Concetti Chiave
- L'aumento delle zecche quest'anno è legato a condizioni climatiche favorevoli, con pioggia e caldo dopo un periodo di siccità che ha favorito la loro visibilità.
- Il nomadismo degli animali consente di evitare il contatto con pascoli infestati, spostandosi su erba fresca e riducendo il rischio di infestazioni da larve.
- I vitelli, essendo alla prima esposizione ai parassiti, eliminano più uova rispetto ai manzi, la cui risposta immunitaria è già sviluppata.
- In primavera gli animali eliminano molte uova nonostante ingeriscano poche larve, mentre in autunno, con una risposta immunitaria più forte, eliminano meno uova nonostante l'ingestione di molte larve.
- Il cambiamento climatico potrebbe aumentare la concentrazione di larve nei pascoli a fine estate, mettendo a rischio la sopravvivenza degli animali durante l'inverno.
Indice
Aumento delle zecche
Sicuramente si sente parlare delle zecche adesso, rispetto all'anno scorso c'è un aumento almeno del 30-40%, perché ha fatto secco fino a 4 settimane fa e non è che adesso sono nate le zecche, le zecche c'erano già, ma erano nascoste perché hanno tropismo positivo e, siccome fuori era secco, si nascondevano dove c'era più umidità. Piove, fa caldo e le zecche escono e si possono incontrare. È esattamente la stessa cosa che succede alle L3 in autunno. Questo è quello che succede se si tengono gli animali sempre sullo stesso pascolo; il vantaggio del nomadismo è anche questo, si spostano e si mettono sempre su erba fresca, ma su erba che non ha larve.
Ciclo vitale dei parassiti
Se si guardano adulti, vitelli e manzi hanno lo stesso ciclo, raggiungono il picco assieme sia in primavera che in autunno, qual è la differenza? I giovani eliminano molte più uova dei manzi perché i vitelli è la prima volta che vengono a contatto con i parassiti, i manzi sono già venuti a contatto l'anno prima.
Risposta immunitaria e larve
Si è detto che in primavera ci sono poche larve, in autunno ce ne sono tantissime, però se si va a vedere primavera e autunno nei vitelli c’è quasi lo stesso numero di uova eliminate, anche se qua ne erano state ingerite molte meno, ma ci sta perché qui è la prima volta che si viene a contatto col parassita, la risposta immunitaria è pari a zero.
Si guardi il secondo grafico (riportato a destra): mettendo a 100 il massimo del numero di larve, si vede che in primavera se ne ingeriscono poche, il 10%, ma queste poche larve danno l'eliminazione del 100% delle uova perché non si è ancora sviluppata una buona risposta immunitaria. Poi, si va ad a ingerire, in estate- autunno, tantissime larve sul pascolo, ma in porzione danno meno uova, perché si è già sviluppata una risposta immunitaria e, quindi, si è in grado di contrastare lo sviluppo di parte di quelle larve.
Sopravvivenza delle larve in inverno
Quando si parla della sopravvivenza delle larve attraverso l'inverno è tutto vero, ma addirittura di più. Nel grafico, si vedono il numero di larve sui pascoli in un allevamento che fa monticazione a fondovalle al primo, al secondo e al terzo tramuto. Il terzo tramuto è sopra i 2200 m e le si porta sopra i 2300 m ad agosto, quando c'è erba, ma il picco di larve nel pascolo è esattamente ad agosto. Le larve che quegli animali mangiano ad agosto sono tutte nate l’agosto dell'anno prima. Questo sulle Alpi, ma vale anche sulla tundra artica, dove i parassiti chiudono il ciclo una volta all'anno.
Impatto del cambiamento climatico
Se c’è il cambiamento climatico e si allunga l'estate che cosa può succedere? Quelle larve non si sviluppano da un anno all'altro, ma a fine stagione si può avere già una concentrazione di larve elevatissime sul pascolo e, quindi, gli animali mangiano molte larve ed entrano in inverno molto infestati. Per un caribù o un bue muschiato questo può voler dire la differenza fra il riuscire o meno a passare l'inverno. Questo vuole anche dire che con un certo sistema le si portano sul primo pascolo e si infestano, perché sono le uova che avevano deposto l'autunno prima, le si portano sul secondo pascolo e si infestano, perché sono le larve che arrivano dalle uova che avevano deposto quando scendevano l'anno prima, le si portano nel pascolo più alto e si infestano perché sono le uova dell'anno prima.
Domande da interrogazione
- Qual è l'aumento delle zecche rispetto all'anno scorso?
- Come si comportano le zecche in relazione all'umidità?
- Qual è la differenza nella risposta immunitaria tra vitelli e manzi?
- Come influisce la risposta immunitaria sulla quantità di uova eliminate?
- Qual è l'impatto del cambiamento climatico sulla sopravvivenza delle larve?
C'è un aumento delle zecche di almeno il 30-40% rispetto all'anno scorso, dovuto a condizioni climatiche che hanno permesso loro di emergere dopo un periodo di secchezza (testo).
Le zecche hanno un tropismo positivo verso l'umidità e si nascondono in luoghi umidi durante i periodi secchi, per poi emergere quando le condizioni diventano favorevoli (testo).
I vitelli, essendo alla prima esposizione ai parassiti, eliminano molte più uova rispetto ai manzi, che hanno già avuto contatti precedenti con i parassiti (testo).
In primavera, i vitelli ingeriscono poche larve ma eliminano il 100% delle uova a causa della mancanza di una risposta immunitaria sviluppata, mentre in autunno, nonostante l'ingestione di molte larve, l'eliminazione delle uova è minore a causa della risposta immunitaria già presente (testo).
Il cambiamento climatico può portare a una concentrazione elevata di larve sul pascolo alla fine della stagione, aumentando il rischio di infestazione per gli animali durante l'inverno, il che può influenzare la loro sopravvivenza (testo).