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Appunti di economia aziendale

Prof. Marcantonio Ruisi, UNIPA.

Ideologie

  • Star bene (salute fisica);
  • Spread (salute economica).

La parola economia fonda le sue origini in Grecia e deriva da oikos (casa) νομία (governo), ossia la disciplina del governo della casa/fattoria.

Le donne greche si occupavano dell’economia domestica, mentre gli uomini si dedicavano alla filosofia e alla politica.

Economico di Senofonte: è un dialogo dello scrittore greco antico Senofonte, i cui protagonisti sono Socrate e il giovane Critobulo. In questo dialogo è possibile evidenziare i concetti dell’economia, tra cui:

  • 22
  • Imprenditore capace di valorizzare cose in apparenza inutili.

Definizione di azienda

L’azienda nell’art. 2555 Codice civile viene definita come “Il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio di impresa.”

Mentre secondo l’economista italiano Gino Zappa nel 1926 afferma un concetto importante, definendo meglio il concetto di azienda. Dice che la coordinazione economica in atto, istituita e retta al soddisfacimento dei bisogni umani.

Nell’articolo 2555, la definizione di azienda è statica e ristretta, mentre quella di Zappa definisce meglio il concetto di azienda come coordinazione economica destinata alla continua crescita.

Istituto economico atto a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione, o il procacciamento e il consumo della ricchezza.

  • Deve essere durevole: l’impresa deve durare nel tempo e se non è tale non può essere definita azienda.
  • Fini intermedi: penetrazione del mercato promuovere la propria proposta turistica (accordo di mercato);
  • Fini superiori: vantaggio competitivo posizione superiore rispetto ai rivali.
  • Fini istituzionali:
    • Vantaggio competitivo;
    • Economicità;
    • Consenso sociale: la comunità locale ha un ruolo fondamentale nel prodotto turistico;
  • Progresso umano: l’attività aziendale non deve violentare l’uomo all’esterno e all’interno dell’azienda.
  • Dormire; mangiare; smaltire.

L’azienda deve soddisfare questi bisogni.

La felicità è anch’essa un bisogno in quanto l’uomo è sempre alla ricerca di quest’ultima. Il soggetto non può disgiungere la sua felicità da quella di un altro e deve mirare alla sua sopravvivenza al suo sviluppo nel tempo.

Economia aziendale: scienza del governo o dell’amministrazione aziendale. Studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita dell'azienda. Considera in maniera sistematica i momenti della gestione (o tecnica) dell’organizzazione e della rilevazione.

I caratteri distintivi dell’azienda

I caratteri distintivi dell’azienda (condizioni di esistenza)

  • Durevolezza: perdurare nel tempo;
  • Dinamicità: l’azienda cresce nel tempo;
  • Ordinamento secondo proprie leggi: l’azienda oltre seguire l’ordinamento giuridico istituisce delle leggi interne ad essa;
  • Tensione al raggiungimento di un insieme di fini comuni: buona area di sovrapposizione;
  • Relativa autonomia.

Tassonomia

Una possibile classificazione propone la dimostrazione tra aziende di erogazione (o dirette) e di produzione (o indirette). Poi vi sono delle forme ibride che prendono il nome di composte.

Aziende di erogazione/dirette: sono quelle aziende il cui soddisfacimento avviene direttamente partendo dall’impiego di materie prime e attraverso l’utilizzo di macchinari e forza lavoro che ottengono prodotti finiti (ex. aziende d’abbigliamento, calzature).

Aziende di produzione/indirette: queste aziende soddisfano il bisogno dopo che aumentano l’utilità del bene preesistente favorendone lo scambio (ex. imprese di commercio all’ingrosso e al dettaglio).

Aziende divise: (una sola azienda) e la sua divisione può avvenire per luoghi o per rami (e. compagnia assicurativa con sede unica, ma al suo interno i vari piani si occupano di più settori). In questo tipo di azienda è possibile distinguere un soggetto giuridico e uno economico. È facile individuare il soggetto giuridico ed economico perché entrambi sono collegati, tranne nella società di capitali, in quanto il soggetto che risponde agli obblighi è il capitale della società, a meno che la banca non abbia chiesto una fideiussione (ossia una maggiore garanzia) aggredendo il patrimonio personale dei soci.

Gruppo aziendale: vi sono più aziende con differenze a livello giuridico, ma non economico. Vi è un solo soggetto economico e più soggetti giuridici, tanti quanti sono le aziende del gruppo questo perché solo il soggetto economico sta a capo della holding (ex. Fiat) e controlla tutte le società del gruppo aziendale.

Integrato: all’interno del gruppo vi sono più aziende.

Verticale: filiera di produzione ex. un pastificio che possiede la coltivazione del grano, l’azienda che produce la pasta, distribuzione, supermercati. (cercare di produrre di più al minor costo possibile)

Orizzontale: tutte le aziende svolgono lo stesso compito, si riesce a tenere sotto controllo il mercato.

Gruppi aziendali

Gruppi aziendali (1)

Gruppo semplice

Controllo maggioritario: si ha quando l’azienda capofila possiede una maggiore percentuale del capitale di un’azienda B. 50,1%

Controllo minorato: una data azienda B conferisce la restante parte del capitale ad altre aziende (lo polverizza). 30%

Controllo interno: quando si posseggono quote irrisorie del capitale (ex. Generali assicurazioni, il loro capitale è quotato).

Gruppi composti 21

1) 80*80=64%

A interviene su C tramite B. Quando l’assemblea viene convocata C, B convoca la sua con A presente la quale decide cosa imporre a C.

2) 60*20+90*20+80*60=78%

A ha un controllo indiretto di E del 78%. Quando E convoca la sua assemblea le altre tre (B, C, D) convocano la loro dove partecipa A e decide cosa imporre ad E.

3 30%

A ha un controllo indiretto su C del 12%, e direttamente del 30%. Quindi A ha un controllo totale del 42% su E.

Gruppi complessi

A ha delle quote su B e viceversa.

I commi principali di governo

I commi principali di governo per la continuità e lo sviluppo delle aziende.

  • I comuni principi di governo. (1)
  • Ciclo tipico della gestione aziendale. (2)
  • Aspetto economico e finanziario della gestione.
  • La nozione di efficacia e di efficienza.
  • Rischio economico-aziendale: cenni

1.

  • Principio di economicità;
  • Principio di solvibilità;
  • Principio di progresso;
  • Principio di unità e il finanziamento aziendale;
  • Principio di autonomia

2. guarda il quaderno.

Il bilancio riassume una situazione contabile in un determinato momento oppure il movimento di particolari operazioni economiche e dispone in maniera sistematica i valori che stanno dietro il processo ciclo tipico processuale aziendale.

Il conto economico mette in evidenza il consumo delle risorse e il ricavo (il differenziale dà l’utile). Lo stato patrimoniale evidenzia finanziamenti e investimenti.

Ciò che accade durante il periodo amministrativo è evidenziato nel bilancio, che mette in evidenza lo stato di salute della nostra azienda.

Si può usare altra strumentazione contabile per verificare in profondità le condizioni di successo aziendale.

Il principio di economicità

Il principio di economicità:

Sono istruzioni di sopravvivenza e sviluppo aziendale, fa sì che almeno nel lungo periodo esista un differenziale positivo, ma il valore dei realizzi e quello degli investimenti aumentato del costo delle risorse finanziarie prese a prestito.

R = Realizzi I = Investimenti i = Costo F/Interessi

R ≥ I + i se rimane uguale puoi replicare quanto fatto prima, sopravvivi ma non cresci; mentre se è maggiore puoi allargarti, hai un plus in più per fare meglio.

I ricavi delle vendite devono essere maggiori all’aumentare degli investimenti più gli interessi.

Ciò significa che posso rimborsare i finanziamenti che si convertono in i (interessi), fosse anche che una parte di F rimanga liquida.

I=I nello stato patrimoniale devono avere gli stessi valori.

Se si è in un contesto privo di inflazione si può rimanere statici (non aumentano i costi delle materie prime) con R ≥ I + i.

Se c’è anche un minimo di inflazione succede che nel periodo successivo per avere la stessa quantità di fattori non basta solo I.

R=100 +5

R=105 (senza inflazione posso fare ancora una volta nel periodo successivo I=100 non c’è utile)

R=I (assenza inflazione).

Se c’è un’inflazione con 100 I si avranno meno materie prime e si è perde il potere d’acquisto.

R≥I=i tuteliamo inflazione e si investe di più rispetto al periodo precedente

La relazione tra I ed R in alcune tipologie di aziende (guarda il quaderno)

Il rischio economico-aziendale

Il rischio economico-aziendale

Come possiamo eliminare il rischio aziendale?

  • Non si può eliminare, è componente strutturale dell’attività aziendale, il rischio nasce una volta aperta l’azienda.

Il rischio si può gestire solo nello spazio e nel tempo. I rischi possono essere:

  • Di carattere economico, patrimoniale, non si verifica il principio di economicità (R≥I+i); si rischia che si verifichi (R≤I+i) erosione capitale proprio.
  • Rischio economico generale: collegato a fattori esterni;
  • Rischio economico particolare: minori realizzi; maggiori investimenti

Trasferimento dall’avere del rischio nello spazio e nel tempo:

Scaricare nel tempo (costo): sempre a nostro carico; accantonamento fondi rischi.

Scaricare nello spazio (a terzi): assicurazione, l’avere viene addossato alla compagnia di assicurazione.

Principio di solvibilità

Principio di solvibilità: (nel momento in cui scade il debito, si deve pagare)

L’azienda deve essere in grado in ogni momento di far fronte agli impegni finanziari assunti (estinguere i propri debiti in scadenza) in modo economico (senza compromettere la propria economicità). I debiti possono provenire dai finanziamenti commerciali o dal prestito.

In ogni momento: significa che nel momento in cui per contratto devono rimborsare le somme (capitale + i)

Se non si paga: o non succede nulla, ma aumentano gli interessi di mora, oppure il creditore sfrutta il titolo di credito per fare causa e far partire una procedura concorsuale, anche fallimentare.

In ogni momento perché si rischia la chiusura dell’azienda in virtù della cambiale che ho firmato.

Il rispetto della solvibilità deve avvenire in modo economico in termini di averi finanziari elevatissimi.

Relazione scadenza F- reintegro I (guarda quaderno)

Reintegro I: ha a che fare col P di ec. R≥I+i il tempo di reintegro di I è quello che occorre a I per diventare R. Tempo di trasformazione di I (acquisto fattore produttivo) a R (vendo prodotto finito). Può passare un periodo di tempo di 12 mesi (reintegro a breve termine) o più.

1< Reintegro I < 12 (breve termine)

Reintegro I> 12 mesi (lungo termine)

Scadenza finanziaria entro 12 mesi o oltre i 12 mesi (ex. mutuo)

Rata F a breve termine

Restante parte di F lungo termine.

Nel primo quadrante succede che si prendono in prestito F (risorse f) da rimborsare entro 12 mesi con i quali ho fatto I e ho il R in meno di un anno (tendenziale equilibrio) in un tempo sufficiente per riuscire a rimborsare il finanziamento.

Il secondo quadrante è una situazione ottimale perché ha la scadenza del F dopo 12 mesi, ma i realizzi li ha prima (sono solvibile in quanto ottengo somme da rimborsare prima dei 12 mesi)

Nel terzo quadrante si è in una situazione di insolvibilità poiché otterrò i R dopo la scadenza dei finanziamenti e ciò porta a una crisi d’impresa (fallimento) o a far saltare la relazione di economicità.

Nel 4° quadrante si ha una situazione di equilibrio perché la scadenza del F a lungo termine e coperto dal R e dell’I.

Aspetto economico e finanziario

Ogni operazione di gestione ha un aspetto sia economico che finanziario:

  • Economico: concettuale, conseguimento dei costi con quello dei ricavi. Costo si ha quando consumo la risorsa;
  • Finanziario: entrata/uscita di denaro pratico, tangibile, concreto. (Coincidenza temporale aspetto finanziario economico. / discrasia temporale: acquisto con una dilazione, costo disponibile; uscita di denaro successiva.

Ricavo quando perdo la disponibilità di un prodotto perché lo vendo.

Principio di progresso

Principio di progresso: indica la tensione che consente all’azienda di progredire nella capacità di realizzare la propria ragion d’essere, consentendone il progresso nella sua capacità di soddisfare determinati bisogni, determinando anche una crescita nel benessere degli individui che direttamente o indirettamente ne vengono coinvolti.

Principio di unità e finalismo aziendale

Principio di unità e finalismo aziendale: nel rispetto di tale principio, all’interno dell’azienda si deve realizzare una convergenza verso un comune obiettivo, cioè, il soddisfacimento dei bisogni umani.

Principio di autonomia

Principio di autonomia:

L’azienda deve avere l'autosufficienza economica-patrimoniale.

Nozione di efficacia ed efficienza

Nozione di efficacia: l’efficacia concerne il grado di capacità dell’azienda di soddisfare i bisogni che fanno parte della sua missione, è più efficace chi meglio soddisfa i bisogni per i quali ha scelto di operare.

Nozione di efficienza: indica il rapporto output/input. L’efficienza è quella qualità delle coordinazioni aziendali che consente di ottenere parità di risultati con quantitativi minori di fattori di produzione impiegati, o maggiori risultati a parità di fattori di produzione utilizzati.

Destination management

Destination management: disciplina che si occupa delle decisioni strategiche, organizzative e operative attraverso le quali deve essere gestito il processo di definizione, promozione e commercializzazione dei prodotti turistici di un territorio al fine di generare flussi turistici di incoming equilibrati, sostenibili e adeguati alle esigenze economiche degli attori coinvolti.

Un efficace processo di DM deve quindi, analizzare, definire e gestire i fattori di attrattiva e le diverse componenti imprenditoriali del sistema locale ed organizzare l’offerta turistica in grado di intercettare la domanda in maniera competitiva e conforme alla capacità del territorio, senza superare la capacità di carico e creare effetti negativi al territorio.

La formula imprenditoriale ha come obiettivo quello di evidenziare che l’azienda è una struttura. Sistema competitivo Sistema interlocutori sociali Sistema di prodotto Prospettive offerte/contributi

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ale.lonardo.5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Picciotto Loredana.
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