Leon Battista Alberti e Bernardo Rossellino
Profilo e biografia di Leon Battista Alberti
È considerato l'innovatore, l'architetto e il teorico dell'architettura più influente del Rinascimento. Scrive trattati per fornire modelli teorici capaci di guidare i cantieri in modo autonomo, sostituendo la necessità della presenza fisica del progettista.
- Nasce a Genova nel 1404 da una famiglia di ricchi mercanti fiorentini costretti all'esilio.
- Studia a Venezia e Padova, per poi laurearsi in diritto canonico a Bologna.
- Dalla fine degli anni '30 si trasferisce a Roma, dove diventa funzionario della cancelleria apostolica, redigendo documenti in latino, e successivamente priore.
- Forte amicizia con Niccolò V Parentucelli e Pio II.
I primi trattati e lo studio dell'antico
- De pictura (1434): scritto al suo rientro a Firenze e dedicato a Filippo Brunelleschi. Scritto in latino e poi tradotto in volgare. Il suo grande merito è tradurre in rigorosi termini scientifici e matematici l'invenzione brunelleschiana della prospettiva.
- Descriptio Urbis Romae (1450-1455): dieci libri.
Si tratta di un rilevamento geometrico pionieristico della città di Roma. Raccoglie le coordinate delle mura e dei principali monumenti basandosi sui modelli di Vitruvio, su fonti dirette che vede con i suoi occhi, come fece Brunelleschi a Roma con Donatello.
De re aedificatoria
È il suo trattato più rilevante, contenente l'intero compendio dei principi teorici sull'architettura rinascimentale.
L'opera viene pubblicata postuma nel 1485, Alberti muore nel 1472, fortemente voluta da Lorenzo il Magnifico.
Scritto in un latino colto e pulito. È del tutto privo di illustrazioni e non contiene riferimenti a opere contemporanee, poiché concepito per essere un'opera universale, valida in ogni tempo e luogo.
- Obiettivo intellettuale: trasformare l'architettura in una disciplina dotata della stessa dignità delle arti liberali, elevando l'architetto al ruolo di intellettuale puro.
- Obiettivo pratico: fornire una guida universale sul modo corretto di progettare.
- Obiettivo teorico: rendere finalmente comprensibile l'opera dell'architetto romano Vitruvio.
- Obiettivo conservativo: occuparsi attivamente dei monumenti antichi in via di deperimento.
I tre principi
Alberti riprende e fissa i tre requisiti vitruviani fondamentali per l'architettura: firmitas, solidità, utilitas, utilità, e venustas, bellezza.
Divisione del trattato
Prima parte: firmitas, analizza la scelta del terreno, i materiali da utilizzare e le fondazioni, solidità. Indicazioni molto pratiche.
- Primo libro: Lineamenti.
- Secondo libro: Materiali.
- Terzo libro: Costruzioni.
Seconda parte: esamina i vari tipi di edifici, utilitas, funzione, destinazione d’uso.
- Quarto libro: Opere pubbliche, es: città.
- Quinto libro: Opere private.
Terza parte: sulla bellezza architettonica, venustas, aspetti estetici, bellezza, intesa come un'armonia esprimibile matematicamente grazie alla scienza delle proporzioni, seguita da una trattazione sulle macchine per costruire.
- Sesto libro: Decorazioni.
Quarta parte: costruzione dei fabbricati: rispettivamente chiese, edifici pubblici e edifici privati.
- Settimo libro: Ornamenti per edifici sacri.
- Ottavo libro: Ornamenti per edifici civili.
- Nono libro: Ornamenti per edifici privati.
- Decimo libro: Restauro degli edifici, e nozioni di idraulica.
Tempio Malatestiano (ex chiesa di San Francesco)
Rimini, anni '50 del ‘400.
Committenza: Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini, commissiona la trasformazione della preesistente chiesa gotica di San Francesco in un mausoleo monumentale per celebrare se stesso, la sua amante Isotta degli Atti e la sua corte.
Alberti lascia incompleto il lavoro: doveva essere concluso come lo troviamo nella medaglia coniata da Matteo de’ Pasti, 1450.
L'intervento di Alberti: il “guscio” esterno
Alberti progetta un involucro esterno in pietra d'Istria e marmo, concepito come uno “scrigno” che avvolge l'edificio precedente senza toccarlo.
- I fianchi ad arcate: l'intervento di Alberti sui lati, sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è costituito da una serie di massicci archi a tutto sesto. Questi archi, ispirati agli acquedotti romani, furono creati per accogliere ai loro piedi i sarcofagi degli intellettuali della corte malatestiana.
- Disinteresse per la preesistenza: Alberti si disinteressa totalmente della struttura gotica interna. Le nuove murature sono fisicamente distaccate e le arcate esterne non sono in asse con le finestre ogivali preesistenti, che infatti risultano “tagliate” o asimmetriche se guardate dall’esterno.
Il progetto incompiuto e la cupola
L'opera fu lasciata incompiuta a causa del declino politico e finanziario del Malatesta.
- La medaglia di Matteo de' Pasti (1450): sappiamo come doveva apparire il progetto finale grazie a una medaglia commemorativa fusa da Matteo de' Pasti, che funge da vero e proprio “rendering” dell'epoca.
- La grande cupola: il progetto originale prevedeva una maestosa cupola emisferica, simile a quella del Pantheon, che avrebbe dovuto coronare e incombere sull'edificio, strutturata in modo da non gravare e non intaccare la fragile struttura della chiesa preesistente.
L'interno: Matteo de' Pasti e Piero della Francesca
Mentre Alberti operava come architetto “a distanza” occupandosi dell'involucro esterno, l'interno venne curato da altri artisti.
- Il rifacimento interno: fu diretto dal medaglista e architetto Matteo de' Pasti, che decorò le cappelle con una profusione di rilievi marmorei dallo stile quasi paganeggiante.
- L'intervento pittorico: Isotta, moglie di Malatesta, inizia a far decorare la cappella. All’interno si trova il celebre affresco di Piero della Francesca, datato 1451, situato nella Cella delle Reliquie, che ritrae Sigismondo Malatesta inginocchiato davanti a San Sigismondo.
Differenza tra bellezza e ornamento
Bellezza = insieme intrinseco di oggetti. Proporzioni e struttura.
Ornamento = caratteristiche aggiuntive, indispensabili ma aggiunte naturalmente alla struttura come la colonna, ruolo strutturale e decorativo.
Concinnitas = termine coniato da Cicerone, significa armonia tra le parti.
Riprende arco di Augusto
- Datazione: I secolo a.C., precisamente 27 a.C., Rimini.
- Committenza: il Senato romano, dedicato all'imperatore Augusto.
- È il più antico arco romano superstite. Presenta un solo grande accesso, affiancato da semicolonne con capitelli compositi con cherubino che sorreggono un architrave e un timpano. Ai lati dell'arco ci sono dei clipei, tondi, che raffigurano divinità romane.
La facciata del Tempio Malatestiano
- Committenza: Sigismondo Pandolfo Malatesta, metà del '400.
- Alberti prende la struttura del trionfale Arco di Augusto, che si trovava a pochi passi di distanza nella stessa città di Rimini, e la riporta sulla facciata della chiesa gotica.
La trasposizione architettonica
- Le arcate: un solo accesso. La facciata è tripartita. Al centro c'è il portale, incorniciato in modo simile al fornice dell'Arco di Augusto. I due archi laterali, invece, sono ciechi, cioè chiusi, e in origine avrebbero dovuto ospitare i sarcofagi di Sigismondo e Isotta.
- Paraste e semicolonne: Alberti usa paraste e semicolonne, ispirate all'ordine corinzio antico, che poggiano su un alto basamento e sostengono una trabeazione fortemente sporgente.
- I tondi, clipei: proprio come nell'Arco di Augusto c'erano i tondi con le divinità, Alberti inserisce nei pennacchi degli archi dei grandi scudi circolari di porfido rosso e verde antico.
Alberti torna a Firenze dove è al servizio di Rucellai, mercante fiorentino.
- Progetta Palazzo Rucellai.
- Progetta Loggia Rucellai.
- Progetta la facciata di Santa Maria Novella.
- Progetta il tempio in San Pancrazio.
Il rientro a Firenze e la committenza Rucellai Giovanni
Tornato a Firenze, Alberti stringe un sodalizio fondamentale con il ricco mercante Rucellai, p
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Architettura di Leon Battista Alberti, Bernardo Rossellino, Giuliano da Sangallo e Francesco di Giorgio Martini
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Brunelleschi e Alberti
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Leon Battista Alberti
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Leon Battista Alberti