligo scolastico, la diffusione della stampa e l’istituzione della leva obbligatoria al fine di uniformare la lingua.

Il concetto di segno e le proprietà delle lingue

Il segno è l’unità minima di significato di cui è composto un codice. La comunicazione può essere di diversi tipi:

  • La comunicazione umana consiste in un passaggio di informazioni precise da un emittente a un ricevente; ciò può avvenire tramite un codice linguistico naturale, oppure un codice artificiale (es: codice binario, codice morse, segnaletica stradale, matematica, musica…)
  • La comunicazione animale consiste nel passaggio di informazioni da un emittente a dei riceventi attraverso comportamenti interpretabili
  • La semiotica spiega che tutto può comunicare qualcosa se c’è un interprete che può comprendere quanto detto

Le lingue storico-naturali si basano principalmente su un codice uditivo, mentre la lingua dei segni sfrutta un codice esclusivamente visivo.

Ci concentreremo sulla lingua parlata perché ha maggiori priorità sulle scritte e sulle segnate:

  • Priorità filogenetica: sviluppo del genere umano
  • Ontogenetica: sviluppo dei singoli individui impariamo prima a parlare che a scrivere
  • Maggiori funzioni che si svolgono oralmente piuttosto che scritto
  • Molte culture hanno aspettato secoli prima di riuscire ad avere un codice scritto, mentre il parlato già esisteva

Modalità della comunicazione

Visiva Uditiva Olfattiva
gesti, segni grafici, espressioni, direzione dello sguardo vocalizzazione/onde sonore, frizione e colpi battuti sulle varie parti del corpo emissione di sostanze chimiche
Elettrica Tattile Termica
(alcuni pesci emettono energia per comunicare)

L’intenzionalità è un fattore importante: durante la comunicazione l’emittente e il ricevente operano intenzionalmente per comunicare, mentre durante un passaggio di informazioni è il ricevente che intenzionalmente/attivamente deve interpretare i segni. Il primo individuo che si preoccupò di interpretare questi concetti fu De Saussure con l’opera Cours de linguistique générale.

De Saussure esegue una dicotomia/distinzione tra langue (lingua come insieme di regole) e parole (atto individuale in cui ognuno utilizza la lingua); essendo quest’ultima un atto linguistico individuale, DS si concentra maggiormente sulla langue poiché più generale ed estinguibile ad un maggior numero di persone.

Studio delle lingue e delle produzioni linguistiche sulla base di ricordi o ricostruzioni a tavolino: lingua come risultato di atti individuali di parlanti che, depositandosi nel tempo, hanno dato origine a un codice e a delle regole.

Il punto di partenza della lingua è il cervello di uno dei due parlanti; i concetti di A (primo parlante) si trovano associati alle rappresentazioni dei segni linguistici. Questo concetto è vincolato ad un atto fisico, cioè all’onda sonora prodotta dalla voce: dopo la parte mentale/cognitiva, ha inizio un processo fisiologico che coincide con l’articolazione delle parole tale che le onde sonore si propagano dalla bocca di A all’orecchio di B. Successivamente, dall’orecchio di B le onde arrivano alla mente di B, dove si ha un’associazione psichica delle onde sonore al concetto psichico ad esse relativo (processo contrario di A); nel caso in cui B risponda, il processo si ripete.

Lingua: associazione di minimo due entità, una fisica e una mentale; da qui la definizione di segno (o indice, indicazione)

Il segno è un elemento costituito da due dimensioni, una mentale e una fisica, e ha sempre un significato. Esempi: orme e segni sul muro davanti allo studio del professore possono indicare che gli studenti hanno atteso in piedi, una colonna di fumo che si alza nel cielo fa capire che è scoppiato un incendio, oppure il viso arrossato di un individuo ne sottolinea l’imbarazzo, il colore bianco in alcune culture è simbolo di purezza. Il disegno della bicicletta davanti alla pista ciclabile è un segno iconico perché si rifà alla forma della bicicletta; rapporto di somiglianza. Il segno “5” è convenzionale poiché frutto di un processo culturale (antenati contavano in modo differente).

Le proprietà della lingua

1. Biplanarità: i segni hanno due dimensioni, una fisica e una mentale: distinguiamo dunque il piano del significante (una parola pronunciata tramite onde sonore oppure una parola scritta) e il significato (il concetto mentale a cui rimanda la parola). Vi è poi il referente, cioè l’oggetto fisico (esempio con la mela), che crea il triangolo semiotico. DS spiega che la lingua NON è una nomenclatura, cioè non è un glossario che presuppone idee già fatte preesistenti alle parole. Con la creazione di una lingua, abbiamo dato un nome anche a dei concetti astratti, e non sempre la lingua è necessaria per etichettare qualcosa, bensì può essere necessaria per dare ordini, chiedere consigli…

2. Arbitrarietà: il rapporto tra significante e significato è del tutto arbitrario, stabilito convenzionalmente, così come il rapporto tra il segno linguistico (significante+significato) e il referente. Esempio: inizialmente la scrittura sumera era composta da gesti iconici, che con il tempo per necessità si sono trasformati in gesti arbitrari e non rappresentavano più gli oggetti.

Il rapporto tra significante e significato è chiamato anche motivazione (da NON intendere come intenzionalità). Altri tipi di relazione si hanno per esempio con dei simboli, elementi che per essere capiti è necessario conoscerne la storia. Ne è un esempio il simbolo della pace, il quale adotta la rappresentazione delle lettere N e D che negli Stati Uniti stava per Nuclear Disarmament.

Nelle lingue l’arbitrarietà gioca a livelli diversi:

  • Nella relazione tra segno (significante+significato) e referente. Risultato: alcuni segni linguistici sono uguali ma hanno referenti diversi; ne sono un esempio parole con la stessa pronuncia che hanno significati differenti in base alla lingua presa in causa. Esempio: l’italiano boia fa riferimento al giustiziere, mentre in rumeno significa paprica
  • Non c’è una relazione di somiglianza tra il significante e il significato, dunque è arbitrario il rapporto tra l’espressione fonica e il concetto mentale a cui essa è collegata. Esempio: frutta indica il prodotto delle piante
  • Dominio del significante, cioè delle risorse che noi possediamo. Le lingue arbitrariamente hanno scelto risorse diverse per distinguere una parola da un’altra. L’italiano sfrutta la lunghezza delle consonanti per veicolare differenze di significato (dita/ditta - casa/cassa), mentre l’inglese riprende dal latino la lunghezza delle vocali (full/fool - bit/beat) o l’articolazione del suono nasale (sin/sing - sun/sung - thin/thing).
  • Dominio del significato, cioè di come certe parole vengono categorizzate dalle varie lingue. Ad esempio in italiano la parola zio vale sia per quello materno che paterno, mentre nella lingua latina vi è una netta distinzione tra i due con due parole differenti (lo zio materno prende il nome di avunculus, mentre lo zio paterno patruus).

Il segno linguistico, in questo caso la parola, ha sempre un valore/significato. Il significato è la contropartita dell’immagine acustica all’interno del segno, ma il valore di un segno dipende anche da quello di altri segni che lo circondano.

DS presuppone che vi sia una massa di suoni e una massa di concetti che si intrecciano casualmente: da qui la motivazione della differenza lessicale tra le varie lingue.

3. Iconicità: nonostante le lingue naturali siano perlopiù arbitrarie, queste presentano anche gradi di iconicità che è stata filtrata successivamente: il suffisso -aio sta ad indicare una professione (benzinaio, fioraio…) analogia poiché vi è una relazione di somiglianza.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher azzxrra di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Robustelli Cecilia.
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