Concetti Chiave
- A partire dal luglio del 1917, le donne russe ottengono il diritto di voto, mantenendolo anche dopo la rivoluzione, sebbene con limitato impatto pratico.
- Il nuovo Stato rivoluzionario introduce leggi innovative nel diritto di famiglia, promuovendo relazioni più eque tra i generi.
- Dopo il 1917, vengono legalizzati il divorzio consensuale e il matrimonio civile, sancendo l'uguaglianza tra uomini e donne.
- La legislazione nelle zone musulmane abolisce pratiche tradizionali come la poligamia e il matrimonio infantile, introducendo anche la gratuità dell'assistenza per le partorienti.
- L'istruzione diventa obbligatoria fino ai 15 anni, con un focus sulle materie tecniche e sull'insegnamento della dottrina marxista.
Qual è il diritto di voto delle donne russe?
A partire dal luglio del 1917 le donne russe possiedono il diritto di voto e lo conservano anche dopo la rivoluzione, sebbene sia una prerogativa che in realtà serve poco sia alle donne sia agli uomini.
Innovazioni nel diritto di famiglia
Sul piano del diritto di famiglia lo Stato sorto dalla rivoluzione approva e attua davvero una legislazione estremamente innovativa. Seguendo le indicazioni delineate dai socialisti, che hanno previsto che i rapporti tra i generi e le relazioni familiari sarebbero cambiate dopo la realizzazione della rivoluzione, il potere comunista cerca di mettere subito in atto norme di legge che vadano in questa direzione.
Leggi post-rivoluzione e uguaglianza
Dopo l'ottobre del 1917 un'importante sequenza di leggi autorizza il divorzio consensuale, proclama l'eguaglianza assoluta tra uomini e donne, fa del matrimonio un rituale civile da celebrarsi davanti ai funzionari dello Stato e non più in chiesa.
Legislazione nelle zone musulmane
Su questa stessa linea si pone anche la legislazione speciale per le zone musulmane (come Kazakistan, Daghestan, ecc). Nel 1918 vengono aboliti la poligamia, il matrimonio delle bambine e l'uso del velo coranico, norma confermata nel 1926. Nel 1918 viene stabilita la gratuità dell'assistenza ospedaliera per le partorienti. Nel 1920 viene liberalizzato l'aborto: la norma che vuol far diminuire gli aborti clandestini ha peraltro un impianto generico perché non stabilisce entro qualche settimana debba essere effettuata l'aborto perché sia considerato legale. L'insieme di queste norme viene recepito ed esteso dal codice di famiglia provato nel 1926: le ulteriori innovazioni riguardano il riconoscimento legale delle convivenze extramatrimoniali e l'autorizzazione del divorzio sulla base della dichiarazione di uno solo dei due coniugi.
Libertà e lavoro post-rivoluzione
L'ideale che guida queste innovazioni è indubbiamente un ideale di libertà: più spazio per realizzare la persona, come lavoratore o come lavoratrice. Inoltre si ritiene che il grande incremento di donne che lavorano nell'industria dovuto all'esigenza di guerra possa proseguire anche nel dopo guerra e nel dopo rivoluzione. C'è anche l'idea che una maggiore destrutturazione delle relazioni familiari possa liberare i giovani dalla esclusiva influenza pedagogica delle famiglie di appartenenza, lasciando allo Stato rivoluzionario lo spazio di cui c'è bisogno per plasmare appunto le giovani menti ai nuovi principi del comunismo. Secondo quanto espresso da Alexandra Kollontaj, al posto del matrimonio indissolubile, fondata sulla schiavitù della donna si vedrà nascere la libera unione, forte dell'amore e del rispetto reciproco di due membri dello Stato del lavoro, uguali nei loro diritti e nei loro doveri.
Istruzione obbligatoria e marxismo
Per quanto riguarda l'istruzione, essa viene resa obbligatoria fino ai 15 anni privilegiando le materie tecniche su quelle umanistiche e facendo spazio soprattutto all'insegnamento della dottrina marxista.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il significato del diritto di voto per le donne russe dopo la rivoluzione?
- Quali innovazioni sono state introdotte nel diritto di famiglia dopo la rivoluzione?
- Come è stata affrontata la legislazione nelle zone musulmane dopo la rivoluzione?
- Qual è l'ideale che ha guidato le innovazioni sociali e lavorative post-rivoluzione?
A partire dal luglio del 1917, le donne russe ottengono il diritto di voto, mantenendolo anche dopo la rivoluzione, sebbene questo diritto risulti poco utile sia per le donne che per gli uomini.
Dopo la rivoluzione, il nuovo Stato ha approvato leggi innovative che includono il divorzio consensuale, l'uguaglianza tra uomini e donne e la celebrazione del matrimonio come rituale civile, allontanandosi dalla tradizione religiosa.
La legislazione nelle zone musulmane ha abolito pratiche come la poligamia e il matrimonio infantile, e ha introdotto norme come la gratuità dell'assistenza ospedaliera per le partorienti e la liberalizzazione dell'aborto, confermando un approccio progressista.
L'ideale di libertà ha guidato le innovazioni, promuovendo un maggiore spazio per la realizzazione personale e lavorativa, e sostenendo che la destrutturazione delle relazioni familiari potesse favorire l'educazione dei giovani secondo i principi comunisti.