Concetti Chiave

  • Lo zinco ha un ruolo chiave nella funzione immunitaria e viene spesso assunto come integratore, anche se molti pazienti non lo segnalano durante l'anamnesi.
  • Nei pazienti con nutrizione parenterale, la carenza di rame può causare manifestazioni neurologiche ed ematologiche, come anemia e pancitopenia.
  • La diagnosi di celiachia richiede il dosaggio delle IgA anti-transglutaminasi e una biopsia duodenale per confermare le alterazioni della mucosa.
  • Il glutine, presente in cereali come frumento e orzo, attiva meccanismi immunitari in soggetti predisposti, contribuendo alla patogenesi della celiachia.
  • Le persone con autoimmunità, come il diabete di tipo 1 e la tiroidite di Hashimoto, sono maggiormente a rischio di sviluppare celiachia.

Indice

  1. L'importanza dello zinco nella dieta
  2. Nutrizione parenterale e carenze
  3. Diagnosi e trattamento della celiachia
  4. Patogenesi e alternative alimentari

L'importanza dello zinco nella dieta

Esse sono: l’eccessivo apporto dietetico di Zinco, molto affine al rame che compete per i trasportatori. Se vengono ingerite quantità abnormi è assorbito preferenzialmente lo zinco.

Lo zinco è modulatore positivo della funzione immunitaria, vengono assunti come integratori ed è molto diffuso questo utilizzo. Di solito i pazienti non lo riportano, anche se viene fatta l’anamnesi farmacologica non riportano le autoprescrizioni che sono tutt’altro che rare, quindi bisogna chiedere esplicitamente.

Nutrizione parenterale e carenze

Un altro caso sono i pazienti con nutrizione parenterale, come pazienti con sindrome dell’intestino corto. Contengono i nutrienti necessari, ma possono non contenere giuste quantità come del rame. Le manifestazioni cliniche sono neurologiche ed ematologiche come per la vit. B12.

Dal punto di vista ematologico c’è spesso pancitopenia, anemia micro o macrocitica e importanti alterazioni neurologiche. La cosa più semplice da fare è il dosaggio del rame. Se si trova basso si può confermare e correggere, ma bisogna trovare la causa. Il caso clinico era: Feci poco formate, calo ponderale, forte storia familiare di autoimmunità. Si può sospettare quindi la celiachia.

È più frequente nella celiachia trovare un’anemia da carenza di ferro.

Diagnosi e trattamento della celiachia

La prima cosa da fare se si sospetta celiachia è chiedere IgA anti-transglutaminasi e IgA totali perché è frequente nella popolazione la carenza di IgA, che è asintomatica se non è una forma grave. Vanno quindi sempre chieste in abbinamento.

Il sospetto poi va confermato con biopsia duodenale. La mucosa è completamente piatta, è un elemento macroscopicamente suggestivo. Una volta capito che l’anemia era da carenza di rame, questo è stato somministrato ed è stata anche trasfusa con 5 unità di globuli rossi. Con 1 unità di gr aumenta la hb di 1g/dl. In questo caso aveva 3,8 g/dl di hb. Così si può portare a 8 di hb. La trasfusione di gr ha effetti collaterali: a parte i rari errori di compatibilità, si possono avere reazioni febbrili, trasmissione di agenti infettivi, soprattutto tra gli anni 80 e 2000 c’è stata la trasmissione di hcv. Si possono avere reazioni immediate o anche anni dopo.

È stata riportata l’hb e l’ematocrito a livello adeguato, fino a normalizzarsi. Ha ricevuto diagnosi istologica di morbo celiaco, iniziato trattamento con dieta aglutinata ed è andata in remissione.

Patogenesi e alternative alimentari

Nella patogenesi sono implicati meccanismi di immunità sia adattativa che innata.

Il glutine contiene peptidi che possono attraversare la mucosa duodenale, vanno incontro a processazione dalle transglutaminasi, e in soggetti predisposti geneticamente si attivano le cellule dendritiche che li presentano ai linfociti T Cd4 e si attiva l’immunità adattativa, con cloni di cellule B che producono gli anticorpi che si vanno a dosare.

Il glutine è la quota proteica delle farine di frumento, segale, orzo (pane, pasta pizza). Valide alternative sono riso, grano turco, avena, ecc.

È più frequente in alcuni sottogruppi, soprattutto che hanno patologie autoimmuni, come diabete tipo 1, tiroidite di Hashimoto, les, sindrome da anticorpi antifosfolipidi, ecc.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dello zinco nella funzione immunitaria?
  2. Lo zinco è un modulatore positivo della funzione immunitaria e viene spesso assunto come integratore, anche se i pazienti tendono a non riportarne l'uso durante l'anamnesi farmacologica.

  3. Quali sono le conseguenze della carenza di rame nei pazienti con nutrizione parenterale?
  4. La carenza di rame può portare a manifestazioni cliniche neurologiche ed ematologiche, come pancitopenia e anemia, rendendo fondamentale il dosaggio del rame per confermare e correggere la carenza.

  5. Come si diagnostica la celiachia?
  6. La diagnosi di celiachia inizia con il dosaggio di IgA anti-transglutaminasi e IgA totali, seguita da una biopsia duodenale per confermare la presenza di mucosa piatta, un indicatore macroscopico della malattia.

  7. Quali sono le alternative alimentari per chi è affetto da celiachia?
  8. Le alternative alimentari valide per chi ha celiachia includono riso, grano turco e avena, poiché il glutine, presente in frumento, segale e orzo, deve essere evitato.

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