Bisogni e carenza di beni e servizi
Bisogni e carenza di un qualcosa che si colmano con beni e servizi: materiali e immateriali. Chi produce beni e servizi? Le aziende (un’entità che produce beni e servizi per soddisfare i bisogni).
Sempre più spesso, oggigiorno, sono proprio le aziende a creare i bisogni. Esempio: cellulare.
Fasi dell'attività economica
- Produzione di beni e servizi
- Scambio di beni e servizi
- Consumo di beni e servizi
La concezione di bene è solo per il consumatore finale. Esempio: l’auto. Per il consumatore finale è un bene, per un tassista l’auto è un bene strumentale che serve per la produzione di un servizio.
Fattori produttivi
Qualsiasi elemento in grado di fornire utilità per alimentare l’attività produttiva:
- Disponibilità
- Onerosità
Non è un fenomeno speculativo di breve periodo, è un fenomeno di lungo termine.
L'azienda
L’azienda deve ottenere un equilibrio economico ed evolutivo.
- Risultati: Guadagnare
- L’azienda nel breve periodo può permettersi di essere in perdita ma nel medio-lungo termine deve garantire un equilibrio economico
Equilibrio economico
L’equilibrio economico deve essere:
-
Durevole: l’azienda infatti è l'istituto atto a perdurare e la sua funzione può ritenersi assolta quando essa è in grado di garantire la continuità della sua vita nel tempo.
- Ciclico rinnovo degli investimenti
- Circuiti produttivi tali da garantire beni e servizi graditi agli utilizzatori
- Remunerazione adeguata ai portatori di capitale di rischio
Le aziende che hanno sviluppato delle innovazioni, spesso non lanciano subito il prodotto con tutti i miglioramenti. In questo modo è capace di lanciare poco tempo dopo lo stesso prodotto con ulteriori innovazioni garantendo l’innovazione alta. L’azienda quindi lancia nuovi prodotti o dà la sensazione di lanciare nuovi prodotti. Esempio: l’iPhone X e l’iPhone 11. Ci sono casi particolari come la Nutella o la Coca Cola che sono rimaste invariate nel tempo.
- Evolutivo: l’azienda è il contenuto ambientale nel quale essa opera presentando carattere di elevata dinamicità, sicché le posizioni di equilibrio devono continuamente adeguarsi ai cambiamenti che intervengono (deve adeguarsi al mercato).
Esempi di aziende che non raggiungono l’equilibrio economico durevole nel tempo
- Società di calcio (a parte qualche eccezione dove ci guadagnano) perché: esistono le società di calcio che portano i presidenti a spendere i soldi per altri interessi, invece di guadagnare. Esempio: la pubblicità.
- Parmalat: falsificando il bilancio mascheravano le perdite riuscendo così a rimanere in vita nonostante l’azienda fosse in perdita.
Truffa con schema Ponzi
Un soggetto promette guadagni fuori dagli standard su un investimento a breve termine, ad esempio al 10%. Senza un investimento documentato, solo pochi investitori danno fiducia alla persona, la quale assicura loro di rispettare i patti: pagherà quanto pattuito, anche se lo farà andando in perdita o più spesso prelevando fondi versati da nuovi investitori. In seguito così potrà beneficiare della sua buona fama per far aumentare il capitale investito e il numero degli investitori.
I primi investitori, ripagati, reinvestiranno i fondi e parleranno bene dell'investimento attirando nuove vittime, fino a che la persona, giunta al massimo del guadagno, sparirà nel nulla con i soldi presenti in quel momento. Presto o tardi tuttavia la difficoltà di reperire nuovi adepti porterà lo schema a collassare da solo, non riuscendo a ripagare gli investimenti o venendo scoperto dalle forze dell'ordine. Questa tecnica non crea valore. Tutto ciò è riuscito a durare 30 anni perché i nuovi investitori erano maggiori di quelli che chiedevano il rimborso.
Esempio di Madoff
Madoff (banchiere statunitense), andava dai risparmiatori chiedendo i soldi garantendo una remunerazione più alta di banche e c/c vari. Riusciva a remunerare questa redditività negli anni ad un tasso non esagerato ma piuttosto buono. Dove investiva i soldi dei risparmiatori? Non li investiva. Li metteva sul c/c che però gli rendeva un tasso molto basso, non sufficiente per remunerare un tasso a 8/10%.
Es: Il 1° cliente mi dà 100€, dopo un anno gli devo rendere il 10%. Invece di remunerare il 10% in più ai 100€, proprio da questi 100€ ne tolgo 10€ e glieli rendo al primo cliente. Arriva il 2° cliente che mi dà altri 100€. In questo modo se il 1° cliente mi chiede il rimborso sono in grado di restituirlo. In questo modo attiro altri clienti perché ho fatto credere al 1° cliente di avere una remunerazione quando invece l’ho pagato con i soldi del 2° cliente.
Quando ormai era riuscito ad attirare molti clienti, era persino in grado di rimborsare interamente il prestito di qualche cliente utilizzando sempre i soldi di altri risparmiatori. Ovviamente se tutti i suoi clienti avessero chiesto contemporaneamente la restituzione del prestito non sarebbe stato in grado di restituirlo.
Dimostrazione
- +100€ Prestito del 1° cliente
- -10€ Remunerazione del 1° cliente con tasso 10% presi dal suo stesso prestito.
- +90€ Soldi rimanenti del prestito del 1° cliente
- +100€ Prestito del 2° cliente
- +190€ Saldo del 1° e 2° cliente – la remunerazione del 10% al primo cliente.
- -100 Il 1° cliente chiede il rimborso del prestito che viene pagato in parte con i soldi del 2°cliente.
- +90€ Saldo rimanente del 2° cliente.
- +500€ Prestito di nuovi clienti che sono riuscito ad attirare
- -10€ Remunerazione del 2° cliente con tasso 10%.
- +580€ Saldo dei prestiti dei vari clienti ottenuti
Esempio caso Parmalat
La Parmalat aveva debiti di 100€, ma non produceva utili. Cosa faceva? Taroccava il bilancio falsificando gli utili in modo da sembrare un’azienda in salute. Questo gli permetteva di pagare i debiti in scadenza ottenendo un nuovo finanziamento dalle banche di 150 €. 100€ erano di debiti e 5€ di interessi. I 45€ rimanenti venivano reinvestiti per crescere (anche se gli investimenti non erano redditizi, l’importante era crescere).
Quando il prestito scadeva, dovevo restituire i 150€ + 7€ di interessi. Non avendoli chiedevo un altro prestito, magari di 200€. Questo caso è durato 30 anni, un caso patologico.
Economia aziendale
Cos’è? È lo studio dell’azienda in tutte le sue manifestazioni.
Obiettivi dell'economia aziendale
- Comprendere manifestazioni di vita
- Quali sono le condizioni per esistere e di sviluppo
- Fornire i metodi e le logiche per la comprensione delle relative complessità e per impostare correttamente azioni ed interventi che ne permettono la sopravvivenza
L’economia aziendale non fa diventare automaticamente imprenditori, può aiutare. Viene ricondotta a Gino Zappa nel 1927.
Prospettive del fenomeno aziendale secondo Zappa
- La gestione è quella parte degli studi dell’economia aziendale che si occupa di definire l’insieme coordinato di operazioni finalizzato al raggiungimento di prefissati obiettivi, la cui natura dipenderà dal tipo dell’azienda.
- L’organizzazione è quella parte degli studi dell’economia aziendale che affronta le modalità e le tecniche con cui definire i rapporti gerarchici e funzionali tra i soggetti e studiare le più convenienti forme per coordinare risorse umane, materiali e immateriali a disposizione.
- La rilevazione (la ragioneria) è quella parte degli studi dell’economia aziendale che studia l’azienda intesa come sistema di grandezze economiche. Si occupa di rappresentare le dinamiche aziendali in valore (trasformare in numeri le operazioni) e di fornire gli elementi che consentono di interpretare i valori per guidare dinamiche aziendali.
Non tutto quello che succede in azienda viene tradotto in numeri. Costituisce il sistema informativo o di controllo di supporto alla gestione ed alla organizzazione. Praticamente è il caso inverso di prima.
Esempio: Se diamo in mano il bilancio ad un terzo, quest’ultimo deve essere in grado dai numeri di capire cosa è successo all’interno dell’azienda. Spesso le piccole-medie aziende non hanno un sistema informativo ben adeguato che non mi permette di trasformare in numeri in informazioni.
Differenze tra economia aziendale ed economia politica
L’economia aziendale studia l’azienda: vedo come funziona, come fa a vivere ecc. L’economia politica invece, non entra nel merito della singola azienda, ma guarda com’è l’aggregato di tutte le aziende.
Differenza tra soggetto economico e soggetto giuridico
- Il soggetto giuridico è colui che si assume i diritti e gli obblighi dal punto di vista giuridico di quanto succede in azienda.
- Il soggetto economico è quella figura astratta al quale è riconosciuta la funzione di governo dell’azienda.
Queste due persone possono coincidere! A seconda della forma che si adotta, c’è o meno la personalità giuridica dell’azienda. Esempio: l’imprenditore individuale non c’è la personalità giuridica. Non posso dire la stessa cosa della Fiat che ha un altro tipo di forma. Il soggetto economico è fondamentale perché dà l’indirizzo all’azienda.
Come si fa ad individuare? Se c’è un’azienda individuale corrisponde al titolare, se siamo in una società di capitale il soggetto economico sono i soci di comando e i manager. In rapporto a specifiche situazioni, occorre però considerare anche gli interessi degli stakeholder, che sono diversi da quelli dei soci e dai manager. Dipende dalla forza contrattuale degli stakeholder e della mia azienda.
Esempio: Tra l’Esselunga e la Ferrero chi è che ha più interesse affinché venga esposto il prodotto Nutella sullo scaffale? Essendo l’Esselunga un supermercato molto importante e con milioni di clienti, l’interesse maggiore affinché il prodotto Nutella sia sugli scaffali è della Ferrero, che sicuramente sarà costretto a tenere di conto degli interessi di Esselunga. Se invece dell’Esselunga, si trattava di un discount di piccole dimensioni, l’interesse affinché il prodotto Nutella venisse esposto sugli scaffali sarebbe stato del discount, in quanto poter disporre di un brand di fama mondiale attirerebbe più clienti.
Investimenti nella fase pre-aziendale
Prima di avviare un’azienda, nella fase pre-aziendale, bisogna decidere come investire i propri soldi. Anche lasciarli liquidi è considerata una scelta.
Aspetti da considerare per gli investimenti
- Redditività: Quanto questo investimento mi può rendere (consideriamo il tasso di rendimento, il tasso di interesse ecc.)
- Rischiosità: Quanto è rischioso questo investimento in termini sia positivi sia negativi (rischio di perdere tutto o rischio di guadagnare tanto). È la controparte della redditività.
- Liquidabilità: La capacità dell’investimento di tornare in forma liquida (disinvestire quel determinato investimento).
Quindi è meglio rischiare poco e guadagnare poco o rischiare tanto e guadagnare tanto? La scelta dipende dal singolo imprenditore che può essere più o meno propenso al rischio.
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