DETERMINANTI DELLA SCELTA DI MIGRARE
I FONDAMENTI - MODELLI CLASSICI
SMITH in ‘ La ricchezza delle nazioni‘‘ del 1776 si interessa delle
MIGRAZIONI, fenomeno che causa un aumento demografico e un
conseguente aumento della ricchezza, direttamente proporzionale alla
proporzione di lavoratori sul totale della popolazione.
La differenza di prezzo di una stessa merce in posti diversi crea una
via commerciale; c‘è un vantaggio iniziale e poi un livellamento dei prezzi.
La stessa cosa non avviene con il PREZZO del LAVORO, in quanto l‘uomo
è chiamato da Smith il “bagaglio più difficile da trasportare“ (a causa
delle barriere) e infatti le differenze nei salari continuano ad esistere.
M = Β ( W - W ) rappresenta il flusso migratorio, dove W e W sono i
ij ij j i i j
salari e B è il coefficiente che indica la forza delle barriere (più è alto,
ij
meno ostacoli ci sono).
RAVENSTEIN in “Leggi delle migrazioni“ del 1889 sviluppa 7 leggi che
spiegano le migrazioni:
1. la maggior parte dei migranti si sposta solo per BREVI distanze e
solitamente verso le grandi CITTA‘;
2. le città in RAPIDA CRESCITA tendono ad essere popolate da
migranti provenienti dalle zone rurali vicine e il divario che si crea
nella popolazione rurale genera migrazioni da zone più lontane;
3. l‘emigrazione è inversamente proporzionale all‘immigrazione;
4. una grande ondata migratoria genera un‘ONDATA CONTRARIA
compensatoria;
5. chi migra su LUNGHE DISTANZE tende a trasferirsi nelle grandi
città;
6. le persone che vivono in zone RURALI sono più propense a migrare
rispetto a quelle che vivono in zone urbane;
7. le DONNE sono più propense a migrare rispetto agli uomini.
JEROME in “Migration and buisness cycles“ del 1926 non usa formule
matematiche, bensì osserva e arriva a tali conclusioni:
1. l‘immigrazione risponde ai cambiamenti delle condizioni
occupazionali;
2. l‘immigrazione è più SENSIBILE alle condizioni del mercato del
lavoro del paese di DESTINAZIONE che del paese di provenienza;
3. le migrazioni hanno un IMPATTO sul mercato del lavoro del paese
di destinazione (filone di analisi sviluppato negli anni 90)
.
SIPF parla del MODELLO GRAVITAZIONALE: M = ( P P ) / D
ij i j ij
KUZNETS e RUBIN in “Immigration and the foreign-born“ del 1954
studiano la crescita demografica americana degli anni 1870-1940,
provocata dall‘immigrazione e osservano che:
1. le oscillazioni di lungo periodo delle migrazioni seguono le oscillazioni
di lungo periodo del PIL pro capite;
2. le fluttuazioni cicliche delle migrazioni contribuiscono a ridurre le
fluttuazioni del ciclo economico
Kuznets inoltre è l‘inventore del PIL, nato per monitorare gli aiuti del
piano Marshall in Europa, nel secondo dopoguerra.
Il CALCOLO INDIVIDUALE - i MODELLI NEOCLASSICI
BECKER nel 1960 introduce un concetto fondamentale, che determina
tutti gli studi successivi: il CAPITALE UMANO, definito come l‘insieme di
conoscenze, competenze, abilità, capacità e esperienze che un
individuo acquisisce durante la vita e che gli consentono di generare
reddito e valore aggiunto. Le migrazioni sono quindi un INVESTIMENTO
in capitale umano, l‘obiettivo del migrante è quello di scegliere un luogo
che offre il rendimento netto più elevato al loro capitale umano, in termini
di guadagno sul mercato del lavoro. Tutto questo avviene in
ottica/contesto marginalista.
SJAASTAD dell‘università di Chicago in “The cost and return of human
migration“ del 1962 definisce le migrazioni come l‘atto di collocare le
proprie competenze sul mercato che offre il rendimento più elevato.
Individua 4 aspetti riguardo la decisione di migrare:
1. costi e benefici di migrare nel tempo
2. differenze di reddito tra paesi (A e B)
3. differenze nel costa di vita tra i paesi
4. preferenza temporale di migrare
t
Inoltre (1 + i) è inserito per attualizzare (i è il tasso di interesse) e C(D;X)
sono le barriere (per il residuale).
La decisione avviene in base a questo indice: se π > 0 si migra; inoltre
se π < π si migra in C.
B A
LIMITI del modello di Sjaastad:
1. È a PERIODO UNICO, anche se spesso si migra più volte nella vita;
2. riguarda solo l‘INDIVIDUO, non considera le esigenze familiari;
3. considera i fattori push e pull SIMMETRICI, ma le letteratura
empirica dà maggiore importanza a quelli di pull;
4. presuppone i migranti perfettamente INFORMATI;
5. ignora le RIMESSE, che andrebbero invece calcolate tra i
benefici.
HARRIS e TODARO nel 1970 estendono il modello di Sjaastad inserendo
l‘INCERTEZZA sul SALARIO e indicando con p(t) la probabilità di trovare
A
lavoro nel paese di destinazione, con livello di salario W
es. semplificato
Paese A - economia avanzata, salario W e occupati X
a a
Paese B - economia arretrata, salario W e occupati X
b b
HP: piena occupazione, quindi offerta di lavoro costante e domanda
decrescente dei salari; A
Il paese A apre le frontiere per aumentare la forza lavoro ΔX e di
B
conseguenza dal paese B una parte della forza lavoro ΔX migra in A.
La variabile INCERTEZZA è data dal SALARIO ATTESO E[W], che porta
B
ad una migrazione se maggiore di W . Si calcola come media ponderata
del salario ottenibile nel settore regolare (W ) e non regolare (W ) del
a b
paese di destinazione: E[W] = pW + (1 - p)W , p = (X + ΔX )/(X + ΔX )
a c a a a b
dove p è la probabilità che il migrante trovi lavoro nel settore regolare
(X + ΔX è l‘occupazione le settore regolare e X + ΔX quella totale) e
a a a b
ΔX ΔX sono quelli che vanno nel nel settore irregolare.
-
b a
Il salario atteso dipende quindi dai salari e i livelli di occupazione del
settore regolare e irregolare dell‘economia avanzata, ma anche dalle
dimensioni del flusso migratorio.
Man mano che i migranti lasciano l‘economia arretrata X diminuisce e i
b
W aumentano; i flussi migratori continuano fin quando W < E[W] e si
b b
ARRESTANO proprio quando W = E[W]:
b
I flussi ΔX sono maggiori rispetto ai ΔX che servono nel settore
b a
regolare. C‘è inoltre una rigidità verso il basso dei salari, quindi il salario
minimo non fa assorbire ad A tutto il ΔX e i sindacati non permettono ai
b
padroni di assumere i proletaria a un salario troppo basso.
OLTRE L‘INDIVIDUO - la SCELTA FAMILIARE e il CONTESTO SOCIALE
MINCER in “Family migration decisions“ del 1978 introduce la VARIABILE
FAMILIARE tra le decisioni del migrare, considerando i pro e i contro
del far partire l‘intera famiglia o solo una parte: in un nucleo familiare
con 2 unità chiama ΔI la variazione di reddito attuale a seguito della
1
migrazione della persona 1, quindi la migrazione avviene nel caso in cui
ΔI + ΔI > 0 (molto criticato dal femminismo, visto che spesso questo
1 2
andava contro gli interessi personali della donna). In questo modo si
creano le figure del TIED MOVER e del TIED STAYER, costretti a
migrare o restare contro i propri vantaggi personali.
Gli assi X/Y sono i guadagni
moglie/marito; -1
La bisettrice X rappresenta i
guadagni nulli;
L’area BCD è la famiglia che migra;
A/B è la moglie tied stayer/mover
E/D è il marito tied stayer/mover
Questo modello non tiene conto delle dinamiche di potere delle famiglie.
STARK in “Rural-to-urban migration“ in LCDs: a relative deprivation
approach“ del 1984 parla della scelta di andare un solo componente come
una decisione di DIVERSIFICAZIONE del PORTAFOGLIO familiare. Se
c‘è una recessione del mercato locale, la famiglia, grazie al contributo
(RIMESSE) del componente all‘estero riesce ad alleviare la crisi ed
incrementare i consumi.
Questo modello riguarda principalmente i paesi in via di sviluppo dalle aree
RURALI a quelle URBANE dello stesso paese o all‘estero.
ESTENSIONI del modello di Sjaastad
A seconda del diverso approccio vengono sviluppate varie estensioni del
modello di Sjaastad.
Approccio SOCIOLOGICO: la migrazione è favorita e facilitata dalla
presenza di familiari (che aiutano nella ricerca dell‘alloggio, lavoro ecc.)
e di un RETE MIGRATORIA. Alcune migrazioni da uno stesso paese
continuano anche senza differenziali salariali.
Influenza dell‘ETA‘: BECKER afferma che le migrazioni solo inversamente
proporzionali all‘età. GALLAWAY parla invece di una relazione ambigua:
da una parte hanno dei costi di trasferimento maggiori (pensione,
investimenti materiali, abitazioni e conoscenze di lunga data), ma allo
stesso tempo sono quelli con maggiori capitali e competenze, che li
aiuterebbe nella migrazione.
STARK parla di DEPRIVAZIONE RELATIVA, ovvero la spinta
motivazionale del poter guadagnare di più del proprio gruppo di
riferimento (con stesse competenze e caratteristiche sul mercato): una
persona potrebbe migrare anche allo stesso salario precedente, ma in i
suoi pari nella sua stessa condizione, non migliore. Questo porterebbe a
spostarsi sempre in paesi più arretrati (come passare dalla Sapienza
all‘università di Campobasso), ma in realtà così non accade.
SELEZIONE e QUALITA‘ dei MIGRANTI - Modelli basati sul capitale
umano
Il modello con migrazione ENDOGENA considera due paesi A e B,
all‘interno dei quali si identificano i soggetti qualificati (s) e non qualificati
(n). Ciascun soggetto sceglie tra lavoro e tempo libero, massimizzando la
propria utilità rispetto al consumo (c) e al tempo libero (l):
i iA iA i iB iB
max{ Λ E[u(c , l )] + (1 - Λ ) E[u(c , l )] }
iB
iB
iB
iA
iA
iA )
(1 - l
= w
) e c
(1 - l
= w
c
con vincolo i
Λ
dove i è il livello di competenze, la probabilità di rimanere in A.
Il modello viene poi esteso inserendo i COSTI di TRANSIZIONE:
iA,B
iB
i iB
iA
i iA }
)] -
, l
)] + (1 - Λ ) E[u(c
, l
max{ Λ E[u(c γ
iA,B indica i costi che dipendono sempre del capitale dell‘individuo.
dove γ
Di conseguenza la PROBABILITÀ che un individuo con competenze i
migri è iA,B
iR
i iA )] > 0}
) - γ
)) - E(u(c
Λ = Pr{[ E(u(c
Supponendo che i salari siano noti con certezza il modello di base con
migrazione endogena implica che iA,B iA iB iA,B
migration rate = w - w - γ
La decisione di migrare dipende in modo determinante dal capitale
umano attraverso i salari e i costi della migrazione.
BORJAS sostiene invece che i tassi di immigrazione dipendono anche da
caratteristiche NON OSSERVABILI, una componente ESOGENA. Questa
si può comprendere osservando la DISTRIBUZIONE dei rendimenti del
capitale umano (i salari) nelle regioni di origine e destinazione, quindi le
differenze nei salari relative tra chi è qualificato e chi non.
I rendimenti dell‘immigrazione dipendono anche dai differenziali salariali,
dalla progressività delle imposte sul reddito (incentivi per persone a
basso reddito), dalla ridistribuzione tramite previdenza sociale (servizi:
sanitari, istruzione, ecc.) e dalla trasferibilità delle competenze (titolo di
studio valido).
dove il denominatore rappresenta la deviazione standard dell‘errore
nei salari della regione di destinazione e di origine, che dipendono dalla
varianza dei redditi di ciascuna regione, dal grado di trasferibilità delle
competenze tra le regioni.
Il risultato principale del modello di Borjas è che l‘immigrazione si verifica
quando il paese di destinazione offre rendimenti relativi più elevati alle
competenze individuali (cioè al capitale umano), ipotizzando che i salari
medi siano più alti.
ROY nel suo modello (reinterpretato da Borjas) si chiede in quali casi
convenga migrare a quelli con più o meno COMPENTEZE, trovando la
risposta nel RENDIMENTO del CAPITALE UMANO: da un paese con basso
rendimento tenderanno ad EMIGRARE i più qualificati, da uno ad alto
rendimento avviene il contrario.
Si ipotizza uno scenario in cui si deve decidere se migrare negli Stati
Uniti, e in cui l‘unico fattore determinante i guadagni percepiti del paese
di origine e destinazione è la QUALIFICA. In queste condizioni la
distribuzione delle competenze
L‘area sottesa alla curva prima di S indica il flusso di immigrati
N
selezionati NEGATIVAMENTE, mentre quella dopo S POSITIVAMENTE.
P
L‘individuo decide di migrare confrontando i guadagni che otterrebbe
nel paese di origine e negli USA. Il rapporto tra salari e qualifiche in ogni
paese è
Più la retta è ripida, maggiore è il rendimento. Il rendimento relativo nei
diversi paesi determina la composizione del flusso migratorio.
Il reddito base nel paese di origine/destinazione non determina il tipo di
selezione generata dai flusso migratorio, ma solo la dimensione del flusso.
Nel primo grafico si vede come ci sono meno migranti, ma sempre molto
qualificati; nel secondo meno migranti, ma sempre poco qualificati.
In sintesi, il modello standard di selezione degli immigrati (il modello di Roy)
prevede che se il TASSO di RENDIMENTO delle competenze è più
elevato nel paese di destinazione che in quello di origine, gli immigrati
saranno selezionati in modo positivo e viceversa (Borjas, 1987).
IMPATTO DELLE MIGRAZIONI SUL PAESE DI
DESTINAZIONE
1. Effetti degli stranieri sul mercato del lavoro - complementare o
sostitutivo rispetto ai nativi?
2. Impatto degli stranieri sulla finanza pubblica (spesa pubblica e
welfare).
3. Impatto degli stranieri sulla dinamica del prodotto lordo e il loro
contributo alla crescita economica.
1. MERCATO DEL LAVORO
Si definisce SOSTITUTO il lavoratore immigrato con stesse competenze
e abilità dei nativi, COMPLEMENTARE il lavoratore immigrato con
competenze e abilità diverse rispetto ai nativi.
L‘effetto sui salari e sull‘occupazione sarà negativo nel primo caso,
positivo nel secondo.
L‘analisi viene fatta in contesto neoclassico con concorrenza perfetta,
da cui le ipotesi:
1. il LAVORO è OMOGENEO - tutti i lavoratori sono sostituibili tra di loro;
2. il MERCATO è UNICO (non esistono settori diversi);
3. c‘è PERFETTA INFORMAZIONE - imprese e lavoratori hanno
perfette informazioni sulle condizioni del mercato;
4. vale la LEGGE della DOMANDA e dell‘OFFERTA - market clearing
attraverso la flessibilità salariale.
Con i perfetti SOSTITUTI nel BREVE PERIODO ci sarà una riduzione dei
salari (da w a w ), un aumento totale dell‘occupazione (da N a E ) e una
0 1 0 1
riduzione del numero di nativi occupati (da N a N ):
0 1
In questo caso saranno le imprese a guadagnarci.
Nel LUNGO PERIODO la riduzione di w comporta l‘aumento della domanda
di lavoro, cresce K e la produzione; la curva di domanda si sposta:
Sotto l‘ipotesi di rendimenti di scala costanti, w ritornerà al suo livello pre-
migrazione , come anche i livello di occupazione dei salari.
Con immigrati e nativi COMPLEMENTARI c‘è un aumento della
produttività dei nativi perché possono specializzarsi in lavori più adatti
alle proprie qualifiche.
Si verifica un aumento del salario nazionale da w a w e un
0 1
dell‘occupazione nazionale da N a N .
0 1
Per determinare l‘eventuale sostituzione o complementarietà in un
paese si analizzano i salari e i tassi di disoccupazione: se gli immigrati sono
sostitutivi, i SALARI dei nativi sono inferiori e l‘OCCUPAZIONE maggiore
in mercati del lavoro ad alta concentrazione di immigrati; se sono invece
complementari, i salari dei nativi sono più alti e l‘occupazione minore negli
stessi mercati.
STIMA DIFFERENCE IN DIFFERENCE
È un metodo per stimare l‘effetto di una determinata politica, un
TRATTAMENTO, su un gruppo di soggetti trattati relativamente ad un
altro gruppo di non trattati, il GRUPPO di CONTROLLO. I due gruppi
vengono osservati in due periodi, uno precedente e uno successivo al
trattamento. I dati possono essere ripetizioni di cross section o dati panel.
Una volta definito il dataset, il modello di REGRESSIONE utilizzato per la
stima assume la forma seguente:
Il parametro d‘interesse, ovvero la STIMA difference-in-difference è
Il PROLEMA di tale metodo è la difficile capacità di controllo dei fattori,
soggetti alle differenze tra i due gruppi, che siano di competenze,
salariali, di innovazioni tecnologiche ecc.
es.
20 aprile 1980: Fidel Castro dichiara che i cittadini cubani che volevano
trasferirsi negli Stati Uniti possono partire liberamente dal porto di
Mariel, quindi circa 125.000, gran parte a bassa qualifica, si spostano.
L‘impatto dei Marielitos (emigrati cubani) fa aumentare la forza lavoro
di Miami del 7%. Il gruppo di controllo comprende città simili per
caratteristiche a Miami, ma che non hanno avuto immigrazione, ovvero
Atlanta, Houston, Los Angeles. Si nota come il mercato del lavoro a bassa
qualifica, principalmente composto da afroamericani, non cambia: a Miami
aumenta il tasso di disoccupazione (+1.3), ma meno rispetto al gruppo di
controllo (+2.3), quindi il flusso di Mariel potrebbe addirittura aver
rallentato la disoccupazione afroamericana. La stima è infatti (+1.3) -
(+2.3) = -1, negativa.
Altri esempi riguardano il periodo di decolonizzazione dell‘Algeria in
Francia e quello dell‘indipendenza dell‘Angola e del Mozambico dal
Portogallo.
REAZIONI dei NATIVI
I modelli sopra analizzati descrivono ciò che accade nel breve periodo,
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