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Appunti economia aziendale di Maia Miragliotta

I riferimenti bibliografici provengono dal libro di testo: AIROLDI G., BRUNETTI G., CODA V. Corso di Economia aziendale, Il Mulino, Bologna, 2005.

I bisogni

L'attività economica si svolge per soddisfare i bisogni avvertiti dai soggetti economici, cioè degli stati di carenza che suscitano azioni per colmare le situazioni stesse. Questi bisogni sono eterogenei (è necessario definirli in categorie per determinare quali sono più influenti sull'economia aziendale), derivano da più fattori (es. psicologia, moda) e sono dinamici. Infatti, col crescere del reddito disponibile, si accede a certi consumi, abbandonandone altri, e viceversa quando il reddito disponibile decresce; inoltre, nuovi beni e nuovi bisogni si influenzano reciprocamente.

Classificazioni dei bisogni

Prima classificazione: bisogni fisiologici (naturali), collegati alla natura degli organismi viventi (es. sonno, nutrimento), sono relativamente uniformi (universali), in particolare per quelli basilari e tipici dei bambini, mentre quelli degli adulti tendono a differenziarsi. E ci sono i bisogni sociali, suscitati dalla sfera spirituale delle persone e dal fatto che i singoli soggetti interagiscono con vari insiemi di altre persone che formano le società umane.

Seconda classificazione: bisogni psicologici, come il senso di appartenenza, l'autostima e l'esigenza di una vita significativa, e bisogni radicali, particolari perché connessi ad ideali. Infatti, una persona può desiderare di realizzare degli stati specifici per la società (libertà, giustizia, uguaglianza); questi soggetti vivono con un forte senso di partecipazione alle ingiustizie, ai maltrattamenti e alle situazioni politiche che si svolgono in paesi anche lontani geograficamente (es. aziende no profit come Amnesty International).

La piramide dei bisogni

La piramide dei bisogni è stata realizzata dallo psicologo Maslow, suddividendo in una gerarchia per livelli i vari bisogni fisiologici e sociali; inoltre, egli propose una tesi circa il comportamento dell’essere umano nel soddisfacimento dei bisogni, sostenendo che un soggetto soddisfi i propri bisogni partendo da quelli di base.

  • Bisogni di autorealizzazione (realizzano la parte più profonda della propria identità)
  • Bisogni di stima (1. Da parte degli altri 2. Da parte di se stessi ➔ autostima)
  • Bisogni di affettività (amore, amicizia, essere parte di un gruppo, sentirsi integrati)
  • Bisogni di sicurezza (sicurezza del posto di lavoro, della propria fonte di reddito)
  • Bisogni fisiologici (avere un posto di lavoro, nutrirsi)

È necessaria per verificare determinate situazioni, avere la sicurezza di soddisfare i lavoratori perché questi ultimi, se soddisfatti, compiono una prestazione superiore comportando un miglioramento dei servizi offerti ai clienti. A ciò si può giungere tramite un tipo di contratto di lavoro che dà sicurezza al lavoratore. La piramide dei bisogni è anche uno strumento di analisi; infatti, un modello organizzativo basato solo sulle procedure (regole organizzative) non comporta la nascita di autostima, mentre un modello che prevede anche spazi di libertà comporta la nascita di autorealizzazione.

È sottoposto però a critiche in quanto non prevede principi religiosi o ideali e immette i bisogni affettivi come non primari.

Bisogni rilevanti in economia aziendale

Dall’universo dei bisogni è necessario identificare i bisogni che si soddisfano mediante i beni, cioè l’acquisto di prodotti o di servizi (es. scooter o rete mobile), denominandoli economici (es. avere bisogno di un’abitazione comporta la conclusione di un contratto di locazione); i beni economici sono utili per il soddisfacimento dei bisogni delle persone, scarsi perché non se ne ha una disponibilità illimitata e hanno un prezzo, vi differiscono i beni liberi (non economici) che non sono limitati (es. aria, luce solare).

Rispetto ai bisogni da soddisfare, non semplici da trovare, infatti possono variare categoria:

  • Beni primari, (es. acquisto scarpe per bisogno di vestirsi)
  • Beni secondari o voluttuari, influenzati dal comportamento imitativo scatenato dalle mode, sono i più facili da scaturire tramite strategie di comunicazioni attuate da imprese (es. acquisto scarpe firmate)

Rispetto ad un dato bisogno:

  • Beni complementari, da utilizzare insieme per soddisfare un bisogno, importanti economicamente per un’azienda per definire se produrre il singolo bene o l’intera catena necessaria per soddisfare il bisogno (es. macchina fotografica e obiettivi)
  • Beni succedanei o fungibili, che si sostituiscono tra loro (es. caffè e tè)

Rispetto alle loro caratteristiche:

  • Beni differenziabili, aventi aspetti particolari rispetto ai prodotti analoghi di altri (es. corsi universitari, abbigliamento)
  • Beni non differenziabili (commodities), aventi un solo aspetto uniforme e costante (es. materie prime)

Rispetto alla loro funzione:

  • Beni di consumo, utilizzati dalle persone per soddisfare i propri bisogni (es. giornali)
  • Beni strumentali, usati per produrre altri beni (es. macchinari)

Nel fornire la loro utilità, importante perché si calcola il risultato d’esercizio cioè facendo la differenza tra i ricavi provenienti dalle vendite e i costi sostenuti, in particolare i costi dell’acquisto di beni durevoli devono essere suddivisi in più anni:

  • Beni ad uso singolo, termina l’utilità in una singola ripetizione (es. rame acquistato per realizzare una bobina, conclusa la creazione del bene il materiale è terminato)
  • Beni durevoli o a fecondità ripetuta, l’utilità termina in seguito ad un utilizzo multiplo (es. un bene strumentale, un attrezzo)

In base a chi li produce, sebbene alcuni possano essere prodotti da entrambi (es. scuola):

  • Beni privati, prodotti da soggetti privati (es. vestiario, cibo)
  • Beni pubblici, prodotti da soggetti pubblici (es. servizi della giustizia, della difesa)

In base ai destinatari:

  • Beni a consumo individuale (es. imballaggi, alimenti)
  • Beni a consumo collettivo (es. spettacoli, giardini pubblici)

Ruolo dei bisogni non economici in economia aziendale

I bisogni non economici sono importanti in ambito organizzativo (es. gestione delle risorse umane, con la progettazione di modelli di lavoro utili a soddisfare i bisogni non economici del lavoratore), per ragioni etiche (es. rispetto del lavoratore), per accrescere la motivazione del personale e per fidelizzare le risorse umane rilevanti per il successo aziendale.

L’attività economica

Viene svolta per rendere disponibili i beni per soddisfare i bisogni e per impiegare i beni nei processi di consumo. L’attività economica può essere di produzione (di utilità), di consumo o di entrambi (es. impresa che offre dei veicoli - produzione, es. famiglia che acquista dei beni per il soddisfacimento di bisogni - consumo).

L’attività economica si svolge secondo operazioni, tra le quali quelle di:

  1. Trasformazione tecnica di tipo fisico, spaziale o logico delle materie prime, degli impianti e dei dati (es. nelle imprese manifatturiere si hanno la manutenzione di attrezzature, il trasporto delle materie prime o semilavorati e il confezionamento dei prodotti, es. nelle imprese commerciali si hanno il trasporto dei beni negoziati e la manutenzione dei magazzini e dei mezzi di trasporto, es. nelle aziende di credito si hanno le registrazioni di situazioni di credito o debito, di copertura o risarcimento, di incasso o pagamento variando gli insiemi di dati, es. nelle famiglie si hanno il trasporto e la lavorazione dei beni alimentari).
  2. Negoziazione, classificate in relazione all’oggetto di scambio (beni privati ➔ alimenti, disponibilità di mezzi monetari ➔ capitali di prestito, copertura di rischi ➔ contratti di assicurazione, lavoro) e in senso lato comprendono anche le operazioni con le quali lo stato eroga i beni pubblici e altri soggetti ne acquisiscono la disponibilità versando tributi. Le negoziazioni si svolgono secondo condizioni di scambio e forme contrattuali, spesso però vi si sovrappongono relazioni di cooperazione e di competizione tra gli istituti coinvolti, insiemi omogenei di scambi producono i mercati.
  3. Configurazione dell’assetto istituzionale.
  4. Organizzazione e gestione del personale.

La produzione di beni non viene applicata da ogni impresa in senso stretto (es. le imprese commerciali, di credito e di assicurazione non producono beni bensì hanno come attività caratteristica di produzione economica lo svolgimento di negoziazioni) ma la produzione economica viene svolta da tutte le imprese (es. marketing, vendita, organizzazione), in quanto essa non è il fine dell’impresa (rappresentato dalla creazione di remunerazioni del lavoro o del capitale proprio ➔ reddito) ma il mezzo.

Attività economica di produzione

In senso lato, perché non riguarda solo una produzione fisica ma anche una produzione di utilità, comprende:

  • Produzione fisica di prodotti
    • Industriale: un grande stabilimento dove lavorano delle persone, impiegando anche differenti macchinari.
    • Artigianale: quando la produzione coinvolge il titolare dell’azienda, magari affiancato da collaboratori ma in numero limitato, attraverso esclusivamente o prevalentemente il lavoro umano.

Art. 117 Cost., l.443/1985, le regioni emanano norme in materia di artigianato, in particolare adottano i provvedimenti per tutelarlo e valorizzarlo (es. la formazione professionale, le agevolazioni di accesso al credito, la realizzazione di insediamenti artigiani). È imprenditore artigiano il titolare dell’impresa artigiana che si assume la responsabilità di tutti gli oneri ed i rischi inerenti alla direzione e gestione, svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo. È artigiana l'impresa che segue i limiti dimensionali (se non lavora in serie 18 dipendenti, se vi lavora 9, se svolge attività tradizionali e artistiche 32, se svolge trasporto 8 e se svolge costruzioni edili 10) che ha per scopo prevalente lo svolgimento di una attività di produzione di beni (anche semilavorati, o di prestazioni di servizi, escluse le attività agricole e le attività di prestazioni di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione dei beni, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande); può essere anche sottoforma di società (anche cooperativa, escluse le società a responsabilità limitata e per azioni ed in accomandita semplice e per azioni) a condizione che la maggioranza dei soci svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e che nell'impresa il lavoro abbia funzione preminente sul capitale.

  • Produzione di servizi, cioè beni economici intangibili, facendone derivare un problema di valutazione della qualità per il cliente prima di compierne l’acquisto e un problema di vendita per l’addetto che deve costruire una storia per il cliente per descrivere il servizio stesso; la relazione col cliente diventa un elemento di giudizio sul servizio rendendo complessa la gestione dei servizi. La produzione e la vendita coincidono (si ha una co-produzione) perché un servizio non può essere prodotto se non richiesto l’acquisto, come non può essere immagazzinato dando origine ad un problema di programmazione della produzione.
  • Distribuzione commerciale, che ha la funzione di adattamento qualitativo, svolto tramite operazioni di combinazioni e selezioni in relazione ai gusti dei clienti, e quantitativo, applicato tramite l’immissione sul mercato di partite di beni di dimensioni adeguate alla richiesta dei consumatori (es. una libreria che non produce i libri ma li distribuisce tramite vendita ai consumatori finali creando un vantaggio come intermediario tra produttori e clienti finali).
  • Intermediazione creditizia, che ha funzione di adattamento quali e quantitativo: la banca è un intermediario tra chi chiede capitale e chi deposita denaro (risparmiatori) tramite depositi a vista (possibilità di prelevare in un qualsiasi momento) o vincolanti (possibilità di prelevare i risparmi solo dopo una scadenza).
  • Copertura assicurativa di rischi specifici, cioè danni potenziali legati al verificarsi di determinati eventi possibili; i rischi vengono ceduti dall’azienda soggetta al rischio ad un operatore specializzato (società di assicurazione) comportando il pagamento di un premio assicurativo da parte del soggetto che trasferisce il rischio, la determinazione della suddetta somma è basata su modelli statistici che tengono conto della probabilità dell’evento e dell’entità del danno.

Attività economica di consumo

In senso lato, perché si intende l’impiego di beni per soddisfare i bisogni, il consumo in senso fisico intende invece la trasformazione di materiali per realizzare un prodotto di maggiore valore, durante il processo vengono usati più input (es. in informatica: silicio, in agricoltura: fertilizzanti), ma ciò rappresenta una produzione e non un consumo.

Attori dell’attività economica

Gli attori dell’attività economica sono singoli individui o organizzazioni (istituti, cioè società umane dotate di una struttura e di regole di funzionamento, entrambe relativamente stabili, sono duraturi, ordinati e autonomi. I processi con cui le regole e le strutture diventano di uso comune sono chiamati di istituzionalizzazione).

L’attività economica come attività individuale è svolta in ambito organizzativo. Attualmente ha riferimenti di tipo letterario: uno dei primi romanzi inglesi, nel ‘700, che tratta di un personaggio che si trova da solo in un’isola deserta e quindi deve soddisfare in modo autonomo i propri bisogni, decide infatti di costruire un tavolo perché, abituato alla vita civile, crede che tramite un tavolo possa vivere in modo confortevole. Thoreau (1800) è un filosofo americano, pioniere dell’ecologismo, del rapporto dell’uomo con la natura, e ad un certo punto della sua vita decide di andare a vivere da solo nei boschi per due anni; nel libro Walden o Vita nei boschi che compone descrive diversi atti di produzione (come la capanna di rifugio per vivere nel bosco) che rappresentano delle attività economiche che possono essere svolte in chiave individuale.

L’attività economica svolta all’interno di organizzazioni (quella di nostro interesse) prevede la nascita di un ciclo secondo il quale le persone avvertono bisogni, quindi costituiscono gli istituti che svolgono l’attività economica per soddisfare i bisogni delle persone. Alcuni istituti che operano sul mercato propongono nuovi beni e nuovi servizi; infatti, hanno lo scopo di creare nuovi bisogni per trovare uno sbocco alla loro produzione. Altri istituti, quelli pubblici, hanno lo scopo di indirizzare i bisogni dei cittadini tramite degli strumenti per giungere a dei risultati necessari per il Paese. Altri istituti hanno l’obiettivo di soddisfare i bisogni dei lavoratori. Esistono anche le imprese sociali e le imprese benefit con scopi specifici.

Istituti che svolgono l’attività economica

In ordine cronologico:

  • Famiglie, oggi ritenute diverse da quelle esistenti in epoche passate nel nostro stesso territorio, es. la famiglia delle campagne emiliane nel 1800 era allargata perché nella stessa casa vivevano più generazioni e quindi vi era un’organizzazione gerarchica e organizzativa differente, la donna più anziana aveva un compito primario, mentre oggi le famiglie sono molto più ristrette. Le famiglie sono organizzazioni che non nascono per fini economici ma per bisogni affettivi e si incentrano sul consumo.
  • Stato, ha origini antiche, anche prima della scrittura, quando gli umani si organizzavano in comunità che si autorealizzavano con l’esigenza di rispondere ai bisogni comuni, come la difesa (es. gli esseri umani hanno imparato a costruire le mura delle città per difendersi da nemici e predatori), l’ordine pubblico e la giustizia.
  • Istituti non profit, società umane costituite per rispondere a specifici bisogni, crescono in particolare nell’epoca medievale come organizzazioni spesso legate al sentimento religioso che davano risposta alla parte di popolazione più indulgente (es. nel medioevo, a Firenze, operavano le “misericordie” che garantivano un’adeguata cerimonia funebre ai poveri).
  • Imprese, sebbene vi fossero anche nell’antica Roma, sono di interesse solo quelle moderne con caratteristiche proprie che vanno delineandosi con la rivoluzione inglese e con successiva evoluzione nel mondo nordamericano; sebbene gli storici indichino che nei secoli precedenti, in altri territori, ci siano stati dei modelli di organizzazione dell’attività economica che sembravano anticipare la rivoluzione industriale inglese (es. industria della seta medievale).

Destinatari dell’attività economica degli istituti

I destinatari dell’attività economica della famiglia sono i componenti della famiglia stessa, dello stato sono i cittadini, e degli istituti non profit sono categorie specifiche definite dall’organizzazione.

La persona e l’attività economica

Nello svolgimento dell’attività economica ci possono essere comportamenti differenti:

  • Comportamenti in cui la persona di cui bisogna soddisfare i bisogni diviene lo strumento per realizzare i fini propri dell’istituto (es. le forme di sfruttamento del cliente, come gli accordi con i quali le imprese decidono di ridurre il loro reddito tenendo i prezzi alti oppure tramite “Tempi moderni”).
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maia.dance di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Marano Maurizio.
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