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Economia 29/09/21

Stock e flussi nell'economia

Stock | Quantità fondo: quantità di ricchezza accumulata in un preciso momento, rimanenza, crediti debiti in stato patrimoniale.

Quantità flusso: come è stata generata ricchezza in un dato periodo/quanto ha guadagnato o ha speso X in un anno, reddito, risultato periodo per periodo in conto economico.

‘Ho investito’ è una spesa, un flusso finanziario che crea allo stesso tempo uno stock di investimento (brevetto, immobilizzazione immateriale, ecc. ecc.).

Il PIL è un flusso, la quantità di ricchezza prodotta da una nazione in un anno.

Il valore della Tour Eiffel ammonta a 432 miliardi di euro (somma degli incassi futuri portati ad oggi, cioè scontati/attualizzati a un determinato tasso di sconto) e costituisce uno stock, un fondo di ricchezza che in SP viene classificato all’attivo, nelle immobilizzazioni materiali/attività immobilizzate materiali > flussi finanziari (quanto incasso? quanto vale).

In CE ci sarà di rimando il guadagno legato alla Torre, la somma algebrica tra ricavi e costi > flussi economici (quanto guadagno: un flusso di cassa, un ritorno in liquidità, una rendita sicura a tempo indeterminato e presumibilmente crescente in base alla crescita della popolazione - nel caso della Tour Eiffel - che andrà a influire sul valore del monumento stesso a seconda della ricchezza totale generata e generabile).

Economia 01/10/21

Il concetto di rischio in economia aziendale

In economia aziendale non vi è soltanto il ‘quanto vale’, a seconda della misurazione oggettiva di flussi e stock, ma vi è anche il concetto di rischio.

  • Da una parte vi è quindi il mondo del bilancio/capitale di bilancio, numero che segue delle regole e si misura con lo stesso mindset a prescindere dalla variabilità degli accadimenti (financial accounting).
  • Dall’altra il mondo dei valori di scambio/di mercato, che sottendono al concetto di valore economico del capitale (mondo del finance) nel quale si inserisce il concetto stesso di rischio, a sua volta legato ad aspettative individuali e propensioni al rischio che variano in base al costo che si attribuisce al capitale proprio.

La ricchezza di un’azienda che si legge come stock indicato nel bilancio è costruita secondo principi legati alla prudenza (da intendere come indicazione di tutti gli eventi negativi, anche se probabili, e dei positivi solo se già accaduti), una misurazione estranea al concetto di rischio in termini di valore atteso da un investimento (somma algebrica tra valore massimo e valore minimo ottenibile).

Quelli indicati nel bilancio sono valori di partenza certi, sui quali poi si innesteranno valori di scambio legati alla propensione individuale al rischio, quindi alle aspettative individuali e al costo che si attribuisce al capitale proprio (sebbene quelli di scambio siano gli unici valori reali; quelli di bilancio sono stimati, secondo leggi e regolamenti).

Quando si acquistano azioni di una società di successo non si acquista solo il valore attuale, ma anche le aspettative future, non solo - ad esempio - tutti gli utili non distribuiti fino ad oggi, ma anche tutti gli utili futuri. Si paga in anticipo, tanto più quanto più le aspettative sono alte (con un certo margine di rischio, la possibilità che qualcosa si riveli diverso da ciò che vorremmo, legato ai due estremi del valore atteso in un investimento – massimo e pari a zero, moltiplicati per le probabilità che accadano).

Managerial accounting

Altro mondo, quello del managerial accounting (programmazione e controllo), nel quale non vi sono leggi e regolamenti, ma vengono guidate le decisioni del management – ad es. nel caso del lancio di un nuovo prodotto (decisione di lanciare o meno un nuovo prodotto o pricing) dove il management non prende decisioni legate al solo bilancio, ma guarda anche allo studio di concorrenti, costing, ripartizione di risorse umane.

Se il bilancio di esercizio deve essere redatto obbligatoriamente per legge, il managerial accounting dipende dalle esigenze specifiche del management. Tanto più un’azienda è complessa, tanto più avrà al suo interno una funzione di controllo di gestione dove si studia ciò che si vende o si venderà.

Economia 06/10/21

Ruoli e compiti nell'economia aziendale

  • Proprietari: coloro che fondano, ereditano o acquistano una parte della società in questione, a seconda della sua veste giuridica (azioni per una SPA, quote associative o proprietarie o di possesso per una impresa di famiglia). Sono coloro che detengono capitale sociale (in termini di conferimento di ricchezza individuale verso la società), i soggetti che hanno rinunciato a una parte dei propri risparmi – intesi come reddito prodotto che non si ha intenzione di consumare – per rischiare in un’attività nello status di proprietario.
    • Ricoprono essenzialmente due funzioni: andare in assemblea e approvare il bilancio (esercitando una sorta di controllo di tipo finanziario) per capire se lo stock di ricchezza inizialmente investito è aumentato o diminuito, a seconda dell’andamento dei flussi e dell’ammontare dello stock di ricchezza finale dell’azienda - con annesso diritto di voto su chiarezza, veridicità e correttezza del bilancio che viene loro presentato.
    • Nominare l’amministratore unico o gli amministratori della società.
  • Amministratori/CDA: coloro che governano l’impresa, soggetti sia interni che esterni, sia del medesimo settore che di settori diversi. Sono tenuti a:
    • Fare il bilancio obbligatoriamente, per legge, mettendo in piedi azioni che portano a misurare stock e/o flussi. Sono tutti responsabili di ciò che scrivono in bilancio/dell’informativa economico-finanziaria che producono e raccontano ai proprietari.
    • Dare la direzione di marcia e scegliere i componenti del Top Management Team.
  • Direttori: coloro che gestiscono quotidianamente l’impresa secondo la linea/la direzione tracciata dagli amministratori:
    • Gestione (management) | TMT.

Le combinazioni economiche delle imprese

L’economia aziendale studia l’attività economica, che in concreto si svolge attraverso operazioni/unità elementari di analisi (per un’impresa manifatturiera: acquisto, vendita, produzione; per una banca: erogazione del credito, raccolta di risparmio, investimento in titoli), che a loro volta si dividono in:

  • Interne → es. pagamento dipendenti, operazioni di trasformazione, le stesse operazioni di organizzazione e di rilevazione dei valori economici -costi e ricavi/componenti positivi e negativi di reddito- necessari alla redazione del bilancio di esercizio (che sorgono in parte dalle operazioni di scambio con l’esterno).
  • Esterne/Negoziazioni → operazioni di scambio tra le imprese e terze economie (es. acquisto di materie prime e macchinari dai fornitori, vendita ai clienti), che servono per acquisire le condizioni di produzione e per cedere prodotti e condizioni di produzione.

Le singole operazioni non sono slegate l’una dall’altra, ma possono essere aggregate in processi/insiemi ordinati di operazioni con lo stesso oggetto (es. processo di vendita – acquisto – trasformazione – gestione dipendenti – rilevazione – acquisto, costituito da varie operazioni, tra cui scelta del bene da produrre, dei macchinari e delle materie prime necessarie, scelta del fornitore, negoziazione delle condizioni di acquisto che confluiscono in un contratto di fornitura, acquisto vero e proprio).

Anche i processi possono essere aggregati a seconda di come le aziende decidono di organizzarli. Ciò avviene in generale mediante due macro-modalità non alternative (seppur convivano molto spesso nelle realtà più grandi):

  • Coordinazioni parziali/funzioni → insiemi di processi caratterizzati dalla stessa funzione/aggregati per affinità di specie perché riconducibili al medesimo ambito, e da un insieme di competenze specialistiche necessarie per svolgere la funzione stessa in maniera unitaria (es. funzione/ufficio acquisti, che gestisce tutti i processi di acquisto e le operazioni che fanno parte di ciascun processo relativo all’acquisto; funzione distribuzione e vendita; funzione marketing e comunicazione; funzione ricerca e sviluppo. Per l’impresa, le persone e le loro competenze sono un asset, una risorsa fondamentale da cui dipende l’efficienza dell’azienda).
  • Combinazioni parziali/aree d’affari → insiemi di processi diversi composti da operazioni di specie differenti (operazioni di acquisto, marketing, vendita ecc.), che si riferiscono tuttavia a un oggetto comune/stesso business.

Entrambe le modalità sono riconducibili alla struttura organizzativa aziendale:

  • Struttura organizzativa funzionale → impresa che organizza i propri processi per funzioni.
  • Struttura organizzativa divisionale/per aree d’affari → impresa che organizza i propri processi per una certa gamma di prodotti destinata a un certo mercato o segmento di clientela (quindi una certa combinazione prodotto-mercato). Nel caso dei gruppi di imprese, le aree d’affari sono le varie imprese che costituiscono il gruppo. È il caso del gruppo Atlantia, che opera nel business/ASA aeroporti e autostrade, gestiti all’interno di imprese specifiche per Paese.

Una struttura organizzativa funzionale non è l’ideale per la gestione dei processi in capo a grandi multinazionali attive in più mercati, con più prodotti. È invece consigliabile per piccole imprese che offrono una sola tipologia di prodotti/servizi. Man mano che crescono, le imprese si diversificano, divengono multibusiness (producono prodotti diversi – pasta & bakery, o prodotti simili destinati a segmenti di clientela e mercati diversi – pasta UK, pasta Canada nel caso di Barilla).

Le combinazioni parziali consentono l’emergere di risultati economici parziali. Tutti i processi che si svolgono all’interno di business/aree d’affari distinte hanno sempre un risvolto di tipo economico (produrranno o bruceranno ricchezza). È quindi utile che le imprese multibusiness gestiscano separatamente i processi relativi a ciascun business e calcolino un risultato economico parziale (relativo a ciascun business) per prendere le decisioni strategiche più opportune.

In realtà non si tratta di una struttura divisionale pura, ma mista: Amministrazione e Sistemi informativi sono infatti due funzioni con processi aggregati per affinità di specie, comuni a entrambe le aree d’affari A e B. In questo caso si parla di struttura organizzativa matriciale, che incrocia funzioni e divisioni.

Esiste uno schema di fondo per la lettura delle attività svolte dalle imprese, una serie di linee-guida che consentono di comprenderne il funzionamento a prescindere dalla tipologia di struttura organizzativa adottata/dalla modalità di organizzazione dei processi e dai business nei quali ciascuna è attiva.


Quattro grandi classi di operazioni economiche d'impresa

  • Configurazione dell’assetto istituzionale → tema del governo dell’impresa/corporate governance.
  • Organizzazione → relative ad es. alla definizione della struttura organizzativa e di cosa devono fare i dipendenti, compiti, ruolo, capo e team.
  • Rilevazione → insieme di operazioni obbligatorie per legge che consentono di tener traccia degli accadimenti aziendali e dei valori economici che sorgono dalle altre classi di operazioni (in particolare quelle di gestione) all’interno di un sistema ordinato, attraverso la redazione del bilancio d’esercizio.
  • Gestione → insieme di operazioni con cui l’impresa attua il proprio business, il cuore dell’attività d’impresa; riguardano la definizione delle attività da svolgere, attraverso cui si sostanzia l’operato aziendale:
    • Gestione caratteristica
    • Gestione patrimoniale
    • Gestione finanziaria
    • Gestione assicurativa
    • Gestione tributaria

Configurazione dell'assetto istituzionale

La decisione di costituire impresa è di per sé una scelta, così come la definizione di cosa fare/produrre. Definire chi sono i soci equivale alla definizione dei proprietari. L’impresa non opera solo in un contesto di mercato, ma anche giuridico; deve cioè sottostare alle norme contenute nel Codice civile che ne regolano struttura e funzionamento a seconda della forma giuridica assunta, il modello organizzativo, amministrativo, fiscale e contabile con cui viene condotta un'azienda secondo le norme del Codice civile:

  • Società unipersonale
  • Società di persone → SS, SNC, SAS → forme giuridiche utilizzate in genere dalle piccole imprese.
  • Società di capitale → SRL, SPA, SAA→ il capitale di una SRL si suddivide in quote di cui i soci sono proprietari, quote ovviamente non negoziabili in borsa; sono invece negoziabili sui mercati dei capitali di rischio i titoli rappresentativi di una quota di capitale di un’impresa organizzata in forma di SPA.

La configurazione degli organi di governo riguarda la scelta di coloro che in azienda prendono decisioni, scelta ancora una volta variabile a seconda del tipo di società/forma giuridica scelta, ma subordinata alle norme del Codice civile (amministratore unico o CDA nelle SRL; obbligo di costituzione di un CDA nelle SPA). Il mondo dell’M&A si riferisce ad operazioni che comportano una modifica dell’assetto istituzionale di fondo e della struttura organizzativa interna. Si tratta comunque di attività non ricorrenti che hanno luogo principalmente nella fase iniziale della vita d’impresa, o in momenti successivi di grande rilevanza.

Organizzazione

Nella progettazione dell’assetto organizzativo è necessario scendere nel dettaglio della struttura funzionale o divisionale scelta, definendo ad esempio i compiti delle singole funzioni, il numero dei dipendenti impiegati in ogni funzione e la gerarchia delle persone (all’interno di organigrammi o mansionari). I sistemi operativi riguardano la progettazione di strategie e piani aziendali, e gli obiettivi che le varie figure devono raggiungere periodicamente. La gestione del personale abbraccia invece tutte le attività rivolte alle risorse umane (ricerca e selezione, valutazione delle performance, formazione, gestione delle carriere e delle retribuzioni). Vi è in genere una funzione dedicata.

È importante al giorno d’oggi assicurarsi di avere il numero di dipendenti e le competenze più adeguate per essere competitivi sul mercato e svolgere al meglio le attività d’impresa. Essenziale inoltre la soddisfazione delle risorse interne in termini di retribuzione, crescita personale e professionale, work-life balance, formazione.

Rilevazione

Le attività di rilevazione costituiscono un obbligo di legge e si riferiscono ai valori economici che sorgono dalle altre operazioni. Hanno lo scopo di acquisire informazioni utili affinché soggetti interni (soci, proprietari, amministratori e manager) ed esterni (clienti, fornitori, potenziali investitori, Stato, banche e finanziatori) possano prendere le decisioni più adeguate. I documenti generati dalle operazioni di rilevazioni sono molteplici, perché molteplici ne sono i destinatari:

  • Bilancio di esercizio → documento principe della contabilità generale, da redigere almeno una volta l’anno.
  • Contabilità dei costi → sistema di contabilità analitica destinata ai manager.
  • Statistiche di vendita
  • Analisi di mercato

Tutte le quattro macro-classi di operazioni sono legate e tra loro interdipendenti.

Economia 08/10/21

Le operazioni di gestione

Le operazioni di gestione rappresentano il cuore dell’impresa, operazioni il cui valore economico viene registrato mediante le operazioni di rilevazione, e attraverso cui viene attuata direttamente l’attività economica destinata a creare ricchezza. Ad esempio, raccolta del capitale iniziale; acquisto di fabbricati, impianti e materie prime necessarie alla produzione nel caso di imprese manifatturiere; avvio del processo di fabbricazione/trasformazione; vendita; pagamento di tributi e imposte.

La gestione si può suddividere in cinque grandi aree (alla base sia della rilevazione dei valori economici all’interno del bilancio, sia della riclassificazione del bilancio stesso):

  • Caratteristica/Tipica
  • Finanziaria/Monetaria
  • Patrimoniale/Accessoria
  • Assicurativa
  • Tributaria

La gestione caratteristica è costituita dall’insieme delle operazioni che riguardano il core business aziendale, il motivo per cui l’impresa è stata creata. Tra le operazioni di acquisto, merci (beni tangibili/materiali) e servizi (consulenziali o energetici, intangibili/immateriali) identificano condizioni di produzione a breve ciclo di utilizzo (da utilizzare nell’immediato in fase di trasformazione per arrivare al prodotto finito). Ad essi vanno aggiunte le immobilizzazioni (fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature), beni durevoli, destinati a durare per più anni.

Le operazioni di fabbricazione sono tipiche delle imprese manifatturiere (assenti nelle imprese di servizi e di consulenza). Le operazioni di commercializzazione sono strutturate in funzione marketing (analisi di mercato, analisi di benchmark, analisi delle aspettative della clientela potenziale ed effettiva) e funzione vendite vera e propria (definizione delle condizioni contrattuali e stipula dei contratti). Le operazioni di logistica sono invece trasversali a tutte le altre (trasporto, immagazzinamento e consegna di materie prime e prodotti finiti).

Se la gestione caratteristica di un’impresa commerciale come Zalando riguarda essenzialmente operazioni di acquisto, commercializzazione e logistica, quella di una banca commerciale (diversa dalla banca d’investimento) co

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviamac91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Lassini Ugo.
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