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Riassunto del libro: Economia e gestione delle imprese

J. Cologni

Privato, Misani, Ordanini, Perrini.

1 J. Cologni

Introduzione

Economia istituzionale: come si imposta il ragionamento economico:

  • Economia politica: micro e macroeconomia. Disciplina positiva che osserva i fenomeni e ne dà una descrizione.
  • Politica economica: disciplina normativa che detta dei comportamenti produttivi per raggiungere degli obiettivi di sistema.

Conduzione dell’impresa.

Economia aziendale: entità for-profit, destinata alla generazione di ricchezza.

  • Ragioneria: riguarda il passato; rilevazione contabile dei fatti/accadimenti aziendali tramite la rilevazione in partita doppia.
  • Organizzazione: sviluppatosi dal secondo dopoguerra. Si divide in: Macrostruttura, struttura dell’impresa: funzionale, a matrice, divisionale, e Microstruttura, sistemi di incentivazione, motivazione degli individui evitando fenomeni di frustrazione; migliore gestione del capitale umano.
  • Gestione: riguarda il futuro; decisioni che l’imprenditore o il management prendono per fare scelte - discrezionalità - strategia -> numeri -> pianificazione -> budget -> analisi scostamenti, programmato e consuntivo -> incentivi, e la cui finalità è la sopravvivenza dell’impresa nel tempo.

La gestione è una disciplina normativa: si propone di raggiungere degli obiettivi, di profitto, di crescita dimensionale, di quota di mercato, …, tramite delle strategie. Può usare:

Logica settoriale

1. Logica settoriale: fa riferimento al tipo di attività svolta dall’impresa:

  • Impresa industriale: processo di trasformazione degli input in output tramite processi produttivi.
  • Impresa commerciale o di distribuzione: G.D.O., grande distribuzione organizzata; logistica in entrata e in uscita, gestione magazzini, flussi fisici dei prodotti.
  • Impresa di servizi: non posso accumulare i prodotti; devo dimensionare gli impianti ai livelli massimi della domanda. Si usano tariffe differenziate per redistribuire l’uso dei servizi, es. incentivi per utilizzare l’energia di notte.
  • Impresa finanziaria: banche/assicurazioni.

Logica funzionale

2. Logica funzionale: cultura anglosassone, funzioni presenti in tutte le imprese, con diverso sviluppo:

  • Funzioni di Line: attività principali dell’impresa, vendite = gestione domande, trasporti, distribuzione, … approvvigionamenti = acquisto, immagazzinaggio, ...
  • Funzioni di Staff: a supporto della Line, ricerca e sviluppo, pianificazione e controllo, ...

L’impresa

Cap. 1 come creazione di ricchezza

Struttura dinamica destinata alla creazione di ricchezza che può essere misurata.

Lo fa prendendo Input e, con un processo di trasformazione, fisica e di valore, li trasforma in Output.

Impresa Autopoietica: struttura aperta sia in entrata che in uscita. Assorbe/distrugge risorse per trasformarle in altri beni destinati alla vendita.

Risorse: Materiali, materie prime, semilavorati, impianti, …, Immateriali, conoscenze, competenze, brevetti, marchi, Umane, Dipendenti, fornitori, Finanziarie, capitale monetario: proprio o di terzi, Pubbliche, energia - finanziate con le imposte.

Il valore della risorsa è dato dal prezzo pagato per acquistarla, es. salari e stipendi per i dipendenti, imposte per lo Stato, ammortamento per gli impianti, tasso d’interesse sui prestiti.

Le risorse generano valore quando vengono modificate per ottenere un prodotto con un valore di mercato superiore al valore di mercato delle risorse stesse.

Differenza profitto e reddito

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Reddito: non tiene conto degli oneri figurativi, remunerazione imprenditore, che non rientrano nelle rilevazioni della ragioneria. Se li sottraggo ottengo il sovrareddito, Profitto.

La possibilità di creare ricchezza dipende da:

Ruolo dell’imprenditore

“Ruolo dell’imprenditore”; deve avere:

  • Capacità di immaginazione: l’imprenditore è un Innovatore, cioè individua in un cambiamento, che gli altri colgono come una criticità, un’opportunità di innovazione, si realizza anche cambiando struttura organizzativa; generando discontinuità permette di differenziare il proprio portafoglio prodotti e generare reddito.
  • Capacità di Leadership: l’imprenditore deve avere l’autorevolezza per mettere insieme input e guidare gli individui, generando Sinergie e Coesione fra i fattori produttivi. Egli deve possedere capacità di comunicazione, chiedere sostegno e incoraggiare i collaboratori, cercare soluzioni ottimali e innovative per i problemi di gestione.

Realizzazione di rapporti positivi con gli stakeholder

2. “Realizzazione di rapporti positivi con gli Stakeholder”: sono tutti coloro che hanno un interesse nei confronti dell’impresa, in modo Diretto o Indiretto. Dagli anni ‘90 Freeman elabora la “Teoria degli stakeholder” per definire l’obiettivo dell’impresa: generare benessere e soddisfazione per tutti gli Stakeholder, non solo per gli azionisti, Stockholder.

Essi sono:

  • Azionisti: coloro che si assumono il rischio d’impresa, rischi operativi: legati alla combinazione di prodotti, mercati e beni immateriali; rischi finanziari: pagamento oneri finanziari sugli investimenti. Nella teoria dei Stockholder l’obiettivo è creare valore azionario, solo per gli azionisti.
  • Dipendenti, collaboratori, sindacati, organizzazioni di professionisti.
  • Fornitori.
  • Clienti, customer satisfaction.
  • Finanziatori.
  • Sistema pubblico, Stato, Camere di Commercio, …

Il compito dell’imprenditore è di essere un Problem Solving, cioè trovare dei punti di equilibrio e di rendere armoniche le istanze legittime delle varie élite con diversi interessi.

Sviluppo del pensiero manageriale

Teoria delle discipline economiche

La finalità di ogni impresa è la sopravvivenza, che si realizza attraverso gli obiettivi.

Escursus obiettivi, fine ‘800.

Teoria neoclassica

➔ Teoria Neoclassica:

Obiettivo principale: massimizzazione profitto.

Principi:

  • Concorrenza perfetta: costo marginale → costo medio → ricavo marginale → ricavo medio → prezzo (≠profitto); l’impresa deve spingere la produzione fino al punto in cui il ricavo marginale uguaglia il costo marginale.
  • Unico soggetto decisore: l’imprenditore.
  • Perfetta razionalità: azione è perfettamente razionale. ≠ nessuna ES) consumatori pionieri, cioè coloro che acquistano un bene molto costoso solo perché è STATUS SYMBOL; questo non è razionale; il marketing ha una componente emotiva che tiene conto dell’razionalità limitata del consumatore.
  • Perfetta informazione: ≠ asimmetrie informative: quando si vuole produrre utile bisogna avere informazioni che gli altri non hanno, anche se ciò può generare profitti illeciti, normativa insider trading: colpisce chi ha informazioni nascoste.

Critiche alla teoria neoclassica

➔ Critiche alla Teoria Neoclassica → Sraffa individua i limiti della scuola neoclassica:

  • Impossibilità di assenza di barriere all’entrata o all’uscita.
  • Impossibilità di perfetta informazione.
  • Impossibilità di concorrenza perfetta.
  • Impossibilità assoluta certezza e trasparenza.

Si sviluppano nuove Teorie basate sulle forme di mercato, il cui obiettivo principale è la crescita dimensionale dell’impresa, 1920:

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  • Teoria della concorrenza monopolistica – Robinson, Chamberlain – si riferisce alla distribuzione tradizionale, negozi; Es) due panettieri di paese competono l’uno con l’altro; solo uno fa il servizio a domicilio; si tratta della stessa impresa, ma vi sono segni distintivi che permettono di avere diversi tipi di equilibrio; il Prezzo è la variabile determinante. Prevede prodotti differenziati e il prezzo cambia in funzione della curva della Domanda, la quale dipende dal comportamento incerto dei concorrenti, difficilmente prevedibile.
  • Interdipendenza oligopolistica – Hall, Hitch – poche imprese di grandi dimensioni. È un insieme di forme di mercato: oligopoli statici, dinamici, con prodotti molto differenziati, … La variabile determinante è il comportamento delle imprese concorrenti. C’è un’elasticità di sottrazione della Domanda, sottraggo clienti ai concorrenti, aumento la quota di mercato, → interdipendenze oligopolistiche.
  • 1960 si affermano le Multinazionali, grandi imprese americane. Comportano: la dicotomia proprietà e controllo; la remunerazione manageriale in funzione delle dimensioni dell’impresa, non dei profitti; l’obiettivo è massimizzare il tasso di crescita dell’impresa con un profitto ragionevole per soddisfare l’interesse degli azionisti. Le grandi dimensioni comportano maggiore remunerazione del management perché aumentano le responsabilità e vi è impegno continuo. L’obiettivo, però, non è necessariamente il miglioramento dei risultati economici → con ciò le performance delle imprese diventano insoddisfacenti → gli imprenditori vendono → alcuni azionisti però pensano che le azioni quotate in Borsa fossero il valore intrinseco dell’azienda → offerte d’acquisto → Teoria degli Stockholder.

➔ Teoria degli Stockholder: bisogna gestire l’impresa con l’obiettivo di rivalutare le azioni, cioè massimizzare il profitto degli azionisti.

➔ Teoria degli Stakeholder: l’impresa deve massimizzare la soddisfazione di tutti gli stakeholder, non solo agli azionisti.

Cap. 2 la creazione di valore economico

Rappresenta correttamente il valore della ricchezza investita dagli azionisti, non riguarda gli altri stakeholder.

Valore di capitale economico:

∞ ∑ W = =1 (1+ )

Formula di Gordon: formula di stima di un valore, W.

∞ Sommatoria da 1 a durata impresa di un flusso di dividendi di ogni anno che vengono attualizzati ad un costo del capitale, misura del rischio, solo degli azionisti.

Il valore ha una componente soggettiva e di propensione al rischio. È la somma dei benefici che l’impresa porterà ai soci con un’ipotetica compravendita aziendale.

W = E = Equity = grandezza di stock.

: è il dividendo al tempo t = flussi attesi: trasformo flussi in stock. Con un certo bene in futuro avrò un reddito netto che attualizzo per capire il suo W, il valore di mercato del bene.

: tasso di attualizzazione.

Processo di attualizzazione: “il tempo è denaro”: allineamento temporale fra flussi di cassa che si verificano in tempi diversi. Il fattore di attualizzazione è il costo del capitale che quantifica il rischio.

(K) + = − − = +

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: costo del tasso di opportunità: rendimento più elevato che posso ottenere da un investimento alternativo a quello che sto facendo a parità di rischio in condizioni di razionamento del capitale.

: costo del capitale per gli azionisti: rendimento che gli azionisti richiedono per essere compensati del rischio assunto, rischi finanziari e operativi.

Ficher: “il valore di un bene, dal più semplice, astuccio, al più complesso, impresa, è il valore attuale dei flussi di cassa attesi, proiezione verso il futuro”

Capitale netto contabile: conferimenti dei soci + utile, o perdita, + prelievi effettuati dai proprietari, dividendi; ricchezza degli azionisti secondo i principi della contabilità.

Capitale economico: capitale netto contabile + plusvalenze non espresse.

→ Il Capitale economico è il valore sostanziale dell’azienda, quello di un’ipotesi di scambio dell’impresa, tenendo conto anche dei beni non iscritti in bilancio, es. Marchio Coca Cola.

Contabilità

Impieghi Fonti

Debito

Capitale investito Capitale netto contabile

↓ ∞ =∑ (1 + ) =1

W Valore attuale dei flussi che saranno pagati dall’impresa ai finanziatori, interessi passivi o rimborso del debito.

Valore debito: flusso ricevuto dai finanziatori al tempo t.

Valore: tasso di Interesse che pago alle banche, tasso di attualizzazione.

Capitale impresa economico.

Somma attualizzata di tutti i flussi che l’impresa genererà in futuro dal complesso dei suoi investimenti, a prescindere che essi vadano a remunerare gli azionisti o i portatori di debito.

∞ =∑ (1 + ) =1

FCFO: free cash flow operative: flusso di cassa operativo al tempo t = flusso di cassa relativo alla gestione operativa e al lordo degli oneri finanziari.

K: tasso di attualizzazione che esprime una media ponderata delle attese di rendimento di debitori e azionisti.

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L’impresa è un’organizzazione volta alla produzione di ricchezza attraverso la trasformazione di risorse in beni richiesti dal mercato. → benessere degli stakeholder e creazione di capitale economico per gli azionisti e sviluppo di un rapporto di benessere con l’ambiente.

Teoria della creazione di valore

“Teoria della creazione di valore”

Il capitale economico è un obiettivo:

  • Razionale: orientato alla generazione di flussi per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’impresa a lungo termine.
  • Largamente condivisibile da parte di tutti coloro che hanno interesse nell’impresa.
  • Misurabile: formula di Gordon.
  • Stimolante: stimola il manager a creare sempre nuovi modi per generare ricchezza.

La teoria nasce negli USA negli anni ’80 a seguito dell’emergere di un VALUE GAP, differenza fra valore potenziale che le imprese avrebbero potuto generare investendo in modo efficace ed efficiente e il valore effettivamente creato. Questo era dovuto ad una dispersione delle risorse in attività non centrali rispetto all’attività principale = distruzione valore.

Oggi la creazione di valore è una vera e propria mission per le imprese.

La Teoria ci dice qual è l’obiettivo a cui deve tendere l’impresa, cioè creazione di capitale economico per gli azionisti, come?

La Teoria spiega, inoltre, che per creare valore è necessario dotarsi di approcci manageriali in grado di tenere sotto controllo la creazione di valore delle varie attività dell’impresa, ovvero quali interventi e soluzioni adottare per raggiungere questo risultato:

  • Interventi di ristrutturazione → analisi delle attività che non generano valore e quelle che hanno bisogno di drastiche modifiche. Si tratta di pesanti iniziative che hanno impatto sui mercati finanziari e sulle relazioni con gli stakeholder, per le quali è necessaria un’accurata pianificazione.
  • Value-based management → introdurre sistemi operativi nella gestione ordinaria orientati alla costante creazione di valore. Il VBM è costituito da tre componenti: la misurazione del valore creato; la pianificazione degli investimenti usando metodi ad hoc; il sistema di incentivazione.

Il Valore è una stima legata ad una valutazione intrinseca, legata alle caratteristiche della Razionalità, ancoraggio ad un processo logico che si avvale di strumenti tecnici come quelli della matematica finanziaria o della finanza aziendale, della Tracciabilità, da dove vengono i parametri di valutazione utilizzati; comporta la Trasparenza, Valore delle imprese, è un valore stabile.

Tipi di valore

Tipi di Valore:

  • 1. Valore netto contabile (+) Capitale economico: valore che gli azionisti richiederebbero in una situazione di compravendita.
  • 2. Valore dell’impresa: si valuta l’attivo dell’impresa - a valori di mercato -
  • 3. Valore di mercato = prezzo: prezzo cui passa di mano la proprietà delle imprese.

Il valore si differenzia dal Prezzo, valore di mercato, a causa di vari fattori:

  • Presenza di investitori con intenti speculatori, speculatori al ribasso o al rialzo.
  • Asimmetrie informative: grado di trasparenza dei mercati → più i mercati sono efficienti, più i prezzi tendono ad avvicinarsi ai valori intrinseci; più i mercati sono inefficienti, più le quotazioni dei prezzi si stanziano dai valori intrinseci.
  • Dimensioni mercati finanziari: se il flottante, cioè l’insieme delle variazioni in Borsa, è basso, il potere di influenza degli azionisti aumenta, al contrario, quando è alto, la società è costretta ad un’OPA, Offerta Pubblica d’Acquisto, → una persona fisica o giuridica dichiara agli azionisti di una società quotata in Borsa di essere disposta a comprare i loro titoli a un prezzo superiore a quello in Borsa, per acquisire controllo sulla società.

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  • Scarsità del bene: quando un bene è scarso il suo prezzo aumenta, la scarsità porta ad un incremento dei prezzi.
  • Tendenza ad andamenti ciclici: le azioni hanno un ciclo nel loro comportamento.
  • Gioco delle aspettative: il mondo finanziario si basa sulle aspettative per il futuro.

Sono parametri che si riferiscono a un mercato regolamentato di grandi dimensioni.

In uno di piccole dimensioni:

  • Fondamentali le capacità negoziali del venditore e dell’acquirente, “vendere bene e comprare bene”.
  • Se le operazioni di compravendita avvengono tra imprenditori è inevitabile che vi siano asimmetrie informative a vantaggio dell’acquirente. Es. un bene vale 100, il venditore chiede un prezzo di 100; chi lo acquista per poi impiegarlo nei suoi processi produttivi unendolo ad altri fattori, fenomeno delle sinergie ch
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JessicaCologni99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Magno Francesca.
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