Estratto del documento

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Capitolo 1.1: introduzione .............................................................................3

La materia: di cosa tratta .................................................................................3

La prospettiva antropologica ...........................................................................3

Le tecniche etnografiche ..................................................................................3

L’antropologia applicata ...................................................................................4

Capitolo 1.2: cultura ......................................................................................5

Cos’è la cultura ................................................................................................5

Diversità umana e mutamento culturale ..........................................................5

I livelli di cultura ................................................................................................6

Capitolo 2.1: la costruzione dell’altro ..........................................................7

Dall'antropologia implicita all'antropologia come scienza ...............................7

I concetti di razza ed etnia e le loro implicazioni ..............................................7

Etnocentrismo e relativismo culturale ..............................................................8

Orientalismo: l'Oriente come l’ “altro” dell’Occidente .....................................8

Capitolo 2.2: abbiamo tutti un antenato comune .......................................9

L’evoluzione umana ..........................................................................................9

L’albero dell’evoluzione ....................................................................................9

Charles Darwin e l’origine delle specie ............................................................9

Capitolo 3.1: strategie adattative e organizzazione economica .............10

I sistemi di sussistenza ..................................................................................10

Consumo, scambio e distribuzione ................................................................11

Modi, mezzi e rapporti di produzione ............................................................13

Capitolo 3.2: il paradigma del dono ............................................................13

Homo oeconomicus vs Homo donator .........................................................13

Il potlach e il kula, due casi emblematici di dono ..........................................14

Da Mauss al M.A.U.S.S. .................................................................................15

Capitolo 4.1: famiglia, parentela e matrimonio .........................................15

I simboli della parentela .................................................................................15

Modelli di relazioni parentali ...........................................................................17

Il matrimonio ..................................................................................................19

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Capitolo 4.2: sistemi politici e potere .........................................................21

L’organizzazione politica ................................................................................21

Il principio di segmentazione .........................................................................23

Il potere ..........................................................................................................24

Capitolo 6.1: dagli albori agli anni ‘40 del Novecento ..............................25

L'antropologia vittoriana (evoluzionistica) ......................................................25

Gli albori: le scuole nazionali ..........................................................................27

Le correnti ......................................................................................................29

Capitolo 6.2: dagli anni ‘40 del Novecento alla contemporaneità ...........32

Correnti dopo la WW2 ....................................................................................32

L'antropologia strutturale di Claude Lévi-Strauss .........................................34

L'antropologia interpretativa di Clifford Geertz ..............................................35

Le discipline demoetnoantropologiche in Italia ..............................................36

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Capitolo 1.1: introduzione

La materia: di cosa tratta

Partendo dall'etimologia della parola vediamo che essa è composta da anthropos, che significa uomo, e da logos, che significa discorso: nel suo carattere generale l'antropologia avvia pertanto un discorso a 360° sull’uomo.

L'antropologia è lo studio scientifico dell'essere umano da una prospettiva diacronica, ossia tra passato e presente, e in ottica transculturale, che mette a confronto nello stesso periodo storico, il presente, le diverse società.

La sua specificità consiste nell'essere una materia interdisciplinare, all'intersezione tra biologia, scienze umane e scienze sociali.

L'antropologia culturale studia come gli esseri umani plasmano le proprie azioni secondo un sistema di conoscenze appreso socialmente. È il campo che descrive, analizza, interpreta e spiega le somiglianze e le differenze sociali e culturali.

L’antropologia descrive e analizza come gli esseri umani diano soluzioni diverse a problemi universali.

L’uomo e la cultura vengono fortemente plasmati dall’ambiente che li circonda ma allo stesso tempo essi incidono sull’ambiente: non si tratta quindi di solo determinismo.

La risposta che gli uomini danno al vivere infatti è questione di organizzazione culturale, che si può declinare in una miriade di modalità diverse.

La prospettiva antropologica

Relativa: relativismo metodologico che permette di prendere in considerazione la totalità degli aspetti culturali all’interno di una società o di un gruppo.

Empirica: l’antropologia si basa sull’esperienza: l’antropologia trova il suo senso nel partecipare alla vita di un’altra società mediante uno sguardo da lontano, e dandone una descrizione e un’analisi quanto più accurate.

Adattiva: l’antropologia è una scienza tesa a indagare il cambiamento culturale, ogni società cambia continuamente e lo fa selezionando quei tratti della propria cultura che sono funzionali al presente ed eventualmente modificandoli per meglio adattarli.

Comparativa: l’antropologia ha un approccio transculturale. Avendo come oggetto la diversità culturale, essa non può che optare per una comparazione. Comparare significa permettere di far emergere la varietà e la diversità che è alla base delle culture nel mondo. Permette di analizzare se stessi e la propria cultura in maniera maggiormente analitica.

Olistica: prende in considerazione differenti aspetti del modo di vivere delle persone all’interno di una cultura per contestualizzare le azioni e i comportamenti che ne discendono.

Le tecniche etnografiche

Le tecniche etnografiche sono quell'insieme di metodi che l'antropologo mette in atto durante la propria ricerca sul campo.

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L’osservazione partecipante

L’antropologo fa dell’osservazione e della partecipazione la chiave per comprendere le società nelle quali si immerge.

Osservare partecipando significa non solo studiare la società ma prenderne parte in maniera attiva alla vita comunitaria. Inoltre tramite l’osservazione partecipante si avvia una maggiore comprensione di quegli eventi che i “nativi” trovano significativi.

L’informatore privilegiato

In ogni comunità nella quale l’antropologo si immerge si ritrovano persone con la quale si crea un legame più forte, divenendone così il punto di riferimento. Questi sono chiamati informatori privilegiati o informatori chiave.

Oggi si parla di interlocutori, sottolineando come l’esperienza antropologica plasmi sia i portatori della cultura sia l’antropologo che la esplora.

L’intervista

Per intervistare più soggetti e per rendere comparabili i risultati, si usa costruire una tabella. Con la tabella per le interviste l’antropologo parla faccia a faccia con le persone, trascrivendo le risposte.

Il metodo genealogico

Indagini sull’analisi della parentela, della discendenza e del matrimonio. La genealogia è alla base delle relazioni sociali e dell’organizzazione politica delle società non industrializzate.

Le storie di vita

Raccolta di biografie, quale metodo per indagare ancora più a fondo una cultura indigena. La dimensione personale e intimistica della raccolta biografica arricchisce quanto è stato raccolto dall’antropologo con gli altri metodi. L’attenzione in questo caso viene posta su come singole persone interpretano e affrontano i cambiamenti che influenzano le loro vite.

Approcci per la descrizione delle culture

Durante la ricerca sul campo, infatti, gli antropologi seguono e combinano due approcci: una dimensione emica è quella rivolta al locale, la dimensione etica invece è rivolta allo scienziato.

L’approccio emico investiga il punto di vista del nativo ed emerge con forza dal dialogo con i propri informatori privilegiati.

L’approccio etico è il punto di vista del ricercatore che, in quanto scienziato, tenta di essere il più possibile oggettivo.

Siamo ben lontani dall’oggettività che può condurre un esperimento su cose inanimate in un laboratorio: l’antropologo non è un essere umano sprovvisto di pregiudizi culturali ma esso è comunque uno scienziato maggiormente allenato di altri nell’eliminare il più possibile i preconcetti, che ne fanno una persona, dall’oggettività, che lo rende uno scienziato.

L’antropologia applicata

L’antropologia possiede una duplice dimensione: quella teorica e quella pratica: l’antropologia applicata. Questa fa riferimento all’applicazione di dati, prospettive, teorie e metodi delle scienze antropologiche per identificare, valutare e risolvere le problematiche sociali contemporanee.

Dal momento che la scienza antropologica include numerosi ambiti, ne risulta che anche le sue applicazioni sono altrettanto numerose: antropologia medica (interpreti culturali nell’ambito di programmi di salute pubblica), dello sviluppo (si interessa dei problemi sociali indotti dallo sviluppo economico e della loro dimensione culturale), istruzione (gli studi condotti possono produrre consigli e suggerimenti per le linee di condotta da adottare in campo educativo), urbana (incentrate su migrazione, etnicità, povertà).

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Capitolo 1.2: cultura

Cos’è la cultura

"La cultura è una rete di significati tessuta dall’uomo ma entro la quale egli resta inevitabilmente impigliato".

Progetti, regole, prescrizioni, istituzioni sono gli elementi che compongono la cultura, e dalle loro infinite combinazioni deriva la varietà delle culture umane.

Insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro di una società.

La cultura è:

  • Appresa: con l’apprendimento culturale, gli individui creano, ricordano, si confrontano con idee. Gli elementi della cultura vengono appresi tramite il processo di inculturazione: gli individui interiorizzano gradualmente un sistema di simboli e significati precedente creato. Tale sistema permette di orientare azioni, comportamenti e percezioni.
  • Condivisa: la cultura non appartiene all’individuo in sé, ma all’individuo in quanto membro di una società. È condivisa all’interno dei gruppi e trasmessa di generazione in generazione.
  • Simbolica: l’apprendimento culturale dipende dalla capacità dell’uomo di utilizzare simboli e segni privi di un collegamento spontaneo con ciò che rappresentano.

Diversità umana e mutamento culturale

Universali: tratti che distinguono Homo sapiens dalle altre specie. Ha base:

  • Biologica.
  • Psicologica.
  • Sociale.

Generalità: le generalità culturali sono caratteristiche che compaiono regolarmente in diverse epoche e luoghi ma non in tutte le culture. Si sviluppano per:

  • Diffusione: le società possono condividere usi e costumi per via di una mutuazione o per l’eredità da parte di antenati comuni.
  • Invenzione indipendente: circostanze e necessità analoghe conducono società in diversi territori a individuare soluzioni innovative con modalità parallele, per cui si giunge alla stessa soluzione culturale di un problema in maniera autonoma.

Specificità: le specificità culturali sono caratteristiche che risultano confinate entro una singola cultura o società o entro uno specifico luogo.

La cultura è:

  • Onnicomprensiva: la cultura esercita una forza sugli individui nella quotidianità.
  • Integrata: le culture si presentano come sistemi strutturati in base a schemi specifici.

La cultura è un tutto ed è più della somma delle parti. Una modifica a un elemento comporterà un cambiamento del tutto.

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Le culture mutano nel tempo: si ha un mutamento culturale. Il mutamento può avvenire per:

  • Diffusione: meccanismo di scambio di informazioni e di prodotti che si è protratto nel tempo. Il contatto si è esteso spesso a vaste aree geografiche.
  • Diretta: quando due culture commerciano, stringono matrimoni o entrano in guerra l’una contro l’altra.
  • Forzata: quando una cultura ne sottomette un’altra, imponendo norme e abitudini.
  • Indiretta: quando elementi di un gruppo passano a un terzo gruppo passando per un secondo senza che ci sia un contatto tra il primo e il terzo.
  • Acculturazione: scambio di tratti culturali tra due o più gruppi che hanno contatti diretti su base continuativa, pur rimanendo gruppi distinti.
  • Invenzione indipendente: processo per il quale gli esseri umani procedono all’innovazione individuando soluzioni creative ai problemi.

I livelli di cultura

Alla base della cultura vi sono:

Valori: insieme di idee o di opinioni condivise da una collettività riguardo a ciò che è giusto, buono, apprezzabile. Forze che forniscono le motivazioni a determinati comportamenti. Orientano in base ai valori il proprio agire.

Propri da individui a gruppi sociali. Società moderne: pluralismo valoriale -> produce problemi di integrazione tra valori diversi. Se valori in conflitto tra loro, anche soggetti portatori entrano in conflitto.

Norme: mezzi che permettono di prescrivere, vietare o limitare i comportamenti. Sono obbligazioni. I comportamenti che si dissociano da queste vanno incontro a sanzioni. Tipi di sanzioni:

  • Positive: ricompensano chi rispetta la norma.
  • Negative: puniscono chi non le rispetta.
  • Formali: applicate da specifiche autorità.
  • Informali: reazioni spontanee. Possono essere interne quando le norme sociali sono state interiorizzate e trasformate in norme morali.

Istituzioni: pratiche culturali stabili e durevoli che organizzano la vita sociale di una determinata società. Es: famiglia. Un elemento culturale non nasce istituzione, ma lo diventa gradualmente. La sopravvivenza dipende da capacità di risposta a fattori endogeni ed esogeni.

Se si dimostra capace di cambiare la propria struttura, avrà maggiore capacità di sopravvivere.

Se tende alla conservazione in maniera rigida, tende a morire.

Livelli:

Cultura nazionale: credenze, schemi di comportamento, valori, norme, istituzioni condivise da individui in quanto cittadini di una nazione.

Cultura internazionale: tradizioni culturali che si estendono oltre i confini nazionali coinvolgendo altre nazioni. Con la globalizzazione schemi culturali hanno una portata mondiale.

Subculture: culture più circoscritte rispetto alla nazione, forme specifiche di apprendimento culturale. Si originano per fattori: regione, lingua, classe sociale, religione.

Controculture: gruppi che lottano per un ideale e per promuovere la correttezza e il valore dei propri valori, pratiche, credenze nei confronti di altri gruppi.

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Capitolo 2.1: la costruzione dell’altro

Dall'antropologia implicita all'antropologia come scienza

L’antropologia implicita: ogni cultura in ogni tempo e luogo, ha sviluppato un’immagine di se stessa e delle società ad essa più o meno vicine, applicando di fatto un’antropologia implicita. È servita a costruire confini in cui è apparsa netta la distinzione tra un noi e un loro.

L’antropologia come scienza: nasce nel XIX secolo, acquisire la capacità di mettere in discussione teorie e prospettive.

I concetti di razza ed etnia e le loro implicazioni

Razza e etnia sono termini utilizzati per indicare divisioni, prive di evidenze scientifiche, tra gruppi umani.

Razza si basa su differenze fisico-morfologiche.

Si sviluppa nel contesto delle esplorazioni del XVI secolo, laddove si sottomisero i popoli indigeni delle Americhe e si schiavizzarono quelli africani. Il predominio economico europeo fu quindi alla base della giustificazione di un ordine razziale globale entro il quale a primeggiare era la “razza bianca”.

Etnia si basa su differenze linguistiche, sociali e culturali.

Il Ventesimo secolo è stato il secolo nel quale l’uso sostantivista dei termini ha comportato effetti devastanti per l’umanità. “Razza” è stato destituito di valore scientifico ed euristico dalle scienze genetiche, “Etnia” dagli studi socio-antropologici.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Just Work di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bonato Laura.
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