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Funzioni vs struttura del sistema finanziario

Il profilo funzionale

Il profilo funzionale: anche studiandolo nel tempo, mentre le strutture cambiano nel tempo, non così le funzioni, rimangono stabili.

Le strutture cambiano sotto le spinte di fattori endogeni ed esogeni al sistema finanziario.

I fattori esogeni, che incidono sulla struttura e di conseguenza anche sulle funzioni, sono:

  • La regolamentazione, consente la possibilità di operare a nuove tipologie di intermediari finanziari in un S.F.

Es: le SIM: Sistemi di Intermediazione Mobiliare fino al 1991 non esistevano, così anche per i fondi comuni di investimento fino alla metà degli anni 90', innovazioni di carattere regolamentare che hanno inciso sulla struttura nel S.F, agevolando l'entrata di nuovi intermediari finanziari e l'operare di nuovi strumenti finanziari disponibili e si introducono nuovi strumenti di pagamento: la moneta fiduciaria.

La regolamentazione incide sul numero di intermediari finanziari presenti, sul numero e tipologia di strumenti finanziari presenti e sulla tipologia di mercati finanziari presenti.

La regolamentazione di carattere esogeno incide sulla struttura.

  • L'innovazione tecnologica, uno shock esterno al S.F, esogeno al S.F importante per il S.F per il trading online, home banking.. Tante tipologie di intermediari presenti, non c'è bisogno più di una banca fisica: si può accedere alla banca tramite portali telematici, acquisti/vendita titoli.

Consente un miglioramento dei mercati finanziari, tutti interconnessi, tecnologia di calcolo: strumenti derivati, Black and Scholes, studenti famosi che hanno inventato strumenti per prezzare le opzioni in modo più agevole di quando avveniva in passato: contratti di opzioni, modello di pricing.

L'innovazione tecnologica è importante per lo sviluppo della tecnologia finanziaria, consentendo così la formazione di intermediari finanziari nuovi.

  • La domanda di strumenti finanziari, fattore esogeno, gli utilizzatori, gli users di questi strumenti che per raffinare il proprio fabbisogno finanziario, e di investimento sollecitano la produzione, di nuovi strumenti o nuovi mercati.

Altro fattore importante: globalizzazione imprenditoriale, economica, modifica la struttura di un S.F.

Es: Unicredit e Intesa San Paolo big nazionali in ambito finanziario e internazionale, soprattutto Unicredit. Nascono questi big perché, se l'economia, i mercati si globalizzano, servono degli intermediari che accompagnino le imprese che si globalizzano, che hanno dei fabbisogni particolari: pagamento, finanziamento, gestione dei rischi, sanno offrire servizi ad hoc per le imprese che si globalizzano, Unicredit presente in giro per il mondo. Portano alla formazione di champions, soggetti nazionali, che hanno una dimensione internazionale.

Fattori di carattere endogeno

Fattori di carattere endogeno che stimolano le modifiche della struttura del S.F.

  • La concorrenza, più acuta, forma degli strumenti nuovi, di pagamento perché c'è il morso della concorrenza alimentato dalla regolamentazione, che vuole mercati concorrenziali. Teoricamente benefica la concorrenza, stimola l'innovazione, prodotti a commissioni di costi più bassi e operazioni di acquisizioni e fusioni per acquisire più poteri di mercato.

L'innovazione finanziaria è una reazione alla concorrenza, stimola l'innovazione finanziaria, che a sua volta ha carattere elusivo della regolamentazione.

Dunque l'innovazione finanziaria è uno strumento talvolta utilizzato per eludere delle regole, di cui gli intermediari finanziari sono sottoposti, in modo da circuire la regolamentazione, così scappando dalle regole cui i soggetti sono sottoposti.

Es: pochi anni fa le banche avevano dei limiti quantitativi nella concessione di finanziamenti, ai loro clienti, quindi si sono inventati altri modi per concedere finanziamenti senza un'uscita di cassa: i crediti di firma, concessione di garanzie che poi venivano utilizzate per ottenere finanziamenti da altri soggetti, per cassa.

Positivo per certi punti di vista, ma negativo dall'altra, quando l'innovazione finanziaria diventa deleteria. Questi fattori incidono e modificano la struttura dei S.F e dovrebbero migliorare in efficienza ed efficacia i S.F e le funzioni che vengono svolte.

Struttura del sistema finanziario italiano

  • Nel 1999 avevamo 876 banche e l'anno prima 921, un bel salto e il sistema bancario era formato da banche costituite in forma di S.p.A, banche popolari e banche a credito cooperative e succursali banche estere, cambiata perché ci sono state operazioni di aggregazione, fusioni e acquisizioni.

Banche di intermediazione mobiliare 191, banche di gestione del risparmio 81 e un certo numero di società finanziarie divise da quelle iscritte nell'art. 106 e quelle iscritte nell'art. 107. Riduzione da 1437 a 1337, mentre le società iscritte nel 107 lievemente cambiate.

  • Nell'ultima relazione di Banca d'Italia sono 706, diminuite ancora, di cui la disaggregazione tra banche costituite in forma di S.p.A, banche popolari e banche a credito cooperative e succursali banche estere, quelle che hanno subito delle variazioni sono le banche di credito cooperativo, banche locali piccole che ne hanno subito un'opera di aggregazione che ne hanno portato alla riduzione numerica, poi ci sono le banche di gestione del risparmio, le SIM, le società finanziarie iscritte nel 106, e nel 107, compaiono istituti di moneta elettronica, non presenti prima e istituti di pagamento.

Vigilata attentamente dalla Banca d'Italia è il BancoPosta, intermediario finanziario e Cassa di depositi e prestiti, soggetti nuovi, cambiata la numerosità e il peso di banche sul totale.

La struttura del sistema finanziario

A capo del S.F., sul S.F vigilano, attuano la regolamentazione, definiscono le regole le autorità di regolamentazione e vigilanza.

Gli altri agenti che intervengono nel S.F, ci sono 3 fattispecie:

1. Gli intermediari creditizi

Gli intermediari creditizi, cioè quelli che si specializzano nella concessione di credito, prestiti a favore di famiglie, imprese, amministrazioni locali, governi centrali.

Sono specializzati nell'erogazione di prestiti o crediti con forme diverse: a m/l termine, breve termine, garantiti o non garantiti.

Si dividono a loro volta in 2 tipologie:

  • Intermediari creditizi aventi natura di banca: le banche concedono crediti, raccolgono depositi al pubblico obbligandosi e impegnandosi a ridarli quando si ha bisogno e si vuole: i depositi in conto corrente.
  • Società finanziarie, intermediari creditizi non bancari, sono società finanziarie che si specializzano nella concessione di credito ma a cui è preclusa la raccolta di risparmio presso il pubblico con obbligo di rimborso, così come avviene per le banche.

Non possono raccogliere deposito, al massimo obbligazioni concesse dalle famiglie, ma possono concedere credito anche alle famiglie. Finanziano la concessione di credito o attraverso crediti concessi da banche, raccogliendo fondi verso banche o emettendo passività finanziarie, titoli o obbligazioni.

Es: società di factoring, leasing, forfaiting, società che si specializzano nell'erogazione di prestiti al consumo alle famiglie di piccoli importi, società che si specializzano in erogazione di mutui.

Queste: una società finanziaria viene costituita ed inizia ad operare come società di leasing o di factoring, si iscrive e deve essere obbligatoriamente iscritta nell'albo della Banca d'Italia, questo albo è previsto dalla legge 106 o 107 della legge bancaria.

Legge 106 della l.b con normale attività finanziarie, mentre debbono essere iscritti nell'art. 107 le società finanziarie diventano operatori rilevanti che hanno un volume di attività particolarmente importanti, e devono essere monitorati, seguiti in maniera diversa e non possono più restare negli operatori marginali nell'albo 106.

2. Investitori istituzionali

Investitori istituzionali, sono in senso stretto le compagnie di assicurazioni, i fondi comuni di investimento e le SICAV e i fondi pensione. Istituzionalmente questi intermediari investono, per conto e mandato loro dai risparmiatori, le somme che questi hanno fidato loro.

Es: assicurazione ramo vita, investe in particolari attività finanziarie per conto dei risparmiatori di polizze, così fanno per fondi pensione: il pensionato affida le pensioni per suo conto alla società che gestisce il fondo pensione, e fondi comuni di investimento.

Queste società nascono istituzionalmente per gestire i risparmi loro affidati, investendo i risparmi tipicamente in strumenti finanziari trattati nei mercati finanziari e monetari.

3. I mercati

I mercati che distinguiamo in mercato monetario, finanziario, dei cambi, degli strumenti derivati.. sono tutti i luoghi fisici o telematici in cui avviene lo scambio di strumenti finanziari.

Grandissima relazione tra investitori istituzionali, soggetti attivi su mercati finanziari, e mercati.

Questi 3 elementi si frappongono tra 2 controparti estreme:

Le famiglie

Le famiglie, unità in surplus finanziario, perché questi soggetti tipicamente sono in grado di accumulare, creare risparmio, percepiscono reddito, consumano e la parte non consumata è chiamata risparmio, benzina che fa partire il sistema finanziario e così la funzione allocativa, risparmio che le famiglie possono allocare su 2 fronti:

  • Allocarlo dandolo alle banche, investire in depositi, soldi accumulati;
  • Oppure quando i S.F risultano più sviluppati possono trovare altri strumenti emessi come: titoli di debito, obbligazioni, o titoli azionari, oppure possono sottoscrivere polizze assicurative, verso premio annuale per polizza vita, morte, o verso contributi periodici sottoscrivendo fondi pensionistici o fondi comuni di investimento.

Una volta che il loro risparmio è entrato in circolo i soggetti bisognosi del loro risparmio sono 2:

Le imprese

Le imprese, che sono tipicamente unità in deficit, perché i loro fabbisogni finanziari sono superiori al risparmio che producono, utile non distribuito è risparmio, autofinanziamento ma non basta per investimenti.

Possono finanziare il loro deficit attraverso 2 modi:

  • Ottenimento di prestiti, da parte delle banche o finanziarie;
  • Possono finanziarsi emettendo azioni o obbligazioni che vengono collocate sui mercati: investono direttamente sul mercato o le famiglie, unità in surplus, o investitori istituzionali.

Lo Stato

Lo Stato, unità perennemente in deficit, il settore pubblico perché il risparmio che eventualmente fosse in grado di accumulare, come differenza tra entrate correnti, tasse, e uscite correnti, non è in grado di sostenere gli investimenti pubblici, differenza troppo piccola, quindi lo Stato è presente e ha bisogno di finanziare il suo fabbisogno finanziario emettendo titoli di Stato di varia natura.

Il settore pubblico è un grande innovatore dal punto di vista finanziario, per avere maggiore attrazione del risparmio sperimenta e produce una varia tipologia di titoli per allettare gli investitori, varie tipologie di scadenze, tassi di interesse, indicizzazioni varie.

I flussi che intercorrono tra unità in surplus e unità in deficit, rappresentazione in termini aggregati: le famiglie sono unità in surplus e in termini aggregati le imprese e lo Stato sono unità in deficit.

Settore estero

Settore estero, in generale può essere un'unità in deficit o surplus rispetto al sistema nazionale e dipenderà dal segno della bilancia commerciale.

I circuiti

Ci sono 2 tipi di circuiti, la canalizzazione del risparmio di chi lo accumula e di chi invece ne ha bisogno, e non lo produce può avvenire in 2 modi:

  • Circuito diretto: seguendo un circuito diretto, il risparmio passa direttamente dalle tasche di chi lo accumula a chi ne ha bisogno, scambio immediato di risorse finanziarie.
  • Circuito intermediato, es: se guardo lo SP di un'impresa e famiglie: l'impresa che hanno sottoscritto azione delle imprese, nell'attivo azioni acquistate, hanno investito e passivo azioni emesse, relazioni immediate, compimento immediato nei bilanci dei 2 soggetti.

Lo scambio diretto può essere:

  • Puro: nessun intermediario tra i 2, tra impresa che ha emesso azione e investitore che ha comprato, non c'è nessun intermediario, difficile che si realizzi, problemi di conoscenza.
  • Scambio diretto assistito, tra unità in surplus e unità in deficit ci sono intermediari che assistono le controparti in uno scambio, fornendo un servizio di ricerca della controparte.

C'è uno spazio per l'operare di intermediari creditizi, servizi di brokeraggio, servizi di consulenza, servizi di negoziazione.

Es: se voglio comprare le azioni di Google ho bisogno di informazioni, negoziazione o aiuto telematico.

Non si assumono rischi finanziari, ma di carattere operativo, es: che il sistema di negoziazione vada in blocco.

La canalizzazione delle risorse può avvenire anche tramite circuiti intermediati:

  • Operano 2 tipologie di soggetti: banche da un lato unità in surplus e dall'altro unità in deficit, in mezzo c'è la banca che si interpone tra il bilancio di queste 2 entità e si frappone tra di loro.

Unità in surplus viene investito in depositi emessi dalla banca, diventa un contratto finanziario chiamato deposito. La banca si impegna, si obbliga a ridare soldi, fa una attività di pooling, raccolta da tanti depositanti, e le investe, i depositi bancari vengono utilizzati per concedere prestiti, alle imprese, a chi ha un fabbisogno finanziario, per la banca è un credito che vanta per unità in deficit, prestito ottenuto dalla banca X, scambio canalizzato, se diretto i fondi passavano direttamente dall'unità in surplus a unità in deficit.

Theoria degli intermediari bancari:

  • Le banche si frappongono tra unità in surplus e unità in deficit, operazione dell'allocazione del risparmio, che altrimenti non avverrebbe se ci fossero solo canali diretti.

La banca diventa debitore nei confronti di unità in surplus e creditore nei confronti di unità in deficit. Vedi appunti.

  • Investitori istituzionali come: fondi comuni di investimento e assicurazioni raccolgono dalle unità in surplus il risparmio.

Es: fondo comune di investimento a capo società di gestione del risparmio S.G.R. È un gestore del patrimonio di terzi, diviso dal patrimonio del gestore.

Affidano i loro risparmi alle società di gestione, che gestisce un fondo comune di investimento, specializzato in azioni, fondi, raccoglie le somme e le va a investire sul mercato finanziario, comprando azioni, obbligazioni, titoli di Stato.

Queste somme raccolte dalle unità in surplus vanno a finire, ad alimentare un patrimonio comune, che viene investito dalla S.G.R quando comprare, quando venderle.

Questo patrimonio comune è rappresentato da azioni, obbligazioni e non è della SGR ma comune di tutti gli apportatori di risparmio, ed è un patrimonio distinto, separato dal patrimonio della società di gestione, dunque gli investimenti di risparmio non vanno nell'attivo della SGR.

Le somme investite in azioni, obbligazioni non fanno parte dell'attivo della SGR ma sono un patrimonio separato, non succedeva nel caso precedente delle banche, i quali investivano i risparmi ma il patrimonio era suo.

Es: compagnie assicurative, il patrimonio che le società di assicurazione crea è solo degli assicurati.

  • Le SICAV: società di investimento capitale variabile, società, non fondo comune, emette azioni, sottoscritte dalle unità in surplus, società azionaria che può emettere di continuo azioni, capitale variabile.

In cambio di denaro do un titolo azionario. Le SICAV comprano azioni, obbligazioni in mercati finanziari, diversamente dal fondo comune le emissioni azionarie entrano nel suo attivo, compra azioni, titoli di Stato e ne sono proprietari gli azionisti unità in surplus.

  • In un fondo pensione patrimonio separato, il concetto è quello del fondo comune di investimento, società di gestione che gestisce per conto di terzi un accumulo di somme risparmiate.

Il patrimonio distinto non è della società di gestione ma dei futuri pensionati, non va a finire nell'attivo della società gestore, è come se fosse un conto d'ordine, non compare nel suo attivo perché è un patrimonio distinto!

Gli intermediari finanziari

Gli intermediari finanziari, si occupano di gestire il collocamento di passività finanziarie emesse dai soggetti che hanno bisogno di fondi.

Es: Fiat ha bisogno di risorse finanziarie, colloca azioni obbligazionarie sul mercato, ma non lo fa da sola: si avvale di un pool di intermediari finanziari che si occupa di collocamento dei titoli emessi da Fiat.

Gli intermediari assistono nel facilitare l'incontro tra domanda e offerta, sebbene per i servizi che gli intermediari rendono per questo circuito, la loro remunerazione è rappresentata da commissioni, attività fee based, incasso di fee correlati ai servizi svolti.

Negli altri circuiti, gli intermediari finanziari svolgono altri ruoli, si interpongono tra chi accumula risparmio e chi invece ne ha bisogno per investimento, caso della banca, che accoglie depositi o passività di altro genere, utilizza somme per concedere prestiti, chi accumula risparmio e chi ne ha bisogno per investimenti non si incontra mai, perché la banca si interpone tra i 2, stipulando contratti di debito con risparmiatori, e contratti di credito con creditori bisognosi di risorse finanziarie.

Avviene indirettamente, intermediata dall'intervento della banca che effettua una serie di funzioni, oltre alle banche ci sono altri soggetti: f

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eligri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Poli Federica.
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