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23.11.2020

Alfonso Sastre un giorno si trovava con su un taxi. Vedono a terra un portacipria particolare e aveva un segno particolare, una specie di graffio. Lo abbiamo preso e lo abbiamo regalato a mia moglie non sapendo a chi potesse appartenere (ha preso parte al colpo di stato contro in cui è morto il braccio destro di).

Tempo dopo viaggiavo e una ragazza esce un portacipria identico a quello regalato dalla moglie, lei va via e quando torna dice che ha perso il portacipria.

‘’Tu lo hai perso e noi lo abbiamo trovato tempo addietro e lo abbiamo regalato a mia moglie’’ da questa idea che il tempo è soggettivo mi è venuta l’idea di scrivere il → Cuervo.

1° scena

La scena inizia, evidentemente dall’interno di una casa. C’è silenzio e poi si sente un rumore dalla porta di fondo. Qualcuno batte, dei colpi, poi silenzio.

Un uomo entra dalla finestra nella stanza. Potrebbe sembrare un ladro… Aria tipica racconti Edgar Allan Poe.

L’uomo tira le tendine, guarda intorno a sé.

Arriva poi Luisa, la vecchia cameriera.

Lei lo chiama, ma lui continua a non rispondere.

Lei sta male, dice che non è un malessere fisico, ma dei pensieri e questi malesseri non sono importanti. Lui le dice che ha bisogno di una pausa ma se andasse via non avrebbe dove andare i suoi amici sono tutti morti.

‘’Lei ha la faccia di qualcuno che ha pianto…’’

‘’Taccia, non vorrà parlare di quel fatto’’

‘’No, no’’

‘’Luisa, lei non deve pensare a quell’episodio, nemmeno pensare’’

‘’No signore’’

‘’A volte può fare impressione stare solo di notte’’

‘’Non di notte, questa notte’’

Si sente rumore onomatopeico della pioggia che piove o piastra rovente bagnata da → acqua.

‘’È successo lo stesso che è successo quella notte’’

‘’È inquietante che possa accadere di nuovo’’

In Spagna c’è la tradizione di mangiare l’uva della Suerta. Ogni rintocco per augurare la buona sorte per il prossimo anno.

Quando arrivano i tassisti si mettono lì preoccupati a vedere che c’è un calendario che non corrisponde alla data reale.

25.11.2020

Commedie di magia fine ‘700

Commedie di magia fine ‘700

Calderón de la Barca.

  • Sta per suonare mezzanotte, prende le bottiglie di champagne e versa nei bicchieri.

Alza la coppa e brinda.

Dopo mezzanotte dovrebbe esserci l’allegria, ma cala il silenzio.

Gli dice anche quali erano le parole che lui aveva scritto. Gli dice quali sono le parole che avrebbe potuto scrivere.

‘’La cosa brutta è che non sai di cosa avere paura’’.

C’è una corda annodata a un accendino: corda legata all’accendino con dei nodi nella corda.

Cerca di posare questo accendino e metterlo nella tasca. ‘’No aspetta’’ dice Alfonso, ma lui lo mette in tasca.

L’accendino gliel’hanno regalato lui e Laura. ‘’Se non ricordo male è stato il giorno prima…’’

‘’Sì, il 30 dicembre’’

Accendino portacipria →

Non è paura dei fantasmi, è una diversa percezione della temporalità.

‘’A che ora l’hai lasciato?’’ ‘’Alle 21.30’’ ‘’Allora lasciamo fantasticare su come poteva essere la storia’’ --> sa che è un gioco.

Racconta la storia del taxi.

‘’No, è una stupidaggine. Lo avete trovato un anno fa’’

‘’Non posso crederci, è il mio. Lo dice urlando, impallidisce’’.

Le corde annodate si sono usate per secoli e secoli sono stati anche come amuleti.

‘’Io non vi ho mai raccontato che quest’uomo ha minacciato di volermi colpire. Mi ricordo che l’anno scorso quest’uomo con un solo occhio l’ho visto.’’

‘’Prima che la uccidesse?’’

Se mi metto a pensare a quest’ultimo anno quello che mi è successo può darsi che io abbia sognato tutto.

‘’Alfonso’’

‘’Inés’’

Questi amici che stanno vivendo questa temporalità hanno qualcosa episodio che è sfasato.

27.11.2020

Che cos’è la realtà?

‘’Che cos’è la realtà?’’

Torniamo a quel discorso filosofico di Cervantes e D.Q. Qual è la realtà (mulini a vento o giganti)?

‘’Hai ragione Inés. Separiamo la realtà dal sogno. Avevamo un’idea del passato che adesso è svanita. Credevamo in un fatto occorso oggettivamente: la morte di Laura. Eravamo venuti a consolare il marito nell’anniversario di morte. Ma c’era molto sogno’’.

Il velo di Maya: Schopenhauer diceva che noi non percepiamo davvero la realtà.

  • Solo nel momento in cui strappiamo il velo noi vedremo la realtà con gli occhi veri e non con quelli del sogno. Lui richiama questa filosofia.
  • Inoltre anche la filosofia indiana: Maya ha un’idea della produzione, dell’arte l’uomo che → costruisce l’arte. La magia e l’illusione.

Juan: ‘’Probabilmente il velo di Maya si è rotto ed è possibile che l’amuleto stia compiendo la sua missione salvifica.’’

Quando lui dice che il velo di Maya si è rotto…

Pedro dice ad Alfonso: ‘’Continua. Tu ti sei reso conto. È stato il primo a dire che forse è un sogno collettivo’’.

C’è stato un naufragio: viviamo in un mondo dove tutto diventa molto credibile o poco credibile. Viviamo in questo mondo sospeso, non più sicuro.

‘’La realtà è l’amuleto che si perde e si ritrova’’

‘’Questa sera ci hai convocati qui’’

‘’Io vi ho convocati per quella sera’’

‘’Quella o questa?’’

Temporalità sovrapposte (entrambe valide): 1954 -1956

  • Il vero ordine del tempo consiste nel susseguirsi degli eventi. Non importa quando siano avvenuti. Il tempo è relativo, è un’invenzione degli umani.

C’è il tempo animico (come viene chiamato in spagnolo): interiore.

Il tempo non esiste, esistono solo gli eventi che si concatenano. Quando non importa.

Cominciano quasi a crederci anche se poi cercano di tornare con i piedi per terra.

‘’Allora non è successo niente?’’

‘’Laura non è morta?’’

‘’Io non so niente’’

‘’Ah sì, ho avuto un sogno orribile…’’

‘’Quindi è stato un sogno?’’

‘’Sì e tutti abbiamo avuto lo stesso sogno’’

‘’Era un sogno o non lo era?’’

‘’Per questo Luisa ha sentito una sensazione strana nella cucina e anche Alfonso. Abbiamo sentito quel senso particolare che ci ha regalato il sogno. Si sta ripetendo con leggere varianti quello che pensavamo fosse realtà.’’

>> Lui appoggiato al camino. Inés accende una sigaretta. Lui seduto accanto al fuoco. La scena sembra si stia cristallizzando ed è identica all’anno scorso.

Pedro nota che il quadro è identico all’anno passato.

‘’Adesso so cosa aspetto. Aspetto il ritorno di Laura. Laura si è (adesso) sentita indisposta e si è stirata nella sua stanza’’.

Non è solo Laura nel ’54.

Il tamtam viene usato degli indigeni per comunicare si sente un pum. →

‘’Non vi ricordate?’’

‘’Sì, avevate letto le stesse identiche cose’’

Inés si stava rifacendo il trucco e lui dice ‘’Tu ti stavi rifacendo il trucco’’. Lei si ferma, ma lui dice ‘’Continua. Ormai non c’è rimedio.’’

In cima alle scale compare Laura.

Juan, il marito: ‘’Laura, tu?’’

Si sente ancora suonare questa melodia e intanto si apre il sipario.

Si apre il nuovo atto

Si apre il nuovo atto

Troviamo gli stessi amici più Laura che continua a scendere per le scale e sorride.

Si ripete la storia di Visnú che aveva mandato a bere.

Camminano nel deserto, Visnú chiede al monaco di andare a prendere l'acqua.

  • Il monaco si allontana e, incontra una ragazza, si sposa, ha figli, tutti muoiono, poi si risveglia nel deserto e si ritrova Visnú che gli chiede "hai trovato l'acqua? Ti aspetto da mezz'ora". Era per fare capire la relatività del tempo.

‘’Quando è successo questo?’’

‘’Non lo so. Forse domani’’

‘’Sì, a me anche sembra sia così’’

Sappiamo che è ammalato e che nei momenti in cui ha il raptus non si rende conto di nulla di ciò che sta facendo e vive come in un’assenza terribile.

Gira intorno agli hotel e cerca una preda.

C’è un momento in cui si incontrano e si ricongiungono -> per Laura il tempo restare il 54 e per gli altri il 55 -> il tempo è formato da eventi. Così come non importa se l’accendino si è perso un anno prima. È l’evento che conta.

30.11.2020

Il sogno collettivo e il tempo della realtà

Loro dicono che era stato un sogno collettivo.

Alfonso dice che sono state pubblicate dei giornali con le sue foto.

Gira nell’intorno dei quartieri degli hotel, nel cercare una preda è quello che sta → facendo in questo momento. Il tempo della realtà non sappiamo più quale sia.

Quando lo prenderanno dopo il fatto tuo si scoprirà che un anno dopo aveva ammazzato la moglie e i suoi figli.

Alfonso è quello che crede di più nella possibilità di due tempi diversi. Questo è il → racconto dei giornali. La polizia prende l’uomo vicino il fiume mentre dà un pezzo di pane a una bambina.

Il racconto dei giornali di domani riporteranno questo.

Da bambina aveva dei sogni ricorrenti di quest’uomo con un occhio solo che la raggiungeva e l’ammazzava. Lei sa qual è lo sguardo dell’assassino perché lo vedeva in sogno, ma gli altri lo sanno perché è un sogno o…?

‘’Nel sogno mi uccideva a calci’’

‘’Anche qui’’

‘’Non avete fatto nulla per salvarmi? Neanche nei miei sogni qualcuno veniva in mio aiuto’’

‘’Nessuno’’ dice il marito.

‘’Deve essere orribile morire così’’ dice Laura.

‘’Sai Juan, io non vorrei morire stanotte’’

‘’Sei con me, non succederà niente’’.

‘’Sento come se stesse per succedere. Si accarezza il collo con paura, sente le mani dell’assassino. Sento l’odore del suo alito, non posso correre, sono immobilizzata. Non posso respirare, aiuto, aiuto’’ sente e vive le stesse sensazioni di quel momento. →

Inés dice che ha gridato così e capisce che sono le stesse sensazioni di quel momento.

‘’No, non ho gridato così. Deve succedere’’

Qual è il tempo? Il 54 o 55?’’ Dice: ‘’Così griderò. Vi chiedo che quando succeda veniate tutti e non mi lasciate morire così.’’

‘’Strano. Come se io ricordassi la mia morte’’.

  • Il tempo non conta. Contano i fatti. È come un disco: una volta inciso non pensiamo al momento in cui i musicisti lo hanno inciso, ogni volta lo possiamo riascoltare.

‘’La mia morte è già avvenuta ma io la sto rivivendo’’. È una concezione del → tempo un po’ nichilista. Noi stiamo vivendo: siamo sicuri che siamo vivi? Perché noi siamo vivi e quelli che ci hanno cresciuti sono morti? È sicuro siano morti?

Il tempo è un’invenzione dell’uomo. Lo stiamo vivendo in un anno che abbiamo per convenzione che si chiama 2020, ma potremmo chiamarlo come vogliamo anche 1990.

‘’Esiste una storia, quella di una Laura già morta o che morirà nel giardino. L’acontecimiento è questo: è un fatto che è già successo. Io sto ricordando la mia morte.

‘’Morirò a Parigi un giorno di pioggia di cui ho già un ricordo e sarà forse un venerdì come questo…’’ poesia di César Vallejo.

Il marito conferma che l’uomo che ha scritto questi versi morto a Parigi.

Juan (marito di Laura): ‘’Siamo a casa. Stiamo festeggiando il capodanno. Sono fenomeni mentali senza importanza.’’ si sente una canzone lenta. ‘’Allora, non vi → decidete?’’

‘’Le cose più strane accadono in determinate riunioni. In queste sedute spiritiche viene fuori il fantasma. Se ognuno va per i fatti suoi va via questo legame: allora disperdiamoci. Noi 5 messi insieme dobbiamo creare un’atmosfera propizia. Quando ci disperderemo tutto tornerà ad essere normale.’’

N.b.: Pedro era venuto in taxi, gli altri due con la loro macchina, dicono ‘’ti accompagniamo’’.

‘’Laura cerca di dormire’’.

‘’Laura ti sei spaventata?’’ e lui l’accarezza.

‘’Luisa con le sue ossessioni è in cucina’’ questo è un nuovo elemento (ricordiamo → che doveva pensare molto alle cose prima di sentirsi soddisfatta).

Quindi Laura capisce che ci sono cose diverse (le nuove ossessioni di Luisa e il fatto che non hanno bevuto questa notte).

‘’Io non lo sapevo che avesse queste ossessioni’’

‘’Adesso lo so io quanto ti amo.’’

Comincia a piangere e dice che la ama. Mentre si baciano bussano alla porta.

‘’Non aprire, non aprire’’ dice Laura.

‘’Non apro, ma vedo chi è’’

‘’Sono di nuovo loro’’

‘’Non aprire’’ dice Laura.

Lui apre ed entrano Alfonso, Inés e Pedro.

Juan chiede: ‘’Che succede?’’

Quella corda è un vecchio amuleto indio. ‘’Me lo presti? Se è un amuleto mi proteggerà questa notte’’

Sembra sentire un brivido e Inés le chiede ‘’Che ti succede?’’

‘’Il giardino’’

‘’Che ti succede?’’

‘’Niente. È in silenzio’’

‘’Ma è la cosa più naturale del mondo, è in silenzio perché non c’è nessuno’’

‘’Perché cosa vorresti sentire?’’ dice l’amico Alfonso.

‘’Non lo so, qualsiasi cosa, sarebbe meglio. Chi c’è lì? Se c’è un nemico perché non sentiamo la sua voce, le sue minacce e così sapremmo cosa fare? Se è un amico perché non ci dice delle belle parole’’.

In varie parole di Gesù le tenebre esterne (verranno gli angeli a separare le capre dagli agnelli e lì sarà pianto e stridore dei denti).

  • ‘’Le tue tenebre esteriori’’ -> le anime cattive andranno lontano dalla luce. Tenebre esteriori = inferno.
  • ‘’Deve farlo’’ -> secondo riferimento al Vangelo. Riferimento a Giuda, alcuni teologi dicono che Giuda non è colpevole perché nella Bibbia c’era già scritto che Gesù doveva morire e che ci sarebbe dovuto essere un traditore. Questo qualcuno è stato scelto in lui.

Più o meno è quello che dice Laura.

Juan fa un gesto per dirle di non continuare, ma lei dice di non farlo.

‘’Un essere che sta lì sempre. Abbiamo paura, terrore. Non lo capiamo. Non sarà Dio?’’

Juan, mentre Laura dice queste cose, è rimasto a guardare il soffitto. Alza

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

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