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Economia mondiale

11/03/2015

Modulo: Bermond

Libro di riferimento: L’Europa verso il mercato globale (Marco Cattini): Cap. 4-5-8-9

Introduzione alla storia

L’Italia nel periodo 1300-1400 era una rilevante potenza economica in cui gestiva traffici economici; il Mediterraneo era il fulcro economico. Questa ricchezza si tradusse nel Rinascimento italiano. Importante centro di produzione del “panno lana” esportato in Francia e in tutta Europa. Venezia importava la seta che dopo esser lavorata era esportata in Europa; Genova, invece, era specializzata in spezie e cotone.

1492 ⇒ Ci fu un fatto importante che portò alla decadenza dell’Italia: la scoperta dell’America. L’operazione di Colombo portò in Europa l’attenzione dal Mediterraneo all’Oceano Atlantico, perché il Mediterraneo fu reso pericoloso per i traffici commerciali da parte dei Turchi. Il 500 diventerà un secolo di grande interesse delle potenze europee, prima gli Spagnoli, poi i portoghesi, gli inglesi e gli Olandesi. I coloni Inglesi e Olandesi si attestarono negli Stati dell’America Settentrionale. All’inizio del 700 si sono insediati nelle coste orientali degli Stati Uniti gli Inglesi, i quali si specializzarono nella coltivazione della terra (cotone, tabacco e canne da zucchero) e allevamento degli animali. Pian piano si assiste all’affermazione dell’Inghilterra sull’Oceano Atlantico, la quale andò a sviluppare tutta una serie di traffici commerciali che prese il nome di “triangolo commerciale”.

In Inghilterra, essendoci un clima molto umido, le pecore inglesi si sono adattate e hanno sviluppato un pelo molto fitto e grasso adatto a proteggere il corpo dalla forte umidità, e questo ha portato a produrre una lana di grande qualità. Le pecore inglesi divennero fondamentali perché con queste lane inglesi già ai tempi del Medioevo si facevano dei panni di lana pregevoli. L’esportazione della lana raggiunse, partendo dall’Inghilterra, vari importanti porti europei, dopo un po’ anche i porti africani importarono merci dagli Inglesi, e da questi porti africani si esportarono gli schiavi verso l’America centrale e settentrionale dove andarono a lavorare nei campi dei proprietari terrieri. Ciò portò alla nascita e potenziamento di poli commerciali lungo le coste della Gran Bretagna (GB).

Gli Inglesi avevano anche una superiorità tecnologica, divennero abili a colpire i galeoni spagnoli con i loro cannoni. L’Inghilterra avendo preso il controllo marittimo riuscì a stabilire l’arrivo di grandi flussi di materie prime dall’America. Questi passaggi pian piano la condussero verso l’industrializzazione, la quale portò a formare dei distretti industriali sparsi per l’Inghilterra. Manchester era il più importante centro per la lavorazione del cotone. Il clima umido permetteva una facile lavorazione del cotone, si formano quindi varie botteghe artigiane che lavoravano il cotone.

Ad un certo punto la domanda di prodotti in cotone che proviene dall’estero diventa rilevante, perché il cotone era un tessuto fondamentale per i vestiti. Prima di allora la biancheria era prevalentemente costituita da tessuti di lino. La domanda si amplia e così si dovette aumentare la produzione, creando degli stabilimenti più ampi, i quali poterono ospitare un maggior numero di lavoratori.

Nel 1689 fu pubblicato il Bill of Rights, questo documento fu importantissimo per tutto l’Occidente perché dal punto di vista costituzionale fu la prima costituzione che riconobbe stessi diritti e stessi doveri. Il popolo era rappresentato all’interno del Parlamento. Esso aveva anche un risvolto economico, in quanto in una frase al suo interno era detto che era concessa ad ogni individuo la libertà di intraprendere qualsiasi attività economica, poiché questa non sia contraria all’ordine pubblico. ⇒ Liberismo economico

Intraprendere un’attività economica può dar vita ad un’attività tessile senza più essere sottoposti ai vincoli e legami posti dalle cooperazioni. Nascono fabbriche di tipo moderno costituite non più da artigiani ma dagli imprenditori e non dalle cooperazioni. Queste fabbriche ebbero una redditività del 70-80%, questo significava che se ricavavano 100 sterline, 70 erano di profitto.

La crescita di questi stabilimenti incomincia ad interpellare anche la tecnologia, infatti pian piano i telai cominciano ad essere costruiti in metallo. I distretti di Sheffield e Birmingham, miniere di ferro, ebbero un’importante innovazione tecnologica: l’altoforno – 1704 Court – dove si comincia a produrre in grande quantità la ghisa, semilavorato importante delle industrie siderurgiche. Si passò dalla produzione della ghisa, con problemi di lavorazione e di resistenza del metallo stesso, alla produzione dell’acciaio nel 1750. Venne inventata la tecnica del pudellaggio, che fu una tecnica di produzione in cui si produce inizialmente la ghisa ed arrivare al prodotto finito.

Un’altra importante innovazione tecnologica fu l’invenzione della macchina a vapore. Questa macchina poteva produrre forza motrice necessaria al funzionamento delle macchine tessili visto che non era più sufficiente l’energia idrica usata fino in quel momento.

Rivoluzione industriale inglese 1720-1780

12/03/2015

Due tra le importanti applicazioni della macchina a vapore sono state:

  • Navi a vapore
  • Ferrovie

Navi a vapore

⇒ La navigazione oceanica del 1700, cui gli inglesi erano grandi esperti, presentava dei grandi limiti perché 1/3 dei velieri inglesi che partiva per l’Oceano non tornava più indietro. Per fronteggiare questo problema in Inghilterra era nata una compagnia di Assicurazione che prese il nome di Lloyd’s. In questa assicurazione si versava un premio con il quale assicurare il viaggio delle navi inglesi. Le assicurazioni si espansero pure nelle abitazioni.

Pian piano attorno al 1820 lo scafo delle navi non doveva più essere costruito in legno ma in metallo, e inoltre venne installata la caldaia sulle navi. Le navi a vapore ridussero i tempi di traversata dell’Oceano e migliorarono la sicurezza perché con lo scafo in legno c’era pericolo di incendio. Navi a vapore “Steamaship”.

Ferrovie

⇒ Con l’invenzione della locomotiva nacquero di conseguenza le grandi ferrovie. Attorno al 1825 Stevenson inventò la prima locomotiva rudimentale che gli servì per trasportare il carbone tra le due cittadine di Darlington e Stoketon. Nel 1830 fu inaugurata la prima linea ferroviaria tra Liverpool e Manchester. Da questo momento sia in Inghilterra che in altri paesi europei si diffuse la moda di costruire le ferrovie “Railwaymania”. Questa moda nacque perché le ferrovie andavano incontro ad un’esigenza molto sentita che era quella di effettuare il trasporto delle merci in maniera più semplice rispetto a prima.

Nel 1836 si erano quindi già sviluppate diverse linee ferroviarie che venivano costruite da imprenditori, i quali cercavano di unire l’impresa ai canali di approvvigionamento. Sorsero delle regole per formare queste diverse linee ferroviarie – authority – la quale doveva vigilare sull’uniformità delle costruzioni in modo tale da far rispettare agli imprenditori delle regole di costruzione.

Moda della ferrovia diffusa anche in Europa ma negli anni successivi soprattutto in Francia e poi anche in Germania e Italia.

La funzione bancaria ebbe il compito di raccogliere denaro per poi finanziare iniziative economiche intraprese in quegli anni. La Bank of England (1694) fu una banca molto importante perché fu la prima banca che emise biglietti di banca. Fino alla fine del 600 le transazioni avvenivano con la moneta metallica. I vantaggi stavano nel fatto che nella moneta erano contenuti metalli preziosi e proprio i banchieri che tenevano i banchetti avevano la grande professionalità di conoscere quale era la quantità di metallo prezioso contenuta al loro interno. Con la banca d’Inghilterra nasce un’istituzione bancaria che viene autorizzata ad effettuare sconti di cambiali, anticipazioni di denaro ecc. ma la funzione principale rimaneva l’emissione di banconote che andavano a sostituire la moneta metallica.

Ci fu una legge che stabilì che per poter emettere per esempio 100 sterline, la banca doveva avere delle riserve pari ad 1/3 delle banconote circolanti, in questo caso 33 sterline. Queste riserve dovevano essere rappresentate da lingotti d’oro o di argento oppure da monete d’oro o argento. La banca d’Inghilterra nacque con il principio della convertibilità, quindi se tu avevi una banconota la banca era tenuta a convertirla in metallo prezioso.

La rivoluzione industriale Inglese permise di aumentare il reddito pro-capite di ogni cittadino, avendo degli effetti positivi; questi effetti positivi a livello sociale arrivarono molti anni dopo e non immediatamente. Infatti, per questo motivo, il movimento operaio è sempre stato riformista e nacquero le società di mutuo soccorso.

In Inghilterra la prima fase della rivoluzione industriale portò ad un impoverimento della classe operaia perché la condizione dei lavoratori era molto grave. I lavoratori provenivano dalle campagne, venivano impiegate le donne e i bambini nei lavori manuali, mentre gli uomini su lavori pesanti. Non vi era un’assistenza pubblica e quindi la poca assistenza che c’era proveniva dalle chiese. Pian piano gli operai presero coscienza, iniziarono a creare delle forme di auto-assistenza e così nascono le famose friendly societies, in Italia presero il nome di s.m.s. – Società di Mutuo Soccorso. Subito dopo nacquero le cooperative di consumo, attraverso le quali i soci operatori si associavano per comprare all’ingrosso gli alimentari, pasta, sale, verdure, che poi di conseguenza venivano rivenduti. Queste organizzazioni saranno poi alla base della nascita del Partito Laburista (1876), il quale porterà in Parlamento le battaglie per combattere e migliorare le condizioni lavorative degli operai.

In Inghilterra il promotore del processo di industrializzazione a partire da metà 700 fu il settore tessile e siderurgico, processo che porta a disponibilità enorme di prodotti. Cartina 1850: zone industrializzate: nord Francia, Germania lungo Reno, zona di Basilea nord della Svizzera e zona della Slesia, confine regno di Prussia e ex regno austro-ungarico, regione ricca di materie prime siderurgiche ferro e carbone. Diffusione processo industrializzazione in Europa e resto del mondo: oggi lo sviluppo ha coinvolto paesi asiatici che stanno diventando sempre più competitivi fino a superare i paesi occidentali.

Francia

La Francia del Settecento era diversa dall’Inghilterra seicentesca, poco dinamismo, no sbocchi commerciali sull’Atlantico come quelli inglesi, regime chiuso: monarchia del sovrano che a Versailles si attorniava di aristocrazia francese in parte laica e spesso religiosa, molti ministri erano cardinali, questa aristocrazia era composta da proprietari delle grandi terre condotte con sistema latifondo, proprietario spesso non era neanche presente ma affidava ad un fattore la gestione delle terre e i contadini vivevano condizioni di servaggio sul modello del primo Medioevo, stato fermo e bloccato su queste rigide posizioni economiche. Nascita movimento “illuminismo” che cercava di cambiare la società rendendola più democratica e attiva, spinto dalla borghesia; suscitò aspettative e desideri ma non trovando riscontri nell’attività politica sfociò nella rivoluzione del luglio 1789 con la presa della Bastiglia, movimento condotto da borghesi a cui parteciparono anche artigiani e contadini che vivevano in condizioni precarie. Salta tutto apparato politico della monarchia, il re viene arrestato e ghigliottinato nel 1792 e ha inizio processo di grandi riforme della società: importante riforma agraria: i contadini ottengono terre da coltivare nasce classe consistente di proprietari e coltivatori diretti chiamati paysannerie che caratterizzerà lo sviluppo economico francese per l’800. Si trasforma il paesaggio agrario francese passando da grandi latifondi poco sfruttati a piccoli appezzamenti con colture intensive dei piccoli proprietari. Abolite le corporazioni, cambia assetto organizzativo e nascono prime fabbriche moderne nel settore tessile e siderurgico.

La Francia napoleonica nell’800

1803 ⇒ Napoleone nominato Imperatore di Francia.

Economia francese basata sulla guerra soprattutto nel settore tessile e siderurgico per il rifornimento dell’esercito. Nuova configurazione di tipo industriale: viene definita ed organizzata attraverso la pubblicazione del Codice del commercio, primo codice che organizza in modo sistematico tutta la materia economica con impianto liberista, spirito che aveva animato illuminismo. Questo impianto produttivo pose le basi per la futura industria francese.

Dopo Napoleone ci fu un tentativo di rallentamento economico da parte dei Borboni dell’industria francese instaurando di nuovo l’antico regime, Congresso di Vienna – 1814 – per ridisegnare la mappa dell’Europa post-napoleonica, e le corporazioni. Ma non andò in porto.

Costruzioni ferrovie francesi: in UK già nel 1830 a Liverpool iniziativa degli imprenditori privati per collegare le loro fabbriche ai centri di approvvigionamento. Nel 1842 costruzione delle ferrovie, in Francia a differenza della UK, non furono fatte dai privati ma dallo Stato e banche. 1° ferrovia a Parigi-Lione e poi Parigi-Dunkerque, a nord-est, che si affaccia sulla Manica.

A Parigi nel 600-700 si forma una classe di banchieri, Alta Banca, quasi tutti di origine ebraica, che non operavano nel territorio francese ma in una dimensione internazionale. Essi sostituirono i banchieri genovesi. Lo Stato francese chiese aiuto a questa banca per la costruzione delle ferrovie.

Poli industriali in Alsazia, ferro, e a Nancy in Lorena, carbone, nel centro della Francia, Saint-Étienne, per il settore tessile.

Nel 1848 moti rivoluzionari per far cadere il Re e sostituirlo con un nuovo imperatore Napoleone III. Egli si rese conto, per recuperare il gap economico con UK, di espandere il territorio francese conquistando delle colonie come luogo di approvvigionamento e di sbocco dell’economia francese. Conquiste in Africa settentrionale ed equatoriale. Grande potenza economica fino al 1870. Francia e Prussia, Germania non ancora unificata, arrivarono allo scontro militare per controllare i poli industriali in Alsazia e Lorena.

Dopo la guerra Franco-Prussiana del 1871 con la Germania, la Francia perse le regioni a confine, Alsazia-Lorena, che portò alla cacciata dell’imperatore Napoleone III; la Francia ebbe un rallentamento economico fino al 1900. I prussiani spinti dal successo decideranno di unificare la Germania (1871) sotto Guglielmo I come imperatore sotto il nome di Secondo Reich.

Germania

Confederazione di 30 stati autonomi nel 1815 alla fine del Congresso di Vienna. Stato più importante era la Prussia, ad est, con Berlino come capitale. Ogni stato imponeva dei dazi doganali interni e quindi le merci conveniva comprarle dall’estero. Successivamente nel 1834 abolizione di tutte le tariffe doganali all’interno della Germania, zollverein. Nel 1860 iniziò a instaurarsi un senso di unità nazionale, che portò alle guerre contro Austria e poi con la Francia appunto.

Dal punto di vista economico ed industriale era nata una scuola di economisti, “scuola storica tedesca”; se la Germania voleva industrializzarsi rapidamente essendo in ritardo rispetto a Francia e UK, questi economisti elaborarono una sorta di ricetta per recuperare terreno. Consisteva innanzitutto:

  • Unificazione della Germania
  • Puntare molto sulla formazione tecnica dei giovani
  • Costruzione delle ferrovie
  • Introdurre barriere doganali a protezione dell’industria tedesca
  • Far intervenire lo Stato nello sostegno dello sviluppo economico.

Questa scuola si contrapponeva al pensiero della Scuola classica degli Inglesi di Adam Smith.

La formazione dei giovani in UK era di tipo tradizionale con lo studio del Greco, Latino ecc.; in Germania invece studiarono la chimica, la fisica e la meccanica. Così avviano scuole speciali in campo tecnologico, istituti tecnici per studi superiori e politecnici per gli studi universitari.

Economia tedesca 1870-1915

  • Elettricità
  • Motore a scoppio
  • Chimica: fertilizzanti; coloranti; esplosivi
  • Gomma sintetica
  • Fibre tessili sintetiche

Elettricità ⇒ Nel 1880 due inventori tedeschi “Siemens” inventarono la dinamo e il trasformatore elettrico. Parte questo settore nuovo che portò a rinnovare i metodi di illuminazione passando dai lumini a gas alla lampadina.

Scoperta molto importante per certi paesi, come l’Italia poveri di carbone, dovevano importarlo e quindi dovevano cercare degli altri metodi di illuminazione non tradizionali ad es. energia idraulica.

In Italia, Galileo Ferraris lavorava nel museo industriale a Torino, istituti di ricerca tecnologica, nel 1882 inventò il motore elettrico rotante sulla base delle invenzioni dei fratelli Siemens.

Grazie alle invenzioni dei fratelli Siemens e Ferraris, i poli industriali iniziarono a nascere lontano dai corsi d’acqua grazie all’energia elettrica e non più solo con l’energia idraulica.

Motore a scoppio ⇒ Nascita poi dell’automobile. Nasce in Baviera a Monaco. All’inizio fu snobbata ma grazie a dei francesi in visita in Germania, portarono il prototipo in Francia per poi cercare di produrle, Peugeot. Anche a Torino, Michele Lanza aprì una bottega artigiana ritoccando la vettura della Peugeot e costruendo la prima vettura italiana. Nel 1889 fu fondata la Fiat a Torino.

Chimica ⇒ Nascita dei fertilizzanti sintetici: fino a questo momento la fertilizzazione avveniva in modo naturale ma grazi

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marco.iarrusso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia mondiale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bermond Claudio.
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