Concetti Chiave
- La guerra civile in Russia causò 7 milioni di morti e un'economia distrutta, spingendo il governo comunista a cancellare i debiti esteri e nazionalizzare le fabbriche.
- Lenin implementò il 'Comunismo di Guerra', consentendo ai soldati di requisire cibo e beni, con una rigorosa gestione della distribuzione controllata dallo Stato.
- Per reprimere il mercato nero, il governo istituì la polizia politica 'Ceka' e attuò una politica di terrore, consolidando il regime a partito unico.
- La ribellione di Kronstadt nel 1921 portò Lenin a rivedere le politiche economiche, introducendo la Nep che aboliva la requisizione dei grani a favore di un'imposta fissa per i contadini.
- Stalin, successore di Lenin come segretario del Partito Comunista, consolidò il suo potere dal 1927, instaurando un regime basato su repressione e consenso popolare.
Conseguenze della guerra civile
Gli anni della guerra civile portarono 7 milioni di morti e anche un’economia disastrata.
Per risolvere il problema economico, il governo comunista dichiara nulli i debiti con gli stati esteri e fa esproriare e nazionalizzare le fabbriche.
Quali sono le politiche economiche di Lenin?
Quando era scoppiata la Guerra Civile, Lenin ricorse al ‘Comunismo di Guerra’, ossia i soldati dell’Armata Rossa erano autorizzati a requisire viveri e rifornimenti nelle campagne: negozi e ristornati vennero requisiti e affidati alle autorità, quindi la diffusione dei beni alimentari era controllata dai funzionari statali.
Repressione e terrore rosso
Questo tipo di comunismo scatenò il mercato nero: contadini e commercianti cercano di vendere per altre vie la loro merce a prezzi più elevati; per reprimere queste attività illegali il governo attuò una politica di terrore.
Nacque così la polizia politica, conosciuta come ‘Ceka’ (Comitato straordinario di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione e il sabotaggio).
Lenin con la pratica del ‘terrore rosso’ ruscì a fare dello Stato un regime politico a partito unico, approvando una costituzione nel 1918, che attribuiva tutto il potere ai Soviet e negava il diritto di voto ai nemici dello Stato rivoluzionario e anche agli abitanti delle campagne.
I Dirigenti Comunisti formarono nel 1919 la Terza Internazionale, la ‘Comintern’ (Internazionale Comunista), dove i partiti aderenti dovevano seguire il modello bolscevico e difendere la Russia rivoluzionaria.
Ribellione di Kronstadt
Nel 1921 i marinai della base navale di Kronstadt si ribellano al ‘comunismo di guerra’, protestando per le loro misere condizioni di vita in confronto ai privilegiati dirigenti bolscevichi.
La reazione del governo è dura, Lenin li fa massacrare dall’esercito.
Quest’episodio però fece riflettere i dirigenti comunisti sull’opportunità di abbandonare il comunismo di guerra per attuare altre forme di gestione economica.
E così Lenin elaborò la Nep (Nuova politica economica): la requisizione dei grani era abolita, i contadini devono però pagare un’imposta fissa in natura, cedendo una quota della produzione allo stato.
Nel 1922 Lenin venne colpito da un ictus e morì nel gennaio del 1924.
Nel 1922 lo Stato aveva preso il nome di URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche).
Venne approvata quindi una nuova costituzione che rendeva lo Stato Sovietico una Federazione di Repubbliche.
Sempre secondo la Costituzione, l’unico partito la cui esistenza è ammessa è il Partito Comunista.
Ascesa di Stalin
Dal 1922 è Stalin che sostituì Lenin come segretario del Partito Comunista.
Era stato lo stesso Lenin a volerlo, però nei suoi ultimi due anni di vita lo criticò aspramente in una sorta di ‘testamento politico’, che non venne mai pubblicato e che quindi permise a Stalin di restare in carica come segretario.
Però Trotskij aveva tentato di sfruttare la situazione a suo favore, senza riuscirne; egli proponeva di esportare la rivoluzione al resto del mondo, mentre Stalin voleva il consolidamento del processo rivoluzionario all’interno della Russia.
Dal 1927 Stalin è ufficialmente il principale dirigente del Partito Comunista e di tutta l’Unione Sovietica.
Il Regime Comunista si reggeva sulla paura che incuteva attraverso i sistemi repressivi, ma si appoggiava anche sul consenso degli operai e dei contadini.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze principali della guerra civile in Russia?
- Che cos'è il 'Comunismo di Guerra' e come influenzò la vita quotidiana?
- Quale ruolo ebbe la 'Ceka' durante il periodo del terrore rosso?
- Cosa scatenò la ribellione di Kronstadt e quale fu la reazione del governo?
- Come avvenne l'ascesa di Stalin e quali erano le sue differenze con Trotskij?
La guerra civile portò a 7 milioni di morti e a un'economia disastrata, costringendo il governo comunista a dichiarare nulli i debiti con gli stati esteri e a nazionalizzare le fabbriche.
Il 'Comunismo di Guerra' permise ai soldati dell'Armata Rossa di requisire viveri e rifornimenti, controllando la distribuzione dei beni alimentari attraverso le autorità statali, il che portò alla nascita del mercato nero.
La 'Ceka', o polizia politica, fu istituita per combattere la controrivoluzione e il sabotaggio, attuando una politica di terrore per reprimere le attività illegali e mantenere il controllo sul regime a partito unico.
I marinai di Kronstadt si ribellarono contro il 'comunismo di guerra' a causa delle loro misere condizioni di vita; il governo rispose duramente, facendo massacrare i ribelli dall'esercito.
Stalin divenne segretario del Partito Comunista nel 1922, sostenuto da Lenin, ma criticato nei suoi ultimi anni. A differenza di Trotskij, che voleva esportare la rivoluzione, Stalin si concentrò sul consolidamento del processo rivoluzionario in Russia.