Economia aziendale
L'economia aziendale si colloca tra le scienze sociali, perché attraverso le aziende l'uomo soddisfa i suoi bisogni economici, che possono dividersi in essenziali e indifferibili, oppure voluttuari e differibili. Per soddisfarli, si adopera alla produzione e al consumo di beni e risorse, i quali anche sono distinguibili in non economici (in natura sono illimitati) ed economici. Ed è qui però che si "problema imbatte nel cosiddetto economico", per cui vi è una scarsità di risorse e di mezzi, che lo porta ad effettuare scelte economiche. L'azienda è dunque uno strumento che produce output al fine della soddisfazione, infatti produce beni in senso stretto (prodotti materiali), ma anche servizi e più in generale ricchezze.
Caratteristiche
L'azienda è un'unità economica, un'attività economica tesa a durare nel tempo, che consuma, produce e trasferisce risorse e cede beni economici. I caratteri distintivi sono:
- Coordinazione sistemica: L'azienda è un insieme di parti tra di loro interagenti e interdipendenti, un sistema composto da più soggetti ordinati e coordinati. È un tipo di sistema aperto, ovvero inserito in un ambiente con il quale interagisce, quindi l'azienda è dinamica e flessibile. Le parti fondamentali sono 3: capitale (non solo di proprietà e di rischio, ma anche di credito), lavoro per attuare operazioni e processi aziendali attraverso cui produrre ricchezza e beni strumentali.
- Operare nel principio di economicità: L'interagire delle parti tra loro per raggiungere l'obiettivo di una stabile condizione di equilibrio (riuscire a mantenere i lavoratori, soddisfare i portatori di rischio e i creditori, soddisfare i clienti). Le condizioni di economicità sono:
- Equilibrio economico: Effetto positivo delle operazioni di gestione sul complesso della ricchezza aziendale, vale a dire non dover distruggere più risorse di quante se ne crea, almeno mantenere la ricchezza e reintegrarla.
- Equilibrio finanziario: Effetto positivo delle operazioni di gestione sull'andamento delle risorse finanziarie disponibili, ovvero quando la naturale alternanza tra acquisizioni e impieghi finanziari è tale da consentire all'azienda di fronteggiare i suoi impegni di pagamento e dunque rendere positivo l'andamento delle risorse finanziare e mantenere questo equilibrio con delle apposite operazioni (ad esempio chiedere un prestito alla banca per reintegrare le operazioni, di produzione e di finanziamento, effettuate con il capitale di proprietà, e poi remunerare le banche, pagandone gli interessi, e remunerare i fornitori delle risorse acquisite con tempestività, regolarità e qualità); bisogna anche avere efficienza operativa (minimizzare l'impiego dei mezzi produttivi nel raggiungimento degli obiettivi ottenendo comunque il massimo risultato) ed efficacia strategica (pervenire a output che soddisfino al meglio le attese dei soggetti cui sono destinati).
- Agire in autonomia gestionale: Ovvero indipendenza decisionale, poter decidere liberamente gli obiettivi da seguire e il modo in cui realizzarli (strategie), tenendo di mira l'esclusiva convenienza dell'azienda.
Classificazioni
Posto che la missione di tutte le aziende è quella di soddisfare i bisogni umani tramite l'acquisizione e il consumo delle risorse e la destinazione all'esterno di quanto ottenuto, esse possono essere distinte in base alla modalità con la quale si rapportano al mercato:
- Imprese: Ricavano le risorse e collocano i prodotti con liberi scambi sul mercato competitivo e il loro fine è la massimizzazione del profitto, ovvero creare una ricchezza di valore superiore a quella consumata o distrutta. Si dividono in manifatturiere, commerciali (ingrosso o al dettaglio), di servizi.
- Cooperative: Operano su un mercato a scambio mutualistico, caratterizzato dal fatto che i fornitori o i clienti destinatari coincidono con gli stessi proprietari, ovvero i soci della cooperativa, e l'obiettivo non è arricchirsi, ma i soci riescono a prestare opere di lavoro, acquisire beni a condizioni più favorevoli rispetto al mercato. Esistono cooperative di trasformazione e di lavoro, o di consumo.
- Associazioni (di natura culturale, scientifica, religiosa, politica, sportiva o per la difesa di interessi diritti comuni) e fondazioni (gestiscono un patrimonio per il perseguimento di un determinato obiettivo, come ricerca scientifica, conservazione di beni artistici o storici, scopi sanitari); non cedono la produzione a condizioni di mercato, ma beneficiano del volontariato acquisendo e cedendo gratuitamente beni e servizi, per questo sono dette non profit (ONP, senza scopo di lucro) o del "terzo settore".
- Amministrazioni pubbliche: La loro valutazione si basa sulla misurazione del grado di soddisfazione degli utenti dei servizi, che cedono gratuitamente o a prezzi politici. Lo sono aziende appartenenti ad amministrazioni pubbliche centrali, ad amministrazioni territoriali, enti di previdenza e assistenza.
Ambiente
Esso è l'insieme delle condizioni, delle circostanze, dei fenomeni e degli aspetti del mondo circostante nelle quali le aziende operano, che si riflettono poi nei loro comportamenti. Il successo di un'azienda infatti si misura in termini di sintonia con il contesto dinamico di cui fa parte, in cui l'azienda è orientata ad adeguarsi, e anzi le condotte dell'azienda danno luogo a:
- Aziende passive: Che non modificano le proprie abitudini di comportamento rispetto al cambiamento dell'ambiente.
- Aziende reattive o adattive: Che reagiscono ai cambiamenti.
- Aziende proattive o anticipative: Che addirittura anticipano il cambiamento, lo propongono.
Il macrosistema è rappresentato dall'ambiente fisico, politico, sociale, culturale, legislativo ed economico generale, può essere nazionale o internazionale, con regolamentazioni diverse per aggiudicarsi le risorse e per collocare i propri prodotti e servizi in diversi mercati e leggi. Quindi ne fanno parte le caratteristiche socio-economiche e le dinamiche sociali (per esempio il nostro paese ha un progressivo invecchiamento demografico e famiglie sempre meno numerose, che cambieranno le abitudini di consumo).
I sottosistemi del macrosistema ambientale, sono invece ciò con cui il sistema aziendale entra effettivamente in relazione, i mercati si dividono in: mercato del lavoro, mercato dei capitali, mercato delle materie prime e dei servizi, mercato della tecnologia, mercati di sbocco (il mercato di valle, in cui l'azienda vende i suoi beni e servizi) e altri.
Stakeholders e sostenibilità
Concentrando il discorso sulle aziende che sono imprese, esse, dopo essere stati in grado di remunerare adeguatamente e assolvere i propri impegni di pagamento (azienda solvibile), devono generare reddito e soddisfare le attese dei vari interlocutori di cui cerca il consenso. Questi soggetti sono definiti stakeholders (portatori di interesse) che influenzano e sono influenzati dall'attività. Possono essere:
- Esterni: Istituzioni pubbliche (hanno l'interesse che l'azienda rispetti le normative, anche ambientali e sociali, come la legislazione di lavoro e sulla sicurezza, e l'interesse ad essere remunerate tramite le imposte), istituzioni private, fornitori di beni e servizi, clienti (spesso si coalizzano in associazioni dei consumatori per rappresentare esigenze e bisogni).
- Interni: Proprietari (i soci sono finanziatori con capitale di rischio, quindi hanno un interesse a riceverne un rendimento) e i dipendenti (hanno interesse a mantenere il posto di lavoro e a ricevere delle remunerazioni e delle condizioni di lavoro in linea con le loro aspettative).
Le aziende non devono trascurare nemmeno le attese di natura sociale, ma anzi perseguire la finalità del benessere collettivo: etica e ambiente si pongono accanto al profitto. Infatti, oggi si è arrivati ad una concezione di stakeholders' responsibility, che valuta anche le problematiche economiche, sociali e ambientali. L'impresa in tal senso "responsabile" fa parte del cosiddetto sviluppo sostenibile, volto a rispettare gli obiettivi di benessere, progresso e qualità della vita.
Rischio
Il rischio è una condizione esistenziale ineliminabile e quello aziendale viene definito rischio economico-generale, il quale ritrova le sue origini nella variabilità dell'ambiente, nella complessità del futuro e limitata capacità previsionale dell'uomo (ad esempio il covid, inaspettato, ha fatto chiudere imprese, perdere posti di lavoro), dunque nasce fondamentalmente dal contrasto con gli obiettivi aziendali e la rigidità delle proprie strutture organizzative e operative, mentre bisognerebbe gestire le incertezze aziendali con flessibilità e adattabilità.
Le parziali manifestazioni del rischio economico-generale definiscono i rischi particolari, che costituiscono il sistema di rischi e ne esistono di diversi tipi: operativo (rischi della condizione di economicità), finanziario (possibilità che l'azienda non assolva ai propri impegni finanziari), oppure possono essere legati a problemi di mercato, di credito, connessi a violazioni di normative. Un rischio si misura per l'entità del danno, la probabilità di manifestazione e la durata.
Ancora più oggi, che i rischi hanno una maggiore intensità e frequenza per l'ampliamento dei mercati e la complessità dei processi produttivi, ci sono dei principi, prassi e regole di controllo che stanno alla base della nozione di Enterprise Risk Management. Un'azienda si dice in crisi quando dimostra di avere un troppo elevato livello di rischi.
Le cause vanno ricercate in condizioni:
- Interne: Legate cioè a politiche finanziarie sbagliate (come scarsa produttività e competitività, scarsa capacità imprenditoriale/manageriale, ad esempio in una gestione ereditiera il figlio potrebbe non avere le stesse doti manageriali dei fondatori).
- Esterne: Instabilità ambientale, come il già citato covid o l'inefficienza nei mercati finanziari e di approvvigionamento.
Sintomi: alterazione dei flussi finanziari, se tra entrate e uscite non c'è un flusso netto positivo e invece si ha difficoltà a disporre della necessaria liquidità per garantire il funzionamento operativo e gli impegni contratti, oppure la scarsa solidità patrimoniale. Quando l'azienda non riesce a conservare la sua condizione di continuità, non resta che liquidarla. Quindi la legislazione dichiara l'azienda in condizioni di insolvenza e con la procedura di fallimento e la cessione di tutte le attività, si ripaga ogni passività, sperando di ricavare un residuo finale che spetterebbe ai proprietari.
Soggetto giuridico ed economico
L'azienda è solo un'unità economica, chi ne consente l'operatività sul piano dei rapporti con i terzi sono il soggetto giuridico e quello economico, che non sono necessariamente incidenti, perché ciò dipende dalla forma giuridica dell'azienda:
- Società di persone: Società in cui assume rilievo centrale la persona del socio, che sono illimitatamente responsabili (ad esempio se i creditori della società, se non si soddisfano con il patrimonio della società, possono aggredire il patrimonio dei soci).
- Società di capitali: L'organizzazione sociale ha un valore preminente, autonomo rispetto a quello del socio, infatti nasce proprio per limitare il rischio dei singoli soci, che non rispondono del proprio patrimonio, ma solo di ciò che hanno conferito. Risponde invece la società con il capitale.
Soggetto giuridico: (scelto sul piano legale pro tempore) soggetto a cui fanno capo diritti e obblighi che derivano dallo svolgimento dell'attività aziendale. Può essere il titolare stesso in una ditta individuale, oppure un'entità dotata di soggettività giuridica, quali i soci nelle società di persone e la società nella società di capitali, con autonomia patrimoniale e responsabilità distinte da quelle personali dei soci.
Soggetto economico: È la massima autorità di governo dell'azienda, chi detiene il supremo potere volitivo e determina gli indirizzi di fondo della gestione. Può essere il proprietario nelle ditte individuali, i soci nella società di persone, oppure la figura si può restringere a chi ha la maggioranza di capitale ("soci di maggioranza") o a persone estranee alla proprietà (manager, consulenti), o se l'azienda è in crisi anche importanti creditori (banche), o un politico in un'azienda pubblica. È spesso difficile identificare e circoscrivere il soggetto economico, ad esempio delle società quotate (in cui chiunque può investire nelle azioni) ha più rilevanza la governance, per capire con quali regole, meccanismi e controlli è organizzato il suo governo.
S.n.c.: Conta l'individualità dei soci, partecipano alla gestione. S.a.s.: I soci si distinguono in accomandanti (responsabilità limitata alla quota conferita), e accomandatari (responsabilità illimitata e amministrano la società). S.r.l.: I soci hanno responsabilità unipersonale. S.p.a.: Grandi dimensioni, grande rischio, grandi mercati. S.a.p.a.: Come la accomandita semplice, ma le quote di partecipazione sono azioni.
Modelli aziendali
I motivi che spingono aziende ad aggregarsi sono la convenienza e i reciproci vantaggi (competitivi, ripartire rischi). La loro classificazione viene fatta sulla base della formalizzazione delle relazioni:
- Legami informali: Creati nel tempo e senza legami di partecipazione.
- Legami contrattuali: Tenuti insieme dal contratto.
- Basati sul rapporto patrimoniale: Possedere una quota di partecipazione consente di condizionarne le decisioni.
Alleanze strategiche, tra concorrenti, con cui si accede al mercato della controparte, ad esempio per migliorare il servizio clienti. Accordi di licenza, tra un licenziante (titolare di un marchio) che concede ad un licenziatario di farne uso, il primo espande e diffonde il proprio marchio, il secondo entra in un nuovo business (ad esempio un brand di abbigliamento inizia a vendere occhiali). Franchising, con cui un franchisor (impresa industriale produttrice) concede a un franchisee (impresa commerciale) di vendere in una determinata area quel marchio. Joint ventures, l'organizzazione ha un'autonomia giuridica, ma ognuno dei soggetti conserva la propria indipendenza operativa, serve per integrare competenze e aggiungere nuovi mercati. Consorzi, organizzazione tra più imprese che conservano totale autonomia e svolgono attività predeterminate per limitare la concorrenza. Reti o networks, le aziende partecipanti creano complementarietà, pur restando autonome, per superare debolezze legate alla piccola dimensione e creare valore. Distretti industriali, pluralità di aziende accomunate dal settore e dal territorio danno luogo a una comunità per ottenere specializzazione, pur restando indipendenti e concorrenti. Affitto d'azienda, quando un'azienda diventa oggetto di locazione, il locatore (proprietario) cede la gestione ad un affittuario per tempo e condizioni determinate, perde le condizioni di imprenditore, ma ne resta titolare.
Gruppi aziendali
Si tratta di pluralità di aziende, dotate di autonomia giuridica, ma con un comune soggetto economico: la capogruppo o holding, che ha la maggioranza delle quote del capitale. Interessa di norma imprese che intendono crescere per via esterna (per via interna avrebbero effettuato degli investimenti) ovvero acquisendo altre imprese: operazione di fusione, ossia l'assunzione della proprietà di un'impresa corrispondendone il prezzo al suo titolare; oppure può acquistarne la maggioranza o la totalità del capitale. La società acquisita fa parte delle controllate.
Le politiche seguite negli acquisti cambiano rispetto agli obiettivi, possono essere scelte: imprese che svolgono la medesima attività, o la medesima attività in differenti aree, imprese che realizzano produzioni antecedenti o successive per creare integrazioni verticali, o del tutto differenti per realizzare diversificazione. Oppure per obiettivi finanziari e speculativi: aziende acquisite perché sul mercato erano sottovalutate o ad un prezzo vantaggioso per rivenderla, o un'impresa produttrice di liquidità.
Può anche accadere che nascano società controllate all'interno stesso del gruppo, perché abbastanza autonome sotto il profilo gestionale o per gestirle in modo separato. E ancora esistono i gruppi nei quali, per l'alto numero di società operanti in settori disparati, si sono creati sottoinsiemi, subholding, tipici ad esempio dei gruppi multinazionali.
Infine esistono differenze nella caratteristiche delle holding: la capogruppo può occuparsi solo del coordinamento e della gestione delle partecipazioni, chiamata holding pura, o può esercitare anche una propria attività operativa, chiamata holding mista. In ogni caso è frequente il cash pooling, accentramento della liquidità per ottimizzare la gestione della tesoreria.
Operazioni di gestione
La gestione è il complesso di operazioni compiute dal lavoro sul capitale. Le operazioni sono l'unità elementare dell'attività di gestione, e attraverso queste si esplica la funzione (obiettivo) di creazione di utilità propria di ogni azienda. Si servono del concetto di coordinazione sistemica: la raccolta di capitale a vario titolo viene investito tramite il lavoro, non solo manuale ma anche intellettuale. La gestione va osservata su due aspetti:
Oggettivo
- Operazioni di approvvigionamento dei fattori della produzione: L'azienda è in rappo...
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