Anatomia
Possiamo distinguere gli apparati organici in due gruppi:
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Apparati organici della vita di relazione:
- Apparato nervoso: sistema nervoso centrale, sistema nervoso periferico, apparati e organi di senso
- Apparato locomotore: sistema scheletrico, sistema muscolare, sistema articolare
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Apparati della vita vegetativa:
- Apparati della nutrizione: digerente, respiratorio, circolatorio, uropoietico
- Apparati della riproduzione: genitale maschile e femminile
Apparato locomotore
L'apparato locomotore ci permette di interagire con l'ambiente circostante ed è formato da:
- Ossa: hanno funzione di sostegno, protezione, fanno da leve, sono deputate alla produzione di midollo osseo (emopoiesi) e fungono da deposito e riserva di sali minerali
- Articolazioni: saldano lo scheletro e permettono il movimento, sono le giunzioni che permettono le interazioni tra le ossa
- Muscoli scheletrici: il muscolo è il motore per il movimento; ha anche funzione di sostegno, regolazione della temperatura corporea e protezione (es. la parte anteriore del corpo, l'addome, è privo di ossa ma ci sono solo i muscoli che proteggono)
Ossa
Possiamo classificarle secondo la forma:
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Ossa lunghe:
- Epifisi: tessuto osseo spugnoso, rivestite da un sottile strato di osso compatto
- Diafisi: tessuto osseo compatto che circonda un canale centrale (la cavità midollare)
- Metafisi: tratto compreso tra diafisi ed epifisi
Il tessuto osseo non è mai statico, ma in continuo rimodellamento. Il tessuto osseo compatto è più spesso e si trova in regioni molto sollecitate ma da poche direzioni; è molto resistente alla compressione in senso longitudinale. Il tessuto osseo spugnoso non è molle come il nome lascia intendere e si trova in zone in cui le ossa non subiscono forti sollecitazioni, ma arrivate da diverse direzioni. Le trabecole sono orientate sulla base delle forze da cui sono sollecitate (orientamento non stabile nel corso della vita). Ciò rende lo scheletro più leggero e permette ai muscoli di muovere le ossa più agevolmente.
- Ossa piatte: forma di “panino” in cui sopra e sotto troviamo dell’osso compatto e al centro dell’osso spugnoso. Lo troviamo a livello della volta cranica, dello sterno, delle coste e delle scapole
- Ossa brevi (o corte): forma cubica irregolare, costituite esternamente da osso compatto ed internamente da osseo spugnoso. Mostrano tre dimensioni più o meno uguali. Le troviamo a livello delle ossa del carpo (mano) e del tarso (piede).
Ulteriori classificazioni in base alla forma possono essere fatte con queste tre categorie:
- Ossa pneumatiche: ossa cave o contenenti numerose cellette aeree (es. osso etmoide, setto nasale)
- Ossa irregolari: forma complessa con superfici corte, appiattite, incavate o spigolose; un misto tra ossa lunghe, corte e piatte
- Ossa sesamoidi: piccole, tondeggianti ed appiattite. Si sviluppano all’interno dei tendini e sono localizzate in prossimità dell’articolazione del ginocchio, nelle mani e nei piedi
Sistema articolare
Le articolazioni sono dispositivi giunzionali che mettono in relazione due o più ossa, un osso e una cartilagine oppure un osso e un dente; consentono movimenti, crescita e di sostenere dei pesi (es. anche quando corriamo: aumentiamo il peso messo sulle ossa).
Riconosciamo due tipi di articolazioni:
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Sinartrosi: per continuità di tessuto, tessuto tra ossa, che può essere:
- Connettivo fibroso denso: suture, gonfosi, sindesmosi
- Cartilagine ialina: sincondrosi
- Fibrocartilagine: sinfisi
Consentono poco movimento o nullo. Esempio della matita spezzata messa assieme con la colla: questa fa da ponte quindi se volessi camminarci sopra potrei passare da una parte all’altra senza problema; colla = tessuto.
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Diartrosi: spazio tra le ossa, articolazioni per contiguità. Sono classificate in base alla forma delle superficie articolari:
- Ovoidi: piane (artrodie), cilindri (ginglimo laterale, ginglimo angolare), ellissoidio (condilo), sfere (enartrosi)
- Sella
Consentono movimento. I due capi ossei non sono ancorati, ma possono muoversi uno rispetto all’altro. I movimenti possono essere molto diversificati (es. il movimento del gomito è diverso da quello della spalla). Esempio della matita spezzata messa assieme con del nastro adesivo, parti estremamente vicine ma non direttamente collegate.
Sinartrosi
- Suture: sono articolazioni fisse localizzate solo tra le ossa del cranio. I margini sono uniti da connettivo denso fibroso. Da appena nati nel cranio c’è ancora del tessuto percepibile anche al tatto (fontanelle), con la crescita questo viene ossificato ottenendo la completa fusione ossea — Sinostosi
- Gonfosi: caratterizzata da una superficie di forma conica che si adatta ad una cavità che ne rappresenta lo stampo. Si trova solo al livello dei denti
- Sindesmosi: articolazione in cui i capi ossei sono più distanziati tra loro e la quantità di tessuto connettivo denso interposto è maggiore rispetto ad una sutura (es. ulna-radio)
- Sincondrosi: cartilagine ialina interposta tra le ossa (es. durante l'accrescimento)
- Sinfisi: le superfici articolari dei due capi ossei, rivestiti da cartilagine ialina, sono in rapporto di continuità mediante l'interposizione di un disco fibrocartilagineo. Dona qualche grado di movimento in più
Diartrosi
Sono tutte articolazioni mobili anche se il grado di mobilità varia molto a seconda delle articolazioni. I due capi ossei sono avvolti da capsula articolare fibrosa (nell’esempio, rappresenterebbe il nastro adesivo della matita). Le superfici ossee sono rivestite da cartilagine articolare ialina (tranne a livello della clavicola). Il manicotto forma uno spazio vuoto detto cavità articolare che contiene il liquido sinoviale, prodotto dalla membrana sinoviale che avvolge la capsula (tranne a livello della cartilagine). Il liquido sinoviale produce i nutrimenti che non possono arrivare alla cartilagine non vascolarizzata. Si gonfia quando ci procuriamo una ferita: non riusciamo a muovere la parte ferita per un meccanismo di difesa — viene riconosciuto un malfunzionamento e dunque impedito il movimento.
Strutture delle diartrosi:
- Borsa: tasca connettivale contenente liquido sinoviale. Si forma dove un tendine o legamento sfregano contro un altro tessuto. Ammortizzano (ad es. una caduta)
- Cuscinetto adiposo: protezione, riempimento
- Legamenti: tendono uniti i due capi ossei, conferiscono resistenza e limitano i movimenti
- Tendini: attraversano e circondano l’articolazione, danno stabilità e rinforzo, limitano i movimenti
- Dischi: formazioni tondeggianti e appiattite che si uniscono alla capsula articolare. Dividono la cavità articolare in due spazi non comunicanti
- Menischi: cuscinetti fibre-articolari che aiutano il flusso del liquido sinoviale e permettono variazioni di forma durante il movimento dell’articolazione
- Labbri glenoidei: si inseriscono sul margine di alcune cavità articolari per aumentarne la profondità e la superficie
I movimenti
I movimenti possono essere di due tipi:
- Movimenti lineari o in asse: non cambia l’angolo relativo tra le ossa
- Movimenti angolari: modificazioni dell’angolo relativo tra le ossa
Movimenti lineari
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Traslazione-scivolamento: due superfici ossee relativamente piane scoprono l'una rispetto all’altra in direzione antero-posteriore o latero-laterale
- Piano frontale:
- Elevazione: scivolamento verso l’alto
- Depressione: scivolamento verso il basso
- Scivolamento verso destra/sinistra o obliquamente
- Piano orizzontale:
- Protrazione: scivolamento in avanti
- Retroazione: scivolamento indietro
- Scivolamento verso destra/sinistra o obliquante
- Rotazione: attorno all’asse longitudinale del corpo o di un arto (es. testa, tronco)
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Pronazione/supinazione: con articolazioni radioulnari prossimali e distali
- Pronazione: movimento di rotazione verso l’interno che porta il palmo della mano posteriormente
- Supinazione: movimento opposto alla pronazione
Movimenti angolari
- Flessione: diminuisce l’ampiezza dell’angolo fra le due ossa
- Estensione: aumenta l’angolo fra le due ossa e riporta una parte dalla posizione flessa a quella anatomica
- Iperestensione: oltrepassa la posizione anatomica
- Circumduzione: movimento di un segmento corporeo nel quale l’estremità distale viene a descrivere una circonferenza (es. traccio un cerchio con tutto il braccio; bracciata a nuoto libero)
- Inclinazione laterale: movimento sul piano frontale a destra e a sinistra
Movimenti particolari:
- Inversione: rotazione del piede che porta la pianta verso l’interno, sollevando il margine mediale
- Eversione: movimento opposto
- Flessione dorsale: flessione della caviglia che solleva la pianta del piede (es. camminata sui talloni)
- Flessione plantare: movimento opposto, estende l’articolazione della caviglia (es. piede della ballerina)
- Opposizione: movimento del pollice verso il palmo o le dita
Diartrosi e movimenti
Le diartrosi possono essere divise in categorie secondo il movimento che permettono di compiere, possono essere:
- Monoassiali: permettono movimenti lungo un solo asse
- Biassiali: permettono movimenti lungo due assi
- Multiassiali: permettono una combinazione di movimenti angolari e di rotazione
In particolare, troviamo:
- Artrodie: i capi articolari hanno forma pianeggiante e possono solo scivolare tra loro (es. le troviamo tra alcune vertebre)
- Ginglimi: due capi a forma di cilindro, uno concavo e l’altro convesso che accoglie il primo. Possono esserci due tipi di ginglimi a seconda dell’orientamento dei cilindri
- Laterale (o trocoide): gli assi dei capi articolari hanno asse parallelo al movimento di rotazione (es. tra atlante ed epistrofeo, due vertebre)
- Angolare (o troclea): gli assi dei capi articolari sono perpendicolari agli assi delle ossa che si articolano movimento angolare in un solo piano
- Condilartrosi: le superfici articolari hanno una forma ellissoide, uno concavo e uno convesso permettono movimenti accentuati lungo l’asse maggiore della superficie ovale (es. articolazione mandibolo-temporale)
- Enartrosi: le superfici articolari hanno la forma di un’emisfera, una cava e una convessa, più mobile di tutti, consentono la circumduzione (es. spalla, anca; l’anca in teoria potrebbe effettuare una circumduzione ma in pratica no a causa dei legamenti e strutture varie che la circondano)
- A sella: le superfici articolari convesse in una direzione e concave nella direzione ortogonale movimento di circumduzione ma non di rotazione (es. a livello del pollice)
Muscoli dell'apparato locomotore
I muscoli dell’apparato locomotore appartengono a due categorie:
- Muscoli mimici: originano da uno scheletro e si inseriscono nella cute, soprattutto a livello del volto ci permette di avere le espressioni; permettono ad alcuni animali come le mucche di muovere la pelliccia per ad esempio scacciare le mosche
- Muscoli scheletrici
Muscoli scheletrici
Sono formati da tessuto muscolare striato scheletrico. Fibre di epimisio, perimisio ed endomisio convergono nel tendine. Hanno un punto di partenza e uno di arrivo:
- Origine: punto in cui si attacca all’osso che costituisce il punto fisso, durante il movimento generalmente resta fisso
- Inserzione: punto di attacco al tendine che costituisce il punto mobile
In alcuni casi il punto fisso e quello mobile possono scambiarsi come nel caso di trazioni alla sbarra. Nei muscoli biarticolati l’origine corrisponde alla parte prossimale, viceversa l’inserzione a quella distale. Muscoli avvolti da uno stesso connettivo formano delle logge; in una stessa loggia i muscoli svolgono azioni analoghe.
Possiamo classificare i muscoli scheletrici in base alla forma:
- Lunghi (es. arti)
- Larghi: “lamine muscolari”, chiudono le cavità in cui sono racchiusi gli organi interni (es. tronco)
- Orbicolari: circolari; posso essere orbicolari o sfinteri a seconda che circondino orifizi (es. occhi, bocca) o cavità. (es. chiudono lo sfintere uretrale interno, che ci permette di tenere la pipì
Possiamo classificare i muscoli scheletrici in base al numero dei ventri e la loro disposizione in serie o in parallelo:
- Bicipite/Tricipite/Quadricipite: due/tre/quattro ventri paralleli. Due/Tre/Quattro origini, un’inserzione
- Digastrico: due ventri. Un’origine, un’inserzione
- Nastriforme: paralleli a gruppi (es. retto dell’addome “la tartaruga”)
Possiamo classificare i muscoli scheletrici in base al numero dei capi di origine:
- Bicipite: due capi di origine
- Tricipite: tre capi di origine
- Quadricipite: quattro capi di origine
Possiamo classificare i muscoli scheletrici in base alle modalità dei rapporti muscolotendinei:
- A fibre parallele: Tendine-fibra-tendine
- Semipennato: Fibre inserite solo da un lato del tendine
- Pennato: Un tendine centrale (obliquo) alle fibre che si inseriscono
Possiamo infine classificarli come:
- Muscoli agonisti: determinano il movimento contraendosi
- Muscoli antagonisti: azione opposta agli agonisti, si allungano per seguirli con azione frenante e di controllo del movimento stesso, eseguendo poi il movimento opposto
- Muscoli sinergici: contraendosi rendono più efficiente la contrazione di un muscolo agonista
- Muscoli fissatori: contribuiscono alla fissazione di un giunto articolare, stabilizzatori
Il cranio
Il cranio costituisce lo scheletro della testa e possiamo dividerlo in due parti:
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Neurocranio: parte del cervello + organi di senso, risiede il sistema nervoso centrale.
- Ne fanno parte le zone: Parietale e temporale: pari (ce ne sono due di ognuno)
- Frontale, occipitale, etmoide, sfenoide: impari (ce n’è solo uno di ognuno)
Contiene gli organi di senso, l’encefalo, vasi e nervi
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Splancnocranio: apparati che iniziano dal viso (digerente, respiratorio), viscero cranio, massiccio facciale.
- Ne fanno parte le zone: Mascellare, zigomatico, palatino, nasale, lacrimale, cornetto inferiore
- Mandibola, vomere
Contiene il naso, la bocca (lingua, ghiandole salivari, denti), i muscoli, i vasi, i nervi e altri organi di senso
Neurocranio e splancnocranio sono divisi da una “linea” che si può dire partire dalla glabella e finire alla protuberanza occipitale interna.
Neurocranio
Le ossa del neurocranio formano la:
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Volta del cranio: risiedono l'encefalo e alcuni organi di senso, e la cosiddetta base del cranio. Comprende:
- Zona frontale
- Zona parietale
- Zona occipitale
- Piccola parte della zona temporale
- Sfenoide
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Base del cranio: funge da supporto per la suddetta volta cranica. Comprende la zona posteriore che declina verso il basso con:
- Fossa cranica anteriore: osso frontale e parte dello sfenoide
- Fossa cranica media: osso temporale, parietale e parte dello sfenoide
- Fossa cranica posteriore: osso occipitale; al centro troviamo un grande buco che corrisponde al grande foro occipitale (o forame magno) ed è il punto dove andrà ad inserirsi la colonna vertebrale
- Midollo spinale che entra nel cranio, tronco encefaleo
Possiamo notare che la base non è completamente sigillata, al contrario presenta numerosi buchi dai quali passeranno vene, arterie e collegamenti con la periferia. Ad esempio, a livello dell’osso temporale vi è il cosiddetto canale carotico, che è il punto in cui passa la carotide interna (arteria che porta sangue con ossigeno e nutrimento all’encefalo).
Nel neurocranio, così come nel cranio in generale, le ossa sono articolate per suture (sinartrosi), tranne la zona della mandibola (splancnocranio) che è l’unica parte mobile. In particolare, troviamo tre “suture principali”:
- Sutura lambdoidea
- Sutura sagittale: taglia il piano sagittale
- Sutura coronale
Osso sfenoide
È un osso del neurocranio facente parte sia della volta che della base. Il nome deriva dal greco “cuneo” che significa all’interno del cranio; infatti, solo una parte è visibile all’esterno. Ha una forma di farfalla/pipistrello:
- Le “grandi ali” vanno a formare la fossa cranica media
Anche lo sfenoide è un osso piuttosto bucherellato (passaggio di nervi e vasi). Ad esempio, dal canale ottico passa:
- Il nervo ottico che partendo dal bulbo oculare arriva all’encefalo
- L’arteria oftalmica (uno dei rami della carotide) che porta sangue al bulbo oculare; se si occlude non vediamo più
Fessure orbitarie superiori (se ci “cammino dentro” finisco nell’orbita): passano tre nervi cranici che mandano comandi motori al bulbo oculare. Il nervo ottico destro e quello sinistro si incrociano formando un chiasma ottico.
Processi pterigoidei: due processi formati da due lamine ciascuno, una mediale e una laterale — costituiscono il punto d’aggancio di molti muscoli masticatori. Le lamine laterali sono concave all’interno e convesse all’esterno. Esse originano dalle grandi ali dello sfenoide. Con la loro faccia laterale formano la parete mediale della fossa infratemporale; con la faccia mediale formano la parete laterale della fossa pterigoidea, che è compresa quindi tra le due.
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