Concetti Chiave

  • Il rilascio di ammine vasoattive dai mastociti provoca vasodilatazione e edema, mentre i mediatori lipidici causano broncocostrizione e ipermotilità intestinale.
  • Le citochine e i mediatori lipidici generano infiammazione e danno tissutale, con il reclutamento di eosinofili che rilasciano sostanze tossiche contro parassiti e cellule ospiti.
  • Le reazioni allergiche immediate si manifestano rapidamente dopo l'esposizione, mentre quelle tardive possono insorgere tra le 4 e le 12 ore successive, con danni tissutali progressivi.
  • La via di entrata dell’allergene determina la gravità della reazione IgE-mediata, con risposte sistemiche o locali a seconda della modalità di contatto.
  • Le strategie di inibizione degli effetti allergici includono antistaminici, corticosteroidi e terapie di desensibilizzazione per ridurre la risposta immunitaria.

Attivazione dei mastociti

Dopo l’attivazione di un mastocita o di un granulocita basofilo, viene rilasciato il contenuto dei granuli. Tra il contenuto dei granuli preformati abbiamo ammine vasoattive (es. istamina) che, a livello delle cellule endoteliali, provocano vasodilatazione e quindi perdita di liquidi attraverso i vasi con formazione di edema. I mediatori lipidici invece (PGD2, PAF e LTC4) agiscono a livello della muscolatura liscia determinando la broncocostrizione e l’ipermotilità intestinale.

Infiammazione e danno tissutale

La produzione di citochine e mediatori lipidici porta a una situazione di infiammazione, mentre gli enzimi (come la triptasi) provocano un danno tissutale per agire sul tessuto dove si trova il “parassita” ed eliminarlo. La produzione di determinate chemochine prodotte a livello dell’epitelio del sito della reazione allergica, con C5a, PAF e LTB4 prodotto dai mastociti, provoca il reclutamento dei granulociti eosinofili. Gli eosinofili attivati agiscono rilasciando il contenuto dei loro granuli (proteina cationiche come la proteina basica maggiore), che va a provocare la morte dei parassiti e delle cellule ospiti, ed enzimi (es. perossidasi eosinofila) che provocano danno tissutale.

L’aumento della permeabilità vascolare e la stimolazione della contrazione delle cellule muscolari lisce provocano la reazione tipica con gonfiore e rossore. Se si ha una reazione prolungata, potrà formarsi un eczema in quanto la cute arrossata può creare vere e proprie bolle che andranno a desquamarsi.

Reazioni allergiche immediate e tardive

Nel giro di meno di 15-20 minuti dall’esposizione all’antigene si ha il picco della manifestazione clinica immediata data la degranulazione dei mastociti, che determina il rilascio delle ammine vasoattive. La situazione torna nuovamente alla normalità ma, tra le 4 e le 12 ore successive si verifica una reazione più tardiva. Essa prevede il rilascio delle componenti lipidiche, il reclutamento degli eosinofili ed eventuale danno tissutale.

Vie di entrata dell'allergene

La dose e la via di entrata dell’allergene determinano il tipo della conseguente reazione IgE-mediata. Per quanto concerne i mastociti del connettivo, l’entrata può essere endovenosa o sottocutanea. Nel caso avvenga la prima, si verifica una reazione sistemica; attraverso un capillare entra l’allergene e si lega alle IgE che rivestono i mastociti in tutti i tessuti. Questo causa un rilascio di istamina che agisce sui vasi incrementando la permeabilità e portando un effetto che, a dose basse è un rigonfiamento dei tessuti, mentre ad alte dosi, può essere shock anafilattico. Per via sottocutanea, avviene un rilascio solo locale di istamina che causa una reazione di gonfiore e arrossamento.

Effetti dell'inalazione e ingestione

I mastociti della mucosa possono essere raggiunti attraverso altre due modalità: inalazione e ingestione. Con l’inalazione viene colpito l’apparato respiratorio. Le vie respiratorie superiori potranno presentare rinite allergica, causata da aumento della produzione di muco e da irritazione della mucosa nasale. Le vie respiratorie inferiori, a causa della contrazione del muscolo bronchiale liscio e all’aumento della secrezione mucosa, possono presentare asma. L’ingestione provoca effetti a livello intestinale. La contrazione del muscolo liscio dell’intestino, per il rilascio di istamina, indurrà vomito e diarrea. L’antigene si diffonderà anche a livello dei vasi andando a causare orticaria a livello cutaneo e anafilassi.

Inibizione degli effetti allergici

Per agire sull’azione degli inibitori si inibiscono gli effetti dei mediatori sui recettori specifici o la sintesi di specifici mediatori. Questo avviene attraverso antistaminici, -agonisti, bloccanti dei recettori dei leucotrieni e inibitori della via della lipossigenasi. Con i corticosteroidi si ha un effetto antiinfiammatorio generalizzato che va a bloccare reazioni infiammatorie croniche. Per bloccare la risposta di TH2 si agisce attraverso l’induzione di cellule T regolatrici. Questo avviene attraverso la terapia di desensibilizzazione, cioè iniettando l’antigene specifico per vie diverse. Per bloccare l’attacco delle IgE al mastocita si procede con l’uso di anticorpi anti IgE (es. omalizumab).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dei mastociti nell'attivazione della risposta allergica?
  2. I mastociti, una volta attivati, rilasciano ammine vasoattive come l'istamina, che provocano vasodilatazione e perdita di liquidi, contribuendo alla formazione di edema e reazioni allergiche (come descritto nel testo).

  3. Come si manifesta l'infiammazione e il danno tissutale in risposta a un allergene?
  4. L'infiammazione è causata dalla produzione di citochine e mediatori lipidici, mentre gli enzimi come la triptasi provocano danno tissutale per eliminare il "parassita" (come indicato nel testo).

  5. Quali sono le differenze tra le reazioni allergiche immediate e tardive?
  6. Le reazioni immediate si manifestano entro 15-20 minuti dall'esposizione all'antigene, mentre le reazioni tardive si verificano tra le 4 e le 12 ore dopo, coinvolgendo il reclutamento degli eosinofili e il rilascio di componenti lipidiche (come spiegato nel testo).

  7. In che modo la via di entrata dell'allergene influisce sulla reazione allergica?
  8. La via di entrata dell'allergene, che può essere endovenosa o sottocutanea, determina la gravità della reazione: una via endovenosa può causare reazioni sistemiche, mentre una sottocutanea provoca solo reazioni locali (come descritto nel testo).

  9. Quali strategie terapeutiche possono essere utilizzate per inibire gli effetti allergici?
  10. Le strategie includono l'uso di antistaminici, β-agonisti, bloccanti dei recettori dei leucotrieni e corticosteroidi, oltre alla terapia di desensibilizzazione e anticorpi anti IgE per bloccare l'attacco delle IgE ai mastociti (come menzionato nel testo).

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