Estratto del documento

Giuseppe Brocchini - Organizzare il sociale

Elementi fondamentali per la gestione di una struttura socio-sanitaria ed assistenziale comunitaria

Indice

Introduzione …………………………………………………………………pag.

Capitolo I - Calcoli commerciali

1.1 Tecniche di calcolo base …………………………………………………pag.

1.2 Applicazioni pratiche ..….………………………………………………pag.

Capitolo II - La contabilità aziendale

2.1 I documenti contabili ………………………………………………………pag.

2.2 La struttura di una busta paga ……………………………………………pag.

2.3 L’azienda ……………………………………………………………………pag.

2.4 Le aziende di erogazione ……………………………………………………pag.

2.5 Aspetti contabili di un’azienda di erogazione ………………………………pag.

2.6 Entrate ed uscite di un ente pubblico - fasi principali di svolgimento ……pag.

2.7 Aspetti giuridici dell’azienda d’erogazione…………………………………pag.

2.8 Le operazioni in valuta - Il cambio …………………………………………pag.

2.9 La banca …………………………..…………………………………………pag.

Capitolo III - La progettazione di una struttura comunitaria

3.1 Normative igieniche ……….………………………………………………pag.

3.2 L’impostazione del lavoro d’ufficio ………………………………………pag.

3.3 Il regolamento interno …………………………………….….……………pag.

3.4 Alcune tipologie di comunità ………………………………………….…..pag.

Capitolo IV - La rilevazione statistica

4.1 La statistica: concetto di “probabilità” e “frequenza” ……………………pag.

4.2 L’indagine statistica ………………………………………………………….pag.

4.3 Gli indicatori statistici ……………………………………………….………pag.

Capitolo V - Esercitazioni e approfondimenti

5.1 La logica strategica delle strutture comunitarie…………………………pag.

5.2 Le operazioni inverse ………………………………………………….…pag.

5.3 I fatti di gestione di un’azienda d’erogazione pubblica …………………pag.

…………………………………………………pag.

Appendice ………………….

Introduzione

Scopo del presente lavoro è fornire a coloro che si avvicinano per la prima volta al mondo delle organizzazioni no-profit (ora Enti del Terzo Settore, ETS) e al mondo socio-sanitario e assistenziale, studenti e non solo, una trattazione organica degli argomenti in materia contabile.

Per gli studenti il testo segue il programma ministeriale per il conseguimento del Diploma di Dirigente di Comunità e di Operatore dei Servizi Sociali (OSS). In particolare quest’ultima figura (completata dall’OSA, operatore socio-assistenziale, e dall’OSSS, operatore socio assistenziale specializzato) è stata istituita dall’accordo Stato – Regioni del 22 febbraio 2001 e la funzione è assistenziale e di supporto alle attività sanitarie e tecnico infermieristiche come il controllo della corretta assunzione di farmaci e la sanificazione degli ambienti.

Il diploma di Dirigente di Comunità si pone come base per poter frequentare i corsi di formazione per gli OSS e figure affini (riconosciuti come corsi di qualifica). L’obiettivo è avere un’ampia preparazione su varie tematiche, dal calcolo commerciale alla contabilità, dalle normative in materia di enti no profit alle caratteristiche peculiari delle strutture, raccolte in un’unica trattazione.

Si esamineranno i documenti contabili più comuni (assegno, cambiale, fattura, mandato di pagamento ecc.) e le loro modalità di compilazione partendo dai calcoli commerciali come la percentuale, l’interesse e lo sconto.

Ho voluto arricchire, poi, il lavoro con un approfondimento sulle varie tipologie di comunità in modo da far capire l’essenza e la struttura di tali aggregazioni umane: dalle Associazioni sportive agli Asili Nido fino alle organizzazioni di volontariato.

Il dirigente di comunità e l’operatore socio sanitario devono avere, quindi, una conoscenza sintetica dei vari aspetti che caratterizzano l’azienda di erogazione, in special modo comunità e asili nido; per questo motivo gli esempi riportati, spesso, vertono proprio su asili o case di assistenza.

A completamento della trattazione, alcune nozioni base di statistica. Sarà fornita una breve spiegazione di alcuni concetti fondamentali (probabilità e frequenza) e di metodologie d’indagine che offrono una visione d’assieme su come porsi di fronte a determinate problematiche usando indicatori come la media, moda e mediana.

Per concludere, questo breve e semplice lavoro è stato ideato non tanto per riempire di nozioni gli studenti e lettori in genere, ma per sviluppare una mentalità “contabile” nella gestione di un’organizzazione no-profit e di una comunità in particolare. Obiettivo non velleitario, spero, che il sottoscritto si pone, convinto, peraltro, che è sempre la pratica (unita però ad un minimo di teoria) la migliore maestra del futuro operatore di comunità!

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Capitolo I - Calcoli commerciali

1.1 Tecniche di calcolo base

In questa sezione accenniamo ad alcuni concetti base di calcolo commerciale (la percentuale, l’interesse e lo sconto), riportando alcuni esempi pratici.

1.1.1 Operazioni con il calcolo percentuale, calcolo sopracento e sottocento

Ecco un esempio di “calcolo percentuale”.

Un venditore cede una partita di merce a € 413,16 praticando uno sconto del 20%. Qual è il prezzo di vendita?

Il calcolo della percentuale deriva dall’impostazione di una proporzione così strutturata: 100 : 20 = 413,16 : x

(413,16 x 20) / 100 = € 82,63

Abbiamo applicato la regola fondamentale delle proporzioni: il prodotto dei medi (20 e 413,16) deve essere uguale a quello degli estremi (100 e x).

Dal calcolo risulta che l’ammontare dello sconto è pari a € 82,63 quindi il prezzo di vendita è pari a € 330,53 (€ 413,16 - € 82,63).

Vediamo, ora, un esempio di calcolo percentuale sopracento e sottocento.

Durante il trasporto una merce che aveva in partenza il peso di t.450 ha subito un calo del 2%. Determinare la quantità arrivata.

100 : 98 = 450 : x

(98 x 450) / 100 = t 441

In breve, partendo dalla base 100, abbiamo tolto l’aliquota 2 per arrivare a 98. Dal calcolo risulta che la merce arrivata a destinazione è di t 441.

Altra applicazione pratica è costituita dal problema delle “percentuali successive”.

La regola fondamentale è la seguente: quando le diverse percentuali si riferiscono allo stesso importo base, le aliquote vengono calcolate sulla stessa grandezza e i diversi risultati ottenuti sono, poi, sommati fra loro; quando le diverse percentuali si riferiscono a importi base diversi, le aliquote si applicano sui diversi risultati.

Tale definizione verrà chiarita in seguito con esercizi strutturati.

1.1.2 L’interesse

È il prezzo che bisogna pagare per aver preso in prestito una somma di denaro; tale prezzo è espresso in percentuale. Abbiamo due regimi di calcolo dell’interesse: il regime semplice ed il regime composto. Vediamo un esempio con il regime semplice:

Capitale dato in prestito: € 5.164,57

Durata: 10 anni (n)

Tassi interesse (i): 15%

I = ?

Formula:

(c x i x t) / 100

(5.164,57 x 15 x 10) / 100 = € 7.746,85 (I)

L’interesse da pagare matura sul capitale iniziale.

Aggiungiamo gli interessi al capitale e otteniamo il montante.

€ 5.164,57 + € 7.746,85 = € 12.911,42

C + I = M

Se avessimo espresso il tempo in mesi, ad esempio durata 7 mesi, avremmo avuto al denominatore della frazione 1.200 anziché 100.

(5.164,57 x 15 x 7) / 1.200 = € 451,90 (I)

5.164,57 + 451,90 = 5.616,47 (M)

Con il tempo espresso in giorni, ad esempio 40 giorni e tasso al 2%, avremmo avuto al denominatore 36.000, se consideriamo l’anno commerciale di 360 giorni, oppure 36.500, se consideriamo l’anno civile di 365 giorni.

(5.164,57 x 2 x 40) / 36.000 = € 11,48 (I) oppure (5.164,57 x 2 x 40) / 36.500 = € 11,32 (I)

Vediamo, ora, un esempio con il regime composto. Giova ricordare, comunque, che la differenza tra il regime semplice e composto non è solo quantitativa ma anche d’impostazione di calcolo. Infatti in quello semplice a maturare è il solo capitale iniziale, prestato all’inizio; in quello composto l’interesse matura sul montante formatosi nel periodo precedente. Alla fine, quindi, l’interesse matura su una somma già comprensiva degli interessi.

Con gli stessi dati dell’esercizio precedente impostiamo la seguente formula:

M = C (1 + i)n

M = 5.164,57 (1 + 0,15)10 = € 20.893,57 (montante composto). Il montante composto, per il motivo suddetto, è maggiore di quello semplice.

1.1.3 Lo sconto

Se l’interesse è il prezzo per aver preso in prestito una somma di denaro da restituire ad una certa scadenza, lo sconto è il compenso per aver restituito in anticipo una somma precedentemente presa in prestito.

Nel calcolo dell’interesse parliamo di “capitalizzazione” (si aggiunge una somma, l’interesse, ad un’altra, il capitale di partenza); nello sconto si parla invece di “attualizzazione” (togliere una somma da un’altra per aver restituito prima una somma di denaro).

Le tipologie principali di sconto che esamineremo sono le seguenti: mercantile, commerciale, composto. Cominciamo con lo sconto mercantile partendo da un esempio.

Viene concesso per aver pagato in contanti una somma di denaro per l’acquisto di una merce (è l’unico sconto in cui non si considera il tempo).

Costo del bene = € 361,52

Pagamento = in contanti

Sconto = 5%

(361,52 x 5) / 100 = € 18,08 (S)

361,52-18,08 = € 343,44 (Somma scontata)

Vediamo, ora, lo sconto commerciale.

Viene concesso al debitore per aver pagato prima un debito.

Importo del debito: € 2.065,83 (montante o capitale nominale di partenza Cn)

Tasso di sconto: 10% (s)

Anticipo rispetto alla scadenza: 3 anni (n)

(Cn x s x n) / 100

(2.065,83 x 10 x 3) / 100 = € 619,75 (Sconto commerciale)

Il risultato è pari € 619,75 e rappresenta lo sconto applicato per aver pagato in anticipo.

Quindi la somma rimasta da pagare o valore attuale è € 1.446,08 (2.065,83 – 619,75).

Concludiamo con lo sconto composto. Ad esso si applica la seguente formula, che riprende quella dell’interesse composto, con esponente negativo in quanto ci troviamo nel campo del valore attuale:

Va = 2.065,83 (1+0,10)-3 = € 1.552,08

1.2 Applicazioni pratiche

Vediamo alcune applicazioni dei concetti sopra esposti.

In data 01/09/2003 un commerciante ha acquistato una partita di merce per € 1.000 ricevendo una fattura da pagarsi entro il 15 dicembre 2003. Se volesse anticipare il pagamento al 15 novembre, quanto dovrebbe versare, sapendo che il creditore applica un tasso di sconto pari al 4%?

Il pagamento avviene con 30 giorni di anticipo; si applica quindi lo sconto commerciale, esprimendo il tempo in giorni.

Sc = (1.000 x 4 x 30) / 36.000 = 3,33

Va = 1.000-3,33 = 996,67

Stesso risultato se avessimo espresso il tempo in mesi, considerando l’anticipo di un mese ma inserendo al denominatore 1.200 anziché 36.000.

Sc = (1.000 x 4 x 1) / 1.200 = 3,33

Va = 1.000-3,33 = 996,67

Un’altra applicazione interessante, relativa al problema del sottocento, è lo scorporo dell’I.V.A. In genere nelle fatture, l’I.V.A. si applica a parte sull’importo della merce (imponibile). Può capitare, talvolta, che il prezzo della merce sia già comprensivo dell’imposta o, come si dice in gergo, “ivato”. Il calcolo utilizzato per separare l’importo del bene dall’I.V.A. si chiama “scorporo”. Vediamone un esempio.

Prezzo della merce: € 1.500 I.V.A. compresa (aliquota al 20%)

Scorporo: 120 : 100 = 1.500 : z dove z (incognita) è il prezzo senz’I.V.A.

z = (1.500 * 100) / 120 = € 1.250. Il risultato rappresenta la base imponibile.

Per verificare che il calcolo sia corretto, basta applicare sull’importo di € 1.250 l’aliquota del 20%.

1.250 x 20% = € 250

1.250 + 250 = € 1.500

Torniamo, ora, al problema delle percentuali successive vedendo i due casi in cui le diverse percentuali si riferiscono allo stesso importo base o a importi–base diversi.

1.2.1 I problemi delle percentuali successive

Le percentuali successive si possono calcolare sulla stessa base percentuale oppure su basi diverse. Vediamo il primo caso in cui le percentuali si riferiscono allo stesso base.

Una partita di merce è stata acquistata al prezzo di € 15.121,86. Determinare il costo complessivamente sostenuto per detta merce sapendo che ad un intermediario è stato versato il 2% del prezzo, che le spese di trasporto sono state pari all'8% del prezzo e che quelle di assicurazione sono state pari allo 0,60% del prezzo.

Risolviamo questo problema calcolando singolarmente le varie percentuali sulla stessa grandezza (prezzo di acquisto della merce) e poi addizionando i risultati ottenuti.

Prezzo di acquisto della merce € 15.121,86

+ 2% per l’intermediario € 302,42

(15.121,86 x 2)/100

+ 8% per il trasporto € 1.209,75

(15.121,86 x 8)/100

+ 0,60% per l’assicurazione € 90,73

(15.121,86 x 0,60)/100

Costo complessivo della merce € 16.724,76

Vediamo, ora, il secondo caso in cui le percentuali si riferiscono ad importi base diversi.

Un impiegato gode dello stipendio lordo mensile di € 852,15. Su tale stipendio vengono effettuate trattenute previdenziali pari all’8,65% dell’importo lordo e trattenute fiscali pari al 25% della somma residua. Determinare lo stipendio netto percepito.

Risolviamo questo problema osservando che le due percentuali si applicano ad importi diversi poiché le trattenute fiscali devono essere calcolate sull’importo che rimane dopo aver tolto le trattenute previdenziali.

Stipendio lordo mensile dell’impiegato € 852,15

8,65% per trattenute previd. = € 73,71

(852,15 X 8,65)/100

Stipendio al netto delle trattenute previd. € 778,44

25% per trattenute fiscali = € 194,61

Stipendio netto € 583,83

(778,44 X 25)/100

1.2.2 I problemi di riparto

I problemi di riparto servono a distribuire una somma di denaro in proporzione a determinati criteri (ore lavoro, capitale apportato ecc.). Essi si suddividono in problemi di riparto diretto ed indiretto (a seconda che la ripartizione avvenga con criteri direttamente o indirettamente proporzionali). Casi pratici di riparto (riportati di seguito) sono, ad esempio, la distribuzione dell’utile aziendale ed il pagamento di premi aziendali.

Una società commerciale ha realizzato, nel corso dell’anno, un utile netto di € 14.729,35. Tale utile viene ripartito fra i tre soci in proporzione alle seguenti quote di capitale che ciascuno ha conferito nella società:

Socio Biscaldi, quota di capitale conferita € 15.493,71; socio Gìbelli, quota di capitale conferita € 12.911,42; socio Ricci, quota di capitale conferita € 28.405,13.

Determinare l’utile spettante a ciascun socio.

Anche in questo caso si tratta di effettuare un riparto semplice diretto. È semplice perché la suddivisione dell’utile si compie in proporzione ad un solo gruppo di grandezze conosciute, rappresentate dalle quote di capitale dei tre soci. È diretto poiché il ripar

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giubro65 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Brocchini Giuseppe.
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