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Economia aziendale

L’economia aziendale è una disciplina relativamente giovane, questo perché nasce nel 1927. Nasce tramite un discorso riguardante la ragioneria svolto dall’economista Gino Zappa.

Economia aziendale come «scienza unitaria» che riunisce in un’unica disciplina gli studi in materia di rilevazione, gestione e organizzazione aziendale per studiare le caratteristiche, i comportamenti, i funzionamenti e l’evoluzione delle aziende.

La ragioneria

L’economia aziendale affonda le sue radici nella Ragioneria, disciplina plurisecolare. Difatti nasce nel 1494 grazie al monaco Luca Pacioli, sviluppando il metodo contabile della partita doppia. Partita doppia perché riguarda sia l’aspetto economico che finanziario.

La Ragioneria si occupa della rilevazione dei fatti amministrativi (acquisti, vendite, pagamenti, incassi, ecc.), della determinazione dei risultati di gestione (risultato economico), interpretazione dei fatti e dei risultati (cause del risultato economico).

L’Economia Aziendale è la naturale evoluzione della Ragioneria, perché la Ragioneria si occupa sostanzialmente di numeri, e l’economia aziendale studia chi produce, chi gestisce quei numeri generati dalla Ragioneria. Essa va oltre i numeri, perché riguarda tutto ciò che genera quei numeri, con lo scopo di capire e comprendere l’organizzazione, la gestione e l’evoluzione di un’impresa.

Le scienze economiche

Le scienze economiche:

  • Sono un ramo delle scienze sociali;
  • Studiano le scelte operate dalle persone al fine di adattare mezzi scarsi (risorse limitate) a molteplici e crescenti bisogni umani (distribuzione ottimale delle risorse);
  • Analizzano i processi decisionali e le attività di produzione e di consumo dei beni e servizi volti a soddisfare i bisogni delle persone;
  • Ce ne sono diverse di discipline: micro-economia, macro-economia, economia politica, economia industriale, economia aziendale. Esse sono accomunate dal fatto che studiano le scelte economiche di tutti i soggetti attorno. Mentre si differenziano tra loro in base al livello di analisi.

L’economia aziendale

Studia i fenomeni economici a livello di singole aziende. Il livello dell’economia aziendale si basa sulle singole aziende, con lo scopo di osservare e predire il comportamento delle aziende, per poi aiutare le aziende stesse a effettuare delle scelte “migliori”.

  • Osserva e aiuta a interpretare nonché a configurare il comportamento delle aziende. Osserva i successi e gli insuccessi, estraendo le cause di successo e insuccesso.
  • Elabora quadri concettuali partendo da casi ed esperienze di singole aziende.
  • Propone soluzioni generali e particolari, adatte ai valori, alla storia e ai soggetti che compongono l’azienda.
  • È una scienza empirica. Significa che studia come un sistema interagisce in un sistema ancora più vasto.

Modelli interpretativi > funzione interpretativa > tramite la funzione interpretativa cerco di capire le dinamiche delle cause.

Modelli decisionali > funzione normativa > si cerca di percepire, capire come l’azienda si dovrebbe comportare, stanando i punti di forza e di debolezza.

Questa serie di funzioni diventerà poi un ciclo, e ogni volta sarà differente perché l’ambiente circostante è in continua evoluzione.

Esempio: negli ultimi vent’anni internet, la tecnologia, il cambiamento climatico hanno influenzato e cambiato l’ambiente circostante, facendo mutare, di conseguenza, anche il ciclo aziendale.

Oggetto di studio: il comportamento aziendale

L’Economia Aziendale studia il comportamento dell’azienda, ossia analizza i processi di decisione, esecuzione, controllo e feed-back che si realizzano all’interno dell’azienda stessa.

  • Processo di decisione/obiettivi: come allocare e organizzare le risorse a disposizione dell’azienda e definizione degli obiettivi da raggiungere. Es. Quale mix prodotto/mercato? Quale processo produttivo realizzare? Come gestire la concorrenza? > in sostanza > cosa voglio fare;
  • Processo di esecuzione/risultati: quanto stabilito dal processo decisionale viene messo in pratica e vengono rilevati i risultati via via raggiunti. Ex: acquisti, vendite;
  • Processo di controllo: confrontare ciò che l’azienda si era prefissata come obiettivo e i risultati ottenuti. Ex: quali risultati ha prodotto l’azienda? Cosa emerge dal confronto tra obiettivi prefissati e risultati raggiunti? C’è coincidenza? Quali sono le cause degli scostamenti?
  • Feed-back: flusso informativo di ritorno dal processo di controllo che “rimette in moto” il processo di decisione, con l’obiettivo di eliminare l’eventuale scostamento tra obiettivi prefissati e risultati ottenuti.

Le aziende, di solito, hanno degli organi/organismi che effettuano i vari processi.

Che cos’è un’azienda?

  • Organizzazione di persone;
  • Produce beni e servizi, sia a scopo di lucro che non;
  • Famiglia;
  • Lavoro;
  • Capitale.

Il concetto giuridico di azienda

Esistono molte definizioni di azienda. Nell’accezione giuridica: «L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa» (art. 2555, cod. civ.). Dal punto di vista economico aziendale, tale viene considerata parziale: si focalizza soltanto su uno dei componenti aziendali, l’insieme dei beni, ma ne ignora altri componenti fondamentali.

L’azienda come sistema

Tutte le aziende sono un insieme di tre elementi diversi e tra loro interrelati:

  • Persone. Tutti coloro che svolgono i 3 tipi di processi (organizzazione dell’azienda);
  • Operazioni. Sono effettuate dalle persone per acquisti, vendite di gestione (gestione);
  • Risorse. Possono essere finanziarie, immateriali, materiali (patrimonio tangibile e intangibile) e sono utilizzate dalle persone per svolgere le diverse operazioni.

L’azienda come sistema

  • A prescindere dalla dimensione, l’azienda è un sistema complesso in cui diversi elementi eterogenei (persone, operazioni, risorse) interagiscono tra loro e sono tra loro complementari e interrelati.
  • L’azienda si qualifica non solo per gli elementi che la compongono ma per le relazioni che esistono tra gli elementi.

Gli elementi del sistema interagiscono tra loro per realizzare un prodotto (materiale o immateriale). Si parte da:

  • Input (materie prime, capitale, lavoro);
  • Trasformazione fisico-tecnica. L’input cambia dall’output;
  • L’output, che andrà a soddisfare un bisogno.

L’azienda e i bisogni umani

I beni e i servizi prodotti dalle aziende contribuiscono a soddisfare i bisogni delle persone (un individuo, una famiglia, un’altra azienda, una popolazione). Tali beni e servizi (output dell’azienda) devono avere un valore che giustifichi lo sforzo della produzione e l’impiego delle risorse. Per avere valore, l’output deve essere economico:

  • Utile a soddisfare un bisogno;
  • Chi lo utilizza, è disposto a pagare un prezzo, rinunciando a un altro bene.

Che cosa sono i bisogni umani

Il bisogno può essere definito come “uno stato di insoddisfazione” derivante dalla mancanza di qualcosa che è necessario o che si desidera. Il bisogno crea una sensazione spiacevole che l’uomo cerca di eliminare. Esso si manifesta in modo soggettivo: è un desiderio di qualcosa, utile a superare uno stato di insoddisfazione dovuto ad una mancanza. Ognuno elabora la propria scala dei bisogni, mettendo in ordine di importanza e preferenza le varie necessità. Ognuno compie scelte economiche per ottenere la massima soddisfazione con il minimo dispendio di mezzi.

Alcune classificazioni dei bisogni:

  • Bisogni primari: sono legati a esigenze fondamentali della vita dell’uomo ed originati dalla componente biologica della persona (mangiare, bere, dormire ecc.). Sono universali, ovvero pressoché uguali per tutte le persone, in tutti i tempi e in ogni luogo.
  • Bisogni secondari: nascono dal desiderio di migliorare la qualità della vita e, solitamente, sono avvertiti dopo che sono state soddisfatti i bisogni primari (viaggiare, praticare sport, divertirsi, ecc.).
  • Bisogni individuali: riguardano l’uomo come singola persona (imparare una lingua straniera, andare al cinema, ecc.).
  • Bisogni sociali o collettivi: suscitati dal fatto che le singole persone interagiscono con altre persone e sono membri di una comunità (giustizia, sicurezza, assistenza sanitaria, informazione, ecc.). Cambiano in funzione della società di appartenenza.

Il soddisfacimento di alcuni bisogni richiede, tra l’altro, la disponibilità di beni, che possono essere classificati in due classi:

  • Beni liberi o non economici: sono liberamente disponibili in natura, in quantità illimitata o comunque più che sufficiente rispetto alle esigenze di tutte le persone che ne sentono il bisogno.
  • Beni economici: sono disponibili in quantità limitata, non esistono spontaneamente in natura e devono essere prodotti dall’uomo. Si tratta di beni e servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni delle persone e scarsi rispetto alle esigenze espresse da tutti gli individui. Per ottenerli bisogna pagare un prezzo.

I servizi

  • Contribuiscono al soddisfacimento dei bisogni.
  • Sono prestazioni immateriali, spesso erogate direttamente dalle persone.
  • Non hanno consistenza fisica. Intangibile.
  • Non si possono immagazzinare: produzione e consumo coincidono.

L’azienda crea ricchezza

Nel produrre output (beni e servizi) l’azienda crea ricchezza (obiettivo dell’azienda) se:

Valore output > valore input

E se riesce a garantire nel tempo la durabilità di tale situazione. A chi, come e in quali proporzioni distribuire questa ricchezza?

Al contrario l’azienda distrugge ricchezza se:

Valore output < valore input. Chi ne deve subire le conseguenze? Chi si deve far carico della ricchezza distrutta? Tali principi valgono per ogni azienda, di qualsiasi natura e tipologia, indipendentemente dal contesto sociale, culturale e politico in cui opera.

L’azienda come sistema

L’azienda, quindi, non è solo un «complesso di beni» ma è un sistema:

  • Complesso: insieme di elementi eterogenei, integrati tra loro e tra loro interdipendenti.
  • Aperto e dinamico: interagisce con l’ambiente e muta continuamente per adeguarsi ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente (adattamento costante tra azienda e ambiente).
  • Di natura economica: è finalizzato a soddisfare i bisogni attraverso l’impiego di risorse limitate.
  • Avente il fine di creare ricchezza: è concepito per creare prodotti che abbiano un valore superiore rispetto alla somma del valore delle risorse impiegate.

Con il problema di determinare le modalità di condivisione fra i soggetti interessati della ricchezza creata o della ricchezza distrutta.

Azienda, bisogni, attività economica

  • Tutte le aziende svolgono un’attività economica. Per attività economica si intende l’attività di produzione e consumo di beni e servizi finalizzata al soddisfacimento di un bisogno.
  • Gran parte dell’attività economica si svolge all’interno di quattro classi fondamentali di istituti sociali, aventi fini economici o fini non economici.

Il concetto di istituto

Istituto sociale: cellula elementare alla base del sistema sociale ed economico. Ne fanno parte:

  • Famiglie,
  • Imprese,
  • Istituti pubblici,
  • Istituti non-profit.

Il concetto di azienda viene delineato dall’Economia Aziendale (Zappa, 1957) in modo astratto dal concetto di istituto: l’azienda non è l’istituto sociale. Anche se azienda e istituto sociale sono tra loro sono fortemente collegati, per astrazione non coincidono. Secondo Zappa, l’azienda non è sempre sovrapponibile con l’istituto sociale, perché possono avere logiche diverse.

Il concetto di azienda (Zappa)

L’azienda è un «Istituto economico atto a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, compone e svolge in continua coordinazione la produzione o l’acquisizione e il consumo della ricchezza».

L’azienda è la dimensione economica (o l’ordine strettamente economico) di un istituto sociale (famiglie, imprese, istituti non-profit, istituti pubblici): è l’insieme degli accadimenti economici disposti nell’ambito di un istituto sociale che svolge una significativa attività economica.

L’azienda esiste se esiste l’istituto sociale: la presenza dell’istituto sociale (famiglia, impresa, istituto pubblico, istituto non profit) è una condizione preliminare alla concezione dell’azienda come istituto economico.

Istituto economico (azienda) e istituto sociale hanno fini diversi: i fini delle persone (molteplici e di diversa natura) caratterizzano l’istituto sociale e sono diversi dai fini economici che guidano l’azienda.

L’azienda è strumentale: è il mezzo con cui l’istituto sociale persegue i suoi fini economici e anche (in parte) quelli non economici.

L’istituto sociale non è di per sé un’azienda:

  • L’EA assume l’azienda come entità autonoma, indipendentemente dall’istituzione alla quale si riferisce.
  • L’azienda è relativa alla struttura e al funzionamento della parte economica degli istituti sociali.
  • L’azienda deve garantire le condizioni economiche in modo che l’istituto sociale sia nella condizione di raggiungere i propri fini.
  • I soggetti responsabili dell’istituto sociale devono conoscere e saper gestire il funzionamento dell’azienda per permettere all’istituto stesso di raggiungere il suo fine.

L’azienda, quale entità autonoma, ha leggi proprie che:

  • Ne assicurano le condizioni di “buon funzionamento”;
  • Ne caratterizzano struttura e funzionamento.

Pur avendo molti elementi e caratteristiche in comune, non tutte le aziende sono uguali tra loro: struttura e funzionamento possono essere molto diversi in funzione delle finalità che l’azienda persegue. Per astrazione, distinguiamo 4 classi di aziende:

  • Azienda di consumo
  • Azienda composta pubblica
  • Azienda non profit
  • Azienda di produzione.

Azienda di consumo

La Famiglia ha finalità principalmente di ordine sociale ed etico. Il suo fine è generare, crescere, educare i figli ed assistere i membri della famiglia stessa. Tuttavia, ha anche un fine economico: appagare i bisogni delle persone che la compongono.

L’azienda di consumo è la dimensione economica dell’istituto sociale famiglia: svolge attività economica per perseguire i fini economici della famiglia stessa:

  • Gestisce un patrimonio: beni conferiti al momento della formazione della famiglia + eredità + risparmio
  • Genera un reddito mediante il lavoro presso altre aziende
  • Consuma una parte del reddito percepito per acquistare beni (cibo, vestiario, mobili, libri, ecc.) e servizi (luce, trasporti, ecc.)
  • Risparmia una quota del reddito per soddisfare bisogni futuri (studi universitari dei figli, acquisto della casa, ecc.)

Azienda composta pubblica

L’Istituto pubblico è di natura pubblica, ha fini sociali e morali e si articola in:

  • Stato: fornisce servizi pubblici di interesse nazionale ed unitario (giustizia, ordine pubblico, difesa del territorio).
  • Regioni, Province, Comuni (c.d. enti locali o istituti pubblici territoriali): forniscono servizi pubblici di interesse locale, destinati a soddisfare i bisogni specifici dei soggetti residenti sul loro territorio (trasporti pubblici locali, promozione del turismo, costruzione delle infrastrutture, come strade, aeroporti, ecc..
  • Altri enti pubblici che svolgono funzioni di interesse generale, ad es.: INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale), ospedali civili, Università statali, scuole pubbliche, ecc.

L’azienda composta pubblica è la dimensione economica degli istituti sociali pubblici: reperisce risorse finanziarie (soprattutto mediante raccolta di tributi dalle altre aziende) per erogare servizi pubblici destinati a soddisfare i bisogni collettivi dei cittadini.

Azienda non profit

L’Istituto non profit è di natura privata (ossia non sono parti o emanazioni dello Stato) ed eroga principalmente servizi alla collettività (es. Save the Children) o agli associati (es. Associazioni).

Il suo obiettivo primario è il raggiungimento dei fini culturali, sportivi, artistici, religiosi e, in generale, di interesse sociale, per i quali è stata costituita.

L’azienda non profit è la dimensione economica degli istituti sociali non profit. Nella sua attività economica:

  • Raccoglie contributi dallo Stato, da altre aziende o dai privati cittadini, sotto forma di donazioni, sottoscrizioni, ecc.
  • Produce beni ed eroga servizi
  • Consuma beni e servizi per soddisfare i bisogni dei propri associati o dei soggetti esterni).

Soddisfano i bisogni delle persone esterne (beneficiari), nell’interesse delle quali l’azienda è stata istituita d’opera.

Esempi: Enti che finanziano la ricerca in campo medico (AIRC); Enti morali di assistenza e beneficenza (CRI), Enti che tutelano l’ambiente (WWF), ecc.

Soddisfano i bisogni delle persone interne all’azienda (associati).

Esempi: Associazioni culturali; Associazioni sportive, Associazioni di rappresentanza (Confindustria, Confartigianato, CNA, ...), ecc.

Aziende di erogazione enti non profit (in senso stretto) ≠ Aziende non profit

Non perseguono la massimizzazione del profitto (perché non hanno scopo di lucro).

Quindi niente €??? Niente profitto???

  • Proventi: cont
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher agostales di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Sentuti Annalisa.
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