SEZIONE 1 - L’ETA’ NEOCLASSICA
LINEAMENTI STORICI
Nel Settecento in Francia, l'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert è un importante progetto di riorganizzazione del
sapere, con undici volumi ricchi di incisioni che coprono argomenti scientifici, tecnici e mestieri. Questo contribuisce alla
diffusione del sapere prima della Rivoluzione francese.
In tutto il Settecento, l'Europa è caratterizzata da un vivace fermento culturale. In Italia, emergono figure come Carlo
Goldoni, Giuseppe Parini e Cesare Beccaria, noto per "Dei delitti e delle pene." In Francia, Voltaire pubblica il
"Dizionario filosofico," mentre in Gran Bretagna, Horace Walpole lancia "Il castello di Otranto," un romanzo con
atmosfere medievali. Il secolo è caratterizzato dall'aumento della circolazione di libri, idee e persone, con il
cosmopolitismo come tratto distintivo. Il Grand Tour, un viaggio attraverso l'Europa, diventa popolare per conoscere
diverse culture e visitare l'Italia, in particolare città come Firenze, Venezia, Napoli e Roma, note per la loro bellezza e
cultura. Questo periodo coinvolge sia la nobiltà che la borghesia, e vede una crescente attenzione per le opere
pubbliche e l'urbanizzazione, raggiungendo l'apice durante l'era napoleonica.
CAPITOLO 1 - LA SEDUZIONE DELL’ANTICO
Nella seconda metà del Settecento, convivono il neoclassicismo e l'irrazionalità artistica rappresentati da artisti come
Canova, David, Piranesi e Goya. Il neoclassicismo cerca di emulare gli antichi, apprendere da loro e ridefinire i concetti
di libertà e felicità, basandosi sugli ideali illuministi. Allo stesso tempo, si sviluppa il desiderio di esplorare territori
artistici non guidati dalla ragione illuminista, consentendo l'irrazionalità e il sogno come fonti di ispirazione, dando
origine alle prime manifestazioni del Romanticismo. Questa dualità artistica è caratterizzata da una forte tensione morale
e rappresenta un importante momento culturale.
1. Un nuovo antico
Nel XVIII secolo, l'amore per la cultura greca e romana era ben presente, grazie a eruditi come Bernard de Montfaucon,
che pubblicarono opere sull'antichità. Dopo il 1750, questo interesse per l'antico divenne una moda e una sorta di
febbrile passione chiamata "anticomania." Gli studi degli "antiquari," filosofi che esaminavano il concetto di bellezza, e
degli artisti si concentrarono sull'antico. Jean-Jacques Barthélemy pubblicò un libro di grande successo, "Viaggio del
giovane Anacarsi in Grecia" nel 1788, portando i lettori in un viaggio immaginario nella Grecia antica. Questo nuovo
classicismo si distingueva da quello rinascimentale, ed è influenzato dalle scoperte archeologiche di Pompei ed
Ercolano. Inoltre, le teorie di Johann Joachim Winckelmann hanno sottolineato l'importanza dell'arte greca e la sua
relazione con la libertà, influenzando artisti come Jacques-Louis David e la Rivoluzione francese.
2. Dai musei principeschi ai musei pubblici
Nel XVIII secolo, i papi a Roma e Pietro Leopoldo di Lorena a Firenze promossero una politica di cura e valorizzazione
delle antichità e delle opere d'arte. Questo si manifestò attraverso la creazione di musei come il Museo Pio-Clementino
nel Vaticano e il riordino della Galleria Granducale a Firenze. A Firenze, Luigi Lanzi raggruppò gli artisti in base alle loro
aree geografiche, riflettendo l'intercambio artistico tra i vari centri italiani.
In Francia, durante la Rivoluzione, le collezioni reali del Louvre furono rese pubbliche. Questa trasformazione segnò una
svolta nella storia dei musei pubblici, con l'idea che le opere d'arte appartengono alla nazione e devono essere
accessibili al pubblico a fini educativi. Sono stati creati cataloghi, cartellini esplicativi e visite guidate per consentire al
pubblico di comprendere e apprezzare le opere d'arte, contribuendo così a definire il concetto di museo pubblico
moderno.
3. S dare l’antico
Nel XVIII secolo, l'Apollo del Belvedere divenne celebre ed è stato ammirato come un'icona del "Bello ideale". Questa
fama ha portato a molte copie e imitazioni di questa statua e di altre statue celebri in età neoclassica. Artisti come Luigi
Valadier hanno creato copie in bronzo di queste statue, spesso utilizzate come decorazioni in residenze nobiliari. Antonio
Canova, influenzato da Winckelmann, ha utilizzato il calco in gesso dell'Apollo del Belvedere come fonte d'ispirazione
per la sua statua del Perseo, dimostrando l'importanza dell'imitazione nell'arte. Quando l'Apollo del Belvedere fu
requisito dai Francesi nel 1797, Pio VI acquistò il Perseo di Canova e lo collocò nei Musei Vaticani al suo posto. Nel
1815, al ritorno delle opere dopo l'era napoleonica, Canova celebrò l'evento con una medaglia che ritraeva il suo ritratto
accanto all'immagine dell'Apollo del Belvedere.
4. Il collezionismo di antichità
Nel 1815, lo scultore Antonio Canova scoprì i marmi del Partenone a Londra, provenienti dall'Acropoli di Atene e
raccolti da Lord Elgin. Questa azione generò dibattiti sull'opportunità del loro trasferimento, con alcune opinioni che li 1
fi consideravano un salvataggio e altri un saccheggio del patrimonio greco. Altre sculture greche arrivarono in Europa,
incluso il tempio di Atena Aphaia da Egina, completate da Bertel Thorvaldsen per le parti mancanti.
Le accademie, come l'Accademia di San Luca a Roma e l'Accademia di Belle Arti a Parma, svolsero un ruolo chiave nella
diffusione del linguaggio neoclassico attraverso l'insegnamento e la promozione di concorsi artistici, enfatizzando lo
studio del nudo come base per la costruzione delle figure umane, influenzando artisti come Jacques-Louis David.
5.Villa Albani a roma
Il cardinale Alessandro Albani commissionò la costruzione di Villa Albani a Roma con l'intento di crearvi un museo.
Progettato dall'architetto Carol Marchionni, il complesso comprendeva un corpo centrale chiamato il "Casino" con due
ordini e due portici adiacenti. Il giardino all'italiana di fronte al Casino presentava una grande esedra porticata.
All'interno della villa, il cardinale Albani raccolse una vasta collezione di antichità, tra cui statue, bassorilievi e mosaici
antichi, spesso integrati nella struttura stessa. Johann Joachim Winckelmann, bibliotecario del cardinale, potrebbe aver
influenzato la progettazione del complesso e la disposizione delle antichità. Il primo piano ospitava una sala dedicata al
"Parnaso" di Anton Raphael Mengs, descritta da Winckelmann come capace di "mettere in ombra l'intero edificio,
nonostante tutto l'oro con cui è rivestito".
6. Jacques-Louis David
• "Giuramento degli Orazi": Dipinto del 1785 che narra l'episodio di tre fratelli romani che giurano di difendere Roma
contro tre fratelli di Alba Longa. Evita la rappresentazione della violenza.
• "Littori portano a Bruto le salme dei suoi gli: Esposizione del 1789 che raffigura il console Bruto che condanna i
suoi figli a morte. Mette in contrapposizione la sensibilità femminile con la severa calma di Bruto.
Entrambi i dipinti commissionati dal conte d'Angiviller come esempi delle antiche virtù.
• "In morte di Marat": Rappresenta l'assassinio di Jean-Paul Marat nel 1793, catturando l'immobilità della scena e la
nudità di Marat in modo eroico, accostando il suo sacrificio a quello di Cristo.
7. Antonio Canova
Nel pieno Ottocento, si diffuse l'idea dell'artista come geniale, imprevedibile, trasgressivo e spesso non riconosciuto dai
contemporanei. Tuttavia, Antonio Canova (1757-1822) sfidò questa concezione con una carriera brillante, elogiata dalla
critica e con prestigiosi committenti in tutta Europa, incluso Napoleone Bonaparte.
Nato a Possagno nelle Prealpi venete, Canova iniziò la sua carriera realizzando sculture da giardino per le ville patrizie
della Repubblica di Venezia. Grazie al sostegno di membri dell'aristocrazia veneziana nel 1779 si trasferì a Roma, dove
trovò un ambiente stimolante con artisti italiani e stranieri, tra cui Jacques-Louis David e studiosi come Antoine
Quatremère de Quincy.
• "Teseo e il Minotauro": Canova raffigura Teseo vittorioso su un Minotauro sconfitto, seguendo il principio di evitare i
momenti di grande pathos.
• "Amore e Psiche": realizza una scultura che raffigura un momento della favola di Amore e Psiche tratta dalle
Metamorfosi di Apuleio, suscitando ammirazione e influenzando anche poeti come John Keats.
La tecnica di Antonio Canova per creare sculture in marmo comprendeva diverse fasi:
Inizio con schizzi preliminari. Creazione di bozzetti in argilla basati sugli schizzi Realizzazione di modelli in creta
→ →
delle dimensioni reali della statua, utilizzando i bozzetti come guida Realizzazione di calchi in gesso con l'inserimento
→
di chiodini metallici nei modelli in creta Utilizzo di telai di legno con fili di piombo per prendere misure precise delle
→
parti della scultura. Trasferimento accurato delle misure sul blocco di marmo non lavorato. coinvolgimento di
→ →
squadre di assistenti e allievi per gran parte del lavoro. intervento finale di Canova per perfezionare e rifinire la
→
scultura in marmo possibilità di apportare variazioni nel corso del lavoro data la complessità del processo.
→
• "Le Grazie": Canova realizza una scultura su commissione di Joséphine de Beauharnais, rappresentando tre figure
femminili in un abbraccio delicato, simboleggiando ideali di grazia nel contesto dell'arte neoclassica. Canova e il suo
rivale danese, Bertel Thorvaldsen, entrambi realizzarono sculture delle Grazie, seguendo lo stile neoclassico
dell'epoca, che cercava la perfezione delle forme e la bellezza ideale, anche se questa idea era in realtà
un'interpretazione errata dell'arte greca. Thorvaldsen aggiunse un tocco personale al suo gruppo di sculture,
includendo un amorino che suonava una lira insieme alle tre Grazie. Questa sfida tra i due scultori rifletteva
l'importanza dell'arte neoclassica e della ricerca della perfezione formale nell'arte dell’epoca. 2
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La Gipsoteca di Possagno conserva gran parte delle opere di Antonio Canova, incluso gessi, bozzetti in terracotta e
marmi. Questi pezzi sono esposti in una grande aula basilicale con volte a cassettoni, progettata dall'architetto
Francesco Lazzari nel 1836, e in uno spazio aggiunto nel 1957 su progetto di Carlo Scarpa. I gessi di Canova sono
esposti lungo le pareti, mentre piccoli modelli in creta sono visibili in alcune vetrine nell'ala progettata da Scarpa.
8. I monumenti funerari - Canova
Negli anni Ottanta e Novanta, Antonio Canova realizzò monumenti funerari per due papi a Roma, Clemente XIV e
Clemente XIII. In seguito, su commissione del duca Alberto di Sassonia-Teschen, creò un monumento funerario in forma
di piramide per la moglie di Maria Cristina d'Asburgo-Lorena a Vienna, innovando nel campo dei monumenti funerari
con l'uso di simboli antichi e un corteo in direzione dell'oscurità oltre la porta della piramide.
Poiché solo i clienti più ricchi potevano permettersi monumenti di dimensioni monumentali, Canova sperimentò l'uso di
stele funerarie ispirate all'antica tradizione greca e romana, posizionandole all'interno di chiese anziché in una necropoli.
Questo approccio fu reso celebre dalla stele di Giovanni Volpato, con una figura femminile in lutto davanti al busto di
Volpato e un'iscrizione che riconosceva il sostegno ricevuto dall'amico, sottolineando l'importanza di questo gesto nella
carriera di Canova. Questo schema fu successivamente adottato in altri monumenti funerari, dimostrando la sua efficacia
e rilevanza nei lavori successivi di Canova.
9. Ritratti neoclassici
Antonio Canova realizzò numerosi monumenti funerari e ritratti notevoli. Nel Pantheon, i busti in marmo vennero
aggiunti per commemorare personaggi illustri del Cinquecento, come Raffaello e Annibale Carracci, con Carlo Maratta
che incaricò Paolo Naldini di scolpirli. Nel Settecento, vi furono ulteriori busti per onorare importanti figure culturali, tra
cui Nicolas Poussin, Winckelmann e Mengs. Canova realizzò il busto del compositore Domenico Cimarosa per il
cardinale Ercole Consalvi. Nonostante il carattere ufficiale dei busti nudi, Canova riuscì a conferire loro una vivacità e un
realismo che impressionò Stendhal.
• Juliette Récamier, un'importante figura nella Parigi dell'epoca frequentata da intellettuali, fu ritratta da Canova in un
busto che la rappresentava come una Beatrice medievale, con un omaggio indiretto a Dante. Il suo salotto era
frequentato da celebrità come Chateaubriand, Madame de Stael, Tocqueville e Balzac. Il busto di Juliette Récamier da
Canova aveva un'atmosfera ideale, mentre il ritratto di Jacques-Louis David catturava il suo carattere.
• Paolina borghese come venere vincente: Nel Settecento, Canova contribuì anche a celebrare Napoleone e la
famiglia imperiale con statue e ritratti in marmo. Rappresentata distesa su un letto che richiama le klinai greche e
romane. Paolina è nuda, ma coperta da un velo, con i capelli in stile antico. La scelta della nudità serviva a evitare lo
scandalo, seguendo la moda dell'antichità e rendendo accettabile la rappresentazione della bellezza di Paolina. La
mela che tiene in mano simbolizza la dea Venere e sottolinea l'idea di una bellezza divina, consentendo la nudità senza
scandalo.
10. La celebrazione di Napoleone
• come Condottiero - Dipinto di Jacques-Louis David che celebra Napoleone durante la marcia attraverso le Alpi,
raffigurandolo come un eroico condottiero insieme ai nomi di Annibale e Carlo Magno.
• come Marte paci catore - Statua di Canova del 1801 raffigurante Napoleone nudo, ispirata alla tradizione classica e
inizialmente destinata a essere esposta pubblicamente a Parigi, ma tenuta privata da Napoleone.
• Alessandro Magno - Fregio di Bertel Thorvaldsen nel Palazzo del Quirinale a Roma che paragona le vittorie di
Napoleone a quelle di Alessandro Magno.
• e il Mito di Ossian - Dipinto di Ingres nel Palazzo del Quirinale che raffigura il sogno di Ossian, ispirato dalla scoperta
di componimenti poetici attribuiti a Ossian, che interessarono Napoleone.
• come Traiano - Colonna eretta a Place Vendôme a Parigi per celebrare le vittorie di Napoleone, realizzata con il
bronzo dei cannoni catturati e decorata con bassorilievi a spirale, sormontata da una statua di Napoleone.
CAPITOLO 2 - L’ARCHITETTURA TRA CLASSICISMO E ALTRI ITINERARI
1. Gli architetti e i modelli classici
• Francesco Milizia, un teorico neoclassico del Settecento, ha enfatizzato il ruolo civile dell'architettura. Secondo le sue
parole nei "Principi di architettura civile," l'architettura è definita come l'opera principale e la scienza direttiva,
svolgendo un ruolo chiave nella società. Milizia ha criticato l'architettura barocca, ritenendola eccessiva e ha sostenuto
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fi
l'uso dei principi illuministi, come l'ordine, la simmetria e la misura nella progettazione architettonica. Ha promosso
l'adattamento degli ordini architettonici classici alle esigenze moderne.
• Paestum: Nel Settecento, Paestum e i suoi templi antichi, in particolare l'ordine dorico, divennero di grande interesse
per viaggiatori illustri come il marchese de Sade e Goethe. Winckelmann attribuì importanza a Paestum e all'ordine
dorico nella sua "Storia dell'arte," influenzando la riscoperta dell'architettura greca.
• Gymnasium Palermo: Léon Dufourny progettò il Gymnasium a Palermo nei primi anni Ottanta del Settecento,
destinato a ospitare la scuola di Botanica collegata a un orto botanico associato alla scuola di Medicina. Presentava
soluzioni architettoniche non convenzionali, come basi non previste dall'ordine dorico sulle colonne, e comprendeva
padiglioni come tepidarium e caldarium.
• Pantheon: Nel Settecento, il Pantheon divenne oggetto di ammirazione non solo tra gli studiosi di architettura, ma
anche tra artisti come Giovanni Paolo Pannini, Piranesi e Francesco Milizia. Ispirò anche la progettazione di chiese
come quella ideata da Antonio Canova a Possagno e la chiesa di San Francesco di Paola a Napoli.
• Palazzina Cinese di Palermo: Costruita alla fine del Settecento, rappresenta un esempio di vivace attività culturale e
artistica in Sicilia, progettata dall'architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia, influenzato dal neoclassicismo, con elementi
architettonici orientali come il tetto a pagoda, riflettendo l'interesse per l'esotico e le influenze culturali dell’epoca.
2. Milano neoclassica
• Teatro alla Scala di Milano: Progettato da Giuseppe Piermarini, simbolo della vita culturale di Milano. Commissionato
da nobili per sostituire il teatro ducale, presenta elementi classici e funzionali, come un avancorpo porticato e dettagli
architettonici come il frontone con il Carro del Sole e semicolonne corinzie.
• Progetto del Foro Bonaparte: Presentato da Giovanni Antonio Antolini, proponeva una piazza circolare intorno al
Castello Sforzesco con un portico dorico, canale per il trasporto di merci, edifici pubblici e spazi per l'istruzione. Non
realizzato per problemi economici e dispute politiche. Riflette l'intenzione di Antolini di confrontarsi con le idee
architettoniche utopiche di Boullée e Ledoux, con forme semplici e una scala imponente, vicino all’utopia.
3. Europa neoclassica
• La Porta di Brandeburgo a Berlino:Nel tardo Settecento e primi dell'Ottocento, l'architettura neoclassica divenne
popolare in Europa grazie alle scoperte archeologiche e teorie dell'epoca. La Porta di Brandeburgo a Berlino, ispirata
ai Propilei di Atene, fu commissionata da Federico Guglielmo II di Prussia all'architetto Carl Gothard Langhans ed è un
notevole esempio di questo stile con colonne doriche
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