Concetti Chiave

  • L'Intralipid è utilizzato nelle emergenze per il trattamento della tossicità sistemica, somministrato inizialmente in bolo e poi in infusione continua se necessario.
  • Gli anestetici agiscono come scavengers, accumulandosi in organi con concentrazioni elevate, influenzando la tossicità in base alla loro concentrazione e velocità di somministrazione.
  • La somministrazione di anestetici ad alte concentrazioni può causare effetti irritanti e piccole lesioni nervose, anche se di solito sono transitorie.
  • Le reazioni avverse agli anestetici sono più probabili con pressione sul nervo o ipotensione, ma possono essere mitigate utilizzando anestetici locali diluiti.
  • Un'anamnesi accurata è fondamentale per distinguere tra reazioni allergiche e tossicità degli anestetici, con l'anestesia locoregionale preferita quando possibile.

Indice

  1. Qual è l'uso dell'Intralipid nelle emergenze?
  2. Meccanismo d'azione degli anestetici
  3. Effetti irritanti degli anestetici
  4. Reazioni avverse e tossicità
  5. Complicanze e diagnosi differenziale

Qual è l'uso dell'Intralipid nelle emergenze?

Tra le emulsioni lipidiche si utilizza principalmente l’Intralipid in bolo a 1,5 mL/kg/min (in infusione rapida), sempre assicurandosi un accesso venoso, per il mantenimento iniziale della tossicità sistemica; se ci si trova in situazioni di alterazioni neurologiche o cardiache importanti allora si effettua un’infusione continua di 0,25- 0,5 mL/kg/min (ripetendo i boli una o due volte nel caso di collasso cardiocircolatorio). Se non si ha la possibilità di essere così precisi 18-20ml/kg/min.

Meccanismo d'azione degli anestetici

Per quanto riguarda il meccanismo d’azione si sa che essi funzionano da scavengers sia plasmatico sia dagli organi dove raggiungono concentrazioni maggiori, come cuore e sistema nervoso centrale, dai quali procedono verso quelli che ne presentano concentrazioni minori come fegato e muscolo, questo perché la tossicità dell’anestetico locale è in funzione di concentrazione e rapidità di somministrazione.

Effetti irritanti degli anestetici

Gli anestetici hanno un pK elevato (pari a 8) con, perciò, azioni irritanti; in passato le concentrazioni di anestetico erano maggiori (lidocaina 5%, oggi al 2%) con conseguente rischio aumentato di tossicità.

L’effetto irritante è tale che può produrre, in ultima analisi, delle piccole lesioni nervose riferite dal paziente anche dopo tempo come alterazioni della sensibilità: disestesia, allodinia o parestesia. Sebbene nella maggior parte dei casi siano transitorie, talvolta possono rimanere.

Reazioni avverse e tossicità

L’incidenza aumenta con la pressione esercitata (per questioni tecniche) direttamente sul nervo o per ipotensione sistemica. Le reazioni avverse si limitano utilizzando anestetici locali diluiti, in quanto la tossicità è legata alla soluzione: in questo modo si ottiene una riduzione della concentrazione del farmaco e del potenziale effetto lesivo.

Complicanze e diagnosi differenziale

La tossicità locale è più subdola rispetto a quella sistemica, però può dare problematiche anche molto fastidiose per il paziente; l’anestetico locale è tipicamente irritante. In somministrazioni anche di piccole entità ma ripetute può dare origine a piccole lesioni a fibre nervose (soprattutto nel caso di pazienti con disfunzioni nervose, metaboliche e infiammatorie preesistenti o con zone edematose con sindromi compartimentali) associate a diminuita sensibilità locale o parestesie locali (condizioni strettamente connesse alla concentrazione dell’anestetico, quindi ricordarsi di somministrare la minima dose efficace). Uno dei problemi maggiori spesso è quello di capire se il paziente ha avuto realmente una reazione allergica (rash, eritema, pomfi, stridor, broncospasmo, ipotensione, edema della lingua) o un’altra condizione. Spesso, questo tipo di complicanze può essere scambiato per una tossicità sistemica, per una reazione vaso-vagale (tra l’altro facilmente pretrattabile) o per una tossicità locale da anestetico. Sta al medico, attraverso un’anamnesi accurata, comprendere la reale natura dell’evento riportato dal paziente come allergico. È sempre preferibile laddove possibile eseguire un’anestesia locoregionale rispetto a una generale.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'uso principale dell'Intralipid nelle emergenze?
  2. L'Intralipid viene utilizzato in bolo a 1,5 mL/kg/min per il mantenimento iniziale della tossicità sistemica, con infusione continua in caso di alterazioni neurologiche o cardiache importanti (0,25-0,5 mL/kg/min) (Uso dell'Intralipid nelle emergenze).

  3. Come agiscono gli anestetici nel corpo?
  4. Gli anestetici funzionano da scavengers, raggiungendo prima organi con alte concentrazioni come cuore e sistema nervoso centrale, e poi quelli con concentrazioni minori, influenzando la tossicità in base alla concentrazione e rapidità di somministrazione (Meccanismo d'azione degli anestetici).

  5. Quali sono gli effetti irritanti associati agli anestetici?
  6. Gli anestetici, a causa del loro pK elevato, possono causare irritazioni e piccole lesioni nervose, con sintomi come disestesia e parestesia, che possono persistere anche dopo un certo periodo (Effetti irritanti degli anestetici).

  7. Come si possono distinguere le reazioni allergiche dalle complicanze legate agli anestetici?
  8. È fondamentale un'anamnesi accurata per distinguere tra reazioni allergiche e altre condizioni, poiché complicanze come tossicità sistemica o locale possono essere scambiate per allergie (Complicanze e diagnosi differenziale).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community