Estratto del documento

Esempio introduttivo

Ci interessa capire il bilancio perché una buona parte di indicatori che vedremo sono utilizzati nel linguaggio corrente per andare a classificare le imprese e per darci l’idea di come sta andando un’impresa. Spesso vedremo analisi di bilancio del settore agroalimentare, perché è quello tipico del territorio, ma potremo analizzare bilanci anche di altri settori.

Esempio: Mutti

Mutti: azienda specializzata nella lavorazione del pomodoro. In questi articoli troviamo riferimenti a questi indicatori che noi impareremo ad andare a costruire.

Indicatore di massima spesso utilizzato per dare l’idea di una gestione dell’azienda è il fatturato: indicatore che non richiede una grande analisi dal nostro punto di vista: noi andiamo a vedere quanto era il fatturato di un anno, quanto è il fatturato dell’anno successivo e da questo capiamo qual è stata la crescita=variabile.

La crescita del fatturato rientra nell’analisi orizzontale: andiamo, cioè, a comparare un dato di un anno con l’altro à comparazione tra più anni.

EBITDA: è un indicatore che impareremo a costruire, che ci dice qual è la capacità/redditività dell’azienda, non commisurata semplicemente all’utile di esercizio, che può essere influenzato da tante variabili, ma al netto di quelli che sono gli ammortamenti, le politiche fiscale e le politiche di tipo finanziarie. Questo indicatore è stato individuato per consentire il confronto fra la redditività di società diverse che operano in settori diversi e in paesi diversi, perché le politiche di ammortamento possono essere diverse da paese a paese e diverse da azienda ad azienda, in funzione delle decisioni del consiglio di amministrazione. L’ammortamento è considerato dagli analisti o dai commercialisti: una variabile soggettiva che può essere influenzata dalle decisioni del CDA: se acquisto un bene non posso scegliere se iscriverlo a 5-10-20, lo devo iscrivere al valore che c’è nella fattura, mentre l’ammortamento può variare in funzione delle politiche di bilancio, in funzione delle scelte dell’azienda, in funziona di quanto il bene si consuma o risulta superato tecnologicamente. Può essere soggettivo l’ammortamento e sappiamo che incide pesantemente.

La redditività di quest’azienda (Mutti), senza tener conto della tassazione, ammortamenti e delle svalutazioni degli interessi, supera i 48 milioni di euro al netto degli ammortamenti delle tasse: quindi significa che in questo comunicato ci dice che la redditività è molto positiva.

La posizione finanziaria netta “si attesta a -34 milioni di euro: complice ultima campagna del pomodoro, positiva per quantità e qualità, che ha permesso al gruppo di ripopolare i magazzini precedentemente svuotati à dall’impennata della domanda nel 2020” aziende alimentari durante il covid hanno avuto tendenzialmente un fatturato in crescita, rispetto alle altre aziende (la gente stava a casa e si procurava risorse alimentari). Ci dice la posizione finanziaria netta, davanti alla quale c’è un meno: la posizione finanziaria netta è quasi sempre negativa nella zona italiana: va a confrontare la posizione dei crediti finanziari e di ciò che è legato alle entrate di finanziamento, con le uscite di finanziamento à è un macro indicatore che serve alle aziende per dire il livello di indebitamente e la loro capacità di restituire l’indebitamento dei finanziamenti à viene valutata nell’evoluzione degli anni, non in valore assoluto.

Questo comunicato si sposta sulla posizione strategica: ci interessa meno dal punto di vista dell’analisi di bilancio, perché parla della posizione strategica in cui il gruppo consolida la posizione sul mercato italiano (con quota 34%), quota export (51%) ecc.

Gruppo si conferma il primo trasformatore del pomodoro 100% italiano in termini di capacità produttiva. Pag. 3 di 105

Introduzione al bilancio

Bilancio di esercizio: espressione per la totalità della classe di interessi convergenti nell’azienda di produzione, della misura del risultato della gestione di un periodo amministrativo e del patrimonio di funzionamento, tenendo conto dell’attitudine dell’impresa a durare in condizioni economiche e finanziarie soddisfacenti per le classi di interesse medesime avuto riguardo al mantenimento della consistenza del patrimonio e alla destinazione del reddito di esercizio.

Questa definizione ci dice che stiamo analizzando un documento che si riferisce tendenzialmente ad un’azienda di produzione, perché le aziende di erogazione possono avere delle caratteristiche diverse; quindi, noi ci focalizzeremo su quelle di produzione. Il bilancio ci dà un’informazione fondamentale: qual è il risultato della gestione, come si è venuto a creare, in un periodo amministrativo, che è chiamato in contabilità un esercizio. Il bilancio si riferisce sempre ad un esercizio che corrisponde a 12 mesi= che normalmente corrispondono ai 12 mesi solari: il bilancio andrà dal 1/01 al 31/12, ma questo non è detto, perché potrebbe essere redatto dal 1/04 al 31/03 n+1 à questo avviene in particolar modo per le aziende italiane che fanno capo a soggetti esteri e quindi spesso hanno un periodo che non segue l’anno solare, perché all’estero non è scontato che si segua.

Molti criteri di rettifica e integrazione sono in funzione del fatto che ad un certo punto il periodo si chiude per la contabilizzazione e dobbiamo andare a determinare qual è risultato di quell’esercizio/ di quei 12 mesi.

Questa definizione si riferisce ad un risultato di gestione e ad un patrimonio di funzionamento.

I criteri su cui è basato un bilancio (criteri di valutazione del 2426 del cc) sono applicati in relazione ad un’azienda che funziona: i tipi di patrimonio che possiamo avere in un’azienda possono essere sostanzialmente 3:

  • Patrimonio di funzionamento.
  • Patrimonio di valore aziendale: in termini di valutazione azienda: se devo valutare azienda (comprare o venderla) non uso criteri del bilancio di esercizio, ma vedo altri fattori: redditività futura (quanto si suppone cresca mercato), quanto valgono effettivamente i beni nel mercato e non quanto sono iscritti in contabilità. Il criterio d’iscrizione delle immobilizzazioni del nostro bilancio è basato sul costo di acquisto: il mio macchinario viene iscritto in contabilità in funzione del costo che c’è scritto sulla fattura elettronica: carico in contabilità il valore del bene in base a quanto l’ho pagato. Quindi il nostro sistema contabile si basa sul costo di acquisto. Nel momento in cui, invece, vado a valutare un bene in azienda, non lo valuto in base al criterio del costo d’acquisto, ma in base al criterio di mercato.
  • Patrimonio di liquidazione: quello determinato quando un’azienda chiude à quindi non più in funzionamento.

È importante quindi presupporre che i criteri di valutazione che noi andiamo ad utilizzare, sono criteri che presuppongono che la nostra azienda continui a funzionare almeno nell’anno successivo; tant’è che il revisore dei conti o il collegio sindacale (se c’è) deve dichiarare che sulla base della prospettiva di continuità aziendale è stata fatta una valutazione: perché se invece l’impresa chiude, il mio bene che posso aver pagato 100.000 euro, magari adesso non ha più nessun acquirente (quindi vale solo quanto è il ferro che lo compone) à può avere un valore diverso à quindi il patrimonio di valutazione segue criteri ben diversi da quelli di funzionamento. Per questo nella definizione di bilancio di esercizio, si richiama la valutazione del patrimonio di funzionamento, che deve tener conto quindi dell’impresa che è in funzionamento e che continuerà a funzionare.

Stakeholder

Stakeholder= soggetti interessati all’azienda e al suo funzionamento e possono essere:

  • Interni:
    • Capitale: detentori di azioni o di quote (sia di maggioranza che di minoranza).
    • Lavoro: considerati come dei collaboratori.
  • Esterni:
    • Fornitori.
    • Clienti.
    • Finanziatori.
    • Pubbliche amministrazioni.

Alcuni di essi (soprattutto fornitori e finanziatori) andranno ad analizzare il nostro bilancio per capire se siamo in grado di restituire i soldi che ci prestano o di pagare le commesse che abbiamo richiesto ai nostri fornitori à faranno analisi finanziaria del nostro bilancio, tra cui analisi finanziaria del nostro bilancio e degli indicatori che andremo a costruire.

Com’è fatto il bilancio

Com’è fatto il bilancio: è composto sulla base delle norme del Codice civile (principi Codice civile), che sono organizzate su più articoli, ma che si dice che sono norme a 5 livelli.

  • 1° livello - Composizione bilancio (art.2423, comma 1).
  • 2° livello - Oggetto e requisiti (art.2423, comma 2).
  • 3° livello - Principi di redazione (art.2423 bis).
  • 4° livello - Criteri di rappresentazione dei valori (artt. 2423 ter, 2424, 2424 bis, 2425, 2425 bis, 2425 ter).
  • 8(art.2426)5° livello - Criteri specifici di valutazione.

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Primo livello: composizione bilancio

Primo livello: composizione bilancio: quali sono i componenti che compongono il bilancio?

Il bilancio è formato da 4 documenti contabili amministrativi:

  • Stato patrimoniale: rappresentazione del patrimonio di un’azienda.
  • Conto economico: rappresentazione della gestione dell’azienda nell’esercizio.
  • Rendiconto finanziario: è stato introdotto per esplicare meglio le dinamiche finanziarie di un’azienda.
  • Nota integrativa: documento che dovrebbe dare una spiegazione (seguendo punti del cc) delle varie variazioni di un anno con l’altro, dai criteri di valutazione utilizzati, che cosa è stato inserito in una voce piuttosto che in un’altra.

Secondo livello: oggetto e requisiti

  • Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione à patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell'esercizio. Principio generale a cui corrispondono i postulati di bilancio sulla chiarezza/veridicità/correttezza di rappresentazione. Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo di far comprendere al meglio il bilancio al terzo lettore;
  • Il bilancio deve essere redatto in unità di euro (indipendentemente dalla valuta degli scambi commerciali: i bilanci e tutti i valori devono essere trasformati in euro alla data scadenza di scadenza del bilancio 31/12 e questo può portare a delle variazioni positive o negative, che vengono iscritte in bilancio e di cui ci occuperemo per quanto riguarda la riclassificazione), senza cifre decimali, ad eccezione della nota integrativa che può essere redatta in migliaia di euro (nelle società più grandi la spiegazione viene data in migliaia di euro).

Terzo livello: principi di redazione bilancio

  • Valutazione prudenziale: contabilmente il nostro sistema è basato su un sistema di valutazione prudenziale, che viene poi coniugato con (*): inseriamo le perdite anche se sono dopo la chiusura esercizio e gli utili realizzati solo entro la data di chiusura dell’esercizio: questo significa che se faccio un acquisto e in quel momento la valuta è favorevole, ma successivamente succede qualcosa nei mercati per cui la valuta diventa sfavorevole: nella redazione di bilancio devo tenere conto di questa variazione se è molto significativa; oppure se ho una partecipazione, ma questa ditta fallisce nei mesi successivi alla chiusura bilancio, la svalutazione posso farla già nel mio sbilancio d’esercizio à il legislatore ci dice questo perché il bilancio d’esercizio deve essere approvato entro 120 gg (4 mesi) dalla chiusura dell’esercizio, oppure entro 180 gg (se previsto dallo statuto e in determinati casi: per esempio se la mia società deve consolidare altre società e quindi non posso chiudere il bilancio contemporaneamente ad altre società; oppure se ci sono degli accadimenti particolari che mi rendono necessario spostare la data di approvazione di bilancio a 180 gg: per esempio il covid); il bilancio venendo approvato dopo 4/6 mesi: può essere che in questi mesi si concretizzino dei rischi che vadano ad incidere nel mio bilancio e nella redazione del mio bilancio: devo tener conto di questi rischi, se invece succedono delle buone notizie: non li considero nel mio bilancio à vengono iscritti nel bilancio solo gli utili realizzati alla data di chiusura al 31/12, mentre i rischi e le perdite vengono iscritti nel bilancio anche se conosciuti dopo la chiusura dell’esercizio di competenza);
  • Continuità gestione: cioè il fatto che la mia azienda nel futuro continui a produrre, perciò il bilancio viene redatto considerando un’azienda in funzionamento;
  • Sostanza dell’operazione o del contratto rispetto alla forma: ci dice che dobbiamo andare a vedere qual è il risultato effettivo dell’operazione, non quello che risulta sulla carta: particolare attenzione sono le operazioni di tipo finanziario, per cui ci viene richiesto di dare una rappresentazione effettiva di quello che è successo, non tanto di dare una rappresentazione della forma;
  • Solo utili realizzati alla data della chiusura.
  • Tener conto dei rischi e perdite di competenza conosciute dopo la chiusura dell’esercizio (*): inseriamo le perdite anche se sono dopo la chiusura esercizio.
  • Proventi ed oneri di competenza (*): scriviamo costi e ricavi solo se di competenza dell’esercizio: temporalmente devono essere riferiti a quell’esercizio à da qui derivano operazioni di rettifica;
  • Valutazione separata elementi eterogenei compresi nelle singole voci: se rimanenze di prodotti finiti contiene n voci di prodotti: questi devono essere ciascuno valutati secondo i propri criteri, anche se poi la somma viene rappresentata in bilancia, se elementi sono eterogenei, la valutazione non deve essere fatta con un solo criterio, ma con criteri specifici per ciascun bene.

Ricorda anche: che i criteri di valutazione non possono essere cambiati da un anno all’altro se non indicandolo nella nota integrativa, perché altrimenti cambio anche i valori di bilancio se cambio criteri di valutazione rimanenze: a seconda del criterio che utilizzo cambia anche valore rimanenze ed è chiaro che se da un anno all’altro cambio criterio, devo avvertire il lettore di bilancio, altrimenti pensa ci sia un utile, ma in realtà è determinato esclusivamente dal cambio di criterio. Pag. 5 di 105

Quarto livello: criteri di rappresentazione

Struttura stato patrimoniale: suddiviso in 3 macro-classi:

  • Attivo: 4 lettere A-B-C-D.
  • Patrimonio netto: lettera A.
  • Passivo: 4 lettere B-C-D-E.

Nella rappresentazione contabile abbiamo da una parte l’attivo e dall’altra il passivo e il patrimonio netto (attivo-passivo= patrimonio netto, quindi attivo= passivo + patrimonio netto). Nel bilancio d’esercizio in realtà queste poste non sono contrapposte (una a sinistra e una a destra), ma sono seguenti: quindi abbiamo prima l’attivo, poi il patrimonio netto, poi le passività à nel bilancio come documento pubblico: attività, patrimonio netto e passività sono seguenti l’uno all’altro; ma noi tenderemo a rappresentarli da una parte attività e dall’altra patrimonio netto e passività.

  • Macro-classi suddivise in classi di valori = numeri romani.
  • Classi di valori suddivise in voci = numeri arabi.

Schema stato patrimoniale è normalmente suddiviso in questo modo: al di sotto macro-classi, ci sono le classi (numeri romani) e voci (diverse voci per ciascuno dei numeri romani).

Classificazione

  • Attivo: per destinazione nel momento in cui abbiamo un’attività valuteremo se è un investimento che incide in più esercizi (permane nel tempo) = immobilizzazione; oppure se si tratta di un elemento dell’attivo circolante= cioè dei valori che pur facendo parte dei beni della nostra impresa, si riferiscono a valori che possono essere di breve periodo (rimanenze, crediti, titoli, soldi o in cassa o in banca). Questa classificazione subisce una variazione, in quanto per i crediti è prevista:
    • Classificazione crediti entro e oltre: al fine di individuare se finanziariamente il credito si monetizza o no nell’anno successivo.

Distingueremo crediti di funzionamento: riguardano il funzionamento dell’azienda (c. v/clienti) e crediti di finanziamento (legati ad operazioni di tipo finanziario (hanno per oggetto la moneta) e derivano dal fatto che posso concedere un prestito ad una società del gruppo. Entrambi i crediti possono essere entro e oltre l’esercizio à posso concedere dilazione e quindi crediti vanno oltre. I crediti di finanziamento normalmente sono oltre l’esercizio, ma c’è una quota che può scadere entro l’esercizio. I crediti di finanziamento vanno nelle immobilizzazioni, mentre i crediti di funzionamento vanno nell’attivo circolante. Quando andremo a riclassificarli non ci interesserà più che tipo di crediti sono ai fini della determinazione della capacità dell’impresa di rispondere alle proprie obbligazioni, ma dovremo riclassificarli in funzione del tempo, cioè se scadono nel breve periodo o nel lungo periodo.

  • Passivo: sulla base della natura delle fonti di finanziamento.
    • Classificazione debiti entro e oltre: qual è la quota che dobbiamo pagare entro l’esercizio successivo e qual è la quota che dobbiamo pagare oltre l’esercizio successivo.

L’articolo 2423 ter ci dice che:

  • Le voci precedute da numeri arabi possono essere ulteriorme
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicaalbrizio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi di bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Gamba Andrea.
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