Come nasce e come funziona un farmaco
I. Chimica generale e analitica
Atomo: struttura e caratteristiche
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L’atomo “àtomos”
• la parola atomo deriva dal greco indivisibile; rappresenta la più piccola
frazione di un elemento in grado di conservarne le caratteristiche chimiche e fisiche
• l’atomo è composto da tre particelle:
- elettroni carica negativa (-)
- protoni carica positiva (+)
- neutroni carica neutra
• protoni e neutroni formano il nucleo:
- la somma del numero di protoni e neutroni nel nucleo viene detto numero di
massa (A)
- il numero di protoni nel nucleo viene detto numero atomico (Z)
in un atomo neutro il numero atomico è pari al numero di elettroni; in caso
contrario, si è in presenza di uno ione
massa dell’elettrone = 9,109 · 10^-31 kg; carica elettrica(C) = -1,621 · 10^-19
massa del protone = 1,673 · 10^-27 kg; carica elettrica(C) = +1,621 · 10^-19
Gli orbitali atomici
• numero quantico principale (n)
- la dimensione dell’orbitale aumenta con
l’aumentare di n
- definisce il livello energetico permesso per l’elettrone
nell’atomo
- può assumere tutti i valori interi positivi da 1 a 7
• numero quantico secondario o angolare (l)
- indica la forma dell’orbitale
- può assumere tutti i valori interi positivi compresi fra 0 e (n · 1)
• numero quantico magnetico (m)
- indica l’orientamento dell’orbitale nello spazio
- può assumere tutti i valori compresi
ₛ
• numero quantico di spin (m )
- può assumere solo due valori: -1/2 o +1/2
- secondo il modello dell’elettrone rotante, lo spin indica il senso di rotazione
dell’elettrone sul proprio asse, in senso orario o antiorario
- due elettroni che hanno la stessa serie di numeri quantici n, l e m (occupano lo
stesso orbitale) non possono avere lo stesso numero quantico di spin: avranno
spin opposto principio di esclusione di Pauli
• gli orbitali vengono rappresentati tramite quadratini:
- uno per l’orbitale s
- tre per l’orbitale p
- cinque per l’orbitale d
- sette per l’orbitale f
• gli elettroni vengono rappresentati da frecce verticali il verso della freccia
indica lo spin
• ogni orbitale può contenere 0, 1 o 2 elettroni
• se l’orbitale è occupato da due elettroni, le due frecce che li rappresentano sono
parallele, ma il verso è opposto, ad indicare il diverso spin
Il legame chimico
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Che cos’è un legame chimico?
• i legami chimici sono forze elettrostatiche che permettono a 2 o più
atomi/molecole di interagire tra di loro
possiamo suddividere questi legami in:
1- intermolecolari (all’interno della molecola):
- covalente
- ionico
- dativo
- metallico
2- molecolari (tra le molecole):
- legame H
- dipolo istantaneo-indotto
- legame dipolo-dipolo
- forze di Vander der Walls
• in natura gli atomi si combinano tra di loro per avere 8 elettroni nel loro livello
energetico esterno, così da raggiungere la configurazione del gas nobile e quindi la
stabilità coincide con il più basso livello di energia possibile
• raggiungimento della configurazione elettronica più stabile avviene
acquistando, cedendo e condividendo elettroni, in funzione dell’elettronegatività degli
atomi che vi partecipano
• regola dell’ottetto solo gli elettroni più esterni degli atomi si combinano per
formare un legame chimico (elettroni di valenza o di legame, rappresentati
mediante le strutture di Lewis); attraverso la formazione dei principali legami gli atomi
raggiungono la configurazione elettronica dei gas nobili
Tipologie di legame
› legame covalente
• si forma quando 2 atomi (non metallici) mettono in comune una coppia di elettroni
• si suddivide in:
- omopolare o puro (stesso elemento chimico)
- eteropolare o polare (atomi con diversa elettronegatività)
• può essere:
- semplice una coppia condivisa
- doppio due coppie condivise
- triplo tre coppie condivise
• l’ordine di legame indica il numero di coppie condivise
› legame dativo
• una tipologia di legame covalente la coppia di elettroni implicata nel legame è
fornita da un solo atomo “donatore”, il quale cede un elettrone ad un “accettore”, in
grado di ospitare la
coppia in un orbitale vuoto
› legame metallico
• elettroni delocalizzati (liberi di muoversi) ciò consente di formare una nuvola
elettronica che avvolge tutti i nuclei con carica positiva
• legame metallico forza di attrazione di tipo
elettrostatico che si instaura tra ioni positivi ed elettroni
mobili
• la libertà di movimento degli elettroni è alla base delle proprietà metalliche quali:
- conducibilità elettrica e termica
- lucentezza
- malleabilità
- duttilità
› legame ionico
• si instaura quando la differenza di elettronegatività tra due atomi è elevata (ΔE
> 1,9) l’atomo più elettronegativo strappa in
modo permanente l’elettrone spaiato,
formando ioni (atomi con carica positiva o negativa)
in grado di attrarsi per effetto della forza
elettrostatica
composti ionici
• l’attrazione elettrostatica consente il legame tra i due ioni (positivo e negativo),
favorendo la liberazione di energia e la formazione di un composto ionico,
dotato di energia inferiore rispetto l’energia dei singoli atomi
• i composti ionici sono:
- elettricamente neutri e dotati di una struttura ordinata (reticolo cristallino)
- caratterizzati da alti punti di fusione ed ebollizione
- buoni conduttori elettrici allo stato fuso
- quasi tutti solubili in acqua
Legami intermolecolari
• forze che si instaurano fra molecole
Si distinguono in:
1- polari:
- tra uno ione e una molecola polare
- tra molecole dotate di dipoli permanenti
- legami a idrogeno
2- non polari:
- forze dipolo -dipolo indotto
- forze dipolo indotto-dipolo indotto (London)
› forze intermolecolari che coinvolgono molecole polari
• molecole polari dotate di un’estremità positiva ed una negativa, responsabile
della formazione di un dipolo permanente, che rende possibile l’interazione con
cationi e anioni (ioni)
• forza di attrazione risultante minore rispetto a quella ione-ione, ma maggiore
rispetto a qualsiasi altra forza tra molecole
› forze intermolecolari tra molecole dotate di dipoli permanenti
• sono dette anche dipolo-dipolo e si instaurano quando una molecola polare
incontra un’altra molecola polare estremità positiva di
una molecola attratta dall’estremità negativa
• nelle molecole polari tali forze di attrazione influenzano l’evaporazione e
l’ebollizione di un liquido sono più forti rispetto a quelle presenti nelle molecole
apolari con stessa massa e dimensioni
• le interazioni tra ione e molecole dotate di dipolo permanente dipendono da 3
fattori:
1- la distanza tra ione e il dipolo minore è la distanza, maggiore è la forza di
attrazione
2- la carica dello ione maggiore è la carica, più forte sarà l’attrazione
3- il valore del dipolo maggiore è il valore del dipolo, più forte sarà la forza di
attrazione
› legami a idrogeno
• si instaura tra atomi di H e atomi molto elettronegativi quali:
- ossigeno H₂O
- fluoro H—F
- azoto NH₃
• rappresenta la forza intermolecolare più forte ma è comunque piuttosto debole
rispetto ai legami interatomici
• influenza alcune proprietà dell’acqua:
- alto punto di ebollizione
- alto punto di fusione
- minore densità del ghiaccio rispetto all’acqua liquida, dovuta alla sua struttura a
gabbia aperta
forze intermolecolari che coinvolgono molecole non polari:
› forze dipolo-dipolo indotto
• interazioni che si instaurano tra molecole dotate di dipoli permanenti (polari) e
non polari la molecola non polare sviluppa un dipolo indotto, poiché la sua
nuvola elettronica è influenzata dalla presenza della molecola polare
questo processo è chiamato polarizzazione
› interazioni dipolo indotto-dipolo indotto
London
• le forze di dispersione di consentono di spiegare l’interazione tra
molecole apolari l’attrazione e la repulsione tra gli elettroni e i nuclei causa una
distorsione nelle nuvole elettroniche delle molecole, determinando la formazione di
dipoli momentanei
Acidi e basi
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Teorie sugli acidi e sulle basi nella storia
› Svante Arrhenius chimico svedese, nel 1884 formulò una delle prime teorie sugli
acidi e sulle basi:
- acido sostanza che in soluzione acquosa libera ioni idrogeno
- base sostanza che in soluzione acquosa libera ioni ossidrile
definizione restrittiva, poiché l’attribuzione di una sostanza alla categoria degli
acidi o delle basi è subordinata al fatto di usare come solvente l’acqua, non si può
parlare di acidi o di basi in un solvente diverso dall’acqua o in assenza del solvente
› Brønsted-Lowry (1923):
- acido sostanza in grado di cedere un protone ad un’altra sostanza che si
comporta da base: l’acido può donare il protone solo in presenza di una base
che lo accetti
- base qualsiasi sostanza che accetti protoni
coppia coniugata acido-base
• sostanza anfotera sostanze che si comportano da base in presenza di un acido
es. acqua)
e da acido in presenza di una base (
› Lewis (1923):
- acido qualsiasi sostanza in grado di accettare una coppia di elettroni
- base qualsiasi sostanza in grado di cedere una coppia di elettroni non
condivisi
definizione più completa, in quanto non esclude alcuna sostanza con
comportamento acido o basico
• acidi di Lewis noti in chimica organica anche come reagenti elettrofili
• basi di Lewis note come reagenti nucleofili
Acidi e basi: forti e deboli
› costanti di dissociazione degli acidi e delle basi
• HCl acido forte: in soluzione acquosa si dissocia completamente
• CH₃COOH acido debole: perché non si dissocia completamente quando viene
messo in soluzione acquosa
› equilibrio chimico
Legge di azione delle masse
K = costante di equilibrio (è funzione solo a T)
• la forza relativa degli acidi e delle basi viene indicata in maniera quantitativa dalla
loro costante di dissociazione K e K
a b
› forza degli acidi
• un acido debole indicato con HA in soluzione acquosa è soggetto all’equilibrio di
dissociazione:
• applicando la legge delle masse si può calcolare sperimentalmente la costante di
acidità K , che è la misura della forza di un acido maggiore è il valore della
a
costante, maggiore è la forza dell’acido
• alcuni acidi deboli:
- acido nitroso k = 4,5 · 10^-4
a
- acido formico k = 1,7 · 10^-4
a
- acido acetico k = 1,8 · 10^-5
a
*K a 25 °C
a
• essendo l’acido quasi totalmente dissociato, otterremo un valore molto elevato
(molto maggiore di 1)
• acidi deboli in soluzione acquosa sono elettroliti deboli che si dissociano solo
parzialmente; il pH di una loro soluzione dipende quindi dalla concentrazione dell’acido
e dal valore della k a
• acidi forti in soluzione acquosa si dissociano completamente; il pH della
soluzione dipende solo dalla concentrazione dell’acido
› forza delle basi
• alcune basi:
- trietilammina = 1,0 · 10^(-3)
- etilammina = 6,5 · 10^(-4)
- ammoniaca = 1,8 · 10^(-5)
- nicotina = 1,0 · 10^(-8)
- piridina = 1,8 · 10^(-9)
- urea = 1,3 · 10^(-14)
*K a 25 °C
b
Il concetto di mole e il calcolo della concentrazione
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La mole
› quanti atomi/molecole sono coinvolti in una reazione chimica?
• in ogni reazione chimica il rapporto di atomi/molecole che vi partecipano viene
indicato dai coefficienti stechiometrici: 2F + 3Cl₂ 2F Cl₃)
e e
• i valori numerici dei coefficienti stechiometrici consentono:
- alle sostanze coinvolte nella reazione di relazionarsi tra loro
numericamente
- di connettere il mondo microscopico con quello macroscopico, definendo
una quantità di materia che contenga un numero noto di particelle
la mole(mol): unità fondamentale del SI
› concetto di mole
• mole quantità di sostanza di un sistema che contiene un numero di entità pari al
numero degli atomi presenti in 12 grammi di carbonio-12
Una mole di qualsiasi sostanza contiene 6,022 · 10^23 particelle (atomi, molecole,
ioni)
6,022 · 10^23 numero di Avogadro
• la mole consente di relazionare l’unità di massa atomica (uma) con i grammi di
sostanza
N.B.
- la mole non va confusa con la massa
› dalla mole alla massa
• per poter effettuare tale conversione è necessario conoscere la massa molare
(g/mol):
- la massa molare di un elemento/molecola è la sua massa
atomica/molecolare
La concentrazione delle soluzioni
› molarità
• le moli di soluto disciolte in un volume noto di soluzione indicano la concentrazione
molare
• la molarità è espressa in mol/L; indica quindi le moli di soluto presenti in un
litro di soluzione
N.B.
- la molarità si riferisce alle moli di soluto in un litro di soluzione (soluto +
solvente)
› molalità
• unità di misura della concentrazione come la molarità, ma definita come la quantità
di soluto (mol) disciolta in un kg di solvente
› normalità
• modo per esprimere la concentrazione
• esprime il rapporto tra il numero di equivalenti di soluto in 1 litro di
soluzione
occorre definire il numero di equivalenti n
(eq)
• la massa equivalente dipende dal tipo di sostanza e di reazione
› come si calcola la massa equivalente?
1. reazione redox calcolata considerando il rapporto tra la massa della
sostanza che si riduce/ossida e il numero di elettroni
persi/acquistati
2. reazione di dissociazione acido/base calcolata considerando il rapporto
tra la massa molare e il numero di ioni liberati (H⁺ o OH⁻)
3. dissociazione di un sale
calcolata considerando il rapporto tra la massa
molare del sale e il numero di cariche
positive/negative della dissociazione (z)
Volume molare ed equazione di stato dei gas perfetti
› volume molare
• rappresenta il volume occupato da una mole di una qualsiasi sostanza
gassosa
• ogni gas occupa lo stesso volume a parità di pressione e temperatura 22,4 L in
condizioni standard (STP)
T = 273,15 K ; p = 1 atm
› equazione generale dei gas ideali
• volume di una determinata sostanza che si trova in condizioni diverse da quelle
standard:
P · V = n · R · T
P = pressione (KPa)
V = volume (L)
n = numero moli
R = costante (KPa · L/mol · K) = 8,31 KPa · L / mol · K
T = temperatura (K)
pH, idrolisi salina e soluzioni tampone
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Il pH
› cos’è il pH
• pH valore che misura la basicità o acidità di una soluzione acquosa
- l’acidità di una soluzione dipende dalla concentrazione degli ioni H+ che
essa contiene
• il pH matematicamente si indica come: pH = log10 [H+]
› la scala del pH
• per esprimere il carattere acido o basico delle soluzioni si utilizza la scala del pH
(da 0 a 14)
› la cartina al tornasole
• striscia di carta impregnata in una soluzione di tornasole che cambia colore al
variare del pH
- soluzione acida la cartina si colora di rosso
- soluzione basica la cartina si colora di blu
L’idrolisi acida e basica
› l’idrolisi: sali acidi e sali basici
• non tutti i sali in soluzione acquosa sono neutri:
1- sali acidi abbassano il pH della soluzione in cui vengono aggiunti
- sono formati da: acido forte + base coniugata debole
dissociandosi liberano l’acido forte dalla base debole = idrolisi
dell’acqua
NH₄ Cl NH₄⁺ + Cl⁻ ( = H₂0; NH₄⁺ = acido forte; Cl⁻ = base
debole)
2- sali basici alzano il pH della soluzione in cui vengono aggiunti
- sono formati da: base forte + acido coniugato debole
dissociandosi liberano la base forte dall’acido debole = idrolisi
dell’acqua
NaHCO₃ Na⁺ + HCO₃⁻ ( = H₂O; Na⁺ = acido debole; HCO₃⁻ = base
forte)
• in base alla natura dell’acido e della base da cui deriva, la reazione di
dissoluzione del sale in soluzione acquosa (idrolisi) può portare ad un pH:
- acido (pH < 7)
- basico (pH > 7)
- neutro (pH = 7)
Le soluzioni tampone
› cosa sono le soluzioni tampone?
• soluzioni contenenti miscele di soluti che impediscono significative variazioni di pH
dovute all’aggiunta di moderate quantità di acidi e basi forti<
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