Economia aziendale modulo I
L’economia aziendale. L’azienda e l’impresa: inquadramento concettuale
Possiamo definire l’economia aziendale come una scienza singola, indipendente, e separata dalle altre.
Alcune definizioni di economia aziendale
1. «È la scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende, la scienza ossia dell’amministrazione economica delle aziende» (G. Zappa, 1926). Zappa è il padre dell’economia aziendale, è colui che dà avvio alla disciplina.
Per Zappa l’azienda non è più un semplice aggregato di persone e di beni o una serie di fenomeni coordinati al raggiungimento di un fine; piuttosto è considerata un’ordinata combinazione di attività economiche che deve avere i requisiti sufficienti a garantirne la sopravvivenza, sia nel momento in cui cambiano gli individui che ne hanno il governo, sia quando mutano le condizioni dell’ambiente in cui opera.
In sintesi, va a stabilire le linee guida con cui un’azienda si va a definire nel tempo, ovvero come si amministra economicamente un’azienda.
2. «È la scienza propedeutica agli studi sull’organizzazione, sulla gestione e sulla rilevazione delle aziende» (A. Ceccherelli, 1942)
Ceccherelli considera le aziende nella loro struttura e nel loro funzionamento e, associando l’elemento strutturale a quello dinamico, ci aiuta a comprendere quelli che sono i problemi amministrativi della gestione dei fatti aziendali.
3. «È la scienza che studia le leggi delle condizioni di equilibrio delle aziende» (A. Amaduzzi, 1977)
Amaduzzi apporta delle modifiche nel sistema di rilevazione, andando a prendere la definizione di Zappa e modificandola. Considera l’azienda nelle sue reali manifestazioni di vita e nella dinamicità delle sue funzioni. Secondo Amaduzzi è possibile identificare gli elementi distintivi dell’azienda:
- Sistema dove i fatti hanno carattere economico;
- Il sistema non coincide con l’individuo e fa parte di un sistema economico complessivo;
- Ha un carattere dinamico ed evolutivo;
- L’attività economica svolta possiede un carattere probabilistico e indeterminato.
L’economia aziendale è una scienza: questo è l’elemento che accomuna tutte e tre le definizioni.
L’azienda contiene una moltitudine di problemi giuridici, psicologici, antropologici, politici, economici. Quest’ultimi derivano dal fatto che l’attività svolta tende al conseguimento di una pluralità di fini ordinati secondo una scala gerarchica, mentre mezzi a disposizione non sono presenti in quantità sufficienti, per l’effettivo conseguimento di questi fini.
Scienza: considerata come il risultato delle operazioni di pensiero, oggetto di codificazione teorica e di applicazione pratica e di sviluppi ulteriori (anche a opera di altri) in divenire (nel progresso).
Ma che tipo di scienza è l’economia aziendale?
È una scienza che si evolve nel tempo, dove ciò che era rilevante in passato oggi forse non lo è più. Le eventuali modificazioni sono portate anche da fattori esterni, come ad esempio guerre e crisi (un esempio può essere il passaggio dal sistema di rilevazione patrimoniale al sistema reddituale). Inoltre, è anche un’idea che deve ritrovare un riscontro pratico, la quale deve essere poi applicata in situazioni che ancora non sono state prese in considerazione.
L’economia aziendale quale tipo di scienza?
Caratteristiche:
- Economica: caratterizzata dall’effettuazione di scelte, fra scenari alternativi e possibili, per ottenere un risultato di carattere economico (che potremo definire ricchezza) -> si effettuano scelte che si basano sul giudizio di convenienza e si stabiliscono secondo un fine unico ovvero il reddito cioè la ricchezza.
- Sociale: caratterizzata da comportamenti umani che attraverso il lavoro volitivo e operativo eseguono in concreto le scelte -> relazioni di carattere sociale.
- Empirica: studia la realtà concreta, come i fatti vengono compiuti, per formulare ipotesi generali utili per altri soggetti -> si basa su fatti reali, e trova una regola di carattere generale che le aziende possono rispettare.
Il ruolo dell’economia aziendale
Con la scienza economico-aziendale si vogliono fornire a coloro che governano le aziende gli strumenti logici generali che, pur nella loro astrattezza, sono applicabili nelle realtà concrete.
Lo scopo di questa scienza è di fornire gli strumenti generali (la regola che si dovrà adattare) a chi gestisce governa o inizia un’attività aziendale, che dovranno poi applicare nella realtà concreta, affinché l’azienda raggiunga il suo fine ultimo ovvero l’esistenza cioè la creazione di ricchezza.
Dalla ragioneria all’economia aziendale
L’economia aziendale è una disciplina relativamente giovane; nasce dall’evoluzione della ragioneria. Nasce nel 1926 in Italia e si diffonde solo negli anni 60/70 e compare nei primi insegnamenti negli anni 90.
Troviamo quattro periodi storici:
Primo periodo (dal 1202 – 1494) Liber abaci di Leonardo Fibonacci
Diffusione dei numeri arabi e relativi algoritmi di calcolo. Era un sistema impiegato dagli arabi che rendevano i calcoli più veloci, più semplici e con meno errori. Veniva usato nelle scuole d’abaco per preparare gli allievi alla vita mercantile.
Nascono i mercanti così con loro nasce anche la necessità di tenere i conti dei crediti, dei debiti e delle merci.
Si elaborano i primi concetti di “conti” e “contabilità”.
Si costruisce un linguaggio contabile più semplice con le prime terminologie (debet habere, debet dare).
Nascono i primi insegnamenti per i mercanti.
Si hanno i primi libri che trattano dei mercanti e del modo di condurre gli affari (B. Cotrugli, Della mercatura e del mercante perfetto-1458) -> È un libro sulla mercatura e il mercato perfetto; Benedetto sente l’esigenza di raccogliere tutte le informazioni e di raccontare cos’è il mercato, cosa fa e la contabilità.
Secondo periodo (1494- 1840) L’opera di Luca Pacioli del 1494
Nel 1494 viene pubblicata la Summa de Arithmetica Geometria, Proportioni et Proportionalità. È un libro di algebra che va a introdurre un nuovo modo di tenere i conti tramite la partita doppia. Possiamo dire che non sia stato lui l’inventore di questo libro perché già conosciuto da mercanti, ma nessuno prima di lui l’aveva concretizzato. Pacioli, infatti, fu il primo autore a introdurre questo libro mediante l’utilizzo della stampa.
Nel Trattato XI denominato “De computis et scriptures” viene trattato l’argomento dei conti e di come sono fatte le scritture contabili. Si parla di bilancio, di capitale, di cassa, di profitti e perdite, di inventario, di libro giornale e di libro mastro.
Si diffonde in tutto il mondo tale metodo contabile definito “italiano” o anche “veneziano” -> quest’ultima denominazione ha maggior riscontro in tutto il mondo, e nel 1527 viene fatto una seconda edizione dopo la sua morte.
La tecnica non è molto diversa da quella attuale, infatti in alcuni casi viene ancora utilizzata, ma dove necessario, si riportano piccole modifiche per la sua applicazione. In generale possiamo dire che questo sia un metodo a carattere universale rimasto invariato nel tempo e nello spazio (per questo è considerato un metodo scientifico).
Terzo periodo (1840 – 1927) La ragioneria scientifica
Nel 1840 Francesco Villa pubblica “La contabilità applicata alle amministrazioni private e pubbliche” e si apre una nuova era per lo sviluppo scientifico della Ragioneria.
Non si dà più attenzione al metodo, ma ai principi e alle leggi che possono guidare l’amministrazione delle aziende -> si passa da un sistema contabile ad un sistema contabile amministrativo (si considerava tutta la vita dell’azienda 360°).
Il problema non è più “contare”, ma “gestire”.
Si ha una prima sistemazione della materia con classificazioni e definizioni.
Non tutti la pensano alla stessa maniera. Si diffonde una critica costruttiva e sorgono le scuole di pensiero universitario. Fabio Besta è uno di questi. Quest’ultimo è il padre della moderna Ragioneria e definisce l’oggetto di studio (azienda), il contenuto (controllo) e il fine ultimo (accrescimento della ricchezza patrimoniale) -> va ad approfondire quello che è il concetto della funzione amministrativa, fissa leggi che la governano, riclassifica i mezzi con cui raggiungere i propri fini, determina la natura dei rapporti che sorgono nello svolgimento della condotta aziendale.
Quarto periodo (dal 1927 ad oggi) L’economia aziendale
Gino Zappa (1879- 1961) è artefice di uno storico cambiamento -> infatti dopo 86 anni riprende la versione del libro di Villa andando a ribadire quello che era appunto il concetto che non si limitava alla considerazione unica della contabilità, ma anche alla considerazione dell’azienda a 360°, cioè la gestione, l’organizzazione e la rilevazione.
Le aziende sono realtà complesse, dinamiche e sistemiche e sono formate da tre momenti fondamentali: gestione (fare scelte), organizzazione (vedere in termini quantitativi se “ho fatto bene”), rilevazione (del personale, dei processi, del lavoro…).
Questi tre momenti trovano unità nell’economia aziendale che studia “le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita di qualsivoglia azienda”.
Oggetto di studio dell’economia aziendale è l’azienda e le condizioni per garantire la sua duratura esistenza nel tempo -> secondo Zappa le condizioni di esistenza di un’azienda si definiscono come la produzione di ricchezza, cioè il reddito (che va a sostituire quello che era il patrimonio). L’elemento che garantisce questa esistenza è il reddito inteso quale capacità di generare ricchezza economica nel tempo (dato dalla sintesi dei tre momenti fondamentali della vita aziendale).
Il concetto di economia aziendale non era affatto facile da introdurre ma Gino Zappa riuscì ad affermarlo solo dopo la sua morte nel 1960.
L’attività economica e l’azienda
I bisogni dell’uomo
L’azienda è una creazione umana, creata con il fine di soddisfare quelli che sono i propri bisogni. Il primo bisogno da soddisfare è quello della sopravvivenza, e tramite l’azienda trovo il modo o il sistema per appagare questo bisogno.
- Ogni individuo sviluppa processi cognitivi per porre in esso comportamenti necessari alla propria sopravvivenza.
- La vita degli individui è caratterizzata dal sorgere di bisogni (e di aspirazioni) e dalla ricerca del loro appagamento.
- Bisogni (e aspirazioni) sono componenti connaturati alla nostra esistenza e motivano i nostri comportamenti.
La «piramide» dei bisogni di Abraham Maslow
- Nel suo lavoro del 1977 (Motivazione e personalità), Maslow individua una scala dei bisogni, in stretto rapporto gerarchico, che motivano comportamenti economici:
- B. fisiologici (fame, sete, riposo …): oggi poco motivanti perché in linea di massima quasi completamenti soddisfatti.
- B. sicurezza (assistenza medica o previdenziale).
- B. associativi (lo stare insieme …) motivano comportamenti sociali.
- B. di stima sociale (definire la propria identità, emergere rispetto all’ambiente circostante, conquistarsi la stima degli altri…).
- B. autorealizzazione (autostima, completa affermazione delle proprie capacità potenziali …).
I bisogni si trovano, quindi, su una scala gerarchica (soddisfatto il bisogno principale si passa a quelli dopo). L’ultimo bisogno, che si trova sulla punta della piramide, viene soddisfatto solo dopo aver soddisfatto la base e gli altri bisogni sovrastanti; inoltre è importante anche scegliere, all’interno della stessa classe di gerarchia, quale sia il bisogno da soddisfare prima (esempio mangiare o vestirsi). Per decidere quale bisogna soddisfare prima, ci sono determinati punti da seguire:
- Stabilire cosa voglio soddisfare;
- Quante risorse voglio impiegare per soddisfare questo bisogno;
- Se è il caso di scambiare il mio bisogno, nel caso fosse interessato ad altri, così da ottenere un beneficio superiore per appagare il mio bisogno.
I bisogni umani e le risorse disponibili
- Per appagare bisogni (e aspirazioni) sono necessarie risorse – beni di qualunque specie.
Problema:
- I bisogni sono illimitati, per numero, specie e ricorrenza.
- Le risorse (beni), necessarie per appagare i primi, sono limitate.
- Si tratta allora di fare delle scelte di convenienza economica:
- Decidere quale bisogno da soddisfare.
- Decidere l’utilizzo quantitativo delle risorse.
- Decidere se scambiare le risorse per avere di differenti.
Lo scambio di risorse e il valore
Le risorse vengono, spesso, scambiate fra individui -> lo scambio è fondamentale. Perché ci dà la quantificazione del valore della risorsa e del bisogno. Lo scambio nell’azienda è molto importante poiché tramite esso si può misurare la propria attività (perché lo scambio dà origine al valore della risorsa stessa).
Lo scambio attribuisce un valore alla risorsa (prezzo).
Il valore dipende anche dalla «limitatezza» (offerta) della risorsa e dalla richiesta (domanda) da parte degli individui (grafico) -> dipende da un accordo tra chi vuole scambiare la risorsa e chi vuole prenderla. Il valore non viene stabilito da un unico soggetto, ma da un gruppo (insieme di soggetti) cioè il mercato, dove avviene l’incontro tra le domande e le offerte.
C’è anche l’esistenza di risorse a disposizione di tutti, ma in modo limitato: l’ossigeno e l’acqua, che in passato era illimitata (da considerare solo i costi di trasporto per entrare all’interno delle case), ad oggi è diventata risorsa limitata.
Il prezzo di equilibrio EQ è tra la domanda e l’offerta: maggiore è l’offerta, maggiore sarà il prezzo, minore sarà l’offerta, minore sarà il prezzo. Maggiore sarà la domanda, minore sarà il prezzo, minore sarà la domanda, maggiore sarà il prezzo.
La combinazione di risorse: azienda
Le risorse limitate sono suscettibili di differenti impieghi = possono essere differentemente combinate (attraverso scelte economiche).
Le scelte concernono la convenienza, le opportunità, le possibilità di utilizzo, le modalità di utilizzo (i processi) -> io soggetto ho la possibilità di usare le risorse diversamente combinandole tra loro. Però non è detto che se due soggetti hanno le stesse risorse, ottengono gli stessi risultati perché dalla combinazione di queste risorse posso ottenere risultati differenti.
In campo economico (produttivo) la combinazione di risorse avviene in una struttura complessa = azienda -> struttura complessa, all’interno della quale avvengono processi\combinazioni di risorse al fine di soddisfare alcuni beni; avvengono delle scelte di carattere economico al fine di avere un accrescimento di valore.
Azienda = strumento dell’umano operare in campo economico (G. Ferrero) -> mezzo che permette all’uomo di combinare le risorse per ottenere l’appagamento di alcuni beni.
L’azienda quale combinazione di risorse è luogo di scelte economiche.
Le risorse dell’azienda
- Le risorse che caratterizzano l’azienda sono:
- Capitale (capitale finanziario e materiale).
- Lavoro (capitale umano).
Questi due fattori sono fondamentali per la vita e la sopravvivenza, (ad esempio dell’uomo, visto come risorsa, trova nell’azienda al lavoro).
Occorre ricercare la loro più efficace ed equilibrata combinazione per il conseguimento di un prefissato scopo -› A seconda di come percepisco la combinazione tra i due avrò una visione diversa dell’azienda: la scelta tra l’una e l’altra al fine di incrementare un valore.
- Scopo: creare (aumentare) valore delle risorse.
- Le particolari risorse che utilizza l’azienda, rende la stessa un fenomeno sociale.
La nozione e la classificazione delle aziende
L’azienda -> diventa un elemento fondante per la società.
L’azienda quale “strumento”: sembra una visione restrittiva: l’azienda è qualcosa di più = è un “organismo” (cioè composta da persone) e una “istituzione” della società civile.
L’uomo è sicuramente centrale nelle decisioni economiche, ma l’azienda si distingue dai singoli individui che la compongono (sia dai proprietari che da coloro che ci lavorano) -> nonostante però l’uomo è l’elemento chiave di questo fenomeno (poiché costruisce l’azienda, la sviluppa, crea rapporti, crea ricchezza…) non si confonde con l’azienda, cioè una volta che questa viene istituita con lo scopo di creare un valore, lavoro, capitale, assume un’autonomia rispetto al soggetto che l’ha creata.
L’azienda acquisisce una autonomia propria e deve avere una propria esistenza nel tempo (aspetto fondamentale del concetto di azienda).
L’azienda deve «esistere» anche al di là di colui che l’ha costituita o di coloro che oggi vi lavorano -> creando valore, ric
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