BIOLOGIA UMANA
La biologia è la scienza che studia gli essere viventi, ossia tutti gli organismi derivato da un antenato
unicellulare che apparve sulla terra circa 3, 8 miliardi di anni fa.
Tra 3,8-1,8 miliardi di anni fa gli organismi viventi sulla terra erano unicellulari e le cellule erano procariote
(ancora presenti). 2,5 miliardi di anni fa con l’avvento della fotosintesi si svilupparono cellule fotosintetiche
simili agli odierni cianobatteri. Tali organismi diventarono così abbondanti che nell’atmosfera cominciò ad
accumularsi grandi quantità di ossigeno (che si crea attraverso la fotosintesi) fino a diventare velenoso per
alcuni procarioti, coloro che riuscivano a tollerare l’ossigeno potevano proliferare e le cellule poterono
crescere in dimensioni e svilupparsi. In seguito, il grande quantitativo di ossigeno accumulato nell’atmosfera
formò uno strato di ozono (intercettava i raggi UV), permettendo agli organismi di abbandonare la protezione
dell’oceano (riparava dai raggi UV, molto intensi data l’assenza di ossigeno e di ozono) e di colonizzare la
terraferma.
Le unità di misura usate dalla biologia:
LA CELLULA
La scoperta della cellula avvenne dopo l’invenzione del microscopio, avvenuto nel 1540 ad opera di 2
olandesi. Colui che la scoprì fu Robert Hooke, nella seconda metà del ‘600, osservando al microscopio un
2
sottile strato di sughero, Hooke stimò che in poco più di 5 cm di sughero ci fossero più di un miliardo di
cellule, denominate da lui “cells” perché gli ricordavano le stanze dei monaci. Il diametro delle cellule varia
da 1 a 100 micro nanometri.
La cellula è la più piccola parte di un organismo, capace di esprimere tutte le proprietà vitali dell’organismo
stesso. Queste proprietà si traducono in:
Metabolismo
Motilità (capacità degli organismi viventi di modificare attivamente e in modo reversibile la propria
posizione o quella di una loro parte nello spazio)
Adattamento all’ambiente
Riproduzione
Di conseguenza le proprietà funzionali degli organismi viventi derivano dalle caratteristiche delle loro cellule.
Ci sono comunque degli aspetti che accomunano tutti i tipi di cellule in quanto discendono da un antenato
comune. Questi aspetti sono:
Tutte le cellule derivano da cellule preesistenti
Tutte le cellule sono simili nella loro composizione chimica
La maggior parte delle reazioni chimiche avvengono dentro la cellula
Le cellule contengono l’informazione genetica che viene replicata e trasmessa mediante divisione
cellulare
Esistono organismi unicellulari, cioè formati da una sola cellula che esercita tutte le funzioni vitali (capace di
vita autonoma), e organismi pluricellulari, cioè formati da più cellule specializzate per svolgere funzioni
diverse.
TEORIA CELLULARE:
Tutti gli organismi viventi sono composti da cellule
La cellula è l’unità morfologica e fisiologica fondamentale nella struttura degli organismi viventi. Molte
funzioni complesse sono rese possibili grazie a una cooperazione tra le diverse cellule
Ogni cellula deriva da un’altra cellula preesistente
Nelle cellule l’informazione genetica risiede nel DNA e viene trasmessa con la divisione cellulare 1
Un passo importante per l’evoluzione fu la comparsa di
cellule dotate di organelli, capaci di svolgere funzioni cellulari
specializzate. Uno di questi organelli è il nucleo, le cellule che
sviluppano questo tipo di organello vengono chiamate
eucarioti (derivano dalle cellule procariote), diverse da
quelle procarioti (no nucleo).
Quando alcune cellule eucariote non riuscirono a separarsi durante la divisione cellulare, rimanendo attaccati
gli uni con gli altri, ci fu un altro passo evolutivo: la formazione di eucarioti pluricellulari. L’associazione di
più cellule portò alla loro specializzazione in determinate funzioni.
I biologi classificano gli esseri viventi in 3 domini: Archaea, Bacteria ed Eukarya. Gli organismi che fanno parte
degli Archei e dei Bacteria sono chiamati PROCARIOTI, hanno un’organizzazione cellulare procariotica.
Mentre al dominio Eukarya appartengono protisti, piante, fughi e animali, hanno un’organizzazione cellulare
eucariotica.
CELLULA PROCARIOTA: è tipica degli organismi unicellulari come i batteri. Sono più piccole delle cellule
eucariotiche. Le caratteristiche che accomunano tutte queste cellule sono:
Membrana plasmatica= delimita la cellula separandola
dall’ambiente esterno e regola il passaggio di varie sostanze verso
l’interno e l’esterno della cellula
Citoplasma= all’interno della membrana plasmatica, è composto da
citosol, una soluzione acquosa che contiene ioni disciolti, piccole
molecole e macromolecole. Il citoplasma non è una regione statica,
al contrario, le sostanze in esso contenute sono in costante
movimento
Ribosomi= all’interno del citoplasma. Sono complessi di RNA e
proteine che svolgono la funzione di sintesi proteica.
Da un punto di vista costitutivo i ribosomi presenti nelle cellule
procariote sono uguali a quelli presenti in quelle eucariote, cioè sono costituti da 2 subunità, una
maggiore e una minore, ciascuna formata da RNA ribosomiale e proteine. Più o meno ancorate al
versante esterno delle membrane del reticolo endoplasmatico (nella cellula eucariote) e possono trovarsi
libere nel citoplasma. Nell’uno e nell’altro caso i ribosomi si associano quasi sempre in gruppi, denominati
poliribosomi o polisomi, costituiti da 3 a 30 ribosomi legati da un esile filamento di mRNA.
Nucleoide= zona della cellula in cui è situata la singola molecola di DNA circolare
Nel corso del tempo alcuni procarioti svilupparono strutture specializzate che gli conferirono un vantaggio
selettivo, queste strutture sono:
Flagello= È una sorta di “coda” lunga e sottile, formata da una proteina chiamata “flagellino”, che si
muove come un’elica o come una frusta per permettere alla cellula di avanzare
Pili= sono strutture proteiche che sporgono dalla superficie di alcuni tipi di cellule batteriche, sono più
corti dei flagelli e servono per l’aderenza. I pili coniugativi (sessuali) servono ai batteri per stabilire un
contatto e scambiare materiale genetico
Parete cellulare= si trova all’esterno della membrana plasmatica ed è costituita da peptoglicani (polimero
di amminozuccheri uniti da legami covalenti). La sua rigidità conferisce supporto e forma alla cellula
Membrana esterna= presente in alcuni batteri e si trova esternamente alla parete cellulare, non ha
funzioni protettive
Membrane interne= contengono le molecole necessarie per la fotosintesi
Citoscheletro= nome che serve per descrivere vari filamenti proteici che hanno un ruolo nella divisione
cellulare o nel mantenimento della forma delle cellule
Questo tipo di cellule, pur avendo una struttura più semplice di quelle eucariotiche sono funzionalmente
complesse, in quanto compiono migliaia di reazioni biochimiche. 2
CELLULE EUCARIOTE: sono cellule più complesse e più grandi rispetto a quelle procariote. Come la cellula
procariote, quella eucariote ha una membrana citoplasmatica,
citoplasma e ribosomi. Oltre a queste strutture, la cellula eucariotica
possiede nel citoplasma dei compartimenti che sono separate da
membrane e presenta un citoscheletro. Organuli (o organelli)
Ogni tipo di organulo svolge un compito specifico e funzioni
esistenziali, come la produzione di energia, la sintesi proteica, la
digestione… gli organuli principali sono:
Nucleo= contiene il DNA e controlla la maggior parte delle attività della cellula.
Il contenuto del nucleo è noto come nucleoplasma, composto da
una parte liquida e da molecole insolubili, e dal nucleolo, zona in cui
avvengono le sintesi delle subunità ribosomiali. Il nucleo è
circondato da una struttura formata da due membrane ognuna con
doppio strato fosfolipidico (perforate da circa 3500 pori nucleari
che collegano il nucleoplasma con il citoplasma, sono costituiti da
oltre 100 diverse proteine) chiamato “involucro nucleare” che serve
per separare il DNA dal citoplasma. I Pori presenti sull’involucro
nucleare permettono a determinate molecole di entrare o uscire
dal nucleo, oppure ne impediscono il passaggio.
Attraverso i pori passano piccole sostanze come ioni e molecole con basso peso molecolare, le sostanze con
peso maggiore ci mettono più tempo a passare e hanno bisogno di una sequenza segnale che permette di
legarsi ad un recettore proteico del poro.
Il DNA, all’interno del nucleo, si combina con proteine formando un complesso filamentoso detto cromatina
(determinato dal compattamento del DNA), che costituisce i cromosomi. Questa cromatina è circondata dal
nucleoplasma ed è fissata alla lamina nucleare (reticolo proteico formato da lamine, delle proteine).
All’esterno del nucleo la membrana esterna dell’involucro nucleare presenta delle anse che si protendono
nel citoplasma ed è in continuità con il reticolo endoplasmatico.
Reticolo endoplasmatico= sono un reticolo di membrane interconnesse che si diramano attraverso il
citoplasma, formando tubi e sacche appiattite. Il suo compartimento interno si chiama lume ed è
separato dal citoplasma circostante. Può essere di due tipi:
1. Rugoso presenta ribosomi sulla superficie, che conferiscono al reticolo un aspetto “rugoso”. Questi
ribosomi sono deputati alla sintesi delle proteine. Le proteine entrano nel lume del RER sotto la guida
di una particolare sequenza chiamata sequenza segnale. All’interno del lume, le proteine subiscono
diverse modificazioni: formazione ponti
disolfuro, ripiegamenti, acquisizione di gruppi
glicidici (glicoproteine).
2. Liscio è privo di ribosomi. All’interno del lume
del REL entrano le proteine sintetizzate dal RER e
possono subire delle modificazioni
conformazionali. Svolge altri ruoli importanti:
modificano chimicamente le piccole molecole assunte, che potrebbero essere tossiche, dalla cellula
rendendole più polari quindi più solubili in acqua, degrada il glicogeno, è la sede della sintesi dei lipidi
e steroidi e, infine, immagazzina ioni calcio che servono per innescare numerose risposte cellulari, es
contrazione dei muscoli. 3
Apparato di Golgi= prende il nome dal suo scopritore Camillo Golgi. È formato da cisterne appiattite, a
forma di dischi, dette sacculi e da piccole vescicole racchiuse da membrana definite vescicole del Golgi.
I sacculi dell’apparato di Golgi hanno tre zone distinte per funzione ed enzimi
contenuti: una zona cis (vicino al nucleo) e corrisponde al compartimento di
base, una zona trans (vicino alla membrana plasmatica) è localizzato nel
compartimento apicale, e zona mediale nel compartimento di intermedio.
Membrana plasmatica
ER cis Golgi medial Golgi trans Golgi Lisosomi
Funzione: Esso riceve le proteine sintetizzate dal RER tramite un flusso di
vescicole. Poiché spesso questo flusso non è continuo, le proteine passano
all’apparato attraverso il processo di gemmazione, che consiste nella
formazione di vescicole costituite da pezzi di membrana del RER, le quali
racchiudono la proteina, in maniera da tenerla al riparo da possibili interazioni con altre molecole
presenti nel citoplasma. Quando riceve le proteine l’apparato modifica la loro composizione chimica, lo
trasferisce all’interno di vescicole e le orienta verso una specifica direzione.
Lisosomi= hanno origine nell’apparato di Golgi, contengono enzimi digestivi e rappresentano dei
compartimenti in cui le macromolecole vengono trasformate
mediante idrolisi (rottura di legami covalenti attraverso l’aggiunta
di acqua) nei loro monomeri, inoltre è caratterizzato da un pH
interno molto acido. Sono circondati da una singola membrana e il
loro contenuto ha un aspetto denso e uniforme. Il numero dei
lisosomi presenti nella cellula può variare in relazione alle esigenze
funzionali, sono particolarmente abbondanti nelle cellule coinvolte
nella difesa dell’organismo (globuli bianchi, capaci di inglobare e
demolire batteri o virus).
Funzione di digestione endocellulare è la funzione principale. Essi demoliscono le sostanze nutritive o
materiali estranei che entrano nella cellula per fagocitosi, processo in
cui la membrana plasmatica crea delle vescicole, chiamate fagosoma,
che inglobano queste sostanze, successivamente si stacca dalla
membrana per entrare nel citoplasma dove si fonde con un lisosoma
primario per formare un lisosoma secondario, all’interno del quale
avviene la digestione. Gli enzimi del lisosoma secondario idrolizzano
velocemente i nutrienti presenti all’interno del fagosoma (grazie anche
al pH acido). I prodotti della digestione fuoriescono dalla membrana del
lisosoma e vengono rilasciati nel citoplasma, fornendo energia e
materie prime per altri processi cellulari. Le sostanze non digerite
vengono rilasciate all’esterno della cellula grazie alla fusione della
membrana lisosomiale con quella plasmatica, con un processo noto
come esocitosi.
Autofagia: è un processo cellulare fondamentale attraverso il quale la
cellula degrada e ricicla le proprie componenti danneggiate o non più
utili. Quindi il lisosoma idrolizza il materiale cellulare da eliminare e rilascia del citoplasma i prodotti della
degradazione, che possono essere riutilizzati dalla cellula. 4
Mitocondri= è la sede della respirazione cellulare, dove si produce ATP utilizzando molecole ad elevato
valore energetico ed ossigeno.
La demolizione delle molecole energetiche, come il glucosio, inizia nel citosol con la glicolisi. Le molecole
che derivano da questa degradazione parziale entrano poi nei mitocondri, la cui funzione primaria è di
convertire l’energia chimica potenziale contenuta nelle molecole energetiche in una forma utilizzabile
per la cellula (ATP).
I mitocondri hanno due membrane: la membrana
esterna è liscia e ha funzione protettiva poiché è
relativamente permeabile, offre poca resistenza al
passaggio di sostanze dentro e fuori dal mitocondrio;
sotto alla membrana esterna si trova la membrana
interna che forma delle pieghe regolari verso l’interno
che danno origine a strutture chiamate creste
mitocondriali, contiene molte delle proteine essenziali
per la catena di trasporto degli elettroni e per la sintesi di ATP. Questa membrana esercita un controllo
molto maggiore su ciò che entra ed esce. Lo spazio racchiuso dalla membrana interna è chiamata matrice
mitocondriale al cui interno troviamo ribosomi e DNA ciclico, consentono ai mitocondri di sintetizzare
autonomamente alcune proteine necessarie alla respirazione cellulare.
Le funzioni dei mitocondri:
Mantenimento dei depositi energetici
Termogenesi
Processi di apoptosi (morte programmata della cellula)
REPLICAZIONE DEI MITOCONDRI (avviene indipendentemente da quello della
cellula): quando diventano troppo grandi subiscono una scissione durante la
quale viene replicato anche il suo mtDNA. Il processo inizia con un restringimento
della membrana interna e poi di quella esterna. Successivamente il mitocondrio
si divide in due organelli figli, ciascuno contenente una copia del DNA
mitocondriale. Questi nuovi mitocondri andranno poi incontro al processo di
fusione, che consente la formazione e il mantenimento della rete mitocondriale.
NUOVE CONOSCENZE SUI MITOCONDRI
Negli ultimi anni la visione dei mitocondri è profondamente cambiata. Non vengono più considerati come
piccoli organelli isolati, separati gli uni dagli altri, ma formano una rete dinamica e interconnessa
all’interno della cellula. Questa rete mitocondriale è in costante movimento: i mitocondri si allungano, si
accorciano, si uniscono e si dividono, adattandosi alle necessità della cellula. Questa struttura
interconnessa permette loro di funzionare in modo più efficiente e di distribuire meglio l’energia dove
serve.
Un aspetto importante di questa nuova visione riguarda la loro relazione con il reticolo endoplasmatico.
I due organelli sono così vicini da poter comunicare rapidamente. Quando la cellula riceve uno stimolo,
il reticolo rilascia ioni calcio nelle immediate vicinanze dei mitocondri. I mitocondri li captano subito, e
questo calcio agisce come un segnale di attivazione, aumentando la produzione di energia.
Nelle cellule muscolari, i mitocondri formano una rete ancora più organizzata. Essi interagiscono
continuamente con il reticolo sarcoplasmatico e con le miofibrille, garantendo un rifornimento rapido di
energia alle strutture coinvolte nella contrazione. In alcune cellule si è osservata una disposizione
ordinata dei mitocondri, descritta come “a cristallo”, che riflette una specializzazione funzionale molto
precisa. Un altro fenomeno affascinante riguarda ciò che accade in condizioni di carenza di nutrienti.
Durante il digiuno, la cellula attiva meccanismi di sopravvivenza, tra cui l’autofagia, per recuperare
energia. In questa situazione, i mitocondri reagiscono fondendosi tra loro e creando una rete più estesa.
Questo processo li protegge dall’autodigestione e permette loro di mantenere attiva la produzione di
energia per sostenere la cellula. Se questa fusione viene impedita, i mitocondri non riescono più a
difendersi e vengono degradati, causando rapidamente la morte cellulare. 5
Perossisomi= sono organuli circondati da una singola membrana dove al loro
interno sono presenti 3 enzimi specializzati nella decomposizione dei
perossidi tossici (come il perossido di idrogeno). Essi svolgono la funzione di
decomporre i perossidi tossici senza che vadano in contatto con altre
componenti della cellula poiché possono essere in grado di danneggiare le
membrane, proteine e le macromolecole biologiche.
Gliossisomi= simili ai perossisomi ma si trovano solo nelle cellule vegetali. Sono l
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