Concetti Chiave
- La vasodilatazione e la compromissione della barriera emato-encefalica (Bee) sono cruciali per comprendere il passaggio di sostanze nel sistema nervoso centrale durante condizioni patologiche come ictus e tumori cerebrali.
- La rottura della Bee provoca stravaso di liquidi e edema, con un passaggio da edema citotossico a vasogenico che segna un danno cerebrale significativo.
- In TC, l'edema vasogenico diventa visibile solo dopo 8 ore dall'evento, rendendo difficile l'intervento tempestivo, mentre può già essere documentato l'edema intracellulare in pazienti con ictus ischemico entro 4 ore.
- I segni indiretti di edema vasogenico in TC includono compressione degli spazi subaracnoidei, deformazione degli spazi cisternali e compressione ventricolare, evidenziando l'aumento della pressione intracranica.
- Le calcificazioni e i segni compressivi nell'immagine TC possono indicare la gravità di un ictus e il coinvolgimento di strutture cerebrali, influenzando la diagnosi e il trattamento.
Indice
Vasodilatazione e barriera emato-encefalica
In questa fase Si ha vasodilatazione e compromissione della barriera emato-encefalica. La Bee protegge il cervello da sostanze esterne, ma presenta delle finestre dove è assente; è costituita da periciti, cellule gliali ecc. uniti da tight junctions. La presenza della Bee, a differenza di altri organi, impedisce il passaggio del mdc iodato della Tc, quindi ad esempio un tumore cerebrale che non ha ancora distrutto la barriera non viene impregnato dal mdc. Allo stesso modo se si somministra mdc a pazienti con stroke, solo in caso di rottura della Bee questo riesce a passare nel Snc.
Rottura della barriera e edema
La rottura della Bee determina stravaso e accumulo di liquido negli spazi intercellulari; a questo vi può partecipare anche lo stravaso determinato dalla rottura cellulare. Il limite con la fase precedente di edema citotossico è dato dalla rottura completa della membrana cellulare e dall’alterazione della Bee.
Imaging TC e edema vasogenico
In Tc si vede un alone edemigeno vasogenico ma solo dopo le 8 ore, che è troppo tardi ad esempio per rimuovere un trombo, anche se ultimamente le finestre terapeutiche si stanno allargando. Il motto dei neurologi è “time is brain”, cioè è importante intervenire rapidamente per perdere meno tessuto cerebrale possibile. Tuttavia, nel 55% dei pazienti con ictus ischemico in sede sopratentoriale l’edema intracellulare può essere documentato alla TC già entro 4 h dall’esordio della sintomatologia clinica, ma rimane comunque una questione molto soggettiva, ad esempio pazienti anziani possono avere Tc positiva anche dopo 12 h.
In ogni caso l’edema in Tc corrisponde generalmente a edema vasogenico e significa che il danno è già avvenuto. Come già detto, in Tc l’aumento dell’acqua causato dall’edema riduce la densità, quindi riduce le Hu, e questo corrisponde a una zona più scura. I segni indiretti in Tc sono infatti:
● Compressione diffusa o circoscritta degli spazi subaracnoidei.
● Deformazione degli spazi cisternali.
● Compressione sulle cavità ventricolari.
Segni indiretti e calcificazioni
Nell’immagine Tc si può notare a sinistra la deformazione degli spazi subaracnoidei. In questo caso lo stroke è superficiale, se fosse più profondo ci sarebbe invece compressione dei ventricoli: in generale quindi si manifestano segni compressivi sui fluidi. Le lesioni bianche nella parte posteriore (plessi corioidei a livello del trigono) dell’immagini sono calcificazioni. In generale nell’encefalo si possono avere calcificazioni dei vasi o in aree specifiche come la pineale. Nell’immagine (sono due sezioni dello stesso paziente) lo stroke è a sinistra (dell’immagine): i solchi sono meno evidenti, il ventricolo è più piccolo del controlaterale, inoltre la scissura Silviana si vede solo a destra. In questo caso lo stroke è a destra (dell’immagine), perché si vedono meno gli spazi liquorali. Un altro segno indiretto che si vede è il segno della stringa: nel vaso colpito (qui è l’arteria cerebrale media) il flusso può essere talmente rallentato da una subocclusione significativa (80-90%) da parte di un trombo “soffice” o completamente fermo da occlusione completa, che assume densità
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della barriera emato-encefalica (Bee) nella protezione del cervello?
- Cosa accade in caso di rottura della barriera emato-encefalica?
- Qual è l'importanza del tempo nell'intervento per l'ictus ischemico?
- Quali segni indiretti possono essere osservati in una TC in caso di edema vasogenico?
La Bee protegge il cervello da sostanze esterne, ma presenta delle finestre dove è assente. È costituita da periciti e cellule gliali unite da tight junctions, impedendo il passaggio di sostanze come il mdc iodato della Tc, a meno che non ci sia una rottura della barriera.
La rottura della Bee provoca stravaso e accumulo di liquido negli spazi intercellulari, contribuendo all'edema. Questo avviene quando c'è una rottura completa della membrana cellulare e un'alterazione della Bee.
Il motto "time is brain" sottolinea l'importanza di intervenire rapidamente per ridurre il danno cerebrale. L'edema intracellulare può essere documentato alla TC entro 4 ore dall'esordio dei sintomi, ma la tempestività dell'intervento è cruciale.
In TC si possono osservare segni indiretti come compressione degli spazi subaracnoidei, deformazione degli spazi cisternali e compressione delle cavità ventricolari, indicando un danno cerebrale già avvenuto.