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Lezione 1 del 06/10: Le persone, l'attività economica, l'economia aziendale

L'economia aziendale si occupa dell'attività economica, ovvero la produzione e il consumo di beni economici svolta dalle aziende. Alla base di questa vi sono le persone, che prendono decisioni (imprenditore, manager…), poi esse hanno dei fini il cui perseguimento porta alla nascita di bisogni (=mancanze), soddisfatti dai beni. (ragionamento leggibile anche al contrario)

I beni

I beni si dividono principalmente in:

  • Economici: scarsi, quantità limitata + si paga un corrispettivo.
    • Merci → tutti i beni materiali con i processi di produzione e vendita ben distinti ≠ Servizi → beni immateriali nei quali vi è contemporaneità tra produzione e consumo/erogazione (forte centralità delle persone)
    • PrivatiPubblici (spesso gratuiti, legati al reddito come per il ticket oppure alle imposte)
    • Primari → soddisfano bisogni essenziali ≠ Voluttuari
    • Complementari → beni che si usano insieme e che quindi si influenzano molto a vicenda (ad esempio al variare del prezzo di uno dei prodotti) ≠ Fungibili → i beni che si possono sostituire, sono intercambiabili (molto importante analizzarli per la concorrenza perché ad esempio vi sono aziende di settori diversi, che hanno il monopolio nel loro campo, ma che soddisfano lo stesso bisogno, e quindi si fanno concorrenza)
    • Differenziabili → beni che possono essere resi diversi/particolari/unici rispetto a quelli della concorrenza, come ad esempio i vestiti; in questo modo il cliente può giustificare il pagamento del “premium price” (prezzo più alto) ≠ Commodities → beni poco o non differenziabili come l’elettricità o l’assicurazione; i clienti saranno quindi portati a considerare il prezzo per scegliere tra essi (forte competitività). Infatti, le imprese cercano di distogliere l’attenzione degli acquirenti da quest’ultimo; ad esempio, offrendo altri servizi o fidelizzando il cliente (raccolta punti)
    • Ad utilizzo singoloDurabili
  • Non economici: liberamente disponibili in quantità e qualità sufficienti per tutti.

L'attività economica

L'attività economica avviene attraverso diverse operazioni:

  • Operazioni di configurazione e governo degli istituti = operazioni preliminari
    • Configurazione dell’assetto istituzionale (forma giuridica, soci, capitale da versare ecc…)
    • Organizzazione dell’attività (divisione dei compiti e coordinazione del lavoro)
    • Rilevazione e informazione (rilevazione dell’andamento dell’attività)
  • Operazioni di trasformazione tecnica (in senso lato, non solo materialmente ma anche produzione di servizi)
  • Operazioni di negoziazione:
    • Scambi di beni privati e pubblici (con clienti/fornitori/pubblica amministrazione ecc…)
    • Lavoro
    • Capitali
    • Coperture di rischi (assicurazione)

Fine dell'impresa

Produrre remunerazione per due principali soggetti:

  1. Conferenti di capitale risparmio/rischio
  2. Lavoratori

Mentre, la produzione di beni è il mezzo.

Lezione 2 del 19/10: Presupposti alla base dei modelli decisionali

Agente economico

Colui che prende decisioni:

  • Homo oeconomicus (oggetto dell’economia politica):
    • Autonomo
    • Egoista e motivato solo da redditi e ricchezza
    • In grado di valutare tutto secondo razionalità assoluta
  • Persone umane:
    • Membro di società umane (decisioni influenzate)
    • Svolge l’attività economica come mezzo, non come fine
    • Opera secondo razionalità limitata
    • Dà importanza a solidarietà, lealtà

Razionalità assoluta = tutte le volte che un soggetto prende una decisione, ha perfettamente chiaro qual è l’obiettivo e tutte le informazioni per prendere questa decisione sono disponibili, gratuite, a portata di mano. È in grado di valutare perfettamente tutte le alternative e di valutarne le conseguenze + agisce in maniera autonoma, incondizionata perciò riesce a prendere la decisione migliore in assoluto. ≠ nella realtà concreta si tratta di un modello poco realistico (infatti quando si parla di modelli ci si riferisce ad una semplificazione della realtà)

Razionalità limitata = il decisore parte da un problema iniziale, comincia a raccogliere informazioni (processo che richiede tempo e risorse) e sulla base delle prime valutazioni rivede le proprie aspettative iniziali, continua la ricerca fino a trovare una decisione soddisfacente. Non è in grado di prendere sempre e comunque la decisione migliore.

Gli istituti, le aziende, la specializzazione economica

Ciascuna persona partecipa a più società umane di varia natura: famiglie, Stato, istituti pubblici, Chiesa, imprese, partiti politici, sindacati di lavoratori, associazioni di beneficenza, ecc.

Ogni società umana persegue il bene comune dei suoi membri.

Istituti = insieme di risorse e di persone, volto alla realizzazione di un bene comune. Caratteri:

  • Duraturo
  • Dinamico (cambiano nel tempo perché cambia l’ambiente, il contesto esterno)
  • Ordinato (il suo funzionamento avviene sulla base di regole precise)
  • Unitario (esiste un fine comune che orienta il comportamento di tutte le persone al suo interno)
  • Autonomo (non dipende sistematicamente da terzi, altri istituti)

All’interno di un istituto, qualunque esso sia, si svolge sempre un’attività economica (produzione e consumo di beni economici); la parte economica è l’azienda. L’economia aziendale si occupa delle quattro classi istituti nei quali si svolge una rilevante attività economica:

  • Le famiglie
  • Le imprese
  • Lo Stato e gli istituti pubblici
  • Gli istituti non profit

Ciascuno di questi sono istituti e in questi vi è un ordine economico (=azienda). In particolare, essa studia l’ordine strettamente economico degli istituti, ossia le seguenti aziende:

Impresa = tutta l’attività è economica (nell’immagine i due sottoinsiemi, blu e giallo, coinciderebbero).

Ai fini dell’analisi economica, le varie classi di istituti si distinguono per i seguenti caratteri essenziali:

  • Le finalità dominanti (generali), di ordine economico e non economico
  • Il fine economico specifico
  • I portatori degli interessi economici istituzionali, ossia degli interessi economici primario i soggetti coinvolti nella vita di quell’istituto; possono essere istituzionali, influenza maggiore, e non istituzionali
  • I portatori degli interessi economici non istituzionali
  • I processi economici caratteristici

Le imprese

  • L'istituto impresa ha un suo ordine economico che chiamiamo “azienda di produzione”
  • Il fine per cui nasce è economico
  • Il fine economico specifico è quella di produrre remunerazione
  • I soggetti più importanti coinvolti sono i prestatori di lavoro e i conferenti di capitale di rischio (i due fattori di produzione più importanti: lavoro e capitale risparmio/di rischio, quello conferito da colui che crea l’impresa) = portatori di interessi economici istituzionali
  • Fornitori, clienti, conferenti di capitale prestito, Stato… = portatori di interessi economici non istituzionali (tutti i soggetti che influenzano o sono influenzati dalla vita dell’impresa)
  • I processi economici tipici svolti: trasformazioni tecniche, negoziazioni di beni, di credito, di rischi

Lo Stato, gli istituti pubblici

  • L’ordine economico è “l’azienda composta (sia processi di produzione che di consumo) pubblica”
  • Finalità sociali e morali, migliorare la qualità della vita dei cittadini
  • Fine economico di produrre e consumare beni pubblici, anche servizi
  • Tutti i componenti dell’entità pubblica e i prestatori di lavoro = i portatori di interessi economici istituzionali
  • Fornitori, conferenti di capitale di prestito, altri istituti pubblici… = portatori di interessi economici non istituzionali
  • Processi economici caratteristici: produzione e consumo di beni pubblici; raccolta di tributi

Gli istituti non profit

Ve ne sono di diverse tipologie quindi difficile applicare stesso schema per tutti: difficile generalizzare.

Lezione 3 del 20/10: Specializzazione economica

Il principio chiave dell’attività economica = specializzazione economica che si manifesta in tutte le attività umane a vari livelli: specializzazione per classi di istituti, tra gli istituti di ciascuna macro-classe e all’interno di ciascun istituto.

Produce dei vantaggi = “economie di specializzazione” (es economie di scala):

  • Riduzione dei costi, tempi e degli sforzi richiesti per lo svolgimento dell’attività economica
  • Miglioramento della qualità dei prodotti

In quanto la specializzazione comporta un migliore apprendimento per ripetizione + impiego ottimale delle differenti competenze individuali + riduzione dei costi di passaggio da un’attività ad un’altra.

Comporta però anche degli svantaggi:

  • Maggiori costi di coordinamento (aumentano tanto più si divide l’attività)
  • La rigidità degli investimenti specifici/specializzati (poca elasticità e molta difficoltà di adattamento)
  • Demotivazione delle persone derivante da compiti semplici e ripetitivi (alienazione; ecco perché si cerca di ruotare i ruoli e arricchire le mansioni)

Le imprese tendono a crescere in dimensioni per potersi specializzare il più possibile, infatti quanto più grandi sono le unità produttive (stabilimenti, laboratori, punti di vendita, ecc.), tanto maggiori sono le possibilità di specializzare l’attività, il lavoro, gli impianti, ecc.

Però le imprese non possono avere solo questa mentalità in quanto si può produrre tanto ma l’importante è quanto poi si vende effettivamente; il limite è il mercato: non si possono fare delle analisi e valutazioni solo in base ai costi ma anche sui ricavi.

Capitale di rischio: il capitale che l’imprenditore investe in una nuova attività e il rischio è costituito dalla possibilità che questa vada in perdita, fallisca; si tratta di un rischio non eliminabile e quindi non assicurabile ( ≠ capitale di prestito delle banche). È importante, perciò, cercare di analizzare bene e fare delle previsioni, però non è facile. È, infatti, particolarmente arduo prevedere quanti prodotti l’impresa venderà, mentre riesco a calcolare facilmente i costi da affrontare. Posso semplicemente fare un’analisi per sapere quanto vendere per coprire i costi e andare in pareggio.

Reddito (ricavi-costi):

  • Utile/profitto = ricavi > costi
  • Perdita = ricavi < costi

Ricavi = vendite = fatturato = prezzo (ricavo unitario) * quantità.

La struttura dell'azienda

Il modello di riferimento dell’azienda è formato da:

  • Assetto istituzionale
  • Combinazioni economiche
  • Assetto organizzativo
  • Organismo personale
  • Patrimonio

La parte più esterna è l’ambiente/il contesto.

Assetto istituzionale: Riguarda le operazioni preliminari: la forma giuridica, gli organi di governo economico, ecc…

Combinazioni economiche: Cosa fa l’azienda/qual è la sua attività/in quali settori opera/quali e quanti prodotti o servizi offre/come li produce…

Assetto organizzativo:

  • Struttura organizzativa: organizzazione dell’attività aziendale/cosa caratterizza la sua organizzazione…
  • Sistemi operativi: come si programmano le attività future/come si organizzano e trasmettono le informazioni/come si assumono e formano le persone…

Organismo personale → Chi sono i dipendenti dell’azienda/quali le loro qualifiche/età media/valori che ispirano l’azienda…

Patrimonio → Le risorse che utilizza.

Lezione 4 del 21/10: Le combinazioni economiche

Combinazioni economiche = l’insieme delle operazioni economiche svolte dalle persone all’interno dell’istituto. Per analizzarle si ricorre ad alcuni concetti chiave:

  • Le coordinazioni economiche parziali = funzioni
  • Le combinazioni economiche parziali o particolari = aree di affari
  • Le negoziazioni

Operazioni = unità elementare delle combinazioni economiche + produce il sorgere o il mutare di un valore economico (nasce un costo, ricavo) e produce una variazione in almeno un elemento della struttura dell’azienda (entra o esce un bene dall’azienda). Per esempio un’impresa che produce montature per occhiali compie un’operazione di acquisto di viti o un’operazione di vendita di una o più montature,…

Processo = insieme delle operazioni dello stesso tipo e con il medesimo oggetto (esempio: processo d’acquisto/vendita…) e tutti i processi dello stesso tipo (omogenei) e con lo stesso oggetto, sono una coordinazione parziale/funzione.

Le funzioni raggruppano persone con competenze e conoscenze omogenee tra loro. Nonostante le varie differenze tra aziende le coordinazioni parziali di tutte le imprese si possono distinguere in quattro grandi aree:

  • Progettazione (configurazione) dell’assetto istituzionale: operazioni basilari che rappresentano le caratteristiche fondamentali + tutte le altre classi di operazioni sono fortemente influenzate dalle scelte di configurazione dell’assetto istituzionale;
  • Gestione;
  • Organizzazione;
  • Rilevazione.

Organigramma aziendale: rappresentazione grafica delle diverse funzioni aziendali.

Gestione

Insieme di operazioni attraverso le quali l’impresa attua direttamente la produzione economica (progetta, acquista, trasforma, vende i prodotti/servizi). Scomponibile in 5 insiemi di attività:

  • Gestione caratteristica: insieme operazioni di gestione che identificano l’attività tipica di ciascuna impresa (rappresentano la sua missione) e originano la gran parte dei costi e dei ricavi dell’impresa (ad esempio acquisti di materie prime gestione attiva). Crea costi e ricavi, valori economici, e per differenza un utile o una perdita, denominato reddito operativo della gestione caratteristica; deve essere positiva. Non si calcola la differenza tra tutti i ricavi e tutti i costi ma gestisco quindi ciò che origina la gestione caratteristica; questo è solitamente più basso del reddito d’esercizio perché ampio reddito della gestione caratteristica viene eroso da quella finanziaria.
  • Gestione finanziaria: insieme delle operazioni volte a coprire il fabbisogno finanziario, ossia il fabbisogno di mezzi monetari necessari per avviare l’impresa e per sostenere lo sviluppo. Il fabbisogno si copre ricorrendo:
    • Capitale proprio/di rischio, conferito da coloro che costituiscono un’impresa + remunerazione incerta perché legata all’utile dell’impresa (al momento di distribuzione dell’utile dopo avere redatto il bilancio; perché può rimanere all’interno dell’attività, autofinanziamento, oppure, tutto o in parte, viene distribuito ai conferenti di capitale, il dividendo delle s.p.a); se è in perdita non verrà coperto → rischio d’impresa
    • Capitale di prestito, prestato da istituti finanziari; remunerazione certa, rappresentata dagli interessi (passivi per l’impresa). Si tratta di una gestione passiva (produce dei costi): comporta interessi passivi sul capitale di terzi e remunerazioni del capitale proprio.

Il livello di fabbisogno finanziario è maggiore (nei casi tipici):

  • Tanto più alti sono gli investimenti richiesti dall’attività
  • Tanto sono più lunghi sono i cicli produttivi (ciclo per un’impresa manifatturiera: tempo che va dall’acquisto della materia prima fino alla vendita)
  • Tanto più brevi sono i tempi di pagamento dei fornitori
  • Tanto più lunghi sono i tempi di pagamento concessi ai clienti

Lezione 5 del 27/10: Gestione patrimoniale

  • Gestione patrimoniale: [non riguarda il patrimonio] consiste nell’investimento dei mezzi monetari eccedenti rispetto a quanto richiesto dalla gestione caratteristica (di cui, a volte, un’impresa dispone = si tratta di una gestione eventuale) al fine di produrre un REDDITO ADDIZIONALE rispetto a quello derivante dalla gestione caratteristica (si tratta di ricavi diversi da quelli delle vendite). L’investimento può consistere ad esempio, nell’acquisto di titoli di Stato o di azioni di altre imprese o nell’acquisto di immobili. Gestione attiva anche se si possono provocare delle perdite in generale dà un saldo positivo.

N.B Dimensione monetaria [entrate e uscite] ≠ dimensione reddituale [costi e ricavi]

  • Gestione assicurativa: consiste nella copertura dei rischi legati a particolari eventi sfavorevoli mediante la sottoscrizione di contratti di assicurazione, che prevedono il pagamento di PREMI DI ASSICURAZIONE (N.B. non copre il rischio imprenditoriale ma solo rischi specifici). Si tratta di una gestione passiva, comportando il costo dei premi assicurativi.
  • Gestione tributaria: consiste nella liquidazione e nel pagamento che le imprese devono corrispondere allo Stato (e ad altri enti pubblici) a fronte dei beni pubblici ricevuti. Gestione tipicamente passiva, comportando solo oneri tributari.

Le due gestioni “attive” (caratteristiche e patrimoniali) sono cruciali.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiaghiggi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Cerrato Daniele.
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